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GLOBAL SUMUD LAND CONVOY: INTERVISTA A DOMENICO CENTRONE, “MERCE DI SCAMBIO” TRA LIBIA E ITALIA
Leonarda ‘Dina’ Alberizia e Domenico Centrone sono stati liberati mercoledì 24 giugno insieme ad altri 8 componenti del convoglio umanitario di terra della Flotilla. Una liberazione arrivata dopo un mese di pressioni e mobilitazioni da parte del movimento, tra cui la campagna “Free Them All”, lanciata in collaborazione con Amnesty International e tuttora in corso. Sono stati liberati dopo un mese di detenzione illegale in Libia da parte delle milizie di Haftar. Erano stati arrestati nei pressi di Sirte il 24 maggio. Radio Onda d’Urto ha intervistato Domenico Centrone. Gli abbiamo chiesto di raccontarci il momento dell’arresto, dei i vari trasferimenti tra le carceri di Sirte e di Bengasi, dei due scioperi della fame. Domenico ha anche raccontato degli interrogatori e delle condizioni detentive. Ha raccontato che l’atteggiamento iniziale delle milizie libiche in divisa, affiancate da “forze di sicurezza” in civile, è stato inizialmente minaccioso. “Ci dicevano che ci stavano aspettando, che avevano intenzione di stuprare le donne e di compiere violenze”, racconta Domenico. Sono quindi stati accusati di “immigrazione illegale e assembramento in una zona di sicurezza”,  accusa che poi non ha retto. Durante il mese di detenzione hanno subito tre interrogatori, sempre in assenza di un legale di fiducia e sono stati obbligati a firmare la trascrizione in arabo delle deposizioni, senza capire cosa avessero firmato. Nel primo interrogatorio i libici volevano “capire se ci fossero affiliazioni” tra gli attivisti e “qualche tipo di organizzazione terroristica, tipo Hamas o i Fratelli Musulmani. Sono stati trattenuti in un lager per migranti per i primi due giorni a Sirte, poi in un “centro di detenzione dei servizi segreti” nei pressi di Bengasi, nella quale sono stati trasferiti in aereo. Prima di imbarcarsi era stato promesso loro che avrebbero volato verso Tripoli, poiché la loro liberazione era imminente. In seguito all’intensificarsi delle trattative portate avanti dal Console italiano in Libia insieme ad altri funzionari delegati dal governo Italiano, l’atteggiamento dei libici è cambiato. I funzionari diplomatici non hanno mai fatto capire ad attiviste e attivisti di essere divenuti una leva, una merce di scambio nelle trattative “ma è stata la nostra percezione, era molto chiaro”. A quel punto non c’era più “quella veemenza, quell’insistenza” che c’erano stati nel momento del primo interrogatorio. E anche le condizioni di detenzione sono migliorate. Il governo italiano infatti, collabora quotidianamente con le forze di Haftar per il controllo dei flussi migratori e i respingimenti. L’intervista a Domenico Centrone, membro di Global Sumud Flotilla. Ascolta o scarica
June 26, 2026
Radio Onda d`Urto