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Puntata dell’8/09/2026@0
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Augustin Bruno Breda RSU presso Electrolux Italia Spa e Componente Comitato Centrale Fiom sulla conferma da parte padronale di un piano di ristrutturazione in Italia che prevede 1.450 esuberi e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi (Ancona). Ancora una volta, la logica del profitto capitalistico scarica i propri fallimenti sulle spalle di chi lavora. Al tavolo del ministero, la multinazionale svedese Electrolux getta la maschera e conferma il piano di licenziamenti di massa: 1.450 esuberi in tutta Italia e la chiusura del sito di Cerreto d’Esi. Ma i lavoratori non faranno da spettatori al proprio funerale: scatta l’ora della mobilitazione permanente.DALLA PARTE DEGLI OPERAI – La farsa del “confronto istituzionale” si è consumata nei palazzi del potere a Roma. Davanti ai funzionari dello Stato borghese, i vertici di Electrolux hanno ribadito la loro spietata sentenza: 1.450 licenziamenti complessivi e la morte produttiva dello stabilimento marchigiano di Cerreto d’Esi. I padroni di Electrolux non si accontentano di distruggere i mezzi di sussistenza di migliaia di famiglie, ma pretendono anche di aumentare lo sfruttamento in fabbrica. Il loro piano si articola come un vero e proprio attacco alla dignità operaia:Licenziamenti di massa: 1.450 lavoratori messi alla porta a livello nazionale. La scure sui precari: 135 contratti a termine non rinnovati, usati e gettati via dopo aver spremuto la loro forza lavoro. Resistenza a Forlì: 297 esuberi dichiarati nello stabilimento romagnolo, bersaglio primario della ristrutturazione. La totale liquidazione del sito di Cerreto d’Esi, sacrificato sull’altare dei dividendi degli azionisti. Le assemblee di fabbrica di Fim, Fiom e Uilm hanno risposto alla dichiarazione di guerra della multinazionale proclamando l’immediato stato di agitazione e otto ore di sciopero nazionale il 4/09/2026. La classe operaia di Electrolux incrocia le braccia per dimostrare, ancora una volta, una verità storica universale: senza il lavoro degli operai, le fabbriche sono solo ferro vecchio e il capitale non produce un solo centesimo di valore. La mobilitazione non si fermerà ai cancelli: l’obiettivo è trasformare questa vertenza in una battaglia politica contro la deindustrializzazione e la complicità dei governi che lasciano mano libera ai colossi transnazionali. La tregua è finita. Contro la violenza economica dei padroni, si riaccende la fiamma della solidarietà e della lotta di classe. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Con enorme tristezza nel cuore abbiamo dato notizia dell’improvvisa scomparsa di Alex Ammendolia, un uomo che nei suoi 38 anni di vita è sempre stato attivo politicamente e nel sociale, armato di grande intraprendenza e spirito critico ha militato nella CUB, in BDS e in generale era sempre in prima linea contro ingiustizie e difesa degli ultimi. Amici, parenti, colleghi e compagni di attivismo hanno pertanto organizzato un evento pubblico per sabato 12 settembre per onorarne il ricordo, abbiamo avuto come ospite telefonica Charlotte di BDS, che è tra le organizzatrici della serata. Ai giardini reali, lato fenix, verrà allestita una postazione con microfono e casse per fare dediche in ricordo del nostro determinato ed instancabile compagno, ci sarà anche la possibilità di portare strumenti musicali, ma anche cibi e bevande per suonare e godersi la convivialità che Alex tanto apprezzava in vita. Dopo che Charlotte ci ha raccontato nel dettaglio tutti i momenti che formeranno questo evento, abbiamo voluto mandare in onda una canzone che un’ amica di Alex ha riadattato e suonato in sua memoria. Buon ascolto
September 10, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata dell’8/09/2026@1
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Augustin Bruno Breda RSU presso Electrolux Italia Spa e Componente Comitato Centrale Fiom sulla conferma da parte padronale di un piano di ristrutturazione in Italia che prevede 1.450 esuberi e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi (Ancona). Ancora una volta, la logica del profitto capitalistico scarica i propri fallimenti sulle spalle di chi lavora. Al tavolo del ministero, la multinazionale svedese Electrolux getta la maschera e conferma il piano di licenziamenti di massa: 1.450 esuberi in tutta Italia e la chiusura del sito di Cerreto d’Esi. Ma i lavoratori non faranno da spettatori al proprio funerale: scatta l’ora della mobilitazione permanente.DALLA PARTE DEGLI OPERAI – La farsa del “confronto istituzionale” si è consumata nei palazzi del potere a Roma. Davanti ai funzionari dello Stato borghese, i vertici di Electrolux hanno ribadito la loro spietata sentenza: 1.450 licenziamenti complessivi e la morte produttiva dello stabilimento marchigiano di Cerreto d’Esi. I padroni di Electrolux non si accontentano di distruggere i mezzi di sussistenza di migliaia di famiglie, ma pretendono anche di aumentare lo sfruttamento in fabbrica. Il loro piano si articola come un vero e proprio attacco alla dignità operaia:Licenziamenti di massa: 1.450 lavoratori messi alla porta a livello nazionale. La scure sui precari: 135 contratti a termine non rinnovati, usati e gettati via dopo aver spremuto la loro forza lavoro. Resistenza a Forlì: 297 esuberi