2001-2026 Genova Social Forum ReLoad: Riprendiamoci il Futuro!Otto mostre, altrettanti spettacoli teatrali, diciassette presentazioni di
libri, dodici forum e incontri pubblici, tre manifestazioni di piazza: quasi 50
gli appuntamenti con cui Genova si prepara a riflettere su cosa è stato e può
ancora significare il G8 di 25 anni fa. Il programma completo, all’insegna dello
slogan “Riprendiamoci il Futuro” è in rete da un paio di giorni nel sito curato
da ARCI Genova, ed ecco il link https://g8genova.it.
Programma enorme, espressione della più ampia quantità di soggetti e
associazioni che “oggi come allora, sono impegnati nella costruzione di un
modello di società fondato su giustizia, pace, diritti, cooperazione tra i
popoli”. E dunque: congratulazioni vivissime al Comitato Piazza Carlo Giuliani,
alla stessa amministrazione genovese che ha sostenuto un buon numero di
iniziative, e alle tante realtà attive nel territorio (Emergency, Fair, CGIL,
Music For People, Fondazione Gianni Minà e altre) che hanno reso possibile un
simile evento diffuso in città, coinvolgendo così tanti spazi culturali e
riattivando la mappa di alcuni luoghi simbolo del G8 2001. Come sempre Piazza
Alimonda che il 20 luglio accoglierà come ogni anno l’evento “Per non
dimentiCarlo”, naturalmente la scuola Diaz per la tradizionale fiaccolata del
21 luglio, e significativamente anche il centralissimo Palazzo Ducale che nella
Genova blindatissima del 2001 ospitò gli incontri del G8 e il 18 luglio di
quest’anno diventerà “spazio di convergenza tra movimenti sociali, reti civiche
e organizzazioni impegnate contro autoritarismo, guerre, disuguaglianze e
concentrazione del potere” con l’Assemblea Nazionale No Kings, chapeau!
Ma già da oggi (inaugurazione alle 18) negli spazi del Munizioniere di Palazzo
Ducale verranno inaugurata le mostre più importanti in programma: sei diversi
percorsi con fotografie, grafici, fumetti, per riattraversare le tematiche,
ansietà, emergenze che animarono quelle giornate e che sarebbero più che mai
urgenti oggi. Passiamole in rassegna.
“Al lavoro! Tutto cambia, cambia tutto”
Gianni Berengo Gardin
Un corale fotoreportage per raccontare i cambiamenti (in peggio) del mondo del
lavoro in Italia, nel tritacarne dei provvedimenti legislativi che hanno
smantellato gran parte dei diritti conquistati in passato: dal lavoro in
fabbrica degli anni Settanta, alle lotte dei braccianti agricoli, fino alle
“nuove schiavitù”, la precarietà della new economy, la crisi dei salari, il
caporalato. Accanto a firme storiche come Gianni Berengo Gardin, Lucio
Cavicchioni, Francesco Cito, Dino Fracchia, Fausto Giaccone, Uliano Lucas,
Fernando Moleres, Alberto Roveri, ci sono Elio Colavolpe, Claudia Corrent,
Massimo Di Nonno, Michele Lapini, André Lihon, Diambra Mariani, Eros Mauroner,
Samuele Pellecchia, Donatella Piccone, Alexey Pivovarov, Massimo Sciacca, e
tanti altri che nell’arco dei decenni hanno documentato l’erosione di regole,
protezioni, garanzie, retribuzioni: il nostro Paese risulta ormai tra gli ultimi
in classifica in Europa per salari, condizioni contrattuali, prospettive di
occupazione, sicurezza, salute.
Inaugurata per la prima volta al Palazzo Ducale di Genova nel luglio 2008, già
allestita in varie sedi, la mostra si presenta oggi aggiornata da Progetto
Comunicazione e “abitata” dalle sculture dell’artista Winfried Loeschburg, con
una grande installazione dedicata ai morti sul lavoro ad hoc per gli spazi del
Munizioniere, mentre un grande monitor trasmette le testimonianze dei riders
raccolte in vari Paesi. Maurizio Landini, Vittorio Agnoletto e Monsignor Zuppi
hanno contribuito ai testi.
“Documenting life, death and resistance in Palestine”
Activestills
Frutto di una bella collaborazione tra due collettivi di fotografi, ecco che
approda a Genova questa importante mostra che in 140 fotografie ci aggiorna
circa le agghiaccianti condizioni di vita, morte e resistenza in Palestina. I
collettivi in questione sono innanzitutto Activestills – un gruppo di
fotografi-attivisti palestinesi, internazionali e israeliani che dal 2005
documenta il genocidio e la pulizia etnica in corso in Palestina e ciò che resta
dei villaggi che vennero spopolati con la Nakba – e il Prospekt Palestine
Project che alcuni fotografi dell’agenzia Prospekt hanno inaugurato un anno fa
con l’obiettivo di promuovere una narrazione il più possibile “interna” alla
questione palestinese, e quindi sostenere il lavoro dei professionisti locali,
nelle circostanze che sappiamo. Un progetto di solidarietà attiva che
all’impegno di documentazione affianca momenti di formazione, in una prospettiva
di ricerca a lungo termine.
