Appunti Resistenti per la libertà d’insegnamento
L’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ
INSIEME A DOCENTI PER GAZA HA ELABORATO UN LIBRETTO, CHIAMATO IN MANIERA
EVOCATIVA APPUNTI RESISTENTI PER LA LIBERTÀ D’INSEGNAMENTO, CON LO SCOPO DI
RICORDARE AI COLLEGHI E ALLE COLLEGHE I DIRITTI CHE POSSIAMO RIVENDICARE DAVANTI
AI TENTATIVI DI CENSURA, REPRESSIONE E INTIMIDAZIONE NEL CASO DI INIZIATIVE CHE
NON PIACCIONO AL GOVERNO, COME QUELLE LEGATE ALLA QUESTIONE PALESTINESE CHE
ULTIMAMENTE HA VISTO ANCHE L’INTERVENTO DEGLI ISPETTORI IN ALCUNE SCUOLE. SI
INVITANO I/LE DOCENTI A SCARICARE IL PDF E A FAR CIRCOLARE IL MATERIALE PER UNA
MAGGIORE CONSAPEVOLEZZA DELLA LIBERTÀ D’INSEGNAMENTO GARANTITA DAL DETTATO
COSTITUZIONALE.
PARTE PRIMA – INTRODUZIONE E MOTIVAZIONI DELL’OPUSCOLO
Le recenti ispezioni ministeriali che hanno interessato alcune scuole,
“colpevoli” di aver invitato Francesca Albanese a parlare di Palestina,
rappresentano un ulteriore salto di qualità della repressione nel nostro Paese.
Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e
Docenti per Gaza crediamo che sia molto importante reagire in modo coordinato e
visibile a questo attacco alla libertà di insegnamento, anche perché niente
possono gli ispettori di fronte alla normativa che ci tutela pienamente.
Questo opuscolo è pensato sia come strumento politico e guida normativa che come
proposta concreta sul piano della didattica: se vogliono colpire la libertà di
insegnamento, come docenti abbiamo il dovere di difendere tale norma di rango
costituzionale e rivendicarla all’interno del nostro lavoro quotidiano; se
rinunciamo a parlare di Palestina, a scegliere autonomamente gli esperti che
devono entrare nelle nostre scuole, allora avranno avuto ragione a “colpirne uno
per educarne cento”.
LA SITUAZIONE
Contro il genocidio del popolo palestinese si è sviluppata una mobilitazione
come mai nel recente passato. La scuola, in tutte le sue componenti, ha svolto
un ruolo fondamentale, contribuendo a formare quel senso comune generale di
condanna di fronte a una massima ingiustizia. Si è così evidenziata una enorme
distanza fra il Parlamento italiano, quasi tutto schierato per la guerra e il
riarmo, e la maggioranza dell’opinione pubblica che, in un’ottica
antimilitarista, vuole una vera pace in Palestina e la fine del conflitto
russo-ucraino. A conferma di questa enorme distanza si veda l’immediata reazione
popolare rispetto alle gravissime vicende in corso in Venezuela.
Le mobilitazioni popolari contro le guerre hanno fatto e fanno paura. Invece di
ascoltarne le ragioni, maggioranza e buona parte dell’opposizione, appoggiate da
quasi tutti i media, hanno amplificato singoli episodi, del tutto marginali
rispetto al quadro generale, per iniziare un’opera di delegittimazione delle
proteste e, conseguentemente, di repressione. Denunce, multe, arresti, negazione
degli spazi per discutere, assalti squadristici per impedire i dibattiti: la
cronaca di questi giorni testimonia della gravità della situazione.
Solo chi non vuole vedere non si accorge del cosiddetto “doppio standard” messo
in atto da chi ci governa (ciò che ritengo legittimo per la mia parte, diventa
intollerabile se compiuto dai miei “nemici”) e non si accorge del tentativo di
rendere “normale” la guerra e necessari il riarmo e la leva militare.
A SCUOLA
In questo quadro, ispettori ministeriali sono stati inviati nelle scuole per
controllare l’operato di docenti, studentesse e studenti, in nome di un supposto
diritto al contraddittorio, che dovrebbe impedire la strumentalizzazione
dell’istruzione.
La nota ministeriale n. 6545 del 12 dicembre 2025, paradossalmente, afferma il
ruolo formativo, democratico, pluralistico della scuola, ma di fatto lo vìola,
criminalizzando proprio quelle attività che sono pluralistiche, democratiche e
formative, in quanto forniscono dati di informazione e studiano criticamente la
situazione palestinese.
Si tratta quindi di una intimidazione politica nei confronti di dirigenti
scolastici, docenti, studenti e studentesse, che però non ha una base normativa.
