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“Anch’io ho firmato!” Volti noti a sostegno della difesa civile e nonviolenta
Volti noti dello spettacolo, dell’informazione e della scienza sostengono la legge di iniziativa popolare per una Difesa civile non armata e nonviolenta. Iniziata una nuova fase di rilancio della raccolta firme a sostegno della Campagna “Un’altra difesa è possibile” Volti noti dello spettacolo, dell’informazione e della scienza hanno preso posizione a sostegno della Campagna “Un’altra difesa è possibile” firmando la proposta di Legge di iniziativa popolare per istituire la Difesa civile non armata e nonviolenta e oggi rilanciano l’appello alla cittadinanza perché si raggiunga rapidamente la soglia necessaria alla presentazione in Parlamento. I giornalisti Gad Lerner, Marco Damilano, Giulia Innocenzi, Nico Piro, i docenti Donatella Di Cesare e Carlo Rovelli, gli attori Alessandro Bergonzoni, Ascanio Celestini e Giulio Cavalli, il vignettista Mauro Biani hanno deciso di metterci la faccia: insieme al comitato promotore della Campagna, vogliono una difesa costituzionale che prepari la Pace e ripudi la guerra. Il progetto è serio e concreto: istituire un Dipartimento per la difesa civile non armata e nonviolenta che potenzi e coordini il servizio civile, la protezione civile, i Corpi Civili di Pace e un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo. C’è bisogno di più diplomazia, cooperazione, integrazione e politica estera per la sicurezza condivisa: la difesa non può essere basata solo sulle armi e sulle alleanze militari, con il rischio altissimo di accelerare il processo di una guerra imminente. La proposta non nasce dal nulla: affonda le radici nell’articolo 11 della Costituzione, che ripudia la guerra come strumento di offesa, e dà concretezza al principio secondo cui la difesa della Patria (richiamata dall’articolo 52) può essere adempiuta anche in forme civili e nonviolente. Si tratta di riconoscere, accanto alla difesa militare, un secondo pilastro fatto di prevenzione dei conflitti, mediazione, protezione delle comunità e tutela dei beni comuni in caso di calamità, crisi sociali ed emergenze ambientali. Una difesa civile strutturata significa investire nelle persone e nelle competenze: operatori di pace formati, Corpi Civili capaci di intervenire nelle aree di crisi, una ricerca pubblica indipendente sul disarmo e sulla trasformazione nonviolenta dei conflitti. È un modello di sicurezza che protegge senza alimentare la corsa agli armamenti, e che restituisce centralità alla società civile, al volontariato e ai giovani come protagonisti attivi della costruzione della pace. È questa la risposta diretta del movimento pacifista all’attuale deriva militarista di chi continua ad aumentare le spese militari a scapito di quelle sociali. Mentre crescono i bilanci della difesa armata, la campagna chiede di invertire la rotta e di destinare risorse a ciò che genera sicurezza reale e duratura: welfare, istruzione, sanità, cooperazione internazionale e strumenti di pace. L’adesione di questi testimonial non è gesto superficiale, ma un segnale di responsabilità civile e pubblica. Mettere la propria faccia e la propria firma accanto a quella di migliaia di cittadini significa dare voce e visibilità a un’idea di sicurezza alternativa, contribuendo a portarla al centro del dibattito politico e culturale del Paese. Per questo ci auguriamo che molti altri volti noti del mondo della cultura, dello spettacolo, dell’informazione e della scienza scelgano di associarsi a “Un’altra difesa è possibile”, sostenendo con la propria autorevolezza una lotta di civiltà che riguarda tutti. Ogni firma, ogni voce che si aggiunge, avvicina l’obiettivo e rafforza la richiesta di un’Italia che prepari la Pace anziché la guerra. Riuniti nella Campagna “Un’altra difesa è possibile” la Rete Italiana Pace e Disarmo, la Conferenza Nazionale degli Enti di Servizio Civile (CNESC) e Sbilanciamoci! stanno raccogliendo le 50.000 firme necessarie per portare la proposta in Parlamento. Si può firmare online, con SPID e CIE, al sito: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008     Rete Italiana Pace e Disarmo
June 18, 2026
Pressenza
Un’altra difesa è possibile
Campagna per la difesa civile non armata e nonviolenta   In Italia tra il 2024 e il 2025 la spesa militare è aumentata del 20%, arrivando ai 48 miliardi e facendo sì che il nostro paese si classifichi come 12esimo al mondo per spese militari. Secondo il rapporto del SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute) non si tratta di un trend isolato, in Europa infatti si è registrato un aumento del 14% in spese militari rispetto al 2024, portando così la spesa collettiva a raggiungere gli 864 miliardi di dollari.  Uno sviluppo che nel 2026 si rivela ancora più preoccupante, specie dopo la serie di interventi bellici di cui siamo stati testimoni sin dai primi mesi del nuovo anno, che hanno contribuito alla crescente instabilità geopolitica, portando alla presentazione di svariate proposte di programmi di riarmo Europeo.    