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Meloni: bollo e manganello: mancetta nera e faccetta feroce
di Mario Sommella (*) Dal decreto anti-rave al bollo regalato: quattro anni di
governo Meloni tra mance a scadenza, codice penale più severo per chi protesta e
diritti sociali rinviati a data da destinarsi. Mentre si annuncia lo sconto, il
conto arriva a sanità, lavoro e cura. 1. Due decreti con lo stesso numero Ci
sono coincidenze che raccontano un
NATO-Sardegna: combattenti di terra, mare e cielo
Iniziate le mega- esercitazioni militari Steadfast Noon 2026* e Joint Stars
2026** *Steadfast Noon si tiene ogni anno in uno dei Paesi europei che ospitano
ordigni nucleari statunitensi. L’edizione precedente si è svolta nel 2025,
sempre a ottobre. Quest’anno, l’area di volo principale sarà tra Trapani e la
Sardegna orientale. Gli F-35 italiani non parteciperanno, poiché non ancora
certificati per
“Deve scapparci il morto”. E’ in preparazione una operazione “False flag” per fare la guerra alla Russia?
Prima c’è stato un articolo giovedi 8 ottobre del giornale Politico.eu a
rivelare che l’Unione Europea “di fronte all’escalation delle operazioni ibride
russe” si stia preparando all’eventualità che, prima o poi, queste azioni
provochino delle vittime in Paesi Ue o Nato. Una riunione di diplomatici della
Ue svoltasi a porte […]
L'articolo “Deve scapparci il morto”. E’ in preparazione una operazione “False
flag” per fare la guerra alla Russia? su Contropiano.
Delirio guerrafondaio in via Solferino
Uno apre il pc, dà un’occhiata alle versioni online dei principali giornali per
avere un quadro di quel che accade e rimane basito di fronte all’apertura del
Corriere della Sera, la testata che da oltre un secolo fa da pietra angolare del
regime corrente (lo ha fatto durante il fascismo, […]
L'articolo Delirio guerrafondaio in via Solferino su Contropiano.
Dal 13 al 20 ottobre esercitazione nucleare NATO Steadfast Noon in Italia
L’esercitazione Nato Steadfast Noon si terrà in Italia, trattasi di
esercitazione nucleare, a spiegarlo il responsabile della politica nucleare
della Nato nel corso di una conferenza stampa di cui riporta notizia l’ANSA.
Nell’esercitazione che comincia oggi 13 ottobre, stando ai racconti diffusi a
mezzi stampa, non saranno impiegate armi nucleari vere e proprie, trattandosi di
simulazioni per testare la capacità di resistenza, resilienza (altro termine
abusato e dai significati sempre più sinistri) e di risposta degli eserciti
Nato.
Più chiaro nei propositi il Ministero della Difesa italiano, Guido Crosetto, che
parla esplicitamente di «testare la capacità di risposta rapida dell’Alleanza
Atlantica» annunciando «la più grande esercitazione Nato dell’anno, che dimostra
la capacità dell’Alleanza di dispiegare e integrare rapidamente le forze,
rafforzando la presenza e la prontezza operativa nell’Europa centrale». Ancora
una volta siamo davanti all’utilizzo delle esercitazioni militari in funzione
anti-russa e anti-cinese, esercitazioni solitamente utilizzate come velata
minaccia per mostrare il potenziale degli eserciti UE e NATO e saggiare la
capacità di risposta, la cosiddetta prontezza di crosettiana memoria.
Oltre dieci mila militari provenienti da 13 Paesi Alleati hanno preso parte alle
attività addestrative. In primo piano l’Italia, che ha assunto il Comando della
Forza di Reazione Rapida della NATO e della componente terrestre
dell’Esercitazione. Leggiamo testualmente
«Lo sforzo logistico ha consentito la movimentazione di circa 6.000 metri
lineari di materiali, mezzi e attrezzature, in condizioni meteorologiche
particolarmente impegnative, segnate da nevicate lungo le principali direttrici
terrestri e aeree, e da onde fino a 12 metri sull’Oceano Atlantico».
