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Il drone di Schrödinger
(Un drone Nato costruito dalla Nato abbattuto dalla Nato) “Un aereo della NATO ha abbattuto un drone.” Un drone di chi? Di Topolino? Di Batman? Di un pensionato lettone appassionato di modellismo? No, questo dettaglio fondamentale viene gentilmente omesso. Perché la magia dei titoli moderni funziona così: tu leggi “NATO”, […] L'articolo Il drone di Schrödinger su Contropiano.
June 8, 2026
Contropiano
«Ministero della Verità europeo» per le bugie più clamorose
‘Der Wahrheitskomplex’ Come racconta Häring ad Achgut, ripreso dalla Berliner Zeitung, ‘Il complesso della verità’ non è frutto del caso né di iniziative spontanee. «Il punto di partenza è il 2014 – spiega –, l’anno del conflitto in Ucraina e dell’annessione della Crimea. È lì che il conflitto propagandistico con […] L'articolo «Ministero della Verità europeo» per le bugie più clamorose su Contropiano.
June 8, 2026
Contropiano
#Europa verso il #RIARMO #NUCLEARE contro la #Russia? #Polonia, Baltici e Italia nel mirino Gli Stati Uniti stanno valutando di schierare nuove armi nucleari tattiche in Polonia e nei Paesi Baltici. Il prossimo vertice #NATO di Ankara potrebbe essere decisivo per una nuova deterrenza in funzione antirussa. ⚠️ Un approfondimento su uno dei temi più delicati della politica internazionale contemporanea https://www.youtube.com/watch?v=JX0p-71lqUI
June 7, 2026
Antonio Mazzeo
Il miracolo della pace a colpi di cannone: se la Nato ridefinisce il welfare
Dobbiamo un sincero ringraziamento all’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone. Intervenendo a Venezia, sul palco della Festa dell’Innovazione organizzata da “Il Foglio”, il presidente del Comitato militare della Nato è riuscito in un’impresa acrobatica non da poco: svelare al mondo il segreto del millennio. Quale? Che la pace si fa spendendo miliardi in armamenti e che, in fondo, la difesa è l’unico vero investimento per restare padroni del nostro futuro. Affermare con solennità che “la pace è il mestiere di tutti” mentre si coordina la più grande macchina bellica del pianeta è una perla di equilibrismo retorico che meriterebbe un premio alla fantasia geopolitica. Ma la vera innovazione concettuale, quella che lascerà di stucco economisti, sociologi e generazioni di studiosi dello Stato sociale, risiede in un’altra equazione sciorinata con disinvoltura dal palco veneziano: quella secondo cui, senza sicurezza militare, il welfare diventa fragile, l’economia si ferma e i diritti si comprimono. Si tratta di un ribaltamento logico e storico di proporzioni monumentali. Secondo questa bizzarra teoria, se oggi i nostri pronto soccorso sono al collasso, se le liste d’attesa nella sanità pubblica costringono i cittadini a curarsi a pagamento o a rinunciare alle cure e se le nostre scuole cadono a pezzi, la colpa non è dei tagli lineari e delle politiche di austerità degli ultimi decenni. No, il problema è che non abbiamo abbastanza caccia bombardieri o carri armati parcheggiati in garage. Eravamo convinti, nella nostra ingenuità, che per difendere i diritti sociali servissero investimenti sui medici, sugli insegnanti, sui salari da fame e sulle tutele universali. Ci stavamo preoccupando per il potere d’acquisto delle famiglie e per l’inflazione e invece la soluzione era lì, a portata di mano: bastava comprare più missili per blindare l’economia reale. È straordinario come la retorica bellicista riesca