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Dal caffè sospeso al giocattolo sospeso: Napoli e l’Italia unite da un gesto di solidarietà
A Napoli la solidarietà non è mai stata un concetto astratto. È un modo di vivere, una forma di cura reciproca che nasce dal basso e attraversa i secoli. La tradizione del caffè sospeso racconta proprio questo: chi poteva permetterselo lasciava pagato un caffè in più, destinato a chi non avrebbe potuto ordinarlo. Un gesto anonimo ma profondissimo, capace di ricordare che la comunità viene prima delle difficoltà individuali. È da questa cultura che, nel 2016, il Comune di Napoli trae ispirazione per una nuova forma di solidarietà: il Giocattolo Sospeso. Se un caffè può regalare un momento di calore a un adulto, un giocattolo può regalare un sorriso a un bambino che vive una condizione di fragilità economica. Nasce così un’iniziativa che, anno dopo anno, diventa un appuntamento atteso da molte famiglie e un simbolo della città durante il periodo natalizio. Anche per il 2025 il Comune rinnova il progetto, attivo dal 6 dicembre al 6 gennaio. Chi desidera partecipare può recarsi in uno dei negozi aderenti e acquistare un gioco da lasciare in sospeso. Sarà poi la rete del volontariato cittadino a distribuire i doni alle bambine e ai bambini che vivono situazioni di difficoltà. Per molte famiglie questo Natale sarà complesso. L’aumento del costo della vita, i redditi insufficienti e le nuove forme di povertà emerse negli ultimi anni fanno sì che un semplice giocattolo possa rappresentare molto più di un regalo. Secondo gli ultimi dati Istat, più di un milione e trecentomila minori vivono oggi in Italia in condizioni di povertà assoluta. Nel Mezzogiorno la situazione è ancora più grave e coinvolge una percentuale crescente di famiglie con figli. La povertà minorile non riguarda solo il reddito, ma limita l’accesso a opportunità educative, culturali e ricreative. Durante il periodo natalizio questa mancanza si traduce spesso nell’assenza di un dono, di un momento di gioia da condividere. Il Giocattolo Sospeso non risolve le cause strutturali delle disuguaglianze, ma rappresenta una risposta immediata, concreta e umana. È la forma più semplice e più autentica con cui una città decide di non lasciare indietro i più piccoli. Negli ultimi anni l’intuizione napoletana ha ispirato progetti analoghi in molte altre regioni italiane. Grazie al lavoro di Assogiocattoli e della campagna Gioco per Sempre, il Giocattolo Sospeso è oggi una pratica nazionale, con centinaia di punti vendita coinvolti e una rete di associazioni che si occupa della distribuzione dei doni. Da Napoli a Palermo, da Torino a Bari, il gesto di lasciare un regalo in sospeso è diventato parte di un movimento culturale che unisce le persone attorno all’idea che il gioco sia un diritto e non un privilegio. A incoraggiare la cittadinanza a contribuire è l’Assessora ai Giovani e al Lavoro, Chiara Marciani, che sottolinea il valore dell’iniziativa con queste parole: «Giocattolo Sospeso è l’iniziativa del Comune di Napoli che vuole aiutare, grazie a una raccolta di giocattoli, i bambini e le bambine che vivono un momento di difficoltà. Insieme alle associazioni, alle parrocchie e ai volontari, a breve inizieremo a distribuire i giocattoli, ma per farlo abbiamo bisogno di raccoglierli. Grazie alle cartolibrerie, ai negozi e ai giocattolai che hanno aderito alla nostra iniziativa, possiamo contribuire a questa raccolta e chiediamo il vostro aiuto. Grazie per quello che farete, per gli acquisti che farete e buon Natale a tutti». Le sue parole ricordano che ogni gesto, anche minimo, può diventare fondamentale per costruire una città più giusta e più attenta ai bisogni dei bambini. Negozi aderenti al Giocattolo Sospeso 2025 – Napoli Cartolibreria Gianfranco Lieto, Viale Augusto 43/51 Fanta Universe, Via San Biagio dei Librai 65 Junior Giocattoli, Via Maurizio Piscicelli 25 La Girandola Srl, Via Toledo 400 La Girandola Giocattoli, Via Edoardo Nicolardi 158/162 Leonetti Giocattoli, Via Toledo 350/351 Libreria Mancini, Via Nuova Poggioreale 11 Natullo Toys (tre sedi): Via A. Ranieri 51, Corso Garibaldi 301, Via Nazionale 52 Toys Fate e Folletti Srls, Via Pasquale del Torto 45 IoCiSto – Libreria, Via Domenico Cimarosa 20 Il Fuori Orario, Via Girolamo Giusso 11 G. Guerretta Srl, Corso Ponticelli 23H Raffaello Srl, Via Michelangelo 80 Lucia Montanaro
