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Le ragioni economico-politiche dell’attacco Usa-Israele contro l’Iran: una possibile interpretazione – di Andrea Fumagalli
L'attacco congiunto Usa-Israele contro l'Iran apre un nuovo scenario che va al di là dello scontro sul futuro dell'Iran e della sua democrazia. L'ipocrisia del pensiero mainstream plaude all'iniziativa di Trump e Netanyahu come espressione del ripristino di elementi di democrazia e della "libertà delle donne". Perché parlo di ipocrisia? Per vari motivi, come [...]
March 4, 2026
Effimera
IRAN: BOMBE SU TEHRAN, ESCALATION MILITARE E FRATTURE NELL’UNIONE EUROPEA. DIECI I PAESI COINVOLTI NEGLI ATTACCHI
Ancora bombe, senza soluzione di continuità, sull’Iran. Decine gli attacchi, incessanti, condotti sia dagli Stati Uniti sia da Israele. Uno dei raid ha colpito il palazzo dove era riunita l’Assemblea degli Esperti per eleggere la nuova Guida Suprema. La scelta, non ufficializzata, sarebbe ricaduta su Mojtaba Khamenei, 56 anni, figlio dell’ayatollah ucciso. Al suo fianco ciò che resta della vecchia guardia paterna, tra cui l’influente consigliere politico Mokhbar, che alla tv di Stato ha dichiarato: «L’Iran non ha intenzione di negoziare con gli Stati Uniti. Non abbiamo fiducia negli americani e non abbiamo basi per trattare. Possiamo continuare la guerra per tutto il tempo che vogliamo». Una linea di chiusura che, seppur specularmente, ricalca quella americana. Dal Comando Centrale Usa fanno sapere che sarebbero già 50 mila i soldati impegnati contro Teheran, con ulteriori rinforzi in arrivo. «Operazione senza precedenti: già 2 mila raid, il doppio rispetto al 2003 in Iraq», afferma il Pentagono. Un sottomarino statunitense avrebbe inoltre attaccato una nave iraniana al largo dello Sri Lanka: 78 i feriti soccorsi da Colombo, 101 i dispersi. Teheran replica bloccando lo Stretto di Hormuz e colpendo obiettivi israeliani e statunitensi nel Golfo. Dieci i Paesi coinvolti dagli attacchi: a fuoco il consolato a Dubai, missili sull’ambasciata a Riad, evacuazioni Usa in Oman, Cipro, Iraq, Bahrein, Giordania e Kuwait. Proprio in Kuwait – a poche decine di chilometri dall’Iran – una bambina di 11 anni è morta per le schegge di un drone abbattuto. Decine tra droni e missili iraniani sono caduti nelle ultime ore sul Paese, dove si trova anche personale dell’Aeronautica italiana nella base di Ali Al Salem. Il punto della situazione con Achille Lodovisi, ricercatore, studioso e autore di diversi libri e articoli sul tema bellico e degli armamenti. Ascolta o scarica. Non solo Iran. Le guerre e le aggressioni militari israelo-statunitensi nell’area,  puntano a elevare Israele a unica potenza egemone del Medio oriente. Che ruolo ha la Turchia, membro della Nato e alleata di Usa e Ue, in tutto questo? Ne parliamo con Murat Cinar, giornalista e nostro collaboratore. Ascolta o scarica. In Libano, Tel Aviv colpisce ripetutamente il sud del Paese e l’area orientale di Baalbek. Undici le vittime e decine i feriti solo dall’alba. Oltre 300 mila i civili in fuga davanti all’avanzata di F16 e carri armati israeliani, penetrati fino a sei chilometri oltre il vecchio confine. L’esercito israeliano intima ai civili di spostarsi a nord del fiume Litani, linea che storicamente rappresenta un obiettivo strategico per Israele. Nei Territori palestinesi, a Gaza ha riaperto parzialmente il valico di Kerem Shalom, mentre la carenza di farmaci, carburante e generi