* In primo luogo, va ricordato che la Scuola pubblica statale è per sua natura
“pluralistica”, in quanto il personale viene reclutato non in base a una
specifica appartenenza ideologica (come avviene nelle scuole private “di
tendenza”), ma attraverso una pubblica selezione, e ciò fa sì che studentesse
e studenti e le stesse famiglie incontrino docenti e personale sicuramente di
diversa formazione e orientamento politico e culturale.
* In secondo luogo, va ricordato che esiste il Testo unico, tuttora in vigore
(Decreto Legislativo n. 297/1994) che, attraverso gli organi collegiali,
regola la vita democratica della scuola. Un testo che devono rispettare anche
i dirigenti scolastici, visto che, secondo il Decreto Legislativo n.
165/2001, questi ultimi devono operare «nel rispetto delle competenze degli
organi collegiali scolastici».
* Infine, è utile ribadire quanto previsto nell’art. 33 della nostra
Costituzione: «L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento»,
concetto ribadito anche nel CCNL.
Ma torniamo alle ispezioni. Si è, innanzitutto, determinato un clima di paura e
di intimidazione, che ha portato dirigenti scolastici zelanti ad annullare
iniziative già programmate, mentre diversi docenti hanno dovuto giustificare il
loro operato, dimostrando così che l’obiettivo del ministro non era certo quello
di garantire il pluralismo/contraddittorio, ma, molto più banalmente, di
impedire che si discutesse del genocidio del popolo palestinese. Un intento
confermato dal fatto che ciò è avvenuto unicamente sulla Palestina, mentre in
passato il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, non ha mai
invocato il criterio del pluralismo/contraddittorio rispetto alla presenza nelle
scuole di esperti esterni.
COME REGOLARSI IN QUANTO DOCENTI
A nostro avviso basterebbe seguire la normativa che regola il mondo della
scuola. Proviamo a ricapitolare:
* ogni scuola approva un proprio PTOF. All’interno di questo documento,
coerentemente con i nostri principi costituzionali, vengono esplicitati gli
orientamenti generali e le priorità rispetto all’azione educativo-didattica.
* tutto ciò che viene programmato coerentemente col PTOF è pienamente
legittimo. Addirittura la normativa vigente prevede anche (art. 3, comma 2,
d.P.R. n. 275/1999, come modificato dall’art. 1, comma 14, della l. n.
107/2015) il rispetto delle cosiddette opzioni di gruppo minoritario.
* negli ultimi anni una programmazione unitaria è inoltre prevista rispetto
all’Educazione Civica e all’Orientamento. Tale programmazione unitaria va
articolata all’interno dei singoli Consigli di Classe.
* per quanto riguarda l’Educazione Civica (l. n. 92/2019 e Linee Guida d.m. n.
183/2024) i consigli di classe possono individuare le tematiche trasversali
e, per esempio, potrebbero indicare come centrale (come è avvenuto in alcune
realtà) il tema della pace e della guerra.
* per quanto riguarda l’Orientamento (Linee Guida d.m. n. 328/2022 e successive
Note di attuazione), esso viene definito come un processo che accompagna
tutto il percorso scolastico, con l’obiettivo di formare cittadini
consapevoli, capaci di scegliere e di riprogettarsi in un mondo in rapido
cambiamento. Conoscere e saper comprendere i conflitti non vi è dubbio che
aiuti a formare cittadini consapevoli.
QUINDI UN PROGETTO SULLA PACE E SULLA GUERRA, INDIVIDUALE E/O COLLETTIVO, È DEL
TUTTO LEGITTIMO E PREVISTO DALL’ATTUALE ORDINAMENTO SCOLASTICO.
LA FUNZIONE DOCENTE
Spetta al/alla singolo/a docente articolare il lavoro, grazie alla propria
professionalità, durante le ore di lezione e utilizzare, nei modi che ritiene
più opportuni, l’eventuale contributo di esperti esterni, con l’unica condizione
che questi ultimi non esprimano idee contrarie alla Costituzione. Del resto, è
del tutto impossibile pensare a un “contraddittorio permanente”, modello mutuato
dai talk show televisivi e orientato a generare tifoserie invece che sviluppare
il pensiero critico dei discenti a partire dai processi di ricerca.
Infine, per quanto riguarda gli/le esperti/e esterni eventualmente
invitati/presenti nelle assemblee studentesche di istituto (scuola secondaria di
secondo grado), anche in questo caso basta rispettare la normativa vigente,
d.lgs. n. 297/1994 e Statuto delle studentesse e degli studenti.