a trasformare la sottrazione di risorse pubbliche in un atto di lungimirante protezione sociale. Nella realtà materiale che i cittadini affrontano ogni giorno, il nesso di causalità è esattamente opposto a quello descritto dall’ammiraglio. Sono proprio i miliardi di euro dirottati verso il riarmo e le commesse militari a drenare linfa vitale dai bilanci dello Stato, impoverendo le prestazioni sociali e riducendo i servizi essenziali a simulacri di se stessi. Ogni euro investito in un sistema d’arma è un euro tolto a un letto d’ospedale, a una borsa di studio, alla messa in sicurezza di un territorio devastato dal dissesto idrogeologico. La vera fragilità del welfare nasce dalla scelta politica di privilegiare l’economia di guerra rispetto ai bisogni sociali. Non poteva mancare, infine, il richiamo al “realismo” di fronte alle pressioni che arrivano da oltreoceano. Cavo Dragone ha definito “legittima” la richiesta degli Stati Uniti di un riequilibrio della presenza Nato in Europa, traducibile nel consueto invito ad aumentare gli stanziamenti per le spese militari. Questo genere di realismo assomiglia tragicamente a quello di un cameriere che ringrazia ossequiosamente il cliente dopo che quest’ultimo gli ha lasciato l’intero conto della cena da saldare. Accettare passivamente i diktat di Washington non è pragmatismo; è la rinuncia formale a qualsiasi idea di autonomia strategica e diplomatica dell’Europa. Significa legare il destino del nostro continente a una spirale di tensioni globali e alla logica dei blocchi contrapposti, che serve gli interessi delle grandi potenze e dei produttori di armi, non certo la sicurezza dei popoli europei. L’unica cosa che si sta comprimendo drammaticamente in questo scenario non è la sicurezza, ma la logica elementare e, insieme a essa, le tasche dei contribuenti. La sicurezza di un Paese non si misura dal numero di testate o dalla modernità dei sistemi di puntamento, ma dalla dignità della vita dei suoi abitanti. Un Paese è sicuro quando un lavoratore non rischia la vita in fabbrica, quando un anziano riceve assistenza domiciliare adeguata e quando i giovani non sono costretti a emigrare per sfuggire al precariato selvaggio. Alimentare una corsa agli armamenti senza fine, giustificandola con la necessità di difendere una non meglio precisata libertà, significa condannarci a un futuro di conflitti permanenti e di impoverimento generalizzato. Se il modo per restare padroni del nostro domani è quello di trasformare le istituzioni in succursali dell’industria bellica, allora è urgente rivendicare il diritto a un futuro diverso. Un futuro meno armato, decisamente più civile, in cui la diplomazia, la cooperazione internazionale e la giustizia sociale tornino a essere i veri pilastri della convivenza tra i popoli, nel pieno rispetto dello spirito costituzionale che ripudia la guerra come strumento di offesa e di risoluzione delle controversie. Giovanni Barbera
June 7, 2026
Pressenza
In Ucraina o nel Baltico: UE e NATO vogliono la guerra alla Russia
Gli hanno dato 90 miliardi di euro e pretendono risultati. E che i risultati siano spettacolari, così da poterci tinteggiare le prime pagine dei giornali. Per il resto, coi droni che colpiscono autobus della linea Moskva-Simpferopol sterminando sette persone, o puntino su obiettivi cittadini a Simferopol ammazzando altri tre civili, […] L'articolo In Ucraina o nel Baltico: UE e NATO vogliono la guerra alla Russia su Contropiano.