dichiarati nello stabilimento romagnolo, bersaglio primario della ristrutturazione. La totale liquidazione del sito di Cerreto d’Esi, sacrificato sull’altare dei dividendi degli azionisti. Le assemblee di fabbrica di Fim, Fiom e Uilm hanno risposto alla dichiarazione di guerra della multinazionale proclamando l’immediato stato di agitazione e otto ore di sciopero nazionale il 4/09/2026. La classe operaia di Electrolux incrocia le braccia per dimostrare, ancora una volta, una verità storica universale: senza il lavoro degli operai, le fabbriche sono solo ferro vecchio e il capitale non produce un solo centesimo di valore. La mobilitazione non si fermerà ai cancelli: l’obiettivo è trasformare questa vertenza in una battaglia politica contro la deindustrializzazione e la complicità dei governi che lasciano mano libera ai colossi transnazionali. La tregua è finita. Contro la violenza economica dei padroni, si riaccende la fiamma della solidarietà e della lotta di classe. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Con enorme tristezza nel cuore abbiamo dato notizia dell’improvvisa scomparsa di Alex Ammendolia, un uomo che nei suoi 38 anni di vita è sempre stato attivo politicamente e nel sociale, armato di grande intraprendenza e spirito critico ha militato nella CUB, in BDS e in generale era sempre in prima linea contro ingiustizie e difesa degli ultimi. Amici, parenti, colleghi e compagni di attivismo hanno pertanto organizzato un evento pubblico per sabato 12 settembre per onorarne il ricordo, abbiamo avuto come ospite telefonica Charlotte di BDS, che è tra le organizzatrici della serata. Ai giardini reali, lato fenix, verrà allestita una postazione con microfono e casse per fare dediche in ricordo del nostro determinato ed instancabile compagno, ci sarà anche la possibilità di portare strumenti musicali, ma anche cibi e bevande per suonare e godersi la convivialità che Alex tanto apprezzava in vita. Dopo che Charlotte ci ha raccontato nel dettaglio tutti i momenti che formeranno questo evento, abbiamo voluto mandare in onda una canzone che un’ amica di Alex ha riadattato e suonato in sua memoria. Buon ascolto
September 10, 2026
Radio Blackout - Info
Electrolux. Confermati licenziamenti e chiusure. Il 15 sciopero in tutti gli stabilimenti
Dopo due giorni di confronto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy della scorsa settimana, la direzione dell’Electrolux ha sotanzialmente confermato il proprio piano industriale, mantenendo la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e un numero di esuberi pari a 1.450 dipendenti in tutta Italia. A questi […] L'articolo Electrolux. Confermati licenziamenti e chiusure. Il 15 sciopero in tutti gli stabilimenti su Contropiano.
September 10, 2026
Contropiano
LAVORO: ELECTROLUX NON RITIRA IL PIANO DI TAGLI GENERALIZZATI. 1.719 PERSONE RESTANO A RISCHIO LICENZIAMENTO
«Piano irricevibile». Il ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso ha sintetizzato così ai manager della multinazionale dell’elettrodomestico Electrolux la posizione del Governo sul loro piano che prevede 1.700 esuberi nel nostro Paese, invitandoli a ripresentarsi il 15 giugno, con un nuovo piano. Nell’incontro al Mimit, a cui hanno partecipato le istituzioni e le associazioni industriali, c’è stato un duro braccio di ferro tra la multinazionale svedese e i sindacati (Fiom, Fim e Uilm). L’incontro è avvenuto mentre era in corso lo sciopero negli stabilimenti e il presidio fuori dal ministero. I sindacati hanno anch’essi chiesto alla multinazionale di ritirare il piano per poter iniziare a discutere la riorganizzazione del lavoro. Il piano non è accettabile hanno ribadito i sindacati, e come denunciato dalla Fiom, tale strategia porterebbe alla cessazione della produzione nazionale, perché dimezzerebbe la capacità produttiva attraverso il trasferimento dei prodotti all’estero. Il management di Electrolux ha sostenuto però che “ci sono molte criticità a produrre in Italia dove il settore dell’elettrodomestico soffre non solo a causa della crisi del consumatore medio, ma anche per evidenti difficoltà produttive causate dagli alti costi di energia, lavoro, acciaio e componentistica che raggiungono livelli insostenibili”. La società vorrebbe mantenere solo 4 stabilimenti in Italia, tutti con tagli occupazionali; Susegana in provincia di Treviso, Porcia in provincia di Pordenone, Solaro in provincia di Milano e Forlì per la produzione di forni, lavatrici, frigoriferi a incasso e lavastoviglie nel coparto medio e alto di gamma. Il quinto stabilimento, Cerreto d’Esi (Ancona), dove vengono prodotte cappe per cucine, sarebbe invece destinato alla chiusura. Sullo sfondo c’è poi la preoccupazione della possibile avanzata di Midea, la società cinese che ha già una joint venture e una partnership con Electrolux, ma limitatamente agli stabilimenti Usa. Il timore dei sindacati è che la ristrutturazione e il piano di tagli sia finalizzato a un cambio del controllo della società. Si tratta di ipotesi su cui la multinazionale non ha espresso commenti, limitandosi a confermare lo stato di fatto. Abbiamo sentito per una valutazione dell’incontro Antonio Rinaldo, Rsu Fiom del sito Electrolux di Susegana (Treviso). Ascolta o scarica  Su Radio Onda d’Urto anche il commento di Sasha Colautti, esecutivo nazionale Usb. Ascolta o scarica 
May 26, 2026
Radio Onda d`Urto