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AMBIENTE: INCENDIO ALLA VALLI SPA DI LONATO DEL GARDA. QUALI I RISCHI SANITARI PER LA POPOLAZIONE?
Sono servite oltre 24 ore di lavoro intenso per spegnere l’ultimo focolaio di incendio divampato a Castel Venzago di Lonato domenica pomeriggio in un capannone della Valli spa, azienda specializzata nel trattamento e gestione di rifiuti, plastica in particolare. Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza hanno coinvolto 35 vigili del fuoco contemporaneamente, provenienti da tutta la provincia di Brescia e oltre, con 4 squadre con autopompa (aps), 3 autobotti, 2 autoscale, un mezzo speciale dall’aeroporto di Montichiari: nella sola giornata di domenica sono stati utilizzati più di 40mila litri d’acqua. Una colonna di denso fumo nero si è levata in cielo per chilometri, visibile da chilometri di distanza destando preoccupazione tra tutti gli abitanti del basso Garda. A Lonato resta in vigore l’ordinanza firmata dal sindaco Nicola Bianchi che obbliga residenti e attività – nel raggio di 1 km dallo stabilimento Valli spa – a tenere le finestre chiuse ed evitare di stare all’aperto, evitare l’assunzione di alimenti o acqua lasciati all’aperto e potenzialmente contaminati, non mangiare frutta e verdura dagli orti, mantenere gli animali d’affezione e da cortile all’interno di locali chiusi. Alcune aziende di Lonato, nella giornata di lunedì, hanno mandato a casa i propri dipendenti per via dell’aria a tratti irrespirabile. Il monitoraggio dell’aria nel frattempo continua senza sosta, affidato ad Arpa Lombardia e proseguirà per alcuni giorni fino al ripristino delle condizioni ordinarie di qualità dell’aria. Quali i rischi sanitari per la popolazione? Celestino Panizza ISDE Brescia(medici per l’ambiente) Ascolta o scarica 
July 14, 2026
Radio Onda d`Urto
Inceneritore di Forlì: il sindaco respinge la richiesta di HERA di aumentare il volume di rifiuti da smaltire annualmente
La Sezione di Forlì- Cesena di ISDE-Medici per l’Ambiente apprezza e sostiene la decisione del Sindaco e della Giunta Comunale che ha respinto la richiesta di Hera Ambiente di aumentare la quantità di rifiuti da trattare in un anno, nel suo impianto di Forlì, da 120.000 a 150.000 tonnellate. La nostra Associazione, insieme alle altre Associazioni Ambientaliste presenti nel TAAF, ha sempre criticato l’uso dell’incenerimento dei rifiuti, perché anche i più moderni impianti hanno filtri che proteggono solo dall’emissione del particolato PM10, ma non trattengono il particolato ultra fine a partire dal PM2,5, che è il più pericoloso per la salute, perché supera la barriera polmonare ed entra nel sistema sanguigno. L’esposizione al particolato fine e al biossido di azoto ha un grande impatto sulla salute umana. Inoltre, anche con gli inceneritori “BAT(Best Available Technology)” di ultima generazione, si devono portare in discarica le ceneri residue, ossia circa un terzo del volume dei rifiuti bruciati. Gli abitanti delle zone più vicine agli inceneritori sono più esposti della rimanente popolazione a danni per la salute, come è ampiamente descritto nella letteratura scientifica. In particolare, nella nostra Regione gli studi Moniter (1 e 2) eseguiti 10-15 anni fa sulla popolazione abitante in vicinanza degli 8 inceneritori regionali, hanno mostrato un aumento significativo e pesante di nascite pretermine e di aborti spontanei rispetto al resto della popolazione. La nostra sezione ISDE Forlì-Cesena, grazie alla collaborazione dei Comitati di Quartiere, ha promosso, nel 2017, uno studio sulla concentrazione dei metalli pesanti nelle unghie dei bambini residenti nelle varie zone di Forlì. Nei bambini residenti nella zona Nord-Est della città, ed in particolare in quelli abitanti entro 3 Km dagli inceneritori, è stata dimostrata la presenza del 60% in più di concentrazione