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La manifestazione settimanale in solidarietà con gli equipaggi della GSF
Oggi – 1° maggio 2026 – la consueta “Mezz’ora di silenzio per la pace e la giustizia sociale” è stata svolta in solidarietà con gli equipaggi della Global Sumud Flotilla che nella notte tra il 29 e 30 marzo scorsi sono stati assaltati e sequestrati dalla marina israeliana. Da venerdì 24 aprile scorso durante la manifestazione viene diffuso il suono della sirena che, nelle città assediate, avverte la popolazione di un imminente attacco. Al sentirla, una donna ha spiegato di ricordare questo suono, che sentiva da piccola, e raccontato: L’iniziativa della “Mezz’ora di silenzio per la pace e la giustizia sociale”, una delle numerose attività indicate sulla mappa di presidi per la pace online nella colonna a destra delle pagine nella sezione italiana del sito di Pressenza, viene praticata a Casale Monferrato ogni venerdì continuativamente dal primo di gennaio 2024. MEZZ’ORA DI SILENZIO PER LA PACE E LA GIUSTIZIA SOCIALE a Casale Monferrato, in piazza Mazzini (o ‘del cavallo’), ogni venerdì, dalle 18:30 alle 19 sito web – Facebook – mezzoraperlapace@gmail.com Reportage realizzato a cura di LISISTRATA NEL XXI SECOLO (Maddalena Brunasti) Redazione Piemonte Orientale
May 1, 2026
Pressenza
GSF Italia chiede al Governo italiano azioni chiare, rispetto del diritto internazionale e tutela della missione
L’abbordaggio illegale e il sequestro degli equipaggi delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla da parte di Israele nella notte tra il 29 e il 30 aprile atti criminali gravissimi, in violazione del diritto internazionale e della legge italiana, lesivi della libertà e della dignità delle persone e che espongono la vita umana a gravi rischi di violazioni e trattamenti inumani e degradanti. L’abbordaggio avvenuto a circa 600 miglia marittime, in acque internazionali, configura un cambio di passo nella strategia di aggressione di Israele contro le missioni marittime umanitarie e civili volte a consegnare beni essenziali e salvavita alle popolazioni civili della Palestina. Tale abbordaggio costituisce un pericolosissimo precedente, un atto di deliberata arroganza in sfregio alle regole del diritto e della diplomazia internazionale, che non può e deve passare inosservato. Al momento in cui scriviamo, abbiamo contezza di 23 italiani che si trovavano a bordo delle 21 imbarcazioni illegittimamente sequestrate, tra le quali almeno 7 battono bandiera italiana. Sulla base del diritto internazionale e delle leggi italiane il Governo italiano ha precisi obblighi di garantire la sicurezza di tutti i cittadini italiani che partecipano alla missione umanitaria della Global Sumud Flotilla e degli equipaggi, italiani e non, che si trovano a bordo delle imbarcazioni battenti bandiera italiana. Le imbarcazioni intercettate dalla marina israeliana navigavano in acque internazionali e trasportavano aiuti umanitari. La missione risponde agli obblighi internazionali di adoperarsi per prevenire ulteriori violazioni dei diritti della popolazione civile di Gaza, privata dei beni e dei servizi essenziali dal blocco navale illegittimo israeliano che perdura da 17 anni, e da oltre 3 anni di violenze indiscriminate che integrano il rischio di un genocidio, come riconosciuto anche dalla Corte Internazionale di Giustizia. A bordo si trovavano, infatti, cibo, prodotti sanitari e per l’igiene, nonché materiali da costruzione ed educativi destinati alla popolazione civile di Gaza. L’intercettazione delle barche della Global Sumud Flottilla rappresenta la continuazione dell’assedio illegale israeliano contro il popolo palestinese a Gaza. L’azione della marina israeliana costituisce, inoltre, una grave violazione della libertà di navigazione in acque internazionali, della tutela accordata alle navi che trasportano aiuti umanitari, nonché del diritto alla vita dei partecipanti, protetto da molteplici strumenti vincolanti a livello sia internazionale che regionale. Alla luce di quanto esposto, esortiamo dunque le autorità a prendere con immediatezza ogni misura volta a porre fine ai gravi crimini in atto e a prevenire ulteriori crimini punibili ai sensi della legge italiana. L’azione dell’esercito israeliano configura, infatti, una serie di ipotesi di reato, previste dalla legislazione italiana, ai danni di cittadine e cittadini italiani o imbarcati su natanti battenti bandiera italiana, tra le quali il tentato omicidio, il tentato naufragio, il danneggiamento seguito da pericolo di naufragio, il sequestro di persona e la violazione delle norme previste dalle convenzioni internazionali sulla navigazione ratificate dall’Italia. Il trasferimento illegale in Israele e la detenzione nelle carceri israeliane espongono, inoltre, le e gli attivisti al rischio di tortura e trattamenti inumani e degradanti. Chiediamo con urgenza al Governo italiano di: * adoperarsi per l’immediata liberazione di tutti i cittadini italiani, nonché di tutti i partecipanti alla missione umanitaria imbarcati su navi battenti bandiera italiana garantendo la loro integrità e la tutela dei loro diritti fondamentali; * condannare pubblicamente e formalmente gli atti posti in essere da Israele contro la missione della Global Sumud Flotilla e avviare l’accertamento delle responsabilità per i crimini perpetrati; * inviare immediatamente una nota diplomatica formale e pubblica al Governo di Israele, per riaffermare la natura umanitaria della Global Sumud Flotilla e chiedere formalmente a Israele di non interferire con il suo passaggio; * adoperarsi per il rilascio delle imbarcazioni illegalmente sequestrate e del carico umanitario presente a bordo al momento dell’abbordaggio; * avviare immediatamente misure di protezione consolare e di assistenza legale volte ad assicurare l’immediato rilascio e l’incolumità di qualunque cittadino italiano eventualmente detenuto, incluso il coinvolgimento di organismi internazionali di monitoraggio. Legal Team Global Sumud Italia   Global Sumud Flotilla
April 30, 2026
Pressenza