Scoprire “Le interviste dimenticate di Hitler (1923-1940)”, nel nuovo libro edito da Lindau
Questo venerdì 29 maggio, edizioni Lindau nella collana I Leoni, ha pubblicato
il libro intitolato “Le interviste dimenticate di Hitler (1923-1940)”, con la
traduzione di Aldo Piccato. L’autore del libro, Éric Branca, è giornalista e
saggista francese, ed è stato a lungo redattore e direttore a «Valeurs
Actuelles». Questi inoltre è specialista di storia contemporanea e delle
relazioni internazionali, ed ha pubblicato numerosi studi sul nazismo, la
politica francese e la diplomazia del XX secolo. Nella sinossi del libro
possiamo leggere:
“Le sedici interviste contenute in questo volume – molte delle quali mai più
ripubblicate – furono quelle attraverso cui Adolf Hitler costruì abilmente la
propria immagine presso la stampa francese, inglese e americana nel periodo
compreso tra il 1923 e il 1940. Attraverso un lavoro storico rigoroso, Éric
Branca dimostra come il Führer seppe manipolare giornalisti, opinion leader e
l’opinione pubblica dei paesi coinvolti nel secondo conflitto mondiale,
sfruttando ambiguità, mezze promesse e un uso precoce dello «storytelling»
politico. Per quanto diversi, gli autori delle interviste – importanti firme
delle testate più lette –, erano tutti accomunati, in varia misura, dalla stessa
miopia: «Poiché temevano la guerra, volevano credere, e soprattutto far credere
ai loro lettori, che Hitler dicesse la verità quando difendeva la pace. E,
errore ancor più grave, evitarono di porgli le domande a cui non voleva
rispondere».
Il volume offre un punto di vista unico sulle responsabilità della stampa
dell’epoca, sull’illusione pacifista e sulla progressiva cecità con cui l’Europa
accolse la minaccia nazista. Un libro indispensabile per chi vuole capire
dall’interno il funzionamento della propaganda e gli errori che favorirono
l’ascesa del III Reich”.
Si tratta sicuramente di un libro da leggere e da recuperare, non solo per gli
storici, gli studiosi o gli appassionati ma per tutti. Infatti questo libro,
attraverso le sue interviste, può farci riflettere anche sull’attualità e può
quindi essere un’utile strumento al giorno d’oggi, per aiutarci a capire e
comprendere come leader politici, anche all’interno dell’ordinamento
democratico, siano in grado di manipolare sia i giornalisti che l’opinione
pubblica mondiale. Ricordiamoci che Hitler venne eletto cancelliere all’interno
di una democrazia, e che oggi i pericoli possono essere sicuramente maggiori per
via dei social e delle nuove tecnologie. Ci troviamo di fronte dunque a un libro
prezioso, da far leggere anche negli istituti di scuola superiore e nelle
università.
Andrea Vitello