Nasce un nuovo “Centro Donna”: uno spazio per l’autodeterminazione e il sostegno alle donne
È stato pubblicato, sul sito del Comune, l’avviso, rivolto agli enti del Terzo Settore, per la coprogettazione e realizzazione di un nuovo “Centro Donna”. Per la realizzazione del progetto, su iniziativa dell’Assessorato allo Sport e alle Pari Opportunità, è stato previsto uno stanziamento di 75mila euro, con l’obiettivo di offrire alle donne della città uno spazio dedicato all’incontro, al confronto, alla crescita personale e professionale, al benessere e al supporto. Il “Centro Donna” sarà un luogo aperto e inclusivo, pensato per promuovere consapevolezza, autodeterminazione, autonomia psicologica ed economica, e per contribuire alla costruzione di una “Città al femminile”, dove tutte le donne possano immaginare e realizzare il proprio futuro. Particolare attenzione sarà rivolta alle donne che vivono in condizioni di disagio sociale, economico o familiare, alle quali il Centro offrirà servizi mirati come: • Informazione e ascolto • Supporto psicologico • Orientamento al lavoro • Formazione • Attività sportive e socioculturali Le attività saranno organizzate secondo un calendario programmato e accessibile. Il progetto ha una durata iniziale di 12 mesi, prorogabile per ulteriori 12. Tutti i dettagli e le modalità di partecipazione sono disponibili sul sito istituzionale del Comune di Napoli: https://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/55350 Redazione Napoli
“Nel ricordo di Giancarlo Siani” Una serata per la verità e l’impegno civile
Il Comune di Napoli onora la memoria del giovane cronista con la prima proiezione pubblica del docufilm “Quaranta anni senza Giancarlo Siani, regia di Filippo Soldi . In programma anche la presentazione del cortometraggio “Il compleanno di Ciro” dedicato a un’altra vittima innocente della camorra: Ciro Colonna Martedì 23 settembre – Ore 20.00 – Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore – Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili Era il 23 settembre 1985, quando la camorra spiezzò la vita di un giovane cronista napoletano: Giancarlo Siani. Aveva solo 26 anni, ma in quei tempi precari e difficili aveva già lasciato un segno indelebile nel giornalismo d’inchiesta, raccontando con coraggio le trame di potere e criminalità che avvelenavano la sua terra. In occasione del 40esimo anniversario della sua scomparsa, il Comune di Napoli ne onora la memoria con una serata speciale dedicata alla verità e all’impegno civile. Martedì 23 settembre alle ore 20.00, presso il Complesso monumentale di San Domenico Maggiore, si terrà una doppia prima proiezione pubblica a Napoli: quella del docufilm “Quaranta anni senza Giancarlo Siani”, prodotto da Combo International in collaborazione con Rai Documentari, per la regia di Filippo Soldi e con la partecipazione di Toni Servillo, e quella del cortometraggio “ Il compleanno di Ciro ”, dedicato a un’altra giovane vittima innocente della camorra, Ciro Colonna, ucciso per uno scambio di persona nel 2016, all’età di 19 anni, nel quartiere di Ponticelli. La serata, con ingresso libero fino all’esaurimento dei posti disponibili, è promossa dal Comune di Napoli con Fondazione Giancarlo Siani e Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie. Interverranno: Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli; Ferdinando Tozzi, delegato del sindaco di Napoli per l’industria musicale e l’audiovisivo; Mariano Di Palma, referente di Libera Campania; Paolo Siani, fratello di