June 6, 2026
Contropiano
Militarizzazione delle scuole ad Aversa: la lettera del M.I.R. alla Dirigente Scolastica
PUBBLICHIAMO VOLENTIERI LA NOTA INVIATA DA ERMETE FERRARO, PRESIDENTE DEL M.I.R. ITALIA, ADERENTE ALL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ, ALLA DIRIGENTE SCOLASTICA DELL’IIS “LEONARDO DA VINCI” DI AVERSA (CE) IN RELAZIONE ALLA SCONCERTANTE VISITA DI STUDENTI, STUDENTESSE E DOCENTI AL COMANDO NATO DI GIUGLIANO, UNA STRUTTURA MILITARE PERICOLOSAMENTE COINVOLTA IN SCENARI DI GUERRA CON LA PARTE SBAGLIATA DELLA STORIA. Alla D.S. dell’I.I.S. ’Leonardo da Vinci’ di Aversa (CE), prof.ssa Margherita Montalbano   ceis03100v@istruzione.it    Oggetto: visita di studenti e docenti al Comando NATO di Giugliano Gent. Dirigente, ancora una volta registriamo con sconcerto un’iniziativa che vorrebbe essere di natura ‘didattico-educativa’, ma è invece finalizzata all’ennesimo contatto ravvicinato tra scolaresche, strutture ed impianti militari e centri di comando palesemente legati ad allarmanti scenari di guerra, che sempre più minacciano la pace e la sicurezza. Abbiamo appreso infatti – visitando il sito del J.F.C., ossia il Comando della NATO per il Sud Europa, l’area balcanica ed il Medio Oriente – che alcune classi dell’Istituto Statale da lei diretto hanno fatto visita a quella struttura e che lei stessa si è congratulata col suo Comandante, l’Ammiraglio Wikoff – che è anche a capo della Marina degli USA per l’ambito europeo ed africano – ringraziandolo perfino per tale ‘opportunità’. Da docente, e come presidente nazionale e referente territoriale del più antico movimento italiano per la pace e la nonviolenza, esprimo netta disapprovazione per questa iniziativa che ben poco ha di formativo, laddove contribuisce piuttosto a rafforzare il drammatico processo di militarizzazione delle scuole e delle università nel nostro Paese. Nello spirito di apertura nonviolenta al dialogo, comunque, sarei lieto di potermi confrontare con docenti e studenti su questo tema, nell’ambito di iniziative di educazione civica e, specificamente, di educazione alla pace. Confidando in un positivo riscontro, la saluto cordialmente. Prof. Ermete Ferraro, Presidente M.I.R. Italia – Coord. M.I.R. Napoli --------------------------------------------------------------------------------
#Europa verso il RIARMO #NUCLEARE contro la #Russia? #Polonia, Baltici e Italia nel mirino Gli Stati Uniti stanno valutando di schierare nuove armi nucleari tattiche in Polonia e nei Paesi Baltici. Il prossimo vertice #NATO di Ankara potrebbe essere decisivo per una nuova deterrenza in funzione antirussa. Quali sono i piani e quale ruolo avranno Italia, Sicilia, Sigonella, Aviano, Ghedi e il MUOS?https://www.youtube.com/watch?v=JX0p-71lqUI
June 4, 2026
Antonio Mazzeo
Nasce Agorà, il movimento lanciato dal prof. Angelo d’Orsi
Il 2 giugno 2026, è nata “Agorà”, il movimento politico nato da un’idea dallo storico gramsciano professor Angelo D’Orsi per entrare direttamente nell’agone politico. Il sottotitolo “Dalla Piazza al Parlamento” ha come obiettivo, spiega D’Orsi, “portare la voce di tutti i milioni di cittadini che in questi anni hanno manifestato per Gaza, per la pace in Ucraina e per il No al referendum costituzionale dove può veramente contare qualcosa.” Nel Manifesto si trovano in sintesi i caratteri e gli obiettivi di “Agorà”: Sovranità democratica: recupero della piena sovranità popolare del nostro Paese, sul piano politico, economico, militare, anche all’interno di alleanze o di organizzazioni sovranazionali. Elaborazione di un piano serio e responsabile per l’uscita dall’Euro e dall’Unione Europea. Italia neutrale: per attuare lo spirito pacifista