Tag - disuguaglianze

L’assemblea nazionale di Napoli rilancia mobilitazione contro l’Autonomia Differenziata
Arrivati da 20 province di tutta Italia, a titolo individuale o in rappresentanza di 33 tra associazioni, partiti, sindacati, più di 100 partecipanti si sono riuniti, sabato 6 giugno 2026, al Maschio Angioino di Napoli, per partecipare all’Assemblea nazionale del Tavolo NO-AD e dei Comitati per il ritiro di ogni […] L'articolo L’assemblea nazionale di Napoli rilancia mobilitazione contro l’Autonomia Differenziata su Contropiano.
June 9, 2026
Contropiano
Il Belpaese, un paradiso solo per i milionari!
Ingiustizia fiscale: Da decenni, i governi dei diversi paesi gareggiano tra loro per allietare i possessori di capitali privati, con generosi vantaggi fiscali e sussidi pubblici. Il miliardario Warren Buffett ha ragione, la lotta di classe esiste e la stanno vincendo loro. Una tendenza internazionale, tra le tante, lo comprova: […] L'articolo Il Belpaese, un paradiso solo per i milionari! su Contropiano.
June 5, 2026
Contropiano
Dio non è mica obbligato
di Mauro Armanino Tra bambini soldato, Tabaski e guerre dimenticate: il racconto di un’Africa in cui fede, violenza e sopravvivenza convivono sotto lo sguardo di un Dio che non promette …
“Foglio di via illegittimo”: Extinction Rebellion vince il ricorso al Consiglio di Stato
Il Consiglio di Stato ha annullato il foglio di via di un anno a un’attivista di Extinction Rebellion per aver partecipato una manifestazione al Tesla Store nel 2025. Per i giudici la misura violava il principio di proporzionalità ed era priva di elementi concreti per qualificare l’attivista come socialmente pericolosa e lesiva della libertà di movimento. Per il movimento è una “sentenza storica che mette nero su bianco l’illegittimità delle politiche repressive del governo.” Dopo oltre un anno di ricorsi, il Consiglio di Stato ha dichiarato illegittimo il foglio di via della durata di un anno emesso dalla Questura di Milano nei confronti di un’attivista di Extinction Rebellion, per aver partecipato aduna manifestazione al Tesla Store. I giudici hanno inoltre condannato il Ministero dell’Interno al pagamento delle spese legali. “Il Consiglio di Stato mette oggi nero su bianco, in una sentenza storica, quello che movimenti, avvocati e costituzionalisti ripetono da anni: il foglio di via è una misura illegittima e gravemente lesiva delle libertà personali” commenta Extinction Rebellion. I fatti risalgono al 7 marzo 2025, quando decine di persone avevano preso parte a un’azione con Extinction Rebellion e occupato il Tesla Store di Milano in Piazza Gae Aulenti. L’iniziativa mirava a denunciare la responsabilità dei miliardari nella crisi climatica e nell’aumento delle diseguaglianze sociali e il ruolo di Elon Musk nell’avanzata di movimenti politici di estrema destra a livello internazionale . La protesta si era conclusa con 22 persone denunciate per manifestazione non preavvisata e 10 anche per violenza privata. Nelle settimane successive, 7 di loro avevano ricevuto un foglio di via obbligatorio, una misura di prevenzione del Codice Antimafia, che consente di allontanare da un Comune per un periodo compreso tra 6 mesi e 4 anni, soggetti ritenuti “socialmente pericolosi” che non abbiano nel Comune “legami significativi”, come residenza, lavoro, studio o motivi familiari. Nonostante ciò, il foglio di via era stato notificato anche a una giovane residente in un Comune limitrofo, con grossi rapporti personali e famigliari