Mamme contro la militarizzazione delle scuole a Monte Romano (VT): «Dovere di genitori proteggere i figli da pratiche di indottrinamento propagandistico!»
PUBBLICHIAMO UNA LETTERA-SEGNALAZIONE GIUNTA DA UNA MAMMA DI VITERBO
ESTREMAMENTE PREOCCUPATA PER LE INIZIATIVE MILITARISTICHE PROPOSTE NELLA SCUOLA
DI SUO FIGLIO, DEL RESTO SENZA ADEGUATA COMUNICAZIONE. COME OSSERVATORIO CONTRO
LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ SIAMO PARTICOLARMENTE
CONTENTI CHE IL LAVORO DI DISSEMINAZIONE PACIFISTA E ANTIMILITARISTA SIA GIUNTO
A FAR COMPRENDERE AI GENITORI (COME A MODICA E MONZA) IL PERICOLO DELLA
MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E CHE I GENITORI PRENDANO CONTROMISURE PER OPPORSI
A QUESTO FENOMENO DILAGANTE NEL NOSTRO PAESE, FUNZIONALE A NORMALIZZARE LA
GUERRA NELLE TESTE DEI NOSTRI FIGLI E DELLE NOSTRE FIGLIE. INVITIAMO I GENITORI
E LA SOCIETÀ CIVILE A SEGNALARE E AD OPPORSI, INVIANDO LE EVENTUALI COMUNICATI A
OSSERVATORIONOMILI@GMAIL.COM.
La sera del 20 maggio 2026 mio figlio mi riferisce che l’indomani si recherà,
con la classe e i professori, presso il poligono militare di Monte Romano (VT)
per cantare l’Inno d’Italia e, successivamente, per prendere parte alla
colazione offerta dai militari. Contatto la rappresentante dei genitori per
chiedere conferma se effettivamente fosse prevista questa attività, poiché sul
registro elettronico e sul resoconto dell’interclasse non è presente alcun
avviso al riguardo né tantomeno avevo firmato in precedenza un avviso cartaceo.
La mamma, da me contattata, conferma quanto riferito da mio figlio e mi dice che
l’attività durerà circa un’ora e mezzo, ma non ricorda se fosse stata emanata
una circolare.
Ne abbiamo parlato in famiglia e abbiamo deciso che nostro figlio il giorno
seguente non sarebbe andato a scuola, visto e considerato che non abbiamo
firmato alcun consenso per questa attività scolastica e che siamo contrari alla
militarizzazione della scuola poiché in contrasto con i nostri principi
educativi, volti alla giustizia e alla pace e motivo l’assenza dando questa
stessa spiegazione. Il giorno seguente contatto due mamme e chiedo loro come
fossero venute a conoscenza dell’attività al poligono militare, mi rispondono
entrambe (in tempi e luoghi diversi), che gli era stato riferito dai rispettivi
figli a voce e anche loro non avevano ricevuto alcun avviso scritto.
La mia indignazione e perplessità nasce dal fatto che, vivendo in un clima
bellicistico in cui i venti di guerra soffiano all’impazzata, nessuno dei
genitori si sia posto delle domande su queste iniziative… eppure le classi
coinvolte sono state quattro: prima, seconda e terza secondaria di primo grado e
la quinta classe della scuola primaria. Parlando con le mamme alle quali mi sono
rivolta ho percepito che la situazione non ha destato stupore, non ha stimolato
la propria responsabilità genitoriale perché, forse, considerata normale o
indifferente. Poi, ho fatto due conti e mi sono resa conto che il paese in cui
vivo è fortemente militarizzato, difatti, numerosissime sono le famiglie
appartenenti all’esercito e alle forze dell’ordine; ma questa spiegazione non mi
soddisfa e rifletto ancora un po’ perché la guerra non può e non deve essere
normalizzata, non può essere resa affascinante a dei bambini e bambine perché
qualunque persona mentalmente sana è consapevole che la guerra porta solo
orrore, morte e distruzione.
È DOVERE DI NOI GENITORI PROTEGGERE I NOSTRI FIGLI E LE NOSTRE FIGLIE DA QUESTE
PRATICHE DI INDOTTRINAMENTO PROPAGANDISTICO!
La scuola deve restarne fuori, anzi proprio in questi tempi incerti e arroganti,
dovrebbe farsi motore di cambiamento sulle nuove generazioni, stimolando lo
spirito critico e sviluppando la capacità di discernere ciò che è giusto da ciò
che è sbagliato, ingiusto. La scuola dovrebbe contrastare l’indifferenza,
affinché possa quanto prima affermarsi un nuovo umanesimo, fondato sui principi
di giustizia, uguaglianza, solidarietà e pace disarmata. Le bandiere, le
nazioni, i muri e i confini sono tutte sovrastrutture create dall’essere umano,
in verità facciamo tutti parte di un’unica grande famiglia umana.
Freniamoci. Resettiamo un bel po’ di cose e poi ripartiamo, educando con la
gentilezza, la pace e la giustizia le donne e gli uomini di domani. Forse non ce
ne rendiamo conto, ma il futuro è tra le nostre mani, davanti ai nostri occhi e
sono i nostri bambini, le nostre bambine e le nostre giovani e i nostri giovani.
La nostra speranza viva.
Di seguito la locandina di una corsa podistica svoltasi a Monte Romano (VT)
inviata dalla stessa mamma della lettera a dimostrazione di come vi sia in atto
una militarizzazione dei territori, considerando che l’iniziativa è in
collaborazione, inspiegabilmente, con l’Esercito italiano. È un peccato che la
società civile non si sia mossa in anticipo per scongiurare che si svolgesse un
«evento sportivo di trail, corsa e passeggiata nell’esclusiva cornice del
poligono di Monte Romano» (come scritto qui). Ricordiamo che a Gioia del Colle
(BA) un evento podistico simile, che prevedeva il passaggio all’interno
dell’aeroporto militare, è stato bloccato dalla mobilitazione e dalle proteste
delle associazioni pacifiste (clicca qui).
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