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Repubblica Dem. Congo: nuovi scontri nella provincia di Sud-Kivu
Si segnalano nuovi scontri sugli altipiani del Minembwe, nella provincia del Sud-Kivu, dove le Forze Armate della Repubblica Democratica del Congo (FARDC) sono impegnate in combattimenti contro i gruppi armati attivi nella regione, tra cui i ribelli del Movimento M23 e dell’Alliance Fleuve Congo (AFC), alleati con le Forze di difesa ruandesi (RDF) e il gruppo ribelle burundese RED Tabara. Secondo varie fonti presenti sul territorio, proseguono le operazioni militari con un ricorso sempre maggiore a droni e offensive aeree, a testimonianza di un’evoluzione delle tattiche messe in atto sul campo. Inoltre, diverse fonti attive a livello locale parlano di attacchi con droni da parte del movimento M23 contro le postazioni delle FARDC. Si segnalano perdite umane e materiali, ma al momento nessun bilancio ufficiale o indipendente ha permesso di confermare con precisione il numero di vittime o l’entità dei danni. In aggiunta, una fonte indipendente, che ha chiesto di rimanere anonima, ha confermato quanto sta circolando sui social media riguardo a un bombardamento a opera delle Forze di difesa ruandesi (RDF) a Mikenge e a ingenti perdite. La situazione resta in costante evoluzione. Per la redazione Pressenza francofona, Roger Seko Raphaël -------------------------------------------------------------------------------- TRADUZIONE DAL FRANCESE DI LAURA FRESCINA Rédaction Rep. Dem. Congo
July 11, 2026
Pressenza
TORNA L’EBOLA NELL’EST DELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO, TRA CONFLITTO PERMANENTE E CAOS POLITICO
Sono già novantuno i morti accertati e oltre trecento i casi sospetti addebitati ad un nuovo ceppo del virus Ebola che torna nella Repubblica Democratica del Congo per la diciassettesima volta dal 1976. “Non è pandemia, ma si diffonde in fretta” informano i vertici dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che hanno lanciato l’allarme. Il direttore generale dell’organizzazione internazionale basata a Ginevra Tedros Adhanom Ghebreyesus ha puntualizzato che “esistono notevoli incertezze sul numero reale di persone infette e sulla diffusione geografica”. Data la situazione potenzialmente esplosiva, le frontiere tra Repubblica Democratica del Congo, Uganda e Ruanda, sono già state chiuse.  Il virus sarebbe partito dall’Uganda mietendo due vittime, per poi diffondersi nella provincia congolese dell’Ituri, epicentro attuale dei casi segnalati, in particolare nel capoluogo Bunia. Due morti sono stati registrati anche nelle province del Nord e Sud Kivu. Come raccontato ai nostri microfoni da Leopoldo Rebellato, attivo nell’est del paese dagli anni ottanta, si tratta di territori dove le comunicazioni sono complesse, dato che “la rete internet è scadente o inesistente” e in pochi dispongono di una radio. A questo si aggiunge una “guerra sempre in atto” per la gestione del potere e delle immense risorse naturali presenti nel sottosuolo. Ad esempio “a Kavumu, nel Sud Kivu, pochi giorni fa ci sono stati 460 militari uccisi”. Il problema della mancanza di strutture sanitarie adeguate per la gestione del virus e l’assenza di infrastrutture per i laboratori mobili che “sarebbero necessari” anche per registrare i contagi, confermano l’incertezza delle autorità sui dati. Autorità che nell’Ituri rispondono al potere centrale di Kinshasa, ma che in Nord e Sud Kivu sono rappresentate dai ribelli filoruandesi dell’M23, “uno stato nello stato, un bubbone”. Il virus in questione è il Bundibugyo, provoca sintomi quali febbre, dolori muscolari, affaticamento, mal di testa e mal di gola. Si diffonde attraverso gli scambi di fluidi corporei da persona a persona o con il contatto con il sangue di una persona infetta. Non esistono attualmente vaccini per far fronte a questo ceppo del virus. Negli ultimi cinquant’anni Ebola ha ucciso oltre 15 mila persone in tutto il continente. Il punto con Leopoldo Rebellato, presidente dell’associazione Incontro fra i Popoli. Ascolta o scarica  
May 18, 2026
Radio Onda d`Urto