Un’altra difesa è possibile
Campagna per la difesa civile non armata e nonviolenta
In Italia tra il 2024 e il 2025 la spesa militare è aumentata del 20%, arrivando
ai 48 miliardi e facendo sì che il nostro paese si classifichi come 12esimo al
mondo per spese militari. Secondo il rapporto del SIPRI (Stockholm International
Peace Research Institute) non si tratta di un trend isolato, in Europa infatti
si è registrato un aumento del 14% in spese militari rispetto al 2024, portando
così la spesa collettiva a raggiungere gli 864 miliardi di dollari.
Uno sviluppo che nel 2026 si rivela ancora più preoccupante, specie dopo la
serie di interventi bellici di cui siamo stati testimoni sin dai primi mesi del
nuovo anno, che hanno contribuito alla crescente instabilità geopolitica,
portando alla presentazione di svariate proposte di programmi di riarmo
Europeo.
Tuttavia, in contrasto con l’incremento di questa ideologia della guerra, il 16
Marzo 2026 è stata depositata presso la corte di cassazione una proposta di
legge di iniziativa popolare per “Istituzione e modalità di finanziamento del
Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta”. L’obiettivo
dell’iniziativa è quello di stabilire un luogo istituzionale che possa
contribuire alla difesa civile con le autonomie e modalità di lavoro delle varie
componenti già esistenti, come Servizio civile, Corpi civili di pace e
Protezione civile. Tramite l’istituzione di questo dipartimento si promuoverebbe
in parallelo una Campagna per il disarmo e la difesa civile, così come già si
ipotizza anche la creazione di un Istituto di ricerca su Pace e Disarmo.
La presentazione di tale proposta di legge origina dall’Articolo 52 della nostra
Costituzione, che prevede, tra le modalità di adempimento al dovere di difesa,
anche gli strumenti civili. Questa possibilità è stata riconosciuta anche dalla
Corte costituzionale nel 1985, e del resto si fonda su due dei dodici principi
fondamentali della Costituzione, gli articoli 2 e 11, che stabiliscono la
solidarietà inderogabile e il ripudio della guerra. La proposta è stata
depositata dalle campagna “Un’altra difesa è possibile” ed è promossa dalla
CNESC, dalla Rete Italiana Pace e Disarmo e da Sbilanciamoci! Si tratterebbe,
fondamentalmente, di un messaggio forte e chiaro: in un contesto europeo sempre
più orientato al conflitto e al riarmo, la vera sicurezza sarà raggiunta solo
diffondendo concretamente una cultura di educazione alla pace, coesione sociale
e cooperazione internazionale.
La proposta è redatta seguendo 5 articoli principali: difesa civile non armata e
nonviolenta; fondo nazionale per la difesa civile non armata e nonviolenta,
scelta di destinazione di una quota dell’imposta sul reddito delle persone
fisiche; copertura finanziaria; entrata in vigore.
Vediamo ora in breve che cosa prevede ciascun articolo.
Articolo 1: difesa civile non armata e nonviolenta
Il primo punto sottolinea il riconoscimento, da parte della Costituzione, della
difesa civile, non armata e nonviolenta come complementare alla difesa militare
e finalizzata alla tutela delle persone. Inoltre stabilisce chi opera con il
Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta, quali competenze vi
collaborano e vi si coordinano, e quali sono le funzioni del Dipartimento.
Articolo 2: Fondo nazionale per la difesa civile, non armata e nonviolenta
Il secondo punto stabilisce l’istituzione del Fondo nazionale per la difesa
civile, non armata e nonviolenta, per finanziare le attività e le strutture del
Dipartimento. La dotazione finanziaria del fondo è determinata dalla legge di
bilancio, ed è alimentata dagli stanziamenti a carico del bilancio dello Stato e
da eventuali ulteriori contributi. Le modalità di gestione, utilizzo e
rendicontazione sono definite con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri.
Articolo 3: Scelta di destinazione di una quota dell’imposta sul reddito delle
persone fisiche
Il terzo punto definisce la possibilità di destinare il sei per mille al Fondo
nazionale per la difesa civile, non armata e nonviolenta.
Articolo 4 – Copertura finanziaria
Il quarto punto prevede la riduzione degli stanziamenti economici qualora fosse
necessario ai fini del bilancio triennale, anche attraverso misure di
razionalizzazione e revisione della spesa.
Articolo 5 – Entrata in vigore
Il quinto articolo stabilisce l’entrata in vigore della legge il giorno
successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Questo è solo un riassunto sommario degli articoli completi, redatto per
contribuire ad una migliore comprensione. Vuoi leggere la proposta completa?
Clicca qui!
E’ bene sottolineare che questa proposta di legge è di iniziativa popolare, ma
che cosa vuol dire concretamente? L’iniziativa popolare di un disegno di legge è
sancita dall’articolo 71 della Costituzione italiana, e consente la
presentazione presso la corte di cassazione di un progetto redatto in articoli
tramite il raccoglimento di almeno 50.000 firme popolari.
Questo significa che per la presentazione della legge bisogna firmarne la
proposta, così da raggiungere la quota minima. Se sei d’accordo con
l’istituzione del Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta
aiutaci anche tu, accedi e firma qui! Ogni contributo è fondamentale, solo così
riusciremo a portare la nostra iniziativa in parlamento!
Scritto da Anita Moretti – Tirocinante Centro per la Pace di Forlì
Sitografia
https://www.ilsole24ore.com/art/nel-2025-spesa-militare-dell-italia-cresce-20percento-ma-e-di-sotto-2percento-pil-AIurgqkC
https://www.rainews.it/articoli/2026/04/il-mondo-si-riarma-2887-miliardi-in-spese-militari-nel-2025-italia-oltre-48-miliardi-126d24a6-8506-4c70-a7a4-b8df64970f21.html
https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008
https://www.difesacivilenonviolenta.org/la-campagna/
https://www.difesacivilenonviolenta.org/la-proposta-di-legge/
https://www.movimentononviolento.it/campagne/campagna-difesa-civile-non-armata-e-nonviolenta
Redazione Romagna