Convegno Contro la guerra 9 e 10 maggio in Versilia
A Massarosa la Brilla di Quiesa è un opificio dell’800 ristrutturato con
mirabile sapienza e fedeltà all’antico impianto, ospita macchinari di
archeologia industriale legati soprattutto alla brillatura del riso che si
coltivava nelle paludi circostanti. È anche porta e centro visite del Parco di
S. Rossore-Massaciuccoli e dalle sue finestre si gode uno splendido panorama che
predispone a pace e serenità.
Ma non è una gita campestre quella che voglio illustrare e che si è svolta lo
scorso weekend. La Brilla è anche sede di eventi e vi si è tenuto il convegno
organizzato dal Forum per la Pace Versilia con il patrocinio del Comune di
Massarosa. Un convegno corposo e denso di spunti che si è sviluppato nei molti
spazi sui tre piani dell’edificio offrendo in contemporanea più incontri fra cui
scegliere. I circa 200 partecipanti sembravano api operose alla ricerca del
fiore preferito, muovendosi con curiosità negli spazi.
La guerra è stata esplorata sotto vari punti di vista, nelle sue connessioni con
il linguaggio, con il diritto, con l’economia, con l’ambiente, con il
patriarcato, con la militarizzazione di società e territorio, con la
sorveglianza sociale.
Ma alla guerra ci si oppone e si cerca la via verso economie di giustizia e
pace, con la forza delle donne, dell’arte e della musica, con le esperienze di
resistenza in zone di guerra e soprattutto nella nonviolenza che è stata il
leitmotiv dell’evento.
Grande qualità dei relatori, con molti professori di insigni università e
personalità note a livello nazionale, come lo storico e economista Alessandro
Volpi, Mao Valpiana presidente del Movimento Nonviolento, Francuccio Gesualdi
del Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Martina Pignatti di Banca Etica,
l’antropologo Fabio Malfatti e tanti altri.
Da segnalare due laboratori teatrali e uno di meditazione nella tradizione di
Thich Nhat Hanh perché la pace ha origine dentro di noi.
Hanno completato l’offerta due mostre, una fotografica sulla Palestina e una di
pittura.
L’ assemblea conclusiva ha posto l’accento sul che fare, passando dalla
reattività all’orrore bellico alla proattività verso un’agenda di pace.
Facciamo in modo che così sia: dipende da ciascuno e da tutti.
Clara Reina
Redazione Toscana