“Racconti dalla Piazza del Mondo”
Un percorso fotografico che prova a raccontare quel magnifico teatro di umanità
che è diventata la Piazza di Trieste e l’ormai famoso Silos, Kandwalla: fin
dalla seconda metà del 1800 adibito allo stoccaggio di merci varie, mentre
adesso è il rifugio dei migranti che vi approdano dopo aver percorso in
condizioni disumane la rotta balcanica. L’attesa, la cura, la casa, il gioco, la
memoria, la musica: sprazzi di luce che illuminano quel caleidoscopio di
solidarietà che da anni continua nella Piazza del Mondo di Trieste, grazie
all’impegno di Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi con l’Associazione Linea
d’ombra da loro fondata.
“Genova 2001: una ferita aperta”
Ogni anno dal 2023, in occasione dell’anniversario del G8 di Genova del 2001, il
fotoreporter Giulio Di Meo organizza un laboratorio di fotografia dedicato alla
memoria di quei giorni segnati dall’uccisione di Carlo Giuliani e dalle
violenze: nelle strade, alla scuola Diaz, nella caserma di Bolzaneto. Non solo
workshop, ma percorso di riflessione che a 25 anni di distanza interroga il
passato di alcuni luoghi-simbolo alla luce del presente. La fotografia dunque
come esercizio di memoria: ogni immagine è frammento di una storia collettiva e
contribuisce alla riscoperta del passato nel segno del confronto e dell’impegno
verso il futuro.
“Essere protesta”
Screenshot
La protesta come bisogno collettivo: per sentirsi comunità, nelle sue componenti
più fisicamente percepibili, come folla, gruppo, insieme di corpi, messaggi
gridati, talvolta repressi, di nuovo ribaditi. L’autore Antony Risi ha
realizzato un percorso di immagini da proteste diverse, mettendo a fuoco
soprattutto i dettagli, le emozioni. Sostenuta da Amnesty International, questa
mostra ribadisce il valore del dissenso come pilastro di ogni società che voglia
definirsi libera: per denunciare le ingiustizie, difendere i diritti, immaginare
futuri diversi. Oggi più che mai, mentre cresce la repressione e si “riscopre”
il reato d’opinione, è fondamentale difendere il diritto di protestare: non come
disturbo da contenere, ma respiro collettivo, anelito di cambiamento.
“Quella notte alla Diaz – una testimonianza a fumetti”
Nel luglio 2001 Christian Mirra aveva 24 anni e si trovava nella scuola Diaz
quando la polizia fece irruzione durante il G8 di Genova. Dopo il pestaggio si
risvegliò in stato di fermo in ospedale, accusato di appartenere al Black Bloc e
con la prospettiva di quindici anni di carcere. Anni dopo trasformò quella
esperienza nel graphic novel Quella notte alla Diaz, pubblicato da Ugo Guanda
nel 2010 e oggi disponibile gratuitamente su christianmirra.com/diaz-project. La
mostra presenta una selezione di tavole tratte da quell’opera: l’assalto alla
scuola, il ricovero, le vicende giudiziarie, un racconto in prima persona che si
intreccia con reperti e sentenze. Quella che fu una terribile esperienza
individuale diventa così un’occasione di riflessione collettiva sul rapporto tra
diritti fondamentali e responsabilità istituzionali.
Tutte le mostre che oggi si inaugurano a Palazzo Ducale rimarranno aperte al
pubblico a partire da domani 4 luglio fino al 21 luglio (dalle 11 alle 19,
lunedì chiuso, ingresso gratuito).
Segnaliamo anche gli appuntamenti nel weekend: il primo al CAP (Circolo Autorità
Portuale, Via Albertazzi 3, dalle 10 fino alle 19 con pausa-pranzo alle 13.30)
per la pubblica assemblea Dal Mito della Globalizzazione alla Terza Guerra
Mondiale, con interventi di varie realtà, comitati, reti e organizzazioni anche
da fuori-Genova, in preparazione del Corteo Nazionale del 19 luglio (per
adesioni: info@inognicasonessunrimorso.org).
Il secondo è il film Ragazze, che dopo vari incontri nelle scuole in dialogo con
studenti e studentesse, il regista Antonio Carletti ha realizzato
sull’inquietante fenomeno del Revenge Porn e Cyber Bullismo (domenica h 21, al
Comitato PerPré, Piazzetta Vittime di tutte le Mafie).
(7 – continua)
Centro Sereno Regis