In particolare l’art. 13, comma 6, del d.lgs. n. 297/1994 prevede che: «Alle
assemblee di istituto svolte durante l’orario delle lezioni, ed in numero non
superiore a quattro, può essere richiesta la partecipazione di esperti di
problemi sociali, culturali, artistici e scientifici, indicati dagli studenti
unitamente agli argomenti da inserire nell’ordine del giorno. Detta
partecipazione deve essere autorizzata dal Consiglio d’Istituto».
Se questi passaggi normativi risultano rispettati, qualsiasi ispezione non potrà
fare altro che constatare la correttezza dell’operato di quelle docenti e quei
docenti che hanno ritenuto formativo ed essenziale per il loro lavoro educativo
portare studenti e studentesse a conoscenza non solo degli aspetti economici,
ideologici, geopolitici, etici, ma anche del coinvolgimento altissimo delle
popolazioni civili – fino ad arrivare alla volontà genocida – che caratterizza
le guerre a noi contemporanee.
FAQ
1. Se ho deciso di invitare un/a esperto/a nelle mie ore di lezione, devo per
forza passare dal Consiglio di Classe?
No. Durante la propria ora di lezione in caso in cui si segua la propria
programmazione disciplinare, che può essere modificata nell’effettivo percorso
di insegnamento-apprendimento, possono essere invitati esterni per
approfondimenti; il passaggio per il consiglio di classe può essere un’ulteriore
tutela, ma non un obbligo. La comunicazione alla D.S. è d’obbligo solo per
quello che riguarda la faq n. 2.
* Se ho deciso di invitare un/a esperto/a nelle mie ore di lezione, devo per
forza comunicarlo al dirigente?
Si, ma solo se l’esperto viene in presenza per motivi di sicurezza e
assicurazione; un intervento on line non ha bisogno di autorizzazione; qualora
il Dirigente scolastico sollevi problemi, rivolgersi al proprio sindacato.
* Cosa devo scrivere sul registro?
Ogni docente ha l’obbligo di tenere aggiornato il registro elettronico con le
attività svolte (art. 41 del R.D. 30/04/1924 n. 965). È sufficiente scrivere
l’argomento della lezione.
* Sono obbligata/o a comunicare ai genitori preventivamente la presenza di un
esperto?
No, se svolto all’interno della propria programmazione e della propria ora di
lezione (così come non si comunica la visione di un film, la scelta di un
documento o qualsiasi approfondimento disciplinare[1] [2] [3] ); si può
prevedere, tuttavia, di inserire nel registro l’eventuale incontro proprio anche
al fine di sottolineare la libertà di insegnamento. Se il progetto rientra nella
programmazione del consiglio di classe consigliamo di scrivere sul registro
l’attività che si svolgerà.
* Quali sono brevemente e precisamente i passaggi che consigliate di fare in
modo da essere blindati da un punto di vista normativo?
a) Nella propria ora di lezione, se si tratta un argomento inerente la
disciplina insegnata e la programmazione prevista, il docente non ha alcun
obbligo da rispettare, se non eventualmente quello di informare preventivamente
il dirigente scolastico che nel giorno e nelle ore stabilite sarà presente nei
locali della scuola un esperto esterno.
b) Nella propria ora di lezione, se si tratta un argomento non inerente la
disciplina insegnata, ma previsto nel PTOF o nella propria programmazione come
attività di educazione civica o orientamento, il/la docente non ha alcun obbligo
da rispettare, se non eventualmente quello di informare preventivamente il
dirigente scolastico che nel giorno e nelle ore stabilite sarà presente nei
locali della scuola un esperto esterno.
* Possono gli studenti chiamare un/una esperto/a esterno/a durante l’assemblea?
Si, per un totale di 4 volte l’anno (art. 13, comma 6, del d.lgs. n.
297/1994) con la delibera del Consiglio di istituto. In molte scuole i
consigli di istituto, per accelerare la procedura, ad ogni inizio di anno
scolastico, delegano con specifica delibera, la Giunta esecutiva o
addirittura il dirigente scolastico a valutare la congruità dell’intervento
esterno con le norme di legge le regole interne alla scuola e autorizzare
l’intervento. Si sconsiglia di non concedere tale delega al DS in difesa del
ruolo degli organi collegiali.
* Anche se non sono di materie umanistiche posso affrontare argomenti di
attualità storico-politica?
Si, inserendoli nelle ore di orientamento e di educazione civica; se diverso
da quanto previsto nella programmazione del consiglio di classe questo va
coinvolto.
* Quali sono brevemente e precisamente i passaggi che consigliate di fare in
modo da essere blindati da un punto di vista normativo?
Vedi faq n.1.
TABELLA DI SINTESI PER APPROVAZIONE PROGETTI RESISTENTI A QUALUNQUE ISPEZIONE
periodoorgano collegialecose da faresuggerimentiAgosto/ settembrecollegio
docenti• Controllo della conformità del progetto con il PTOF punti da
attenzionare: • Obiettivi Educativi: Definisce gli obiettivi generali e
specifici, in linea con le indicazioni nazionali e le esigenze locali. •
Progettazione Curricolare: -Dettaglia i percorsi disciplinari, i curricoli, le
metodologie didattiche e i criteri di valutazione per ogni materia e classe. •
Progettazione Extracurricolare: Include attività extra, come laboratori,
progetti speciali, scambi culturali, viaggi di istruzione, che arricchiscono
l’offerta. settembreDipartimenti e poi Collegio docenti
consiglio di classe: prime intese sulla programmazione di classe•durante la
elaborazione del PTOF o del suo aggiornamento annuale ad opera dei dipartimenti;
inserimento del progetto/attività nel punto all’o.d.g • inserimento del
progetto/attività nel punto all’o.d.gessere generici (tipo “attività di
interesse formativo riguardo i diritti umani”) essere generici (tipo
“attività di interesse formativo riguardo i diritti umani”)ottobre
/novembreconsiglio di classe• inserimento del progetto/attività nel punto
all’o.d.g “programmazione della classe”; • inserimento del progetto/attività
in uno di questi “scatoloni”: –orientamento; -ed. civica; -FSL.Se non si ha già
il progetto specifico da inserire, essere generici, e far mettere a verbale gli
obiettivi educativi del PTOF che si intendono valorizzare con le proprie
proposte; lo “scatolone” Orientamento è il più flessibile e modificabile nel
corso dell’anno scolastico, quindi puntare su questo se si vuole avere la
possibilità di inserire una attività specifica successivamente; riguardo alla
Formazione Scuola Lavoro, ricordiamo che anche le scuole in quanto enti pubblici
possono essere struttura ospitante.dicembre/febbraio
fino a fine annoconsigli di classe o scrutini• inserimento del progetto/attività
nel punto all’o.d.g “ulteriore eventuali intese sulla programmazione della
classe” o in alternativa segnalazione dell’attività al cdc e al Tutor per
l’orientamento; • se il progetto/attività non può essere comunicato per la
breve tempistica, in un cdc: avvisare i membri del consiglio di classe, e p.c.
la dirigenza tramite mail istituzionale;A.A.A. per ogni progetto/attività
deliberato va data pronta comunicazione tramite la funzione “agenda” del
registro elettronico. In tal modo, infatti, saranno avvisati tutti i soggetti
coinvolti, direttamente o indirettamente, nell’attività della classe (docenti
del C.d.C., alunni, genitori). N.B.: anche nei casi in cui si è soliti
comunicare tramite whatsapp et similia, dopo le comunicazioni e le adesioni
mandare comunque una mail all’intero consiglio, e p.c. alla dirigenza, in cui si
formalizza l’adesione al progetto, iniziando la mail con la seguente dicitura
“Come anticipato e deciso per le vie brevi…” A.A.A. Se il dirigente, nonostante
l’approvazione del C.d.C avesse da eccepire, rispondete allegando il verbale
dove avete fatto inserire gli obiettivi educativi del PTOF a cui si rifanno le
vostre proposte progettuali. A.A.A. Anche se il progetto / attività dovesse
svolgersi esclusivamente nella propria ora, in caso di coinvolgimento di figure
esterne alla scuola (come nel caso del webinar di Francesca Albanese), ed
essendo la programmazione di classe una attività interdisciplinare, sentire
comunque prima il parere del C.d.C. nello specifico per ed. civica e
orientamentoTutto l’annoNessuno• attività nelle proprie ore di lezione e per le
proprie discipline, come approfondimento, ad esempio, di uno specifico tema
anche con la presenza di un esperto esterno;Durante la propria ora di lezione in
caso in cui si segua la propria programmazione disciplinare (per esempio, sono
una insegnante di storia e sto spiegando la colonizzazione spagnola in seguito
alla scoperta dell’America e faccio un confronto con il colonialismo del
Novecento parlando del conflitto in Palestina del 1936-39 proponendo Ilan
Pappé), possono essere invitati esterni per approfondimenti. La comunicazione
alla D.S. è d’obbligo solo se l’esperto è in presenza, per motivi di sicurezza e
assicurazione.
SCARICA GLI APPUNTI RESISTENTI PER LA LIBERTÀ D’INSEGNAMENTO IN PDF.
appunti resistentiDownload
--------------------------------------------------------------------------------
Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo
donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui:
FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM
Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo!
Fai una donazione
--------------------------------------------------------------------------------
FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE
Apprezziamo il tuo contributo.
Dona mensilmente
--------------------------------------------------------------------------------
FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE
Apprezziamo il tuo contributo.
Dona annualmente