di metalli pesanti (compresi alcuni potenzialmente cancerogeni) rispetto a quelli domiciliati nella zona Sud-Ovest e nelle altre lontane dagli impianti di incenerimento. La nostra Associazione, quindi, auspica che tutte le Forze Politiche della Città, che hanno mostrato in questa occasione unità di vedute, continuino a impegnarsi per la progressiva riduzione della quantità di rifiuti trattati dagli inceneritori presenti nella nostra città, considerando anche che solo una minima parte di questi è prodotta nel nostro territorio. Le immagini satellitari, lo studio sulla qualità dell’aria e i dati sanitari preoccupanti. confermano l’emergenza: le città romagnole sono tra le più inquinate d’Europa. Redazione Romagna
June 22, 2026
Pressenza
CURAMI – PRIMA DI TUTTO LA SALUTE: “INQUINAMENTO DA PFAS. UNA FERITA APERTA PER AMBIENTE E SALUTE”
Maria Chiara Rodeghiero di Medicina Democratica Vicenza e Celestino Panizza di ISDE Lombardia sono i due ospiti della puntata odierna di Curami. Il titolo della puntata è “Inquinamento da PFAS: una ferita aperta per ambiente e salute”. Conduce Antonino Cimino. “Curami. Prima di tutto la salute” è una trasmissione in onda il sabato mattina dalle 12.00 alle 12.30, di Donatella Albini, medica del centro studi e informazione sulla medicina di genere, già delegata alla sanità del Comune di Brescia, e di Antonino Cimino, medico e referente di Medicina Democratica – Movimento di lotta per la salute – di Brescia. La trasmissione viene replicata il mercoledì alle ore 12.30. La puntata di sabato 20 giugno. Ascolta o scarica
June 20, 2026
Radio Onda d`Urto
Dossier ISDE smonta i falsi miti sull’acqua minerale
IL DOSSIER SMONTA I FALSI MITI SULL’ACQUA MINERALE E SPIEGA PERCHÉ QUELLA DEL RUBINETTO È SPESSO PIÙ SICURA, CONTROLLATA E SOSTENIBILE. In Italia consumiamo 15 miliardi di litri di acqua minerale l’anno, ma siamo sicuri che sia davvero migliore di quella del rubinetto? Un dato impressionante, che non nasce solo dalle abitudini, ma anche da decenni di pubblicità martellanti e da una gigantesca operazione culturale che ha convinto milioni di persone che l’acqua del rubinetto sia inferiore, meno sicura o addirittura dannosa. Il dossier Acqua di rubinetto e acqua in bottiglie di plastica: fare la scelta giusta per la salute e l’ambiente pubblicato da ISDE – Medici per l’Ambiente smonta molti luoghi comuni: dalla falsa idea che l’acqua di rete provochi calcoli renali fino ai presunti vantaggi delle caraffe filtranti. Nel testo si parla anche di milioni di controlli effettuati sugli acquedotti italiani, microplastiche nelle bottiglie in PET, sostanze chimiche rilasciate dalla plastica e rischi ambientali legati al consumo di acqua confezionata. FAKE NEWS SUI CALCOLI Tra le fake news più dure a morire c’è quella secondo cui “l’acqua del rubinetto fa venire i calcoli ai reni” perché contiene troppo calcio o troppo “calcare”. Ebbene, il documento  smonta anche questa convinzione: non esiste alcuna prova scientifica che colleghi l’acqua dura ai calcoli renali. Anzi, diversi studi mostrano il contrario: il calcio presente nell’acqua può avere effetti protettivi. Uno dei capitoli più interessanti riguarda i controlli: l’acqua del rubinetto in Italia è sottoposta a verifiche rigidissime. L’Istituto Superiore di Sanità ha esaminato oltre 2,5 milioni di analisi, con conformità superiore al 99%. E qui emerge un punto centrale del libro: l’acqua di rete viene controllata molto più dell’acqua minerale. Si cercano PFAS, farmaci, BPA, microplastiche e altri contaminanti emergenti, mentre nelle acque minerali molti di questi controlli non sono previsti. 