Giancarlo Siani; Armando D’Alterio, pubblico ministero che ha condotto le indagini sul caso Siani; Pietro Perone, giornalista e autore del volume “Giancarlo Siani. Terra nemica”; il regista Filippo Soldi; la famiglia Colonna; Marta Esposito, regista, e Marianna Mercurio, attrice del cortometraggio “Il compleanno di Ciro”. Siani non si limitava a riportare i fatti di cronaca: scavava, collegava, denunciava. Fu proprio una sua inchiesta a svelare i legami tra la politica e la camorra, in particolare nel contesto della ricostruzione post terremoto del 1980. Una serie di articoli che decretarono la sua fama, ma anche la sua condanna a morte: il giornalista fu assassinato sotto casa, nel quartiere dell’Arenella, mentre era ancora a bordo della sua Citroën Méhari verde. Da quella terribile giornata, in “Quaranta anni senza Giancarlo Siani” parte il racconto dell’incredibile lavoro investigativo avviato otto anni più tardi, nel 1993, dal cosiddetto “Pool Siani”: un gruppo di giornalisti che, in collaborazione con le forze dell’ordine, è riuscito a far riaprire il caso irrisolto dell’omicidio del cronista, permettendo di consegnare alla giustizia i suoi assassini e mandanti. Sul grande schermo, prima del docufilm di Soldi, scorreranno le immagini del cortometraggio “Il compleanno di Ciro”, scritto e diretto da Marta Esposito e presentato in anteprima al 55esimo Giffoni Film Festival. Lo short movie restituisce con delicatezza e poesia una giornata mai avvenuta nella vita di Ciro Colonna: la madre Adelaide si prepara al ritorno del figlio dopo anni trascorsi all’estero, in un rito che incarna l’essenza del ricordo e l’incolmabile vuoto dell’assenza. Il cortometraggio è nato da un laboratorio che si è svolto nello Spazio Metamorfosi di Ponticelli nell’ambito della terza edizione del progetto “La voce dei giovani”, promosso e finanziato dal Comune di Napoli e curato da Giffoni Innovation Hub. Dieci studenti, di età compresa tra i 13 ei 18 anni, hanno partecipato a un percorso di teoria e pratica del linguaggio audiovisivo, realizzato in collaborazione con il presidio di Libera Ponticelli e con l’Istituto Comprensivo 83° Porchiano Bordiga. “Il compleanno di Ciro” è prodotto da Giffoni Innovation Hub, Mad Entertainment e Gabbianella, con il patrocinio di Libera e con il sostegno attivo del Comune di Napoli, da anni impegnato nella promozione della cultura della legalità tra le nuove generazioni. Redazione Napoli
“Casa Comune”: a Napoli il primo co-housing per ragazzi con disabilità cognitive
Un posto tutto per loro, dove potranno vivere, sperimentare la loro autonomia e costruire relazioni, sotto gli occhi attenti di educatori qualificati. Da oggi, per la prima volta a Napoli, anche i ragazzi con disabilità cognitiva potranno sperimentare la vita in co-housing. Si chiama “Casa Comune”, ed è il primo spazio abitativo cittadino interamente dedicato a giovani con sindrome dello spettro autistico, sindrome di Down e altre difficoltà cognitive. Un luogo dove essere protagonisti, imparare, lavorare e accogliere. La presentazione ufficiale del progetto si è tenuta martedì 27 nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, alla presenza, tra gli altri, degli assessori comunali Luca Fella Trapanese e Antonio De Iesu, e dei rappresentanti dei soggetti partner: FoQus – Fondazione Quartieri Spagnoli, il Comune di Napoli, Guber Banca, Enel Cuore e Fondazione Etica, con il supporto del Consorzio Co.Re e dell’Associazione AQS. Il progetto si sviluppa su due sedi: una all’interno della Fondazione FoQus, in via Portacarrese a Montecalvario, e una in via del Formale, in un appartamento di 200 metri quadrati sequestrato alla camorra, ristrutturato grazie a un innovativo programma di finanziamento promosso da Guber Banca. “Casa Comune” nasce dall’esperienza di FoQus, che da anni lavora per la rigenerazione sociale ed educativa dei Quartieri Spagnoli, e dal percorso già avviato con il Centro “Argo”, nato nel 2016 per