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“LATINOAMERICA”: IL RICORDO DI BERTA CACERES IN HONDURAS E IL DEVASTANTE SISMA IN VENEZUELA
LatinoAmerica, trasmissione quindicinale di Radio Onda d’Urto. 30 minuti in volo libero e ribelle tra il border di Tijuana e gli orizzonti sconfinati della Patagonia, dentro il ciclo della “Cassetta degli Attrezzi”. Appuntamento ogni due lunedì, alle ore 18.45, e in replica il giorno dopo, il martedì, alle ore 6.30. La puntata di lunedì 29 giugno 2026 ci porta in Honduras e in Venezuela. HONDURAS – A 10 anni dal vile assassinio politico in Honduras di Berta Cáceres, la sua voce continua a risuonare nelle lotte dei popoli indigeni, dei movimenti femministi e di chi difende la terra e i beni comuni. Di questo si è parlato il 19 giugno 2026 al Cs Cantiere di Milano, in un incontro con Bertita (Berta Zúniga Cáceres), figlia di Berta e oggi tra le principali figure del Copinh, insieme a Camilo Bermúdez, consigliere politico e responsabile del lavoro di giustizia e difesa dei diritti dell’organizzazione. Il nostro collaboratore Andrea Cegna, curatore della newsletter Il Finestrino, ha intervistato Bertita Caceres e Camilo Bermúdez prima dell’incontro: nella puntata vi proponiamo la doppia intervista, tradotta in italiano. VENEZUELA – Andremo poi in Venezuela, devastato dal terremoto con sisma massimo di magnitudo 7.5, il 24 giugno 2026. Continuano le scosse di assestamento, con un bilancio di vittime in crescita continua – a ora, siamo a circa 1.700 corpi ritrovati – e decine di migliaia di dispersi. Il punto, di cronaca e politico, con Marco Consolo, analista di questioni internazionali ed esperto di Latinoamerica, ai nostri microfoni. La puntata di lunedì 29 giugno 2026 di LatinoAmerica su Radio Onda d’Urto.  Ascolta o scarica
June 30, 2026
Radio Onda d`Urto
MILANO:”CON BERTA NEL CUORE CHIEDIAMO GIUSTIZIA”. INCONTRO PUBBLICO VENERDI 19 GIUGNO
A dieci anni dal vile assassinio di Berta Cáceres, la sua voce continua a risuonare nelle lotte dei popoli indigeni, dei movimenti femministi e di chi difende la terra e i beni comuni. Per questo “siamo particolarmente felici di ospitare in Italia, in un incontro pubblico straordinario, Bertita (Berta Zúniga Cáceres), figlia di Berta e oggi tra le principali figure del COPINH, insieme a Camilo Bermúdez, consigliere politico e responsabile del lavoro di giustizia e difesa dei diritti dell’organizzazione”. Sarà un’occasione per ricordare l’eredità politica e umana di Berta Cáceres, leader indigena lenca assassinata il 2 marzo 2016 per la sua opposizione ai progetti estrattivi che minacciavano il territorio del popolo Lenca. Ma sarà soprattutto un momento per guardare al presente: alla situazione dell’Honduras, alle sfide che le comunità indigene continuano ad affrontare, alle lotte che il COPINH porta avanti in difesa dei territori, dell’acqua, dei diritti delle donne e dell’autodeterminazione dei popoli. Durante la serata verranno inoltre forniti aggiornamenti sul lungo percorso di ricerca della verità e della giustizia per Berta. Negli ultimi anni sono arrivate importanti condanne contro alcuni responsabili dell’omicidio e sono stati avviati nuovi strumenti di indagine, ma il COPINH e la famiglia Cáceres continuano a denunciare l’impunità che protegge ancora settori del potere politico ed economico coinvolti nel crimine. Un incontro prezioso e raro, per ascoltare direttamente le voci di chi continua a trasformare il dolore in organizzazione, memoria in resistenza, e a ribadire che la lotta per Berta è una lotta per la giustizia, la democrazia e la difesa della vita. Appuntamento venerdì 19 giugno alle 18.30 al Centro Sociale Cantiere di Via Monterosa 84 Milano (MM1-MM5 Lotto). Sarà possibile cenare dopo l’incontro, e a seguire ci sarà lo spettacolo di Controvento. Organizzano Libera, Un Ponte Per Milano-Monza, NonUnaDiMeno Milano, Centro Sociale Cantiere, Comitato Acqua Pubblica Milano, Comitato Berta Vive Milano. La presentazione con Anna del Comitato Berta Vive Milano Ascolta o scarica 
June 17, 2026
Radio Onda d`Urto
Hondurasgate, Pròspera e il biohacking sulle terre ancestrali