con Milano, stravolgendo la sua vita quotidiana e isolandola dalla rete di relazioni. Nel foglio di via il Questore riportava che l’attivista avesse mostrato “una pervicace inclinazione a tenere condotte in grado di turbare l’ordine e la sicurezza pubblica”, nonostante durante la manifestazione il suo ruolo si fosse limitato a distribuire succo di frutta e biscotti alle altre persone. I legali di Extinction Rebellion avevano immediatamente presentato ricorso al TAR Lombardia, evidenziando i legami della giovane con la città, tra cui la presenza dei nonni. Il TAR aveva però respinto la richiesta di sospensione, motivando la decisione anche con il fatto che la protesta fosse avvenuta nello stesso periodo di atti vandalici contro veicoli Tesla compiuti da soggetti diversi, ritenuti idonei a generare “un clima di incertezza tra i consumatori” e un danno diretto all’azienda. Data l’assurdità di punire una persona per atti non da lei compiuti, il caso è stato portato davanti al Consiglio di Stato, che ha infatti ribaltato la decisione: i giudici hanno riconosciuto la violazione del principio di proporzionalità e l’assenza di elementi concreti per qualificare l’attivista come socialmente pericolosa. La misura è stata giudicata sproporzionata rispetto ai fatti contestati e lesiva della libertà di movimento. Nel frattempo, per mesi l’attivista non ha potuto entrare a Milano senza autorizzazione preventiva della Questura, talvolta negata, anche per esigenze legate allo studio. “Quello che mi è successo è un chiaro esempio di come funziona la macchina di violenza e intimidazione dell’apparato poliziesco statale il cui obiettivo non è proteggerci, ma punire e isolare chi esprime dissenso,” ha dichiarato l’attivista. “Io ho avuto la possibilità di difendermi, ma non tutte ce l’hanno. Da questa esperienza ho imparato che non dobbiamo farci paralizzare dalla repressione, ma portare solidarietà a chi ne è colpito e disobbedire ancora, perché quando lo facciamo insieme funziona, tanto che a seguito della concomitanza di azioni svolte da vari gruppi nei confronti di Tesla lo showroom di Milano è stato chiuso!”. Storie come questa rendono evidente il clima repressivo che si respira in Italia, destinato ad intensificarsi e normalizzarsi a causa della recente conversione in legge dell’ultimo decreto sicurezza. “Di fronte a questo clima di soffocamento delle libertà democratiche e di partecipazione alla vita politica comune” conclude l’attivista “è essenziale rafforzare le relazioni e creare reti di solidarietà che non si lascino intimorire e spezzare dalla repressione. Perché è solo insieme che è possibile difendere la Terra da chi sta traendo profitto dalla sua distruzione.” Fonti * Extinction Rebellion: https://extinctionrebellion.it/press/2025/03/07/occupata-tesla-milano/ * Oxfam: https://www.oxfamitalia.org/emissioni-super-ricchi-futuro-del-pianeta/ * La Repubblica: * https://www.repubblica.it/esteri/2024/12/21/news/elon_musk_afd_destra_uk_donazioni-423900716/   Extinction Rebellion
May 21, 2026
Pressenza
Il declino dell’Occidente, visibile a tutti
In questa particolare fase storica, il cosiddetto modello occidentale sta visibilmente rivelando un periodo di crisi e di scarsa credibilità. Molti ormai si domandano se si tratti di una tendenza al declino irreversibile o meno. Secondo un sondaggio pubblicato martedi dall’istituto SWG di Trieste, in Italia l’opinione pubblica appare divisa, […] L'articolo Il declino dell’Occidente, visibile a tutti su Contropiano.