valorizzare le capacità dei ragazzi con disabilità cognitive attraverso attività formative e professionali. Come ha spiegato Renato Quaglia, direttore di FoQus, il co-housing rappresenta una naturale evoluzione di questo lavoro: un luogo dove i ragazzi possono sperimentare concretamente l’autonomia, svolgere attività produttive, ospitare e accogliere, sviluppando nuove competenze e relazioni. Ma cos’è esattamente il co-housing? È un modello abitativo che prevede la convivenza in spazi condivisi da parte di persone o famiglie autonome, con la possibilità di vivere insieme, supportarsi reciprocamente e gestire insieme attività e risorse comuni. Un modello che promuove solidarietà, inclusione e sostenibilità, molto diffuso in Danimarca, Paesi Bassi e Germania, dove esistono numerose esperienze di comunità solidali, soprattutto per anziani e giovani famiglie. In Italia, invece, il co-housing è ancora poco diffuso, e le esperienze dedicate a persone con disabilità cognitiva, come Casa Comune, sono rarissime e di grande valore sociale. Questo rende il progetto napoletano un vero fiore all’occhiello: un modello che non solo offre ai ragazzi una casa, ma crea per loro opportunità di lavoro e inclusione in un contesto urbano, trasformando un bene confiscato alla camorra in un presidio di legalità e speranza. L’arredamento delle due sedi è stato realizzato grazie alla disponibilità di arredatori volontari, coordinati da Enel Cuore. A rappresentare l’organizzazione, Viviana Scannicchio, Project Officer di Enel Cuore, ha sottolineato l’importanza di sostenere progetti come Casa Comune, capaci di generare impatto positivo e nuove opportunità per i ragazzi e per la comunità. Francesca Bazoli, Presidente di Guber Banca, ha aggiunto: “Casa Comune è il frutto di una rete, di un’alleanza di cuori e competenze che si è costruita giorno dopo giorno. Non è solo una voce del nostro bilancio di sostenibilità, ma una testimonianza viva di rigenerazione sociale e civile. Un luogo che dà senso al nostro essere banca”. Un progetto che va oltre l’assistenza: “Casa Comune non è un centro diurno o una casa-famiglia, ma un’opportunità concreta di autonomia per i ragazzi, ha ribadito l’assessore al Welfare Luca Fella Trapanese. È un luogo dove vivere, dormire, condividere e imparare, perché il futuro è anche dare valore al territorio e alle sue storie”. Alla fine del suo intervento, Luca Trapanese ha concluso sottolineando l’importanza della continuità tra i progetti già avviati e le nuove opportunità offerte da Casa Comune: “L’anno scorso abbiamo inaugurato questa struttura al Capability, quest’anno la struttura ospiterà queste persone. I ragazzi lavoreranno qui con questa bella proposta di continuità, dove si farà la cioccolata, ma sarà anche un B&B. Quindi questo sarà il primo lavoro per loro.” Dopo la conferenza, tutti i partner, gli operatori della comunicazione e i presenti sono stati invitati a visitare la Casa Comune di via del Formale. Ad accoglierli, gli educatori e i ragazzi stessi, che con entusiasmo e calore hanno aperto le porte della loro nuova casa. Un’accoglienza sincera, fatta di sorrisi, racconti e un ricco buffet preparato dai ragazzi. Gli ospiti hanno potuto ammirare le camere, le sale comuni e i terrazzi con splendide vedute sui Quartieri Spagnoli e sulla città. Nei loro sguardi si leggeva la soddisfazione, l’orgoglio e la gioia di chi sa di essere parte di qualcosa di grande. Una prova generale di quel che sarà: un luogo vivo, dove il diritto alla felicità prende forma concreta, ogni giorno. E così, un bene confiscato alla criminalità, sottratto al degrado e all’ingiustizia, trova finalmente una vita nuova e degna: non più simbolo di violenza e potere, ma casa, lavoro e accoglienza per chi, spesso, è lasciato ai margini. A questi ragazzi e a chi li sostiene, non possiamo che augurare di non fermarsi mai.     Le parole in video di Luca Fella Trapanese sono state raccolte da Lucia Montanaro.   Lucia Montanaro