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Ciclabile Santo Stefano–Carraie: l’iter va avanti, continueremo a seguirlo fino all’apertura del cantiere
La pista ciclabile tra Santo Stefano e Carraie è un’opera attesa da anni dalle due comunità e sulla quale abbiamo voluto nuovamente chiedere all’Amministrazione comunale tempi certi e un aggiornamento puntuale dello stato dell’iter. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione in Consiglio comunale, alla quale ha risposto l’assessore ai Lavori pubblici Massimo Cameliani. Dalla risposta emerge innanzitutto un dato importante: il progetto esecutivo è stato approvato in linea tecnica dalla Giunta il 25 agosto scorso e il procedimento sta ora attraversando gli ultimi passaggi autorizzativi. Il percorso non è stato semplice. Dopo gli eventi alluvionali del 2023 erano emerse problematiche rispetto alla prevista tombinatura di alcuni tratti del Fiumicello Superiore. Era stata quindi studiata una soluzione alternativa con attraversamenti a raso della SP27, successivamente accantonata per ragioni di sicurezza. I dati sull’incidentalità del tratto hanno infatti evidenziato 22 incidenti, 27 feriti e una vittima tra il 2017 e il 2024, situazione ulteriormente peggiorata secondo i dati più recenti della Polizia Locale. Si è quindi tornati alla soluzione della tombinatura, che consentirà di realizzare il collegamento evitando pericolosi attraversamenti della provinciale. In questi giorni si stanno completando i passaggi necessari per ottenere i pareri degli enti coinvolti, compresa la procedura relativa alle opere sul Fiumicello Superiore. Parallelamente procede l’iter per l’acquisizione delle aree interessate presso Villa Giannini Fantuzzi. L’indicazione fornita dagli uffici è quella di arrivare entro la fine del 2026 all’acquisizione dei pareri definitivi, salvo eventuali richieste di integrazione. Solo dopo sarà possibile definire con precisione il cronoprogramma per l’affidamento e l’avvio dei lavori. «La nostra interrogazione nasce da una richiesta molto semplice: capire a che punto siamo e quali siano i tempi per vedere finalmente partire quest’opera. Gli abitanti di Santo Stefano e Carraie aspettano questa ciclabile da molti anni ed è giusto che siano costantemente informati. Registriamo i passi avanti compiuti e sappiamo che il progetto ha dovuto affrontare difficoltà tecniche e autorizzative non banali. Adesso però occorre continuare a spingere sull’iter, completare i pareri e arrivare il prima possibile all’affidamento dei lavori. Continueremo quindi a seguire ogni passaggio e a chiedere aggiornamenti, perché l’obiettivo non è avere un progetto sulla carta, ma vedere finalmente aprire il cantiere della ciclabile Santo Stefano–Carraie». Nicola Staloni (AVS) Igor Bombardi (PD) Fabio Bazzocchi (PD) Redazione Romagna
October 9, 2026
Pressenza
Uno sguardo critico sul quartiere d’Oriente. Ponticelli in Assemblea Pubblica
Ponticelli tra bellezza, conflitto e partecipazione: un’assemblea pubblica per interrogarsi sul futuro del quartiere A Ponticelli non solo papaveri e rose: mercoledì 13 maggio, dalle ore 17:30, presso il Centro Polifunzionale Ciro Colonna si incontreranno voci che ricordano drammi familiari e intimi, crimini implacabili e furti reiterati che, nello stesso luogo e senza indulgenza, spesso convivono con l’arte urbana per la pace e i diritti umani (vedi Obey street artist), con la mobilità sostenibile (il Fondo Europeo per la pista ciclabile) e con le attività educative e di sostegno psicologico che, instancabilmente, si occupano della vivibilità del quartiere. Tutto questo fare, però, sta esprimendo un’estesa macchia cieca: la difficoltà di costruire un vero spazio di bellezza e di cura in cui il gesto umano, solidale e arricchente, non sia percepito soltanto come “calato dall’alto”, messaggio, quest’ultimo, che veicolerebbe un sentimento di non appartenenza e per cui la scelta per il bene comune diventerebbe, perciò, impossibile per gli abitanti; la città finirebbe così per non essere destinata ai suoi stessi cittadini. Probabilmente, ciò che manca è il legame di conoscenza profondo e vivo tra la popolazione e l’istituzione pubblica, insieme al terzo settore dell’imprenditoria culturale indipendente. La comunità — come luogo di coscienza collettiva — rischia, quindi, ogni volta di tornare slegata da sé e animata soltanto dall’istinto di detenere il potere, diventando nuovamente un posto altamente distruttivo per chi sente di essere inascoltato e non protetto. Angelo Piro — istruttore di guida e scrittore — incontra tanti giovani di Ponticelli e, portando ad esempio la questione della pista ciclabile, parla di un “quartiere diviso a causa della pista della discordia che ha spaccato in due l’opinione pubblica. I cittadini, in corteo, reclamano un disagio per il traffico dovuto al restringimento della strada, ma anche per la difficoltà di parcheggiare l’auto, compito già arduo prima dei lavori”. Insomma, in un quartiere che ha sempre vissuto di bisogni e di urgenze, oggi sono in arrivo simboli nuovi ma ancora privi di significato. L’altro, nelle vesti istituzionali, è uno sconosciuto e diventa, perciò, estraneo e nemico: lo sono la pista ciclabile e tutte le altre buone e utili iniziative che restano, però, in questo modo soltanto cicatrici aperte, brucianti sull’impotenza di chi pensa, nel quartiere, di non avere diritto di scelta e che, addirittura, percepisce la minaccia che qualcun altro abbia già scelto al suo posto. Ecco l’invidia dell’uomo che, abbandonato nelle sue azioni, distrugge e opera una disobbedienza civile senza frutti. Come coinvolgere tutti, nessuno escluso? Il mondo sarà mai pronto alla pace e alla bellezza, alla rigenerazione del territorio, come dice Piro? Se i cittadini, come i fiori selvatici, riuscissero a crescere spontanei e liberi ma pure a restare vivi alle intemperie, forse sì: si creerebbe un sentire umano, equo e accessibile all’intera comunità. Antonella Musella
May 11, 2026
Pressenza