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LETALITÀ E SDOGANAMENTI – AI MILITARI: THE FOURTH LAW – CHATBOTS E BOKO HARAM
Estratti dalla puntata del 20 luglio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia REPRESSIONE, LETALITÀ, SDOGANAMENTI E COMPRESSIONI Un omicidio di Stato come quello di Abderrahim Fakir a Bologna, la possibilità di inneggiare a un assassino per vendetta privata fino a proporne la candidatura, venire denunciati per aver espresso vicinanza alla resistenza palestinese e alla conflittualità anarchica. Cosa ci dice tutto questo? AI MILITARI: BLACK SKY E THE FOURTH LAW Iniziamo con una riflessione sulle interferenze dell’AI applicata alla letalità su un piano tecnico, etico e giuridico. Il recente contratto siglato dal Pentagono con Black Sky (AI per l’analisi di immagini satellitari applicate alla selezione dei bersagli e alla valutazione dei danni post-attacco) e i processi di integrazione di AI all’interno di sistemi d’arma tradizionali, ci descrivono segmenti diversi di automazione in ambito militare, all’interno dei quali la velocità di elaborazione decisionale e di applicazione della letalità (sensor-to-shooter) sono un elemento centrale. Cosa resta dell’umano all’interno della kill chain? The Fourth Law (nome decisamente ispirato alla Quarta Legge della robotica di Isaac Asimov) è un’azienda ucraina fondata da Yaroslav Azhnyuk, il cui prodotto di punta è TFL-1: un kit per trasformare droni commerciali in killer robots. AI E ESERCITI NON-STATALI Grazie a una ricerca dell’Università di Cambridge, emerge l’utilizzo di chatbot da parte di Boko Haram: non solo propaganda, ma guida concreta per l’addestramento e la realizzazione di attacchi.
July 23, 2026
Radio Blackout
CONTRO IL 41bis – OPEN.AI: ROSALIND BIODEFENS E LA MINACCIA DELLA BIOLOGIA DI SINTESI – TARGETING PUBBLICITARIO LETALE@0
Estratti dalla puntata dell’8 giugno 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia NO AL 41BIS Rilanciamo le iniziative di lotta in solidarietà con il prigioniero anarchico Alfredo Cospito e con compagne/i imputate/i per le mobilitazioni del 2022/2023 contro 41bis ed ergastolo ostativo. Ricordiamo che oltre alle presenze solidali a Roma e Spoleto, anche a Torino è stato indetto un presidio al Tribunale di Sorveglianza in concomitanza con quello di Roma di venerdì 12 giugno. LA MINACCIA DELLE ARMI BIOLOGICHE E NUOVE ARCHITETTURE DI CONTROLLO Torniamo a parlare dell’architettura della minaccia composta da AI, biologia di sintesi e droni. Dopo una prima tematizzazione della necessità di un’organizzazione degli apparati militari per rispondere a questo scenario e l’allarme suscitato recentemente dal furto di 15 droni irroratori in New Jersey, analisti militari e lobbisti del settore biotech hanno formalizzato la concretezza di questo rischio, suscitando un pronto intervento di Open AI con il suo programma Rosalind Biodefense. Nella prima parte di questo approfondimento cerchiamo di delineare due fenomeni: – la traiettoria identificazione della minaccia > normalizzazione > attivazione di programmi difensivi > potenziale transizione verso programmi offensivi; – la relazione di sintanatosi tra cognitività umana e cognitività artificiale per la somministrazione di letalità anche nel campo della guerra biologica. Nella seconda parte ripartiamo dalle analisi di Paul Lushenko (consulente del Pentagono) e Claire Qureshi (CEO di Sentinel Bio), che insieme al disegno di legge Biosecurity Modernization and Innovation Act, descrivono efficacemente il livello di percezione della minaccia rappresentata dalla triade AI – biologia di sintesi – droni; a margine la vicenda che vede coinvolto un cittadino israelo-francese, Ori Solomon, scagionato da accuse federali da un procuratore israelo-americano, Sigel Chattah, nonostante in un appartamento di sua proprietà trasformato in wetlab clandestino fossero stati rinvenuti campioni di Ebola e HIV. Nell’ultima parte osserviamo il “pronto intervento” di Open AI con il lancio del programma Rosalind Biodefense e l’evidente portato politico della sua ulteriore integrazione negli apparati di “sicurezza”: GUERRA: TARGETING PUBBLICITARIO E TARGETING LETALE Grazie a un’inchiesta di Reuters osserviamo come il commercio di dati, alla base del capitalismo della sorveglianza, possa produrre conseguenze inaspettate: dal targeting pubblicitario al targeting militare operato dall’Iran contro militari statunitensi. Qui un’analisi approfondita del ruolo degli smartphone sul campo di battaglia come elemento per la localizzazione delle truppe avversarie. In fine l’ingresso in scena di Handala: un gruppo che sta supportando il regime iraniano nelle sue reazioni all’aggressione sionista-statunitense utilizzando vulnerabilità nell’architettura del capitalismo digitale:
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Estratti dalla puntata dell’8 giugno 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia NO AL 41BIS Rilanciamo le iniziative di lotta in solidarietà con il prigioniero anarchico Alfredo Cospito e con compagne/i imputate/i per le mobilitazioni del 2022/2023 contro 41bis ed ergastolo ostativo. Ricordiamo che oltre alle presenze solidali a Roma e Spoleto, anche a Torino è stato indetto un presidio al Tribunale di Sorveglianza in concomitanza con quello di Roma di venerdì 12 giugno. LA MINACCIA DELLE ARMI BIOLOGICHE E NUOVE ARCHITETTURE DI CONTROLLO Torniamo a parlare dell’architettura della minaccia composta da AI, biologia di sintesi e droni. Dopo una prima tematizzazione della necessità di un’organizzazione degli apparati militari per rispondere a questo scenario e l’allarme suscitato recentemente dal furto di 15 droni irroratori in New Jersey, analisti militari e lobbisti del settore biotech hanno formalizzato la concretezza di questo rischio, suscitando un pronto intervento di Open AI con il suo programma Rosalind Biodefense. Nella prima parte di questo approfondimento cerchiamo di delineare due fenomeni: – la traiettoria identificazione della minaccia > normalizzazione > attivazione di programmi difensivi > potenziale transizione verso programmi offensivi; – la relazione di sintanatosi tra cognitività umana e cognitività artificiale per la somministrazione di letalità anche nel campo della guerra biologica. Nella seconda parte ripartiamo dalle analisi di Paul Lushenko (consulente del Pentagono) e Claire Qureshi (CEO di Sentinel Bio), che insieme al disegno di legge Biosecurity Modernization and Innovation Act, descrivono efficacemente il livello di percezione della minaccia rappresentata dalla triade AI – biologia di sintesi – droni; a margine la vicenda che vede coinvolto un cittadino israelo-francese, Ori Solomon, scagionato da accuse federali da un procuratore israelo-americano, Sigel Chattah, nonostante in un appartamento di sua proprietà trasformato in wetlab clandestino fossero stati rinvenuti campioni di Ebola e HIV. Nell’ultima parte osserviamo il “pronto intervento” di Open AI con il lancio del programma Rosalind Biodefense e l’evidente portato politico della sua ulteriore integrazione negli apparati di “sicurezza”: GUERRA: TARGETING PUBBLICITARIO E TARGETING LETALE Grazie a un’inchiesta di Reuters osserviamo come il commercio di dati, alla base del capitalismo della sorveglianza, possa produrre conseguenze inaspettate: dal targeting pubblicitario al targeting militare operato dall’Iran contro militari statunitensi. Qui un’analisi approfondita del ruolo degli smartphone sul campo di battaglia come elemento per la localizzazione delle truppe avversarie. In fine l’ingresso in scena di Handala: un gruppo che sta supportando il regime iraniano nelle sue reazioni all’aggressione sionista-statunitense utilizzando vulnerabilità nell’architettura del capitalismo digitale:
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Estratti dalla puntata dell’8 giugno 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia NO AL 41BIS Rilanciamo le iniziative di lotta in solidarietà con il prigioniero anarchico Alfredo Cospito e con compagne/i imputate/i per le mobilitazioni del 2022/2023 contro 41bis ed ergastolo ostativo. Ricordiamo che oltre alle presenze solidali a Roma e Spoleto, anche a Torino è stato indetto un presidio al Tribunale di Sorveglianza in concomitanza con quello di Roma di venerdì 12 giugno. LA MINACCIA DELLE ARMI BIOLOGICHE E NUOVE ARCHITETTURE DI CONTROLLO Torniamo a parlare dell’architettura della minaccia composta da AI, biologia di sintesi e droni. Dopo una prima tematizzazione della necessità di un’organizzazione degli apparati militari per rispondere a questo scenario e l’allarme suscitato recentemente dal furto di 15 droni irroratori in New Jersey, analisti militari e lobbisti del settore biotech hanno formalizzato la concretezza di questo rischio, suscitando un pronto intervento di Open AI con il suo programma Rosalind Biodefense. Nella prima parte di questo approfondimento cerchiamo di delineare due fenomeni: – la traiettoria identificazione della minaccia > normalizzazione > attivazione di programmi difensivi > potenziale transizione verso programmi offensivi; – la relazione di sintanatosi tra cognitività umana e cognitività artificiale per la somministrazione di letalità anche nel campo della guerra biologica. Nella seconda parte ripartiamo dalle analisi di Paul Lushenko (consulente del Pentagono) e Claire Qureshi (CEO di Sentinel Bio), che insieme al disegno di legge Biosecurity Modernization and Innovation Act, descrivono efficacemente il livello di percezione della minaccia rappresentata dalla triade AI – biologia di sintesi – droni; a margine la vicenda che vede coinvolto un cittadino israelo-francese, Ori Solomon, scagionato da accuse federali da un procuratore israelo-americano, Sigel Chattah, nonostante in un appartamento di sua proprietà trasformato in wetlab clandestino fossero stati rinvenuti campioni di Ebola e HIV. Nell’ultima parte osserviamo il “pronto intervento” di Open AI con il lancio del programma Rosalind Biodefense e l’evidente portato politico della sua ulteriore integrazione negli apparati di “sicurezza”: GUERRA: TARGETING PUBBLICITARIO E TARGETING LETALE Grazie a un’inchiesta di Reuters osserviamo come il commercio di dati, alla base del capitalismo della sorveglianza, possa produrre conseguenze inaspettate: dal targeting pubblicitario al targeting militare operato dall’Iran contro militari statunitensi. Qui un’analisi approfondita del ruolo degli smartphone sul campo di battaglia come elemento per la localizzazione delle truppe avversarie. In fine l’ingresso in scena di Handala: un gruppo che sta supportando il regime iraniano nelle sue reazioni all’aggressione sionista-statunitense utilizzando vulnerabilità nell’architettura del capitalismo digitale:
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Estratti dalla puntata dell’8 giugno 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia NO AL 41BIS Rilanciamo le iniziative di lotta in solidarietà con il prigioniero anarchico Alfredo Cospito e con compagne/i imputate/i per le mobilitazioni del 2022/2023 contro 41bis ed ergastolo ostativo. Ricordiamo che oltre alle presenze solidali a Roma e Spoleto, anche a Torino è stato indetto un presidio al Tribunale di Sorveglianza in concomitanza con quello di Roma di venerdì 12 giugno. LA MINACCIA DELLE ARMI BIOLOGICHE E NUOVE ARCHITETTURE DI CONTROLLO Torniamo a parlare dell’architettura della minaccia composta da AI, biologia di sintesi e droni. Dopo una prima tematizzazione della necessità di un’organizzazione degli apparati militari per rispondere a questo scenario e l’allarme suscitato recentemente dal furto di 15 droni irroratori in New Jersey, analisti militari e lobbisti del settore biotech hanno formalizzato la concretezza di questo rischio, suscitando un pronto intervento di Open AI con il suo programma Rosalind Biodefense. Nella prima parte di questo approfondimento cerchiamo di delineare due fenomeni: – la traiettoria identificazione della minaccia > normalizzazione > attivazione di programmi difensivi > potenziale transizione verso programmi offensivi; – la relazione di sintanatosi tra cognitività umana e cognitività artificiale per la somministrazione di letalità anche nel campo della guerra biologica. Nella seconda parte ripartiamo dalle analisi di Paul Lushenko (consulente del Pentagono) e Claire Qureshi (CEO di Sentinel Bio), che insieme al