May 13, 2026
Contropiano
Comune di Cattolica: uffiici in sofferenza, lavoratori sotto pressione
Quando a pagare sono dipendenti e cittadini UN DISAGIO CHE NON SI PUÒ PIÙ IGNORARE Da tempo la FP CGIL di Rimini segnala una situazione di crescente difficoltà all’interno del Comune di Cattolica. Una condizione che riguarda prima di tutto le lavoratrici e i lavoratori dell’ente, ma che inevitabilmente rischia di finire per incidere anche sulla qualità dei servizi che ogni giorno vengono garantiti alla cittadinanza. Dietro gli sportelli, negli uffici, nelle scuole, nei servizi demografici, nella polizia locale, nei settori tecnici e operativi, ci sono persone che ogni giorno fanno il possibile per assicurare risposte, continuità e presenza. Lo fanno spesso in condizioni sempre più difficili: organici ridotti, carichi di lavoro aumentati, responsabilità crescenti e strumenti non sempre adeguati. Non è una percezione isolata. È una realtà che emerge con forza dal confronto quotidiano con il personale. MENO DIPENDENTI, PIÙ LAVORO PER CHI RESTA Negli ultimi anni il Comune di Cattolica ha visto progressivamente ridursi il numero di dipendenti in settori fondamentali. Una carenza che pesa su servizi essenziali e che si traduce in una pressione costante su chi è rimasto. Quando manca personale non si fermano le richieste dei cittadini, non diminuiscono le pratiche, non si alleggeriscono le responsabilità. Semplicemente, tutto si scarica su un numero sempre minore di lavoratrici e lavoratori. Questo significa ritmi sempre più pesanti, difficoltà nel conciliare qualità del lavoro e tempi richiesti, maggiore esposizione a stress e affaticamento. E quando un ufficio è costretto a lavorare costantemente in emergenza, a risentirne è l’intera comunità. I SEGNALI DEL MALESSERE SONO EVIDENTI Sempre più dipendenti chiedono supporto psicologico. Crescono le richieste di mobilità verso altri enti. Uffici che si svuotano, professionalità costruite nel tempo che scelgono di andarsene. Sono segnali che non possono essere liquidati come episodi isolati. Quando chi lavora in un ente pubblico sceglie di cercare altrove condizioni migliori, il problema non riguarda solo la singola persona: significa perdita di competenze, esperienza che si disperde, servizi che si indeboliscono. A tutto questo si aggiunge una diffusa sensazione di mancato ascolto. Troppe delle criticità segnalate in questi anni sono rimaste senza risposte concrete. LE CONSEGUENZE DI SCELTE PRECISE Questa situazione non nasce per caso. È il risultato di decisioni stratificate nel tempo: contenimento della spesa, mancato turnover, investimenti insufficienti sul personale, limitate prospettive di crescita professionale. Per anni si è chiesto ai dipendenti pubblici di fare di più con meno risorse. Di reggere carichi crescenti senza un adeguato riconoscimento economico e professionale. DISUGUAGLIANZE CHE PESANO SUL CLIMA INTERNO C’è poi un tema che non può essere taciuto. All’interno dell’ente si stanno ampliando disparità economiche difficili da giustificare. Alcuni settori beneficiano di incentivi significativi, mentre la maggior parte dei dipendenti – in particolare chi lavora quotidianamente a contatto con il pubblico – continua a sostenere carichi elevati senza alcun riconoscimento aggiuntivo. Parliamo di lavoratrici e lavoratori che rappresentano il volto dell’amministrazione verso i cittadini, che gestiscono relazioni, problemi, urgenze e richieste quotidiane. Anche per loro servono valorizzazione, investimenti, formazione e prospettive. SICUREZZA E CONDIZIONI DI LAVORO: SERVONO RISPOSTE Abbiamo più volte segnalato criticità relative agli ambienti di lavoro, come nel caso di Palazzo Mancini, dove il deterioramento di alcune strutture rappresenta un rischio concreto per il personale. Anche su questo fronte attendiamo interventi chiari. La sicurezza sul lavoro non può essere rinviata, né trattata come una questione secondaria. INVESTIRE NEI LAVORATORI SIGNIFICA INVESTIRE NEI CITTADINI Il benessere organizzativo non è un tema interno riservato agli addetti ai lavori. Quando chi lavora negli uffici comunali è messo nelle condizioni di operare bene, ne beneficiano direttamente i cittadini: tempi più rapidi, servizi più efficaci, maggiore capacità di risposta. Per questo chiediamo un cambio di passo reale. Servono assunzioni, un riequilibrio delle risorse, percorsi di valorizzazione professionale, investimenti nella formazione e soprattutto un confronto serio e costante con le rappresentanze dei lavoratori. LA POLITICA SI ASSUMA LA PROPRIA RESPONSABILITÀ Occorre riconoscere che il malessere che oggi attraversa la struttura del Comune di Cattolica è anche il frutto di precise scelte amministrative. La FP CGIL Rimini continuerà a portare queste istanze ai tavoli di confronto con l’amministrazione, chiedendo interventi concreti e immediati. Difendere la dignità del lavoro pubblico significa difendere la qualità dei servizi e il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini.   Rimini, 6/5/2026   FP CGIL Rimini Segretaria generale Ornella Giacomini Redazione Romagna