Non è casuale la scelta dell’Italia per questa esercitazione in grande stile che
inizierà il prossimo 13 Ottobre. La scelta ricade per la settima volta sul
nostro paese sempre in nome della deterrenza. E ormai non si fa mistero della
stretta connessione tra forza militare e forza politica: la dimensione nucleare
dell’addestramento infatti, esplicitamente richiamata dalla Nato, si inserisce
nel più ampio sistema di consultazione politica, pianificazione militare e
condivisione degli oneri tra gli Alleati. La responsabile della politica
nucleare dell’Alleanza, Nassima Barrows, ha sottolineato il carattere ordinario
dell’attività, precisando che non è diretta contro alcun Paese (clicca qui).
Nel frattempo la Cub di Pisa ha scritto al Prefetto di Pisa per chiedere se
siano state adottati piani di sicurezza a livello locale seguendo le indicazioni
dell’appello lanciato da qualche settimana su Peacelink.it e ponendo
pubblicamente alcune domande:
* quali sono i piani di protezione civile in caso di guerra nucleare;
* se e come sono stati considerati scenari di uso di un’arma tattica e di
escalation, anche alla luce delle simulazioni dell’Università di Princeton;
* l’accesso al piano di protezione civile e al piano di soccorso sanitario;
* quali sono le procedure di allerta, evacuazione, ricovero, decontaminazione e
assistenza sanitaria;
* cosa è previsto per gli impianti a rischio di incidente rilevante (se ci sono
scenari di simulazione e previsione dei danni rilevanti in caso di guerra
convenzionale o nucleare).
Non facciamo passare sotto silenzio l’ennesima operazione di guerra simulata che
attraversa i nostri territori.
F-16 statunitense decolla da una delle basi del Nord Italia il 13 ottobre 2023,
per una delle precedenti esercitazioni nucleari NATO.
Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle
università
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La scommessa del 30 ottobre
Siamo già da diverso tempo in campagna elettorale ed ora, con l’approvazione
dello Stabilicum alias “nuova legge truffa”, ci siamo dentro fino al collo.
Eppure non c’è in giro una discussione sui temi che stanno a cuore alla
stragrande maggioranza delle persone che vivono nel nostro Paese. Non si parla
di come alzare i salari e le pensioni, non si parla di come fermare la corsa dei
prezzi, non si parla di come mettere l’Italia in protezione dai sempre più forti
venti di guerra.
La destra, che porta la responsabilità del governo, da un lato assume
provvedimenti di facciata (come l’eliminazione del bollo auto per un anno) per
gettare un po’ di fumo negli occhi all’elettorato, e dall’altro prova a spostare
l’attenzione sulla presenza dei migranti, rincorrendo su questo Vannacci e
l’estrema destra, nel tentativo di spiegare le difficoltà di milioni di
lavoratori con la nota tesi dell’invasione degli immigrati. E’ il solito gioco
di cambiare discorso quando ti mancano gli argomenti e soprattutto la volontà di
colpire interessi con i quali la destra è da sempre alleata (vedi banche e mondo
delle grandi imprese).
Sull’altra sponda, il centro sinistra o campo largo o larghissimo, non riesce a
trovare la quadra sui temi della guerra e dei rapporti con Israele per i forti
vincoli che lo legano all’Unione Europea e alla Nato, mentre sui temi sociali
non va oltre una generica denuncia dello sfascio della sanità e del
peggioramento generale delle condizioni di vita. Mancano proposte chiare sul
piano economico e sociale che potrebbero fare la differenza e che invece non
vengono formulate perché l’indirizzo economico anche del campo largo è purtroppo
lo stesso del governo Meloni ed è quello stabilito a Bruxelles.
Per rompere questa melma c’è bisogno di rimettere al centro l’iniziativa sociale
e politica di massa, l’azione conflittuale che è la sola che possa irrompere in
questo teatrino della politica italiana e scombinare i piani di entrambi gli
schieramenti.
