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Un Tribunale Penale svizzero riconosce il genocidio a Gaza e assolve 5 attivisti
Ginevra, 4 giugno 2026 – Una decisione di portata storica che farà giurisprudenza in Europa: 1. riconosce che un genocidio è in corso; 2. giudica che nessun motivo giustifica la sanzione di militanti pacifici; 3. ricorda che la libertà di espressione protegge la disobbedienza civile non violenta e che reprimere queste mobilitazioni è incompatibile con la democrazia. Una vittoria cruciale: difendere i diritti umani non è un crimine. Il Tribunale Penale di Ginevra ha assolto cinque membri del Collectif Urgence Palestine che erano stati processati per aver partecipato a diverse manifestazioni pacifiche denunciando il genocidio a Gaza. Gli imputati hanno contestato sedici multe per un totale di 6.400 CHF, oltre a considerevoli costi legali e giudiziari. Gli attivisti erano rappresentati dagli avvocati Olivier Peter ed Emma Lidén (Peter & Moreau), insieme a Jan Fermon, un avvocato belga specializzato in diritto internazionale. Nella sentenza, che rappresenta una prima in Svizzera, il Tribunale ha stabilito che un genocidio era in corso a Gaza. Nel giungere a questa conclusione, si è basato in particolare sui rapporti internazionali presentati come prova e sulla testimonianza di Raji Sourani, Direttore del Centro Palestinese per i Diritti Umani. Durante la sua testimonianza, il signor Sourani ha sottolineato che “i movimenti di solidarietà possono rompere la cospirazione del silenzio e dare voce a chi non ne ha; senza di essi, la situazione potrebbe essere cento volte peggiore.” La Corte ha inoltre stabilito che le sanzioni imposte ai manifestanti costituivano un ingiustificato intervento nel diritto di riunione pacifica protetto dall’articolo 11 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU). Ritenendo che l’interferenza non perseguisse alcun obiettivo legittimo né fosse necessaria in una società democratica, la Corte ha assolto tutti gli imputati. Questa decisione rappresenta una potente affermazione di solidarietà internazionale con il popolo palestinese e la necessità di proteggere la protesta pacifica di fronte a un genocidio in corso. InfoPal
June 5, 2026
Pressenza
La diffida esorta le autorità italiane a tutelare i propri cittadini sequestrati dall’esercito israeliano
I legali dei partecipanti italiani alla missione umanitaria della Global Sumud Flotilla hanno formalmente diffidato le Autorità italiane competenti affinché adottino con urgenza tutte le iniziative diplomatiche, consolari e istituzionali necessarie a tutela dei cittadini italiani coinvolti nei recenti eventi verificatisi nel Mediterraneo orientale. La diffida è stata trasmessa, tra gli altri, al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, alle competenti Ambasciate e Rappresentanze diplomatiche, nonché alle ulteriori Autorità nazionali ed internazionali interessate. L’iniziativa si è resa necessaria alla luce della perdurante privazione della libertà personale di alcuni attivisti coinvolti nella missione civile e umanitaria diretta verso Gaza, nonché delle gravi criticità emerse in relazione all’abbordaggio delle imbarcazioni avvenuto in acque internazionali. Nella diffida si evidenzia come la situazione presenti profili di estrema urgenza sotto il profilo della tutela dei diritti fondamentali della persona, con particolare riferimento agli artt. 2, 3 e 5 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, nonché ai principi di diritto internazionale relativi alla libertà di navigazione e alla protezione dei civili impegnati in missioni umanitarie. I legali hanno richiesto alle Autorità italiane di: * attivarsi immediatamente per ottenere informazioni ufficiali sulle condizioni e sul luogo di trattenimento degli attivisti; * garantire pieno accesso all’assistenza consolare e legale; * adottare ogni iniziativa diplomatica utile a ottenere la cessazione della detenzione e il rientro in sicurezza dei cittadini coinvolti; * verificare la legittimità delle operazioni compiute nei confronti delle imbarcazioni battenti bandiera italiana o comunque riconducibili a cittadini italiani. L’urgenza dell’intervento è ulteriormente confermata dalle recenti modifiche legislative adottate in Israele in materia di trattenimento dei soggetti accusati di aver tentato di violare il blocco navale imposto su Gaza, circostanza che impone un’immediata verifica della legittimità della detenzione tuttora in corso. “La tutela dei diritti fondamentali delle persone coinvolte non può subire ritardi né zone d’ombra. Le Autorità italiane hanno il dovere di attivarsi con la massima tempestività per assicurare protezione ai propri cittadini e verificare il rispetto del diritto internazionale”, dichiarano i legali della missione. Global Sumud Flotilla
May 19, 2026
Pressenza