Nuovi container al porto di Gioia Tauro con materiale per la guerra di Israele
Questa mattina 5 nuovi container a bordo della nave MSC Virginia sono entrati
nel porto di Gioia Tauro, trasportando acciaio balistico diretto a Israele.
L’allarme è scattato questa mattina all’alba quando la MSC Virginia ha fatto
ingresso nel Medcenter Container Terminal, di proprietà del gruppo Aponte.
Da fonti Bnc (Bds National committee) e dalla campagna No Harbour for Genocide
risulta che i container trasportino acciaio ad uso militare, partiti dall’India
(acciaieria RL Steel) e diretti alle industrie belliche israeliane. Saranno
trasbordati e ricaricati su altra nave diretta a Israele tra domani e
dopodomani.
Anche questa nave, come le altre navi MSC in precedenza coinvolte nel traffico
di acciaio balistico (MSC Marie Leslie, Siena, Danit e Vega), viaggia sulla
linea di navigazione “Himalaya Express” della MSC. Anche questa è partita dal
porto indiano di Nhava Sheva. La data di partenza è il 15 marzo 2026.
E anche il contenuto, secondo le fonti, è analogo a quello dei precedenti
container fermati e ispezionati a Gioia Tauro e Cagliari: acciaio di grado
militare, destinato quindi a fabbricare armi e proiettili. Mentre si aspetta una
decisione sugli altri carichi, non ancora formalmente sequestrati, scatta quindi
un nuovo allarme.
Ricapitolando le precedenti “puntate”: 8 container sono stati fermati e
ispezionati nel mese scorso a Gioia Tauro, risultando dal tracciamento ancora in
porto. I primi 5 container, sono arrivati a bordo della MSC Leslie e scaricati
il 2 marzo. Gli altri 3 sono stati trasbordati dalla MSC Siena il 17 marzo.
Dalla data dell’ispezione (18 marzo) non c’è stata alcuna comunicazione
ufficiale di una qualsiasi autorità. Per gli 11 container fermati a Cagliari si
sa qualcosa di più: la risposta del Sottosegretario ai Trasporti Ferrante
all’interrogazione parlamentare presentata dall’On. Antonino Iaria (M5S) ha
svelato che gli 11 container, fermati nel porto di Cagliari, sono stati
identificati come contenenti materiale siderurgico dual-use. I container si
trovano tuttora in custodia presso l’area portuale, in ammissione temporanea, in
attesa delle determinazioni dell’UAMA, l’autorità nazionale competente a
rilasciare autorizzazioni. “L’effettiva natura di tali beni e il loro
utilizzatore finale potranno essere determinati soltanto quando e se il
responsabile legale dell’operazione di transito presenterà una specifica istanza
all’UAMA per ottenere la necessaria autorizzazione.” Insomma per la prima volta
in Italia, si getta una luce sulla zona grigia e opaca dei transiti, che
permette di aggirare facilmente la legge 185/90 (che pure dovrebbe normare anche
il transito).
L’European Legal Support Center ha intanto inviato una lettera/diffida alle
autorità del porto di Gioia Tauro (come anche a Cagliari) chiedendo trasparenza
sui risultati delle ispezioni: “Le autorità continuano a negare la piena
trasparenza su ciò che è stato trovato, a chi fosse realmente destinato il
carico e se fosse stato autorizzato a proseguire. Questo silenzio contribuisce a
proteggere le reti logistiche, le aziende, gli assicuratori e le autorità
statali che consentono il flusso di materiali legati ai crimini israeliani. Ma
questo intervento dimostra che queste rotte possono essere smascherate,
interrotte e contestate.”
Ora si aggiungono nuovi carichi. Ancora una volta sono stati allertati i
lavoratori del porto, le Dogane e ogni Autorità, con il supporto del gruppo
legale Elsc (European legal support center). Il coordinamento dei porti messo in
piedi da Bds Italia gruppo embargo, è già entrato in azione e sta facendo tutto
il possibile per coordinare la mobilitazione affinché anche questo acciaio non
arrivi ad alimentare il genocidio e i crimini di guerra perpetrati dall’esercito
israeliano.
Linda Maggiori