In giro per l’Europa qualcosa di simile sta già accadendo e le piazze stanno
svolgendo una funzione assai rilevante non solo per modificare il clima politico
ma anche per imporre un’altra agenda alla politica. In Spagna e Francia le
grandi organizzazioni sindacali hanno dovuto proclamare lo sciopero generale
sotto la spinta di forti movimenti di massa. In Italia siamo ancora ai primi
passi ma qualcosa ci sembra che stia cambiando.
Le 50 piazze di sabato 10 ottobre per la Palestina sono state un segnale
importante. Ancora una volta la lotta per liberare la Palestina dall’oppressione
genocida di Israele ha avuto l’effetto di sprigionare grandi energie e di
mettere in circolo la voglia di intrecciare problemi e sensibilità diverse per
dar vita ad una mobilitazione generale. Le agitazioni studentesche che si tanno
diffondendo lungo la penisola ma anche i blocchi degli agricoltori che chiedono
di non essere schiacciati dall’agro industria e rivendicano la necessità di
tenere sotto controllo il prezzo dei carburanti sono altrettanti segnali di una
consapevolezza che sta maturando.
I media sono impegnati a tenere nascoste sia le mobilitazioni europee che quello
che succede qui da noi. Le manifestazioni per la Palestina sono state
completamente oscurate. I trattori che bloccano le strade vengono tenuti lontani
dalle telecamere. E si sta cercando di neutralizzare le occupazioni
studentesche.
Come fu lo scorso anno che il governo Meloni sentì traballare la sua ostentata
stabilità, anche ora c’è una grande preoccupazione che possa scoppiare una larga
e diffusa protesta di popolo. Hanno paura che si possa saldare il movimento
politico per la Palestina e contro la guerra e il riarmo con la lotta la
carovita e per il rialzo di salari e pensioni.
La sensazione è che tanto il centro destra quanto il centro sinistra non
riescano più parlare con la loro base o, più semplicemente, parlino un
linguaggio molto diverso da quello dei loro stessi elettori. E che entrambi non
abbiano alcuna voglia di mettere al centro dell’agenda politica quello che
invece è il programma dello sciopero generale lanciato per il prossimo 30
ottobre e che risponde alla volontà di tanta parte del Paese.
Lo riassumiamo in breve:
Per un intervento sulla condizione economica generale attraverso
* Interventi strutturali che impediscano il rialzo continuo dei prezzi su tutti
i beni di prima necessità, e in particolare i prodotti energetici, i
carburanti e i prodotti alimentari. Il Governo può e deve introdurre un
controllo sui prezzi di tutti i generi che influiscono in modo determinante
sulle condizioni di vita della popolazione che vive di salari e pensioni, con
meccanismi di calmieramento e tetti che mettano in protezione da una crescita
fuori controllo dei prezzi;
* Per l’eliminazione dell’IVA dai beni di prima necessità, l’abbattimento delle
accise sui carburanti, la tutela delle utenze domestiche per l’energia
elettrica e il gas, lo stop agli sfratti e agli sgomberi e il collegamento
tra affitti e salari.
Per un intervento sui salari e sulle pensioni:
* Introduzione di un nuovo meccanismo di adeguamento automatico dei salari e
delle pensioni al costo della vita, sganciato dai rinnovi contrattuali,
calcolato con un indice dell’inflazione non depurato dal costo dei prodotti
energetici importati;
* Aumenti salariali che redistribuiscano la ricchezza a partire dalla soglia di
un minimo tabellare non inferiore a 2000 euro, equivalente a 12 euro l’ora;
* Stop a nuovi interventi contro il sistema pensionistico pubblico e
l’allungamento ulteriore dell’età pensionabile, per una politica di maggiori
tutele per lavoratori pubblici e privati;
* Per una politica industriale che metta in sicurezza i posti di lavoro, a
cominciare dall’ILVA e dal settore auto (con il loro indotto), e tuteli
l’ambiente e il territorio.
