“The sea”, un film che non racconta gli orrori della guerra ma li fa percepire
Dopo “No other land” il 6 maggio è arrivato in 130 sale italiane in
contemporanea “The sea”, film diretto dal regista israeliano Shai Carmeli-Pollak
e seguito dal dibattito in diretta dal cinema Quattro Fontane di Roma.
Racconta la storia di Khaled, un bambino di Ramallah respinto al check point di
ingresso in territorio israeliano durante una gita scolastica alla spiaggia di
Tel Aviv. Khaled, orfano di madre morta di tumore, ha il desiderio ardente di
arrivare al mare, che incarna anche la nostalgia della mamma che in quel mare si
era bagnata mentre era incinta di lui. Fugge e schiva mille pericoli fino a
arrivare a Tel Aviv, mentre il padre, avvertito della sua fuga, lo cerca
affrontando altrettanti rischi. Quando alla fine i due si incontrano proprio nei
pressi del litorale sono arrestati da una pattuglia come clandestini sospetti
non riuscendo a esibire documenti validi.
Oltre a essere un capolavoro per la qualità dell’immagine e la recitazione del
piccolo protagonista, il film offre spunti di grande umanità e riflessione. Una
comunità semplice, tranquilla e molto solidale; la delicatezza dei sentimenti;
la prorompente giocosità dei bambini nonostante le difficoltà quotidiane; il
dramma interiore di Khaled, che non riesce mai a sorridere; la possibile
amicizia e solidarietà fra comuni cittadini ebrei e palestinesi; al contrario la
formale intransigenza militare, la burocrazia, i continui, esasperanti controlli
che inibiscono il normale fluire della vita e una morsa che impedisce di
sognare.
Regista israeliano, film candidato all’Oscar, cinque premi in patria, eppure il
Ministero della Cultura ha tagliato i fondi all’Accademia del Cinema: il governo
di Israele non vuole che sia visto. E per questo ha avuto 15mila spettatori in
tutta Italia solo alla prima come risposta alla censura.
Giulia Innocenzi lo ha distribuito con Mescalito Film e Pueblo Unido e lo ha
presentato con la giornalista del Fatto Quotidiano Maddalena Oliva e gli
interventi di Francesca Albanese, di componenti della Flotilla e di Medici Senza
Frontiere (espulsi da gennaio da Gaza).
Redazione Italia