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Tra il fiume e il mare per una terra condivisa. Incontro tra ebrei, israeliani e palestinesi a Milano
Lunedì 5 ottobre 2026 alle 18 Teatro Elfo Puccini, Corso Buenos Aires 33, Milano (M1 fermata Lima) Biglietto 5 euro Apertura sala alle 17:30 “Dal Fiume al Mare” è uno slogan che da decenni anima le piazze, variamente interpretato e sempre fonte di tensione, mai di dialogo. La rete Mai indifferenti – Voci ebraiche per la pace con LƏA – Laboratorio ebraico antirazzista propone l’incontro dal titolo “Tra il fiume e il mare per una terra condivisa”, a sottolineare che esistono due popoli e che il riconoscimento di questa esistenza intende contrastare ogni suprematismo e  fondamentalismo. L’incontro al Teatro Elfo Puccini tra appartenenti alla diaspora palestinese residenti in Italia e appartenenti al mondo ebraico intende proseguire il confronto iniziato in altre occasioni e allo stesso teatro lo scorso gennaio. Vorremmo rinnovare questa pratica che ci auguriamo possa continuare nel tempo: tra ebrei e palestinesi un dialogo è possibile, nel rispetto reciproco. Il nostro obiettivo è scambiare idee sulla possibilità di agire per un cambiamento nella politica italiana, connivente con le politiche di Israele, per sostenere col nostro agire chi in Israele e in Palestina lavora per fermare il massacro e la pulizia etnica e per una composizione del conflitto secondo giustizia.  Parteciperanno all’incontro Najati Alrabi, medico, responsabile dell’Unità operativa di Urologia dell’istituto Clinico Sant’Anna di Brescia, dove si occupa di attività robotica per il trattamento di alcune patologie.  Autore e coautore di numerosi articoli pubblicati su riviste nazionali e internazionali in ambito oncologico, è membro dell’associazione Sanitari per Gaza. Walid Barakat, imprenditore palestinese cristiano cattolico, originario di Betlemme. Laureato all’Università Statale in Diritto Internazionale Pubblico con una tesi sulla definizione giuridica dell’Autorità Nazionale Palestinese.  La sua visione è quella di una convivenza pacifica tra palestinesi e israeliani all’interno di un unico Stato. Micol Meghnagi, sociologa presso il dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Bologna e attualmente Visiting Scholar presso University of California, Berkeley. Si occupa di memoria pubblica e rappresentazioni sociali della Shoah e del colonialismo in Italia e delle intersezioni tra studi dell’Olocausto e studi postcoloniali.   Emad Qaisi, attivista e figura di riferimento della Comunità Palestinese della Lombardia, di cui è uno dei fondatori, è nato ad Amman, in Giordania ed è originario di Hebron, in Palestina.  Laureato in ingegneria civile all’Università degli Studi di Pavia. È stato sempre impegnato dai tempi del GUPS (Unione generale degli studenti palestinesi) per il diritto del popolo palestinese ad avere il suo Stato indipendente e alla propria autodeterminazione. Widad Tamimi,  scrittrice e giornalista italiana. Figlia di un profugo palestinese e di madre di origine ebraica, ha studiato Diritto Internazionale a Londra e servito a lungo nell’assistenza ai rifugiati. È fondatrice di IOIEN, un’associazione no-profit che offre borse di studio a giovani in fuga da guerre e contesti di vulnerabilità. Video-intervista alla giornalista Amira Hass, scrittrice e giornalista israeliana, che lavora per il quotidiano Haaretz. Conosciuta a livello internazionale per aver descritto la vita dei palestinesi in Cisgiordania e a Gaza. Dal 2001 scrive un diario per il settimanale italiano Internazionale. Breve Intervento di Hagai Agmon-Snir, fondatore del Centro Interculturale di Gerusalemme, noto attivista ebreo-israeliano per i diritti umani; ha scelto di lasciare Israele e trasferirsi in Italia. Per la rete Mai indifferenti – voci ebraiche per la pace:  Gad Lerner, giornalista e scrittore, è nato a Beirut da una famiglia ebraica che si è trasferita a Milano quando lui aveva tre anni. Ha lavorato nelle principali testate italiane da inviato o con ruoli di direzione. Autore di molti saggi; i più recenti sono Gaza, Odio e amore per Israele, Ebrei in guerra – dialogo tra un rabbino e un dissidente. Stefano Levi Della Torre, saggista, pittore, studioso del mondo ebraico, autore di numerosi libri. Di famiglia ebraica piemontese e aostana, ha una visione laica, socialista e liberale, che però non gli impedisce lo studio delle tradizioni ebraiche e di scrivere per diversi giornali su questi temi. Modera Matteo Pucciarelli, giornalista, della rete LƏA – Laboratorio ebraico antirazzista Poesie dal libro “48 kg” di Batool Abu Akleen pubblicato da Mille Gru editore. Le poesie della giovane poetessa, traduttrice e pittrice palestinese (nata nel 2005 a Gaza City), accompagneranno gli interventi insieme a una lettura curata dal LƏA – Laboratorio ebraico antirazzista. Coordinamento artistico di Elio De Capitani, attore e regista. Riferimenti: www.maiindifferenti.it maiindifferenti6@gmail.com LƏA è su Facebook e Instagram; Mail: laboratorioebraicoantirazzista@gmail.com     Redazione Milano
