Abbattuti altri tre pini a Lido di Savio grazie alle perizie dell’agronomo Morelli: il comune nega ad oggi gli atti.
Poco per volta il Comune di Ravenna elimina i pini di viale Romagna. Altri tre
abbattuti grazie – presumiamo – alle perizie dell’agronomo Giovanni Morelli, per
oltre 20 mila euro di compenso.
Ora il viale, sventrato dagli abbattimenti, appare in tutto il suo triste
squallore, e l’effetto forno, isola di calore, è già ben percepito da esercenti
e residenti. Non migliorerà certo nel tempo, essendo l’esiguo singolo filare che
verrà piantato, di una specie, il frassino, di ombra rada e di bassa qualità
ornamentale, del tutto inadatta al contesto. Un progetto dai prevedibili infimi
risultati, già sotto gli occhi di tutti.
Rabbia e sconcerto per un Comune che prende in giro i cittadini parlando di
partecipazione ed ascolto, ed invece ha semplicemente ribadito la propria
supremazia, cestinando ormai da oltre due anni tutti i documenti e le proposte.
3000 firme ignorate. Nulla di cui stupirsi, se anche i tribunali non hanno
minimamente considerato tutte le argomentazioni tecniche e scientifiche addotte
per cercare di salvare il polmone verde vanto di Lido di Savio: decine di
relazioni scientifiche di esperti di rango internazionale che attestano la
perfetta salute dei pini, che resistono da 50 anni anche alle peggiori tempeste.
E dove potevano essere effettuati approfondimenti, il Comune ha negato ai
cittadini la possibilità di eseguire prove strumentali indipendenti, definendo
la proposta “di cattivo gusto”. Gli ultimi abbattimenti sono stati eseguiti in
barba alle direttive europee, in pieno periodo di nidificazione: un ornitologo
qualificato segnala la presenza di un nido tra le fronde del pino adiacente a
quelli tagliati, evidenziando come il viale costituisca un luogo privilegiato
per la sosta di centinaia di passeri, sempre più rari, come attestano i
censimenti. Con la reiterata distruzione degli habitat a lui congeniali non c’è
da meravigliarsi se il ‘passero solitario’ è sempre più solitario.
Tra le decine di atti ed azioni quantomeno dubbie, prodotti pur di arrivare
all’unico obiettivo, quello di eliminare l’alberata, l’ultimo: il consigliere
Ancisi, in data 24 aprile, aveva richiesto di poter visionare le perizie del
Morelli, ed eventuali altre relazioni che potrebbero decretare, come già
accaduto a Faenza per viale Cimatti, sempre grazie alla penna di Morelli,
l’abbattimento per i restanti 27 pini: ad oggi il comune di Ravenna, nonostante
un sollecito, ha omesso di inviargli gli atti richiesti, e il 4 maggio, quindi
senza alcuna spiegazione, ha abbattuto tre pini oggetto delle valutazioni
dell’agronomo ferrarese. Il tutto in violazione dell’articolo 47, comma 6 del
Regolamento del Consiglio Comunale, dove si legge: “Il rilascio delle copie
avviene entro i cinque giorni non festivi successivi a quello della richiesta”.
Pervicacia inaudita da parte di chi dovrebbe tutelare, in pieno ascolto e
trasparenza, il patrimonio pubblico, non devastarlo a nostre spese.
Il gruppo di cittadini “Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna”
Redazione Romagna