Tag - abelardo de la espriella

Alle elezioni in Colombia è in vantaggio il candidato che piace a Trump e a Milei
I colombiani dovranno attendere il prossimo 21 giugno per conoscere il loro nuovo presidente. Il primo turno delle elezioni si è infatti concluso con un testa a testa tra due candidati che non hanno sfondato la soglia del 50% dei consensi. Si tratta di Abelardo de la Espriella, esponente dell’estrema destra che contro ogni pronostico ha ottenuto il 43,7% dei voti e di Iván Cepeda, “erede” dell’attuale presidente Gustavo Petro, fermatosi al 40,9% dei consensi, lamentando irregolarità nel conteggio dei voti. Sorridono Donald Trump e Javier Milei all’idea di avere un nuovo alleato nella regione, ma la corsa alla presidenza resta aperta, soprattutto considerando l’elevato astensionismo che ha caratterizzato il primo turno. Abelardo de la Espriella, meglio conosciuto come El Tigre, ha ribaltato i pronostici della vigilia, chiudendo la tornata elettorale del 31 maggio in testa. Avvocato e imprenditore, Abelardo de la Espriella ha concentrato la sua campagna elettorale su toni militaristi e patriottici, promettendo una lotta serrata contro i gruppi paramilitari attivi nel Paese. Il leader del partito Defensores de la Patria si ispira a un altro presidente della regione, Nayib Bukele, che a El Salvador ha sospeso lo stato di diritto per reprimere le gang. Sul piano economico l’influenza è invece argentina, trovando un riferimento nel neoliberismo di Javier Milei, che ha accolto con favore l’esito elettorale. «Se si ripeterà questo risultato al secondo turno — ha scritto su X Milei — non ho dubbi che la Colombia entrerà nuovamente nel concerto delle Nazioni Libere e riprenderà una rotta orientata alla difesa della vita, della libertà e della proprietà». A sorridere è anche il presidente USA Donald Trump, con il quale El Tigre ha dichiarato di voler stringere un’alleanza strategica, superando le attuali ostilità del governo Petro. In continuità con quest’ultimo, Iván Cepeda, senatore e filosofo, ha invece insistito sul mantenimento dell’autonomia rispetto alle mire statunitensi, diventate delle vere e proprie minacce belliche a seguito del golpe in Venezuela. Il candidato progressista intende continuare il programma di pacificazione con i gruppi armati lanciato da Petro e ancora lontano da una conclusione, visti i recenti attacchi. Dopo una prima parte del mandato segnato da ingovernabilità e rimpasti di ministri, Petro ha risalito la china, approvando la riforma del lavoro ed ergendosi quale baluardo americano contro amministrazione Trump e governo Netanyahu. Così negli ultimi mesi il consenso è risalito, fino a conquistare i sondaggi. La realtà ha però raccontato uno scenario differente, con Abelardo de la Espriella in testa. A separarlo da Iván Cepeda sono poco meno di tre punti percentuali. Per il prossimo turno El Tigre potrà contare sul sostegno dei conservatori, fermatisi al 6%. Anche il fronte progressista, che lamenta irregolarità nel conteggio dei voti, cercherà di racimolare voti tra i partiti esclusi dal ballottaggio. Sulla strada della presidenza risulterà cruciale la capacità di mobilitare chi ha deciso di disertare le urne. Al primo turno l’astensionismo è arrivato al 45%, coinvolgendo praticamente un elettore su due. L'Indipendente
June 1, 2026
Pressenza
COLOMBIA: ELEZIONI PRESIDENZIALI. DOPO IL PRIMO TURNO AVANTI IL CANDIDATO DI ESTREMA DESTRA ABELARDO DE LA ESPRIELLA
Sondaggi smentiti in Colombia, anche a cuasa delle pressioni Usa e di un clima politico avvelenato al termine del primo turno delle elezioni presidenziali.  In testa il candidato trumpiano e di estrema destra Abelardo De La Espriella (Defensores de la patria), con il 43,7% dei voti (10,3 milioni).  Secondo il progressista Iván Cepeda Castro (Pacto Histórico) con il 41,1% (9,6 milioni di voti) sostenuto dal presidente attuale Pedro. I sondaggi lo davano in testa. “C’è un’incongruenza che vogliamo verificare attorno al censimento elettorale“, ha detto Cepeda dopo il voto, denunciando il voto irregolare di oltre 800mila elettori extra rispetto a quelli censiti da Bogotà. Prima di lui il presidente uscente Gustavo Petro commentava che “centinaia di migliaia di voti” erano stati “aggiunti” alle urne, chiedendo verifiche al Consiglio nazionale elettorale. Il commento di David compagno italiano che vive in Italia Ascolta o scarica  Silurata Paloma Valencia, del Centro democratico, sotto il 7% (poco più di un milione e mezzo di voti).  Crolla così lo storico partito dell’ex presidente Uribe, che per decenni ha egemonizzato il voto conservatore sostenendo i gruppi paramilitari. Un dato da sottolineare è l’alta astensione: oltre 17 milioni, questo resta comunque il primo partito del Paese. Il secondo turno sarà domenica 21 giugno e secondo gli analisti la partecipazione tenderebbe a crescere del 3% . Dato che potrebbe aiutare il fronte progressista, che parte sfavorito e Cepeda potrebbe contare anche sui voti dell’ex candidato Fajardo, che ha ottenuto il 4,2%. Il commento di Andrea Cegna nostro collaboratore e curatore della newsletter Il Finestrino dedicata alle notizie dal sudamerica Ascolta o scarica 
June 1, 2026
Radio Onda d`Urto
Presidenziali Colombia: la sfida di Iván Cepeda
Oggi, 31 maggio, colombiani alle urne per scegliere il nuovo presidente del paese. I sondaggi indicano Iván Cepeda (Pacto Histórico, sinistra) in vantaggio, grazie anche alla frammentazione di uribismo ed estrema destra tra Paloma Valencia e Abelardo De la Espriella, ma si teme una sorta di “Hondurasgate” orchestrato dagli Stati Uniti, già intervenuti pesantemente nella campagna elettorale. di David Lifodi