May 7, 2026
Pressenza
Papa Leone XIV a Napoli: una città che consegna le sue domande
Dalla Cattedrale a Piazza del Plebiscito, la visita dell’8 maggio va oltre il protocollo: Napoli incontra il Pontefice tra fede, ferite sociali e ricerca di pace. L’8 maggio Leone XIV arriverà a Napoli dopo la tappa di Pompei. Il programma della visita è già definito: l’atterraggio alla Rotonda Diaz nel pomeriggio, l’incontro in Cattedrale con il clero e la vita consacrata, poi Piazza del Plebiscito per l’incontro con la città. Ma dietro il protocollo si intravede il significato più profondo di questa presenza: una città che si presenta con le sue domande aperte — pace, lavoro, giovani, disuguaglianze, criminalità, ambiente. L’arrivo sul lungomare, alle 15.15, segnerà l’ingresso simbolico del Pontefice in una Napoli affacciata sul Mediterraneo. Da lì il trasferimento verso il Duomo, dove ad accoglierlo ci saranno anche bambini sul sagrato, prima di un momento di preghiera nella Cappella del Tesoro di San Gennaro e dell’incontro con il clero. Un passaggio che lega la dimensione più istituzionale della Chiesa alla devozione popolare, profondamente radicata nella città. Non è la prima volta che un Papa attraversa Napoli. Ogni visita, negli anni, ha raccontato una città diversa e lo stesso bisogno di essere ascoltata. Da Giovanni Paolo II a Benedetto XVI, fino a Papa Francesco, Napoli è stata più di una tappa: un luogo simbolico dove il messaggio del Vangelo si misura con la realtà concreta di una grande metropoli del Sud. Anche questa volta il percorso non è solo geografico. Dal lungomare al centro storico, fino a Piazza del Plebiscito, si disegna un attraversamento di luoghi che raccontano identità diverse: il mare, la Cattedrale con la memoria di San Gennaro, la piazza civile dove la città si ritrova. Spazi che, per alcune ore, diventeranno il teatro di un incontro atteso da migliaia di persone, già oltre ventimila i fedeli previsti, con numeri destinati a crescere. Il momento centrale sarà proprio in Piazza del Plebiscito, dove dalle 17.30 il Papa incontrerà la città tra testimonianze, voci, musica e il discorso finale. Qui prenderà forma anche l’atto di affidamento alla Vergine Maria, davanti all’immagine dell’Immacolata, in un gesto che unisce dimensione spirituale e identità popolare. Il tema scelto per la visita, “Camminava con loro”, richiama il racconto dei discepoli di Emmaus. Non un’immagine solenne, ma un gesto semplice: qualcuno che si affianca, ascolta, condivide il cammino. È la stessa logica che attraversa il percorso sinodale avviato dalla Chiesa di Napoli, fatto di ascolto diffuso e partecipazione. In questo senso, la presenza del Pontefice non interrompe un cammino già in corso, ma lo incontra. Una Chiesa che prova a muoversi. Una città che non si limita ad accogliere, ma si espone. E Napoli si espone con tutto ciò che è. Con la sua capacità di accoglienza e la sua fragilità sociale. Con la creatività dei giovani e le difficoltà di chi non trova lavoro. Con la bellezza che resiste e le contraddizioni che restano aperte. Con una quotidianità che, per consentire lo svolgimento della visita, si fermerà in parte: scuole chiuse, viabilità modificata, percorsi bloccati. Segni concreti di un evento che coinvolge l’intera città. Non a caso questa visita si inserisce in un percorso più ampio: Pompei, Napoli, Acerra. Tre luoghi che raccontano dimensioni diverse ma connesse. La preghiera e la spiritualità, la complessità urbana, la ferita ambientale della Terra dei Fuochi. Nel messaggio dell’arcivescovo Domenico Battaglia, Napoli viene descritta come una città che “non è solo un luogo geografico, ma una condizione umana”. È forse questa la chiave più autentica per leggere l’arrivo di Leone XIV: non una visita dall’alto, ma un incontro dentro una realtà viva, contraddittoria, mai riducibile a una sola narrazione. Alla fine, resta una domanda che va oltre l’evento. Non riguarda solo come Napoli accoglierà il Papa, ma cosa farà di questo passaggio. Se resterà un momento simbolico o se riuscirà a lasciare una traccia nel modo in cui la città guarda a se stessa. Perché, più che una visita, quella dell’8 maggio sarà una consegna reciproca: di parole, di attese, di responsabilità. E forse, anche di speranza. Lucia Montanaro
May 5, 2026
Pressenza