Bergamo, On the Road: studenti a fianco della Polizia di Stato durante il servizio
Secondo il progetto “educativo”, o presunto tale, On the Road – Giovani
protagonisti, 80 studenti di Bergamo saranno fianco a fianco della Polizia di
Stato e dei corpi di soccorso del territorio durante il servizio.
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ne ha
ricevuto segnalazione da parte di genitori e insegnanti. Gli stessi genitori
hanno denunciato la presenza di articoli che offrivano ampia pubblicità
all’evento, e come il progetto si reiterasse, in linea con il meccanismo dei
protocolli d’intesa tra Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) e Forze
dell’Ordine e Forze Armate, anche in altri capoluoghi (clicca i seguenti link
per Varese e Tirano).
L’associazione organizzatrice si muove da tempo all’interno delle scuole
attraverso bandi con cui vengono riconosciute borse di studio agli studenti
“meritevoli”. E ancora, negli articoli sopra menzionati, si fa riferimento a
valori e principi quali la cittadinanza attiva, la partecipazione diretta a
operazione di sicurezza sui territori (con la piena collaborazione delle
istituzioni locali) e le “esperienze dirette di legalità” (sono questi i termini
utilizzati insieme alle Forze dell’Ordine).
Sia ben chiaro che a indignare genitori e l’Osservatorio non sono i valori della
legalità men che mai le buone pratiche di cittadinanza attiva. Ciò che ci
preoccupa e indigna invece è che questi valori e determinate pratiche siano
invece limitate alla imponente presenza di militari nelle scuole, rendendo
questi ultimi nei esempi di gran lunga più incontrati, e trasformandoli, grazie
alle narrazioni d’uopo, modelli da seguire.
Ci chiediamo ad esempio perché non vengano stipulati protocolli d’intesa dal
Ministero dell’Istruzione e del Merito anche con enti altri, enti che portino
nelle scuole anche l’operatore o operatrice ecologica o sanitaria e l’addetto o
l’addetta alla sicurezza sul lavoro nelle ASL o nei dipartimenti pubblici
preposti. Ci chiediamo se non sia l’insegnante un modello di cittadinanza
attiva. Non sono forse queste figure rilevanti nel contesto sociale e
portattrici di modelli validi per le giovani generazioni?
Ancora una volta nei sopracitati articoli si sprecano fiumi di inchiostro per
edulcorare una realtà rappresentata dalla presenza asfissiante delle Forze
dell’Ordine e dei militari nelle scuole. Lì presenti per trasmettere ai giovani
un modello di riferimento ben costruito che, spogliato di ogni essenza
securitaria e militarista, diventi prima dominante nell’immaginario di ragazzi e
ragazze in età scolare e poi determinante nella scelta all’arruolamento.
Perché il militarismo avanza anche con tutti questi strumenti e la persistente
retorica alla quale ci vogliono abituare. Come Osservatorio contro la
militarizzazione delle scuole e delle università ringraziamo i genitori che ci
hanno contattato. Esempi luminosi delle mille forme di cittadinanza attiva che
anche oggi invece la propaganda militarista non ha offuscato.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
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