disegno di legge Biosecurity Modernization and Innovation Act, descrivono efficacemente il livello di percezione della minaccia rappresentata dalla triade AI – biologia di sintesi – droni; a margine la vicenda che vede coinvolto un cittadino israelo-francese, Ori Solomon, scagionato da accuse federali da un procuratore israelo-americano, Sigel Chattah, nonostante in un appartamento di sua proprietà trasformato in wetlab clandestino fossero stati rinvenuti campioni di Ebola e HIV. Nell’ultima parte osserviamo il “pronto intervento” di Open AI con il lancio del programma Rosalind Biodefense e l’evidente portato politico della sua ulteriore integrazione negli apparati di “sicurezza”: GUERRA: TARGETING PUBBLICITARIO E TARGETING LETALE Grazie a un’inchiesta di Reuters osserviamo come il commercio di dati, alla base del capitalismo della sorveglianza, possa produrre conseguenze inaspettate: dal targeting pubblicitario al targeting militare operato dall’Iran contro militari statunitensi. Qui un’analisi approfondita del ruolo degli smartphone sul campo di battaglia come elemento per la localizzazione delle truppe avversarie. In fine l’ingresso in scena di Handala: un gruppo che sta supportando il regime iraniano nelle sue reazioni all’aggressione sionista-statunitense utilizzando vulnerabilità nell’architettura del capitalismo digitale:
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Estratti dalla puntata dell’8 giugno 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia NO AL 41BIS Rilanciamo le iniziative di lotta in solidarietà con il prigioniero anarchico Alfredo Cospito e con compagne/i imputate/i per le mobilitazioni del 2022/2023 contro 41bis ed ergastolo ostativo. Ricordiamo che oltre alle presenze solidali a Roma e Spoleto, anche a Torino è stato indetto un presidio al Tribunale di Sorveglianza in concomitanza con quello di Roma di venerdì 12 giugno. LA MINACCIA DELLE ARMI BIOLOGICHE E NUOVE ARCHITETTURE DI CONTROLLO Torniamo a parlare dell’architettura della minaccia composta da AI, biologia di sintesi e droni. Dopo una prima tematizzazione della necessità di un’organizzazione degli apparati militari per rispondere a questo scenario e l’allarme suscitato recentemente dal furto di 15 droni irroratori in New Jersey, analisti militari e lobbisti del settore biotech hanno formalizzato la concretezza di questo rischio, suscitando un pronto intervento di Open AI con il suo programma Rosalind Biodefense. Nella prima parte di questo approfondimento cerchiamo di delineare due fenomeni: – la traiettoria identificazione della minaccia > normalizzazione > attivazione di programmi difensivi > potenziale transizione verso programmi offensivi; – la relazione di sintanatosi tra cognitività umana e cognitività artificiale per la somministrazione di letalità anche nel campo della guerra biologica. Nella seconda parte ripartiamo dalle analisi di Paul Lushenko (consulente del Pentagono) e Claire Qureshi (CEO di Sentinel Bio), che insieme al disegno di legge Biosecurity Modernization and Innovation Act, descrivono efficacemente il livello di percezione della minaccia rappresentata dalla triade AI – biologia di sintesi – droni; a margine la vicenda che vede coinvolto un cittadino israelo-francese, Ori Solomon, scagionato da accuse federali da un procuratore israelo-americano, Sigel Chattah, nonostante in un appartamento di sua proprietà trasformato in wetlab clandestino fossero stati rinvenuti campioni di Ebola e HIV. Nell’ultima parte osserviamo il “pronto intervento” di Open AI con il lancio del programma Rosalind Biodefense e l’evidente portato politico della sua ulteriore integrazione negli apparati di “sicurezza”: GUERRA: TARGETING PUBBLICITARIO E TARGETING LETALE Grazie a un’inchiesta di Reuters osserviamo come il commercio di dati, alla base del capitalismo della sorveglianza, possa produrre conseguenze inaspettate: dal targeting pubblicitario al targeting militare operato dall’Iran contro militari statunitensi. Qui un’analisi approfondita del ruolo degli smartphone sul campo di battaglia come elemento per la localizzazione delle truppe avversarie. In fine l’ingresso in scena di Handala: un gruppo che sta supportando il regime iraniano nelle sue reazioni all’aggressione sionista-statunitense utilizzando vulnerabilità nell’architettura del capitalismo digitale:
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Estratti dalla puntata dell’8 giugno 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia NO AL 41BIS Rilanciamo le iniziative di lotta in solidarietà con il prigioniero anarchico Alfredo Cospito e con compagne/i imputate/i per le mobilitazioni del 2022/2023 contro 41bis ed ergastolo ostativo. Ricordiamo che oltre alle presenze solidali a Roma e Spoleto, anche a Torino è stato indetto un presidio al Tribunale di Sorveglianza in concomitanza con quello di Roma di venerdì 12 giugno. LA MINACCIA DELLE ARMI BIOLOGICHE E NUOVE ARCHITETTURE DI CONTROLLO Torniamo a parlare dell’architettura della minaccia composta da AI, biologia di sintesi e droni. Dopo una prima tematizzazione della necessità di un’organizzazione degli apparati militari per rispondere a questo scenario e l’allarme suscitato recentemente dal furto di 15 droni irroratori in New Jersey, analisti militari e lobbisti del settore biotech hanno formalizzato la concretezza di questo rischio, suscitando un pronto intervento di Open AI con il suo programma Rosalind Biodefense. Nella prima parte di questo approfondimento cerchiamo di delineare due fenomeni: – la traiettoria identificazione della minaccia > normalizzazione > attivazione di programmi difensivi > potenziale transizione verso programmi offensivi; – la relazione di sintanatosi tra cognitività umana e cognitività artificiale per la somministrazione di letalità anche nel campo della guerra biologica. Nella seconda parte ripartiamo dalle analisi di Paul Lushenko (consulente del Pentagono) e Claire Qureshi (CEO di Sentinel Bio), che insieme al disegno di legge Biosecurity Modernization and Innovation Act, descrivono efficacemente il livello di percezione della minaccia rappresentata dalla triade AI – biologia di sintesi – droni; a margine la vicenda che vede coinvolto un cittadino israelo-francese, Ori Solomon, scagionato da accuse federali da un procuratore israelo-americano, Sigel Chattah, nonostante in un appartamento di sua proprietà trasformato in wetlab clandestino fossero stati rinvenuti campioni di Ebola e HIV. Nell’ultima parte osserviamo il “pronto intervento” di Open AI con il lancio del programma Rosalind Biodefense e l’evidente portato politico della sua ulteriore integrazione negli apparati di “sicurezza”: GUERRA: TARGETING PUBBLICITARIO E TARGETING LETALE Grazie a un’inchiesta di Reuters osserviamo come il commercio di dati, alla base del capitalismo della sorveglianza, possa produrre conseguenze inaspettate: dal targeting pubblicitario al targeting militare operato dall’Iran contro militari statunitensi. Qui un’analisi approfondita del ruolo degli smartphone sul campo di battaglia come elemento per la localizzazione delle truppe avversarie. In fine l’ingresso in scena di Handala: un gruppo che sta supportando il regime iraniano nelle sue reazioni all’aggressione sionista-statunitense utilizzando vulnerabilità nell’architettura del capitalismo digitale:
Militarizzazione PolPen – Datacenter: pimp e ostilità – Droni e apprendimento della letalità@0
Estratti dalla puntata del 28 aprile 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia CARCERI: AFFLITTIVITÀ E MILITARIZZAZIONE Partiamo affrontando una recente circolare del DAP che – nonostante l’impatto della Crisi Climatica sull’apparato detentivo – vieta i frigoriferi all’interno delle celle. Enrico Sbriglia, ex funzionario del DAP e attuale garante per il Friuli Venezia Giulia, ha affermato a riguardo che sembrerebbe quasi un modo per scatenare proteste e poter impiegare il GIO (Gruppo Intervento Operativo). Incominciando da questi elementi introduttivi, andiamo ad approfondire le traiettorie di militarizzazione della Polizia Penitenziaria che un recente decreto ministeriale voluto da Nordio potrebbe portare a compimento, prevedendo la rimozione di figure “civili” dai vertici operativi del corpo: DATACENTERS: OBBIETTIVI