September 23, 2026
Pressenza
Ləa – Laboratorio Ebraico Antirazzista e Mai Indifferenti – Voci Ebraiche per la pace sul 25 aprile a Milano
Riprendiamo la seguente dichiarazione dalla pagina Facebook di Ləa – Laboratorio Ebraico Antirazzista. Sabato abbiamo raccontato della nostra esperienza di ebree ed ebrei “contro il fascismo in ogni tempo e luogo”, che hanno attraversato il corteo del 25 aprile senza problemi, mentre a poche centinaia di metri si consumava per quasi due ore una forte tensione tra lo spezzone della Brigata Ebraica e altre componenti del corteo, che si è conclusa con l’allontanamento dei primi dalla manifestazione. L’obiettivo dell’intervento non era raccogliere complimenti né tantomeno avallare l’idea, come leggiamo amaramente nei commenti, che “l’antisemitismo non esiste”. Piuttosto, abbiamo voluto utilizzare la nostra voce per disinnescare un’escalation del dibattito che rischia di non cogliere mai il punto. Le frasi antisemite rivolte verso alcuni dei partecipanti come quelle sulle “saponette mancate” sono inaccettabili e disgustose. Al contempo, riteniamo estremamente problematiche le provocazioni che intendono minare la riuscita di una giornata dedicata a valori condivisi. Lo spezzone della Brigata Ebraica, o sue componenti, rompendo accordi con l’ANPI, ha tentato di collocarsi più avanti nel corteo insieme a gruppi iraniani monarchici, sventolando bandiere israeliane e altri simboli, tra cui bandiere statunitensi e cartelli con il volto di Trump inneggianti alla guerra in Iran. Troviamo indifendibile e incompatibile con i valori dell’antifascismo la scelta di portare in piazza bandiere israeliane, mentre Israele sta commettendo conclamati crimini contro l’umanità. La questione del rapporto con la Brigata Ebraica il 25 aprile è da anni terreno di scontro. Intorno ad essa si è coagulata una strumentalizzazione che con la storia ha poco a che fare, creando una commistione tra la Brigata Ebraica, inquadrata nell’esercito britannico, e la forte presenza ebraica talvolta offuscata nelle fila della resistenza italiana, che sono due storie diverse e parallele. Almeno 1000 ebrei furono presenti nelle formazioni partigiane comuniste, socialiste, repubblicane, spesso da molto prima dell’8 Settembre e dell’arrivo delle forze alleate. Come scriveva già l’anno scorso David Calef del gruppo Mai Indifferenti – Voci Ebraiche per la Pace: “Le dispute non riguardano più ciò che è successo 80 anni fa durante la battaglia del fiume Senio dove i 5.000 volontari della BE combatterono contro i paracadutisti tedeschi. Hanno a che fare con il “conflitto” tra Israele e palestinesi – spesso chi sfila con la bandiera della BE sventola anche la bandiera israeliana. Le distinzioni saltano e i litigi cominciano.” Quest’anno la polemica ha preso forme particolarmente inquietanti. C’è chi, parlando della contestazione, ha evocato le leggi razziali del ‘38 o l’istituzione dei ghetti, un’affermazione che non è solo priva di senso, ma profondamente offensiva nei riguardi di chi ha subito tali leggi e provvedimenti. Il Presidente della Comunità ebraica di Milano accusa l’ANPI di istigazione all’odio razziale e di “non volere gli ebrei nel corteo”. Questa non è la realtà. La realtà è quella di una destra ebraica filo-israeliana che, anche in chiave propagandistica, provoca e cerca lo scontro. Questo atteggiamento mette in forte disagio molti ebrei ed ebree che, il 25 aprile, vorrebbero celebrare la liberazione dal fascismo nel ricordo dei propri familiari scomparsi, ed esitano a scendere in piazza, percependo alcuni movimenti sprovvisti di anticorpi verso l’antisemitismo come ostili. La realtà è che essere antifasciste e antifascisti oggi significa prendersi in carico quello che succede nel mondo – dalle guerre e massacri più lontani fatti nel nome del dominio degli uni sugli altri, a ciò che accade in Italia con lo scempio dei nuovi Decreti sicurezza – e unire le forze in nome di libertà e giustizia sociale. Non saremo libere e liberi finché non lo saremo tutte e tutti. Ləa – Laboratorio Ebraico Antirazzista Mai Indifferenti – Voci Ebraiche per la pace Redazione Milano
April 29, 2026
Pressenza