Per lo stop alle politiche di riarmo e di sostegno ad Israele e all’Ucraina che
stanno precipitando il mondo in uno scenario di crisi e di guerra e che
alimentano la speculazione e l’aumento incontrollato dei prezzi:
* Lo stop ai piani di riamo europei e italiani e la destinazione dei fondi a
tutela dei servizi pubblici, al calmieramento dei prezzi e alla politica
dell’abitare;
* L’interruzione di ogni relazione istituzionale e collaborazione economica,
scientifica e politica con lo stato di Israele, unito all’embargo completo
sulle armi, sui componenti utili alle armi, sui materiali utili
all’armamento, sui trasferimenti di tecnologie e su tutti beni materiali e
immateriali “dual use” verso lo stato di Israele;
* Il rispetto della legge 185 del 1990 contro il traffico di armi con paesi
coinvolti in teatri di guerra o colpevoli di ledere i diritti umani.
* Fermare il previsto piano di militarizzazione dei porti e delle
infrastrutture strategiche del Paese (MMA) e i processi di automazione
collegati.
* Fermare i processi di militarizzazione di scuola, università e ricerca.Contro
tutte le misure di polizia e che ledono gli spazi di espressione e di
democrazia con le quali si sta cercando di mettere un bavaglio alle proteste.
Contro tutte le scelte istituzionali che hanno un chiaro sapore
discriminatorio e per la regolarizzazione di tutti i lavoratori stranieri.
È per tutto questo che occorre allargare il più possibile lo sciopero
generale del 30 ottobre, perché la voglia di pace e di migliori condizioni di
vita e di lavoro si affermino come priorità nell’agenda politica del Paese.
Bloccare tutto per cominciare a cambiare davvero.
Link al comunicato per condivisione:
La scommessa del 30 ottobre
*
Unione Sindacale di Base
L’Italia ospiterà l’esercitazione nucleare degli eserciti NATO
Dal 13 al 20 ottobre le forze armate della NATO simuleranno una guerra nucleare.
Una vasta area compresa tra il Mar Tirreno e la Sardegna sarà dunque trasformata
in uno scenario bellico, l’ennesimo della stagione addestrativa in corso nella
penisola. Non sono mancate le tensioni, sia all’interno dell’Alleanza Atlantica
che tra il governo Meloni e le opposizioni parlamentari. Da un lato,
l’Aeronautica militare italiana ha provato a minimizzare la portata dell’evento
annuale, descrivendolo come una «programmazione ordinaria e di routine»;
dall’altro la NATO ci ha tenuto a specificare che «Steadfast Noon è a tutti gli
effetti un’esercitazione nucleare». Negli scenari simulati non verranno comunque
utilizzati ordigni atomici reali, ma soltanto dei simulacri. Alleanza Verdi e
Sinistra ha presentato un’interrogazione al ministro della Difesa Guido
Crosetto, chiedendo delucidazioni sull’evento.
Steadfast Noon è un’esercitazione militare che la NATO organizza ogni anno. Per
la settima volta toccherà al nostro Paese fare gli onori di casa, riprendendo
quanto interrotto nel 2023. All’edizione odierna parteciperanno 17 membri
dell’Alleanza Atlantica, contro i 14 dell’anno scorso e i 13 del 2024.
Quest’anno si aggiunge la Turchia, mentre la Francia si defila, non aderendo al
gruppo di pianificazione nucleare della NATO, pur facendo parte del Patto
Atlantico.
Da martedì prossimo, e per una settimana, verrà simulato il momento più critico
di una guerra nucleare: il caricamento di bombe atomiche sui caccia supersonici.