alimentari resta drammatica, con prezzi alle stelle. In Cisgiordania si moltiplicano raid e incursioni da Tubas a Salfit, da Jenin a Hebron. A Gerusalemme resta interdetto ai palestinesi l’accesso alla Moschea di Al Aqsa. A Betlemme decine di persone sono rimaste intossicate dai lacrimogeni lanciati durante le proteste. Sul fronte europeo, la Francia ha inviato nel Mediterraneo la portaerei nucleare Charles de Gaulle e rafforzato i propri assetti a Cipro. A Washington, il presidente Donald Trump ha incontrato il cancelliere tedesco Friedrich Merz, considerato tra i leader più allineati alle posizioni statunitensi e israeliane. Trump si è però scagliato contro Londra e Madrid per il rifiuto di concedere le basi militari per operazioni in Levante, minacciando di interrompere ogni relazione commerciale con la Spagna. «Non vogliamo averci nulla a che fare», ha dichiarato. La replica del premier spagnolo Pedro Sánchez è stata netta: “La posizione della Spagna si riassume in poche parole: no alla guerra“. Dal Palazzo della Moncloa, Sánchez ha rivendicato il rifiuto di autorizzare l’uso delle basi di Morón e Rota e si è detto «stupito» per quella che considera una mancata solidarietà di Berlino. Agli Stati Uniti ha rivolto un monito: «Spesso le grandi guerre scoppiano per una concatenazione di risposte che sfuggono di mano, errori di calcolo, guasti tecnici, eventi imprevisti. Dobbiamo imparare dalla storia e non giocare con il destino di milioni di persone». Trump ha inoltre criticato Madrid per il mancato aumento della spesa militare al 5% del Pil, senza ricordare che il raggiungimento dell’attuale soglia del 2% ha già comportato negli ultimi anni un raddoppio del bilancio della difesa spagnola. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Rolando D’Alessandro, compagno italiano che vive a Barcellona da oltre 40 anni. Ascolta o scarica. Sul fronte italiano, il governo mantiene un profilo prudente. Il ministro della Difesa Guido Crosetto, di rientro da Dubai, ha parlato di «aiuto rapido ai Paesi del Golfo», ipotizzando l’invio di sistemi anti-drone e Samp-T, da definire con un eventuale decreto legge. Nulla ha detto, invece, sul ruolo strategico della Sicilia – tra il Muos di Niscemi e la base di Sigonella – nel supporto logistico alle operazioni statunitensi. Intanto, mentre le opposizioni chiedono alla premier Giorgia Meloni di riferire in Aula, governo, vertici militari e grandi gruppi energetici hanno già tenuto due riunioni d’urgenza: una sui circa 70 mila italiani presenti nell’area di crisi, l’altra sulla sicurezza energetica, con la partecipazione degli amministratori delegati di Eni e Snam. Sullo sfondo, i prezzi di petrolio e gas tornano a salire e l’inflazione – già oltre il 2% a febbraio – minaccia di aggravarsi sotto la spinta della nuova escalation. Mauro Antonelli, dell’Unione Nazionale Consumatori. Ascolta o scarica.
March 4, 2026
Radio Onda d`Urto
Trump minaccia lo stop al commercio con la Spagna, Merz gli dà corda
Il livello di prevaricazione della seconda amministrazione Trump, e quello di sudditanza delle classi dirigenti europee è stato confermato plasticamente dall’incontro che ieri il tycoon ha avuto col cancelliere tedesco Friedrich Merz. Al primo incontro ufficiale con un leader straniero dall’inizio dell’aggressione condotta insieme a Israele contro l’Iran, il presidente […] L'articolo Trump minaccia lo stop al commercio con la Spagna, Merz gli dà corda su Contropiano.