Tuttavia, in contrasto con l’incremento di questa ideologia della guerra, il 16 Marzo 2026 è stata depositata presso la corte di cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare per “Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta”. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di stabilire un luogo istituzionale che possa contribuire alla difesa civile con le autonomie e modalità di lavoro delle varie componenti già esistenti, come Servizio civile, Corpi civili di pace e Protezione civile. Tramite l’istituzione di questo dipartimento si promuoverebbe in parallelo una Campagna per il disarmo e la difesa civile, così come già si ipotizza anche la creazione di un Istituto di ricerca su Pace e Disarmo.    La presentazione di tale proposta di legge origina dall’Articolo 52 della nostra Costituzione, che prevede, tra le modalità di adempimento al dovere di difesa, anche gli strumenti civili. Questa possibilità è stata riconosciuta anche dalla Corte costituzionale nel 1985, e del resto si fonda su due dei dodici principi fondamentali della Costituzione, gli articoli 2 e 11, che stabiliscono la solidarietà inderogabile e il ripudio della guerra. La proposta è stata depositata dalle campagna “Un’altra difesa è possibile” ed è promossa dalla CNESC, dalla Rete Italiana Pace e Disarmo e da Sbilanciamoci! Si tratterebbe, fondamentalmente, di un messaggio forte e chiaro: in un contesto europeo sempre più orientato al conflitto e al riarmo, la vera sicurezza sarà raggiunta solo diffondendo concretamente una cultura di educazione alla pace, coesione sociale e cooperazione internazionale.    La proposta è redatta seguendo 5 articoli principali: difesa civile non armata e nonviolenta; fondo nazionale per la difesa civile non armata e nonviolenta, scelta di destinazione di una quota dell’imposta sul reddito delle persone fisiche; copertura finanziaria; entrata in vigore.  Vediamo ora in breve che cosa prevede ciascun articolo.   Articolo 1: difesa civile non armata e nonviolenta Il primo punto sottolinea il riconoscimento, da parte della Costituzione, della difesa civile, non armata e nonviolenta come complementare alla difesa militare e finalizzata alla tutela delle persone. Inoltre stabilisce chi opera con il Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta, quali competenze vi collaborano e vi si coordinano, e quali sono le funzioni del Dipartimento.    Articolo 2: Fondo nazionale per la difesa civile, non armata e nonviolenta Il secondo punto stabilisce l’istituzione del Fondo nazionale per la difesa civile, non armata e nonviolenta, per finanziare le attività e le strutture del Dipartimento. La dotazione finanziaria del fondo è determinata dalla legge di bilancio, ed è alimentata dagli stanziamenti a carico del bilancio dello Stato e da eventuali ulteriori contributi. Le modalità di gestione, utilizzo e rendicontazione sono definite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.   Articolo 3: Scelta di destinazione di una quota dell’imposta sul reddito delle persone fisiche  Il terzo punto definisce la possibilità di destinare il sei per mille al Fondo nazionale per la difesa civile, non armata e nonviolenta.   Articolo 4 – Copertura finanziaria Il quarto punto prevede la riduzione degli stanziamenti economici qualora fosse necessario ai fini del bilancio triennale, anche attraverso misure di razionalizzazione e revisione della spesa.    Articolo 5 – Entrata in vigore  Il quinto articolo stabilisce l’entrata in vigore della legge il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.    Questo è solo un riassunto sommario degli articoli completi, redatto per contribuire ad una migliore comprensione. Vuoi leggere la proposta completa? Clicca qui!   E’ bene sottolineare che questa proposta di legge è di iniziativa popolare, ma che cosa vuol dire concretamente? L’iniziativa popolare di un disegno di legge è sancita dall’articolo 71 della Costituzione italiana, e consente la presentazione presso la corte di cassazione di un progetto redatto in articoli tramite il raccoglimento di almeno 50.000 firme popolari.  Questo significa che per la presentazione della legge bisogna firmarne la proposta, così da raggiungere la quota minima. Se sei d’accordo con l’istituzione del Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta aiutaci anche tu, accedi e firma qui! Ogni contributo è fondamentale, solo così riusciremo a portare la nostra iniziativa in parlamento!   Scritto da Anita Moretti – Tirocinante Centro per la Pace di Forlì   Sitografia https://www.ilsole24ore.com/art/nel-2025-spesa-militare-dell-italia-cresce-20percento-ma-e-di-sotto-2percento-pil-AIurgqkC https://www.rainews.it/articoli/2026/04/il-mondo-si-riarma-2887-miliardi-in-spese-militari-nel-2025-italia-oltre-48-miliardi-126d24a6-8506-4c70-a7a4-b8df64970f21.html https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008 https://www.difesacivilenonviolenta.org/la-campagna/ https://www.difesacivilenonviolenta.org/la-proposta-di-legge/ https://www.movimentononviolento.it/campagne/campagna-difesa-civile-non-armata-e-nonviolenta Redazione Romagna
May 15, 2026
Pressenza