Si prevedono dunque intense attività aeree, aggravate dall’utilizzo di droni, ed
esercitazioni di tiro. Stando a quanto dichiarato dai promotori, gli ordigni
atomici reali non lasceranno i bunker italiani che li custodiscono, come quello
di Aviano in Friuli-Venezia Giulia. «L’esercitazione ci aiuta a garantire una
capacità sicura, protetta, efficace e credibile per preservare la pace,
prevenire la coercizione e scoraggiare le aggressioni. Invia inoltre un chiaro
messaggio di unità e determinazione», ha dichiarato Mark Rutte, segretario
generale della NATO, rilanciando la strategia della deterrenza.
Mappa del traffico militare aereo previsto dal 13 al 20 ottobre (ENAV).
Secondo le informazioni fornite da ENAV — l’azienda che gestisce il traffico
aereo italiano — le attività si concentreranno su quattro giorni: 13, 14, 16 e
20 ottobre. Sul Mar Tirreno, al largo delle coste campane e laziali,
convergeranno velivoli militari dalle basi aeree di Ghedi, Amendola, Gioia del
Colle e Trapani, oltre che da Aviano. Gli aerei voleranno a bassa quota anche
sulla Sardegna centrale, affiancando le attività previste nel poligono di tiro
di Salto di Quirra. Nel comunicare le rotte interessate dal traffico militare,
l’ENAV raccomanda ai velivoli civili di prestare la massima attenzione ed
evitare lo sconfinamento.
«Nel pieno di una crisi internazionale che spinge il mondo verso il riarmo,
l’Italia non può esercitarsi alla guerra nucleare: deve aderire al Trattato ONU
per la proibizione delle armi nucleari e chiedere il ritiro delle testate dal
nostro territorio. La sicurezza si costruisce con disarmo e diplomazia, non
simulando l’apocalisse sopra le nostre teste», ha dichiarato Angelo Bonelli,
co-portavoce dei Verdi. Questi ultimi, insieme a Sinistra Italiana, hanno
presentato un’interrogazione al ministro della Difesa Guido Crosetto per
ottenere ulteriori dettagli sulle operazioni e chiedere il motivo per cui il
Parlamento non sia stato informato per tempo di un’esercitazione di questa
portata. «Abbiamo saputo dell’esercitazione NATO sulle armi nucleari non dal
governo, ma da un documento tecnico dei piloti», ha sottolineato Bonelli.
Le operazioni dell’Alleanza Atlantica si inseriscono nella ripresa delle
attività addestrative dell’Italia, dopo la pausa estiva. Attualmente è in corso
— e lo sarà fino al 25 ottobre — l’esercitazione della Marina militare,
organizzata insieme alle forze armate di Bulgaria, Stati Uniti, Francia, Grecia,
Portogallo e Spagna. Come già accaduto a maggio per la prima fase,
l’esercitazione Mare Aperto 2026 coinvolgerà navi, sottomarini, elicotteri e
mezzi anfibi, sia nazionali che dei Paesi alleati. Le esercitazioni anfibie sono
previste nei pressi di un altro dei principali poligoni di tiro sardi, quello di
Capo Teulada. Così l’isola sarà assediata dalla Mare Aperto a sud e lungo la
costa orientale, mentre nelle zone centrali dalla Steadfast Noon.
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Data center: il territorio al servizio del potere digitale e militare
Dalla Lombardia al Piemonte, l’espansione delle infrastrutture digitali solleva
interrogativi su consumo di risorse, sorveglianza e militarizzazione. Il 10
ottobre la protesta a Milano. L’Italia si prepara a diventare uno …
Due “terroristi” in un’altra base inglese. Ops, sono lettoni…
L’ansia di guerra produce mostri, sia sul piano della “comunicazione” dei
governi occidentali sia su quello operativo. Ogni allarmismo, infatti, deve
essere nutrito con incidenti, segnalazioni, piccoli e grandi eventi che lo
rendano credibile. E visto che la Russia si ostina a non invadere l’Europa, ecco
che dei “volenterosi” provano […]
L'articolo Due “terroristi” in un’altra base inglese. Ops, sono lettoni… su
Contropiano.