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ROMA: VERTICE IN QUESTURA SULLE VIOLENZE DI MATRICE SQUADRISTA E SIONISTA. DECINE DI EPISODI DAL 7 OTTOBRE 2023
Si è tenuta nei giorni scorsi presso la Questura di Roma un vertice sulle violenze di matrice squadrista e sionista avvenuti nella capitale. Al centro dell’attenzione degli inquirenti un gruppo denominato «Brigata Vitali». La pista investigativa riguarda anche la rete di contatti di Eitan Bondì, il 21enne fermato per gli spari contro due attivisti ANPI il 25 aprile, ora ai domiciliari dopo l’udienza di convalida davanti al gip. Il gip ha derubricato l’accusa da duplice tentato omicidio a tentate lesioni pluriaggravate, contestando l’aggravante della premeditazione. Dopo la perquisizione a casa di Bondi, dove è stato trovato un vero e proprio arsenale di guerra, l’obiettivo della Questura sarebbe anche di censire i porti d’arma concessi a persone legate alla comunità ebraica. Resta che da qualche anno, in particolare dal 7 ottobre del 2023, violenze, ordigni e intimidazioni contro gruppi e attivisti propal sono diventati molto frequenti: un’escalation sistematica da parte della destra ebraica ignorata o minimizzata, mentre episodi sempre più gravi si susseguono nel tempo. Di seguito l’elenco redatto da Valerio Renzi giornalista e curatore della newsletter “S’è destra” dedicata a estrema destra e dintorni (sedestra.substack.com), oggi ai nostri microfoni Ascolta o scarica  𝟐𝟒 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟑: l’attivista italo-palestinese Karem Rohana (“Karem From Haifa”) viene aggredito a Roma subito dopo l’arrivo dalla Palestina, nonostante avesse annunciato pubblicamente il rientro. 𝟐 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟑: in zona Piazza Bologna, una famiglia che espone la bandiera palestinese subisce minacce e scritte intimidatorie sulla porta di casa. 𝟔 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟑: il murale dedicato alla giornalista Shireen Abu Akleh viene più volte vandalizzato; gli atti sono accompagnati da simboli e rivendicazioni con stelle di David. 𝟖 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟒: all’Università La Sapienza, un gruppo incappucciato colpisce una targa commemorativa per un fisico palestinese morto a Gaza, firmando l’azione con simboli israeliani. 𝟏𝟓 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟒: Gabriele Rubini (Chef Rubio) viene aggredito sotto casa da uomini con il volto coperto. 𝟒 𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟒: un militante di Rifondazione Comunista viene colpito con un manganello telescopico mentre affigge manifesti pro Palestina; l’aggressore si presenta come “israeliano”. 𝟓 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟒: uno studente di 18 anni viene aggredito dopo una manifestazione a sostegno della Palestina. 𝟐𝟏 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐚𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟓: a Monteverde, un gruppo che si firma “Brigata Vitali” sigilla una scuola con catene e silicone, lasciando striscioni contro collettivi di sinistra e pro Palestina. 𝟐𝟓 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟓: durante le celebrazioni della Liberazione, militanti della Brigata Ebraica lanciano oggetti e insulti contro manifestanti pro Palestina. 𝟐𝟕 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟓: a Garbatella vengono distrutte opere della street artist Laika e installazioni legate alla memoria della Resistenza e alla solidarietà con Gaza, con rivendicazioni pro Israele. 𝟏𝟏 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟓: un ordigno artigianale esplode davanti al centro sociale La Strada; compare uno striscione offensivo contro Alessandro Di Battista. 𝟐 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟓: al liceo Caravillani, studenti e docenti vengono aggrediti durante un’assemblea sulla guerra a Gaza da membri della Comunità Ebraica. 𝟐 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟓: all’ospedale Spallanzani, un volontario dei Sanitari per Gaza viene colpito al volto e derubato della bandiera palestinese. 𝟐𝟓 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔: a Roma, due uomini su una moto sparano con una pistola a pallini contro manifestanti, ferendone due. 𝟐𝟖 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔: blitz in un’aula autogestita di Roma Tre, ribattezzata “Aula Gaza”: manifesti strappati e scritte pro Israele sui muri.  
ISRAELE: COALIZIONE DI OPPOSIZIONE A NETANYAHU E TENUTA INTERNA DEL GOVERNO
Domenica 26 aprile l’ex primo ministro di destra Naftali Bennett e l’ex premier centrista Yair Lapid hanno annunciato l’unione dei rispettivi partiti, Bennett 2026 e Yesh Atid, in un’unica lista: Yachad (“Insieme”), guidata dallo stesso Bennett. L’obiettivo è intercettare l’elettorato israeliano deluso da Benjamin Netanyahu, un fronte ampio che va dal centrosinistra liberale alla destra moderata. I sondaggi, infatti, indicano Netanyahu in difficoltà, mentre le elezioni di ottobre vengono sempre più lette come un vero e proprio referendum sulla sua leadership. Una perdita di consenso che, però, non sembra legata a una messa in discussione delle politiche portate avanti contro la popolazione palestinese, quanto piuttosto ai modi e ai tempi con cui sono state condotte. Abbiamo chiesto al giornalista Michele Giorgio di commentare questa nuova alleanza e di aiutarci a capire cosa aspettarsi dal voto: da chi è composta la coalizione che si propone come alternativa? Quali sono le sue reali differenze politiche rispetto al governo uscente? E soprattutto: esistono, nello scenario politico israeliano, forze che si oppongono esplicitamente a quanto sta accadendo in Palestina, oppure il dibattito resta confinato entro gli stessi orizzonti? Sono queste alcune delle domande da cui parte l’analisi di Michele Giorgio.