3 MILIONI DI PARTICELLE DI MICROPLASTICHE IN UN LITRO Molto forte anche la parte dedicata  alle microplastiche: gli autori citano studi che ne hanno trovato fino a 3 milioni in un litro di acqua in bottiglia di PET. Si parla poi delle sostanze chimiche cedute dalle bottiglie di plastica — ftalati, bisfenoli, formaldeide, antimonio — e del fatto che caldo, sole e stoccaggio aumentano il rilascio di queste sostanze. Molto utile anche la parte dedicata alle caraffe filtranti e ai sistemi domestici: il libro spiega chiaramente che non servono a “rendere sicura” l’acqua del rubinetto e che, se mal mantenuti, possono perfino diventare un problema igienico. Insomma, è un testo rigoroso ma leggibile, pieno di dati e spiegazioni concrete, che affronta insieme salute, ambiente, plastica e informazione scientifica. Per scaricare gratuitamente il dossier clicca qui. -------------------------------------------------------------------------------- Acqua di rubinetto e acqua in bottiglie di plastica: fare la scelta giusta per la salute e l’ambiente a cura di: Maria Grazia Petronio, Maria Teresa Maurello, Annalaura Carducci, Annamaria Moschetti, Emilia Guberti, Roberta Bosco, Laura Reali, Gea Oliveri Conti, Massimiliano Cernuschi, Marco Lombardi, Stefania Russo, Elisabetta Chellini per conto del Gruppo di lavoro ISDE sulla campagna plastica. Redazione Italia
June 16, 2026
Pressenza
Eventi estremi e come influenzano la mente e la psiche delle persone
Gli eventi più estremi causati dal cambiamento climatico, sempre più frequenti, non stanno solo modificando l’ambiente a breve e a lungo termine, ma, stanno anche generando gravi problemi di salute mentale che dipendono dai contesti, dalla vulnerabilità dei gruppi e dei singoli cittadini e dall’impatto di tale cambiamento sulle diverse realtà territoriali. Il clima influenza profondamente la società, l’economia e le crisi globali rappresentano una minaccia per il benessere psichico e mentale. Queste trasformazioni complesse fanno emergere nuovi fenomeni psichici di rilievo per la psicologia e la psichiatria, come l’ eco-ansia, stress climatico, paura, vulnerabilità psicologica e gli effetti che eventi estremi come alluvioni, piogge intense, siccità,incendi possono avere sulla salute mentale individuale e collettiva, soprattutto in un territorio fortemente alluvionato. Scenari inquietanti che rendono necessari nuovi strumenti di comprensione e nuove risorse terapeutiche. Questo argomento sarà trattato dal dottor Paolo Cianconi, medico psichiatra, antropologo e ricercatore, conosciuto a livello internazionale per il suo lavoro sui temi della salute mentale, dell’etnopsichiatria e dell’impatto psicologico che gli eventi estremi stanno provocando e su come poterli affrontare. Il dottor Cianconi è particolarmente apprezzato anche per la sua capacità divulgativa e comunicativa, capace di rendere interessante e piacevole l’ascolto. Il convegno si svolgerà sabato 23 maggio dalle ore 9 alle ore 12 presso la Sala Campostrino di Forlì. L’evento è gratuito ed è organizzato da WWF Forlì-Cesena e da ISDE Forlì-Cesena nell’ambito del BiodiversyFest 2026 in collaborazione con il Comune di Forlì. Porterà i saluti istituzionali il Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Forlì, Vincenzo Bongiorno. Interverranno inoltre: – Alberto Granata, presidente ISDE Forlì-Cesena -Monica Paccetti, Centro Studi G. Donati AUSL Romagna – Leonardo Belli, Associazione Romagnola Ricerca Tumori I cittadini sono invitati a partecipare a questo importante momento di approfondimento e confronto, rivolto a tutti ed in particolare ai giovani Redazione Romagna
May 21, 2026
Pressenza
Da maggio a giugno: l’altra Romagna in movimento…
… contro l’economia del genocidio e della catastrofe ecologica. di Manuela Foschi Nelle prossime settimane in Romagna tanti appuntamenti contro il genocidio palestinese, le guerre in corso e il riarmo ma anche sui problemi ambientali in Regione sollevati dalla Carovana di RECA e AMAS -ER. Il 13 maggio per il Coordinamento popolare contro i traffici di armi nel porto ravennate,