March 4, 2026
Contropiano
La Francia si propone come arsenale nucleare della UE, la nuova dottrina aumenta i pericoli
Dalla base per sottomarini di Île Longue, Emmanuel Macron ha annunciato il potenziamento dell’arsenale nucleare francese, oltre alla revisione della dottrina di deterrenza, che diventa “avanzata” e coinvolge vari alleati europei in una cornice comune e cooperativa (ma non sulle autorizzazioni per premere il “bottone” e sganciare la bomba). Se […] L'articolo La Francia si propone come arsenale nucleare della UE, la nuova dottrina aumenta i pericoli su Contropiano.
March 3, 2026
Contropiano
Il 4 marzo assemblea nazionale della campagna “La conoscenza non marcia”!
In calce a questo articolo la chiamata per l’assemblea nazionale proposta dalla campagna “la conoscenza non marcia” per il prossimo 4 marzo alle 17.30. Da qualche mese una rete di singole soggettività e di realtà organizzate del mondo della scuola e dell’università si è raggruppata intorno alla campagna “la conoscenza […] L'articolo Il 4 marzo assemblea nazionale della campagna “La conoscenza non marcia”! su Contropiano.
February 28, 2026
Contropiano
Il Giornale Unico della Propaganda: l’Ucraina ha vinto, l’Europa trionfa!
Giù all’inferno, il povero Joseph Goebbels si starà mettendo le mani nei capelli. Gli attuali epigoni devono aver preso un po’ troppo alla lettera la famosa sua prima lezione del buon propagandista: ripetere la menzogna all’infinito finché non sia creduta vera. A scorrere le testate del giornale unico atlantista, sembra […] L'articolo Il Giornale Unico della Propaganda: l’Ucraina ha vinto, l’Europa trionfa! su Contropiano.
February 26, 2026
Contropiano
Kosovo. UCK sotto accusa per crimini di guerra
Per quasi tre anni, all’Aja, si è celebrato un processo che costringe l’Occidente a guardarsi allo specchio. Sul banco degli imputati non un ‘rassicurante’ oscuro signore della guerra africano o islamico, ma Hashim Thaçi, ex presidente del Kosovo, e tre ex vertici dell’Uck, “l’Esercito di liberazione del Kosovo”. Gli stessi […] L'articolo Kosovo. UCK sotto accusa per crimini di guerra su Contropiano.
February 23, 2026
Contropiano
Guerre di droni. Brigata britannica distrutta nel wargame della Nato
Il giornalista Kieran Kelly sul Telegraph ha raccontato come a maggio dello scorso anno, la NATO ha organizzato una esercitazione militare in Estonia denominata Hedgehog 2025. “È una prova di come l’Estonia e gli altri alleati della NATO risponderebbero insieme di fronte a una crisi”, è scritto nel sito ufficiale. […] L'articolo Guerre di droni. Brigata britannica distrutta nel wargame della Nato su Contropiano.
February 19, 2026
Contropiano
Manifestazione contro la Conferenza di Monaco. Cambiare Rotta con gli studenti tedeschi in lotta contro la leva
Cambiare Rotta ha partecipato a Monaco di Baviera alla manifestazione indetta da molte organizzazioni tedesche lo scorso sabato 14 febbraio contro la reintroduzione della leva militare obbligatoria, la guerra e i progetti di militarizzazione portati avanti da NATO e Unione Europea. A seguire, la cronaca della giornata. ***** Sabato 14 […] L'articolo Manifestazione contro la Conferenza di Monaco. Cambiare Rotta con gli studenti tedeschi in lotta contro la leva su Contropiano.
February 18, 2026
Contropiano
No ai bombardieri di sesta generazione
Il 3 febbraio 2026 la Commissione difesa della Camera dei Deputati esamina il progetto militare più costoso in assoluto a cui l’Italia ha mai partecipato. PeaceLink esprime forte contrarietà all’avanzata del programma militare GCAP (Global Combat Air Programme) e lancia un allarme pubblico sull’impennata dei costi e sulla confusione del dibattito istituzionale che lo […] L'articolo No ai bombardieri di sesta generazione su Contropiano.
February 16, 2026
Contropiano