Qualche giorno fa, Il portale Honduras Gate ha denunciato di aver subito oltre 39.000 attacchi informatici in un solo giorno, principalmente sotto forma di attacchi DDoS (Distributed Denial of Service), dopo aver pubblicato, a fine aprile, dei documenti audio che rivelano l’esistenza di una struttura di ingerenza per orientare la politica nella regione sudamericana, con l’Honduras usato come piattaforma. Gli audio, disponibili anche su Canal Red, indicano un patto tra l’ex presidente honduregno Juan Orlando Hernández (precedentemente condannato negli USA e graziato da Donald Trump a fine 2025, proprio durante la tanto sbandierata “war on drugs“), l’attuale presidente dell’Honduras Nasry Asfura, anch’egli di estrema destra, e figure internazionali tra cui il presidente argentino Javier Milei, figure come Roger Stone e finanziamenti provenienti da Israele per sostenere il ritorno politico di Hernández. I tentativi di hacking sono iniziati subito dopo la diffusione degli audio che espongono la presunta rete di corruzione e ingerenza internazionale, e, come si vede dalle immagini, provengono da USA e Israele. Secondo i messaggi audio —  resi pubblici da Canal RED e Hondurasgate — Juan Orlando Hernández, starebbe tramando per tornare al potere nel Paese, grazie al supporto decisivo di Stati Uniti e Israele che in cambio otterrebbero facilitazioni per la costruzione di una nuova base militare e di centri di confinamento per presunti terroristi, su modello di quelli voluti dal presidente Nayib Bukele in El Salvador; una legge su misura per le loro esigenze al fine di incentivare gli investimenti nell’intelligenza artificiale, con contratti che verrebbero assegnati direttamente a società private americane come la General Electric; e, infine, l’espansione delle cosiddette Zone economiche speciali, veri e propri dispositivi di espropriazione territoriale e sovranità limitata a beneficio di capitali stranieri, che l’amministrazione di Xiomara Castro, prima presidente donna dell’Honduras — in carica dal 2021 al 2025 —, aveva iniziato a smantellare. La più discussa tra queste realtà è Próspera — che sorge sull’isola di Roatán —  una vera e propria città privata, porto franco libero dalle maglie dello Stato, in cui sono investitori del calibro di Peter Thiel a dettare interamente le regole. Diversi miliardari e libertari investono nella costruzione della città privata. Próspera, di fatto una “città-stato” privata sull’isola di Roatán in Honduras, è diventata un hub globale per il biohacking e la ricerca sulla longevità grazie alla mancanza di una istituzione sanitaria regolamentata al suo interno. Molte aziende specializzate vi testano terapie geniche e trattamenti anti-invecchiamento, attirando imprenditori e biohacker come Bryan Johnson. A Pròspera si può pagare e presentare il bilancio delle proprie aziende in criptovalute e non vi è alcuna autorità che imponga regole, nè sull’uso di AI, nè sullo smaltimento dei rifiuti, nè su esperimenti medici e biotecnologici. L’isola di Roatán, dove sorge Pròspera, è abitata dal popolo Garifuna una discendente da africani e indigeni, sbarcati a Punta Gorda nel 1797 dopo essere stati espulsi da St. Vincent dai britannici, che lottano contro la turistificazione dell’isola, e conservano tradizioni uniche, tra cui la danza Punta, la musica con tamburi e la lingua. Ovviamente, Pròspera non è per loro, il confine con la città privata è rigido. Una strada, controllata da una guardia di una società di sicurezza privata, conduce al complesso residenziale. L’accesso è controllato. Chi vuole entrare deve richiedere un pass online, e allo stesso tempo può registrare la propria azienda con pochi clic. All’interno della comunità di expat del Duna Tower (torre che svetta tra la vegetazione dell’isola, superando di molto l’altezza consentita per gli edifici a Roatan), tutti hanno una start-up. Tra loro c’è Rich Lee, 47 anni, statunitense, che si definisce un “biohacker”: senza studi di biologia o medicina, sperimenta terapie geniche e impianti elettronici. Rich Lee mostra uno dei suoi microchip sottopelle. Con in studio due compagne dall’Honduras, ci facciamo raccontare i vecchi e nuovi presidenti del Paese centroamericano, parliamo di Pròspera e delle lotte dei popoli originari e afro caraibici per la liberazione dei territori. (in aggiornamento con link e musica dall’honduras!)