VIA LIBERA AGLI OGM DAL PARLAMENTO EUROPEO
Il 17 giugno 2026 il Parlamento europeo ha approvato una nuova normativa sulle
Nuove Tecniche Genomiche (NGT), denominate in Italia anche TEA, Tecniche di
Evoluzione Assistita. La riforma introduce una distinzione tra diverse categorie
di organismi ottenuti tramite editing genetico e segna una profonda
deregolamentazione del quadro normativo europeo costruito negli ultimi vent’anni
sugli OGM.
Fino ad oggi, gli organismi geneticamente modificati erano sottoposti a
procedure di autorizzazione, valutazione del rischio, tracciabilità ed
etichettatura. Con la nuova normativa, invece, una parte delle piante ottenute
attraverso le NGT – le cosiddette NGT1 – viene assimilata alle varietà ottenute
tramite selezione convenzionale. Per questo motivo non sarà soggetta agli stessi
obblighi previsti per gli OGM tradizionali: il procedimento utilizzato per
ottenerle non dovrà essere indicato nei prodotti destinati ai consumatori e non
sarà prevista una tracciabilità lungo la filiera analoga a quella oggi esistente
per gli OGM.
Particolarmente controversa è la questione dei brevetti. Nel corso dell’iter
legislativo sono stati respinti alcuni emendamenti che avrebbero limitato
l’estensione della proprietà intellettuale sui caratteri genetici presenti nelle
nuove varietà. Ciò potrebbe favorirà l’appropriazione privata di caratteristiche
genetiche che derivano da un lungo lavoro di selezione svolto per generazioni da
agricoltori e comunità rurali, rafforzando ulteriormente il controllo delle
grandi imprese sementiere sul mercato delle sementi e alimentando un sistema
economico sempre più centrato sulla valorizzazione dei brevetti.
In risposta alla nuova normativa europea, alcune organizzazioni del mondo
contadino e agroecologico stanno promuovendo iniziative dal basso, che spaziano
dal locale all’internazionale. Tra queste vi è la proposta avanzata da
Associazione Rurale Italiana e da Centro Internazionale Crocevia di invitare i
consigli comunali ad approvare delibere con cui dichiarare il proprio territorio
contrario alla diffusione di OGM e NGT/TEA, riaffermando l’impegno per la tutela
della biodiversità agricola, delle sementi contadine e delle produzioni locali.
Ne abbiamo parlato con Alessandra Turco di ARI associazione rurale italiana e
membro del coordinamento europeo di Via Campesina: