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LAVORO: SCIOPERO DEI TRENI PER IL CONTRATTO, CONTRO LE PRIVATIZZAZIONI E IL TRASPORTO DI MATERIALE BELLICO
Scatta stasera alle ore 21.18 il nuovo sciopero nazionale del personale ferroviario, una protesta di 24 ore indetta dai sindacati di base Cub Trasporti, Sgb e Assemblea nazionale dei macchinisti e dei capitreno Pdm/Pdb. Al centro della mobilitazione che interessa il personale di Trenitalia, Italo e Trenord una serie di rivendicazioni contrattuali e occupazionali. Lavoratori e lavoratrici chiedono innanzitutto il rinnovo del contratto collettivo nazionale e l’adeguamento dei salari erosi dell’inflazione. Sul tavolo della protesta pesano anche le criticità legate alla sicurezza del personale di macchina e di bordo, che vuole sia riconosciuta loro l’attività usurante. I sindacati manifestano inoltre una netta contrarietà alla privatizzazione del settore e alla frammentazione del servizio universale degli Intercity tramite gare d’appalto. Sotto accusa c’è la recente bocciatura in Parlamento della “clausola sociale”, una norma che avrebbe garantito la tutela dei posti di lavoro in caso di cambio di gestione delle linee. Pur non essendo direttamente presenti temi legati alle spese militari o agli investimenti nella difesa, Clemente Garruto, macchinista e delegato Sgb ai nostri microfoni dichiara che “un altro motivo importante del nostro sciopero è per gli investimenti che vengono fatti per garantire un trasporto militare a discapito del trasporto passeggeri”. Usb ha proclamato un altro sciopero, sempre per il settore ferroviario e con le medesime rivendicazioni, dalle ore 9 alle 16.59 di martedì 8 settembre. Clemente Garruto, macchinista Merci Italia Rail e delegato per il sindacato SGB, racconta ai nostri microfoni le ragioni dello sciopero. Ascolta o scarica
September 7, 2026
Radio Onda d`Urto
Manutenzione rotabili: Trenitalia diserta l’incontro in Regione. I sindacati: “Inaccettabile, la manutenzione dei treni regionali resti in Emilia-Romagna”
Si è svolto il 2 luglio scorso in Regione Emilia-Romagna l’incontro richiesto dalle Segreterie regionali di FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI sul futuro del sistema manutentivo dei rotabili ferroviari regionali, a partire dalla situazione delle Officine di Bologna e Rimini. L’assenza di Trenitalia è un fatto grave e inaccettabile. Le Organizzazioni sindacali esprimono una ferma condanna nei confronti dell’azienda, che ha scelto di non presentarsi a un tavolo convocato dall’istituzione regionale su un tema che riguarda centinaia di lavoratrici e lavoratori, la tenuta industriale di due siti strategici e la qualità del servizio ferroviario per l’intera regione. Un atteggiamento che si somma al silenzio e all’inerzia con cui, negli ultimi anni, Trenitalia ha gestito il dossier: impegni sottoscritti e mai rispettati a Rimini, investimenti promessi e mai realizzati, prospettive industriali per Bologna messe in discussione senza alcun confronto reale con chi rappresenta lavoratrici e lavoratori. Non si tratta di un episodio isolato, ma della conferma di una strategia aziendale che punta a delocalizzare progressivamente la manutenzione ciclica dei convogli fuori dalla regione, disperdendo competenze, know-how e occupazione costruiti in anni di lavoro e di lotta sindacale. Apprezziamo, al contrario, la disponibilità dimostrata oggi dalla Regione Emilia-Romagna, che ha ascoltato con attenzione le ragioni del sindacato e condiviso la preoccupazione per un percorso che rischia di indebolire un patrimonio industriale e occupazionale costruito con ingenti investimenti pubblici sul rinnovo della flotta regionale. Chiediamo però alla Regione di portare avanti gli impegni presi con l’accordo del 6 maggio 2022, confermato poi nel 2023 su: mantenimento livelli occupazionali, continuità produttiva nei siti di Rimini e Bologna, la manutenzione ciclica Rock e Pop di Trenitalia Tper. Un impegno che ci aspettiamo si traduca ora in iniziative concrete nei confronti di Trenitalia e Trenitalia Tper. La posizione delle Organizzazioni sindacali è chiara e non negoziabile: l’intera manutenzione dei treni regionali di Trenitalia Tper deve essere svolta in Emilia-Romagna, valorizzando pienamente sia l’Officina Manutenzione Ciclica di Bologna sia l’Officina di Rimini, in un sistema integrato e sinergico tra i due siti, come già proposto formalmente dalle Segreterie regionali. Bologna come polo per la manutenzione ciclica dei mezzi della flotta regionale, Rimini come sito di riconversione e supporto, anche con nuove lavorazioni e con investimenti che permettano lavorazioni su treni a composizione bloccata, mantenendo i livelli occupazionali come previsto dagli accordi sottoscritti: una scelta industriale razionale e sostenibile, resa possibile da investimenti mirati, anche sui capannoni già esistenti e oggi sottoutilizzati. Chiediamo a Trenitalia di assumersi immediatamente le proprie responsabilità e a Trenitalia Tper di essere sensibile al tema e di privilegiare il sistema manutentivo regionale, dato che la stessa società nasce da investimenti e patti messi in campo dalla Regione Emilia Romagna. Per questo pretendiamo da Trenitalia di tornare al tavolo, di rispettare gli impegni già sottoscritti in sede istituzionale presentando un piano industriale credibile e condiviso con azioni concrete insieme a TrenitaliaTper, al fine di garantire la continuità produttiva e occupazionale di entrambi i siti. Non permetteremo che la manutenzione dei treni pagati dai cittadini dell’Emilia-Romagna venga smantellata e trasferita altrove. Se non si avranno risposte certe sul futuro delle due officine in tempi ragionevoli, le segreterie regionali proseguiranno la mobilitazione, in tutte le sedi e con tutti gli strumenti necessari, a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e della qualità del servizio ferroviario regionale. Le Segreterie Regionali dell’Emilia-Romagna FILT-CGIL FIT-CISL UILTRASPORTI Redazione Romagna
July 10, 2026
Pressenza
Il blocco dei treni del 24 maggio…
… e la lezione di Ivan Cicconi. di Angelo Maddalena Il sacchetto Courtesy kit di Trenitalia che ci consegnano a Villa San Giovanni è lo stesso, nel contenuto, dello scatolino bianco che ci hanno consegnato alla stazione di Salerno, in questo viaggio “odisseico”: così il professore Caviglia aveva definito il mio imminente viaggio in treno da Milano a Enna, dopo