MEDIO ORIENTE: GUERRA E ACCORDI DI PACE “LEGATI A DOPPIO FILO” AGLI INTERSCAMBI USA-UE-ISRAELE. L’INTERVISTA CON WIDAD TAMIMI
La firma dell’accordo tra Stati Uniti e Iran è annunciata da settimane ma non
arriva mai. Il ministro della guerra di Trump, il falco Pete Hegseth, getta
benzina sul fuoco: “gli Usa sono più che capaci di riprendere la guerra contro
Teheran e restano impegnati a impedire all’Iran di dotarsi di un’arma nucleare”,
afferma il segretario alla Difesa Usa.
“Trump stringerà un accordo soltanto se questo sarà vantaggioso per gli Usa e
rispetterà le sue linee rosse”, aggiungono dalla Casa Bianca. Nel frattempo non
si fermano gli scambi di colpi: secondo Bloomberg un attacco missilistico
balistico iraniano contro una base aerea kuwaitiana ha causato lievi ferite a
diversi soldati statunitensi e ha danneggiato in modo grave due droni
statunitensi MQ-9 Reaper.
Chi non ha mai nascosto la contrarietà all’accordo è Israele, che da giorni ha
di nuovo scatenato l’inferno in Libano. L’esercito di occupazione israeliano non
aveva mai rispettato nessuna tregua, né quella del novembre 2024, né l’ultima,
quella in vigore – solo in teoria – da aprile.
Ora però le truppe di Tel Aviv hanno superato il fiume Litani e gli aerei da
guerra israeliani hanno ripreso a martellare in maniera intensa le città del
sud, ma anche la capitale Beirut. Accanita, sul terreno, la resistenza di
Hezbollah. Il movimento sciita libanese ha scagliato anche stanotte diversi
razzi verso le truppe occupanti e gli insediamenti settentrionali dello stato di
Israele. A Washington, intanto, proseguono i colloqui militari diretti farsa tra
Israele e governo libanese, senza Hezbollah.
Sull’impunità di cui gode Israele, paese legato a “doppio filo” agli interscambi
nei settori tecnologico, digitale, difesa e finanza, abbiamo intervistato la
scrittrice e giornalista Widad Tamimi. Ascolta o scarica