della Costituzione. L’Italia deve uscire dalla NATO, recuperare la propria indipendenza strategica e ripudiare la corsa al riarmo voluta dai nuovi guerrafondai. Multipolarismo: è necessario che l’Italia partecipi attivamente alla costruzione e al consolidamento di nuove relazioni internazionali che superino le politiche imperialiste e neocoloniali portate avanti dal “sistema guerra” USA-UE-NATO, nel quale è pienamente integrato lo Stato sionista di Israele. Oltre il neoliberismo: l’Italia deve rigenerare la propria economia reale attraverso la nazionalizzazione dei settori strategici e nuove politiche di redistribuzione e pieno recupero dello Stato sociale. A tal fine, è necessario superare la logica della finanziarizzazione, lavorando per sanare lo spaventoso accentramento delle ricchezze in mano di pochi, riportando così la programmazione politica al centro delle attività economiche. Nuove politiche ambientali: Il capitalismo senza freni sta distruggendo il pianeta. L’Italia deve lavorare allo sviluppo di un nuovo paradigma economico che ponga un freno allo sfruttamento del pianeta. Scrive D’Orsi: ““Agorà” è il nome che propongo per questo nuovo soggetto che entri nell’agone politico, anche in vista delle elezioni, ma nella prospettiva di andare avanti oltre le scadenze elettorali.” E prosegue: “Lanciare oggi questo movimento non è un dato casuale. 80 anni dalla proclamazione della Repubblica, richiede una commemorazione non di facciata, specie da coloro che ogni giorno calpestano la Costituzione che ne è l’anima. E non è neppure casuale che l’elaborazione del progetto, come si vede dal Comunicato Stampa diffuso ieri, sia avvenuta fra Torino, Firenze e Roma: le tre capitali storiche dell’Italia unita. Vogliamo rilanciare un patriottismo della Costituzione, un patriottismo autenticamente democratico, che tiri fuori l’Italia dalla “terza guerra mondiale a pezzi” e rilanci la nostra economia dando una nuova speranza a tutti i giovani di questo paese.” “Un progetto nuovo, per uno scopo che ci riguarda tutti da vicino. Non lasciamo la cosa pubblica nelle mani di chi non la sa gestire, di chi è al servizio di potenze straniere e se ne serve soltanto a scopi personali, familiari, o di partito. Ritorniamo a fare politica, direttamente, ricordando che la politica, tante volte vilipesa e oltraggiata, è “la più nobile delle arti”, come ci insegnano i classici, da Platone ad Aristotele, da Cicerone a Machiavelli, fino a Gramsci”.” Visita il nostro sito: www.agoraitalia.org E per aderire: info@agoratialia.org Per ulteriori info: https://www.youtube.com/watch?v=yzaupycED_A Redazione Italia
June 4, 2026
Pressenza
#nonukes Gli Stati Uniti d'America potrebbero presto installare le nuove bombe nucleari tattiche B61-12 in #Polonia e nelle Repubbliche Baltiche. Ad annunciarlo The Financial Times, secondo cui sarebbe in corso un tavolo di discussione in ambito #NATO sull'estensione dell'ombrello #nucleare USA ai paesi dell'Europa orientale. Attualmente le B61-12 sono dislocate in Belgio, Paesi Bassi, Germania, Turchia e Italiane (nelle basi di #Aviano, Pordenone e #Ghedi, Brescia).
June 3, 2026
Antonio Mazzeo
Mosca risponde all’attacco al dormitorio di Starobelsk: pioggia di droni e missili sull’Ucraina
La notte del 2 giugno ha visto un massiccio attacco russo a diversi obiettivi in Ucraina, a Kharkiv, Dnipro, Zaporizhzhia e soprattutto Kiev. Secondo le autorità ucraine, Mosca ha lanciato 656 droni e 73 missili di vario tipo, inclusi vettori balistici, da crociera e ipersonici. Solo 33 missili e 33 […] L'articolo Mosca risponde all’attacco al dormitorio di Starobelsk: pioggia di droni e missili sull’Ucraina su Contropiano.
June 2, 2026
Contropiano