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È fernuta ‘a zezzenella: chiacchiere resistenti per costruire dalle macerie. (Fuck Remigration)
"É fernuta a zezzenella" nel gergo contadino campano significa che è finito il periodo di mungitura delle vacche, che non c'è più latte da prendere, che le mucche sono allo stremo. Nella parlata comune questa frase si traduce con "è finita la pacchia", é finito il divertimento. Ma per chi? Per il padre padrone, per il colonizzatore bianco, per il capitalista: che altro volete prendervi? Ci rimane solo la vita. É da quello slancio vitale che resiste tra le macerie di una catastrofe permanente che vogliamo ripartire, da quella forza potente e ancestrale che da millenni continua a far girare il mondo, nonostante l'impegno dei noti maschietti, ricchissimi e capricciosi, nel trasformare la realtà in distopia. Ne parliamo il mercoledì mattina dalle 10:30 ogni due settimane con le amiche di ecologia politica e Claudia T., facendo partire i nostri discorsi dalle testimonianze dell3 compagn3 che vivono e lottano nel Sud Globale, con le quali abbiamo avuto la fortuna di incrociare le strade É fernuta a zezzenella oi' Ci trovate sugli 87.9 fm Perchè sta musica adda cangià.  In questa puntata abbiamo ripreso il discorso sull’estrattivismo coloniale, spostando l’attenzione sugli effetti di questa dinamica a casa nostra. Da un po’ di tempo a questa parte si sta diffondendo in Italia, e in Occidente in generale, il concetto di “remigrazione”: un’ideologia di matrice razzista e machista, l’ultimo raccapricciante neologismo proveniente dall’estrema destra globale. In questa puntata andiamo a guardare più da vicino gli accordi europei in materia di immigrazione e il DL immigrazione, che in questo periodo sta procedendo nel suo iter parlamentare. Siamo poi andate ad analizzare le reali radici di questa narrazione razzista e coloniale da una parte, e le condizioni materiali concrete della vita di chi si sposta dall’altra. A completare il quadro, ascolterete un piccolo excursus nervoso sui principali esponenti di questa ondata xenofoba, con un focus particolare sul cosiddetto “femonazionalismo”, che altro non è che l’ennesima narrazione che strumentalizza la violenza di genere per promuovere propaganda razzista. Ma nel transfemminismo non c’è spazio per queste naziste.    
June 10, 2026
Radio Onda Rossa
ROMA: ASSEMBLEA “FUCK REMIGRATION” VERSO LA MOBILITAZIONE ANTIFASCISTA DEL 13 GIUGNO
Da qualche settimana a Roma si è costituita l’Assemblea Fuck remigration. Dopo un primo incontro che si è tenuto presso la Facolta’ di Giurisprudenza alla Sapienza, nuova convocazione per sabato 30 maggio per un’assemblea pubblica a Piazza Vittorio verso il corteo del 13 Giugno. Quel giorno si terra’ la marcia a Roma dei fascisti di “Remigrazione e riconquista” a conclusione della raccolta firme per la proposta di legge sulla cosiddetta “remigrazione”. “Chi sostiene questo concetto si arroga il diritto di definirsi gli unici veri “figli d’Italia” e, di conseguenza, pretende di decidere chi possa vivere in questo Paese e chi no”- cosi’ l’Assemblea Fuck remigration nel comunicato di indizione dell’assemblea del 30 maggio-. “Ci vogliono vendere l’immagine di una Roma fondata da italianissimi e destinata ad appartenere solo agli italianissimi, quando persino il mito della fondazione di Roma nasce dalla storia di un migrante: Enea, un profugo di guerra. Da qui prende forma l’intero impianto ideologico dell’estrema destra: un discorso escludente fondato sull’identità nazionale, che dietro la retorica della sicurezza, nasconde la brutalità della deportazione. Perché la “remigrazione” non è altro che deportazione, mascherata da soluzione ai problemi sociali. La violenza nelle strade, che viene fatta passare come conseguenza di una cultura “estranea”, è invece il prodotto dell’abbandono istituzionale, della marginalizzazione e della ghettizzazione. La loro propaganda dice una verità quando afferma che il popolo è affamato. Ma mente quando individua nello straniero il responsabile di questa miseria. Sappiamo bene che le risorse per garantire una vita dignitosa a tutti esistono già, concentrate nelle mani di chi trae profitto dalla guerra, dallo sfruttamento e dalle disuguaglianze. Per questo dobbiamo dirlo chiaramente a chi, il 13 giugno, si presenterà come paladino della giustizia sociale tentando di convincerci che razzismo e pulizia etnica siano la soluzione al disagio collettivo. Roma non ci sta. E sarà pronta a dimostrarlo”. Definiamo i contorni di questa mobilitazione con Pietro dell’Assemblea Fuck remigration Ascolta o scarica 
May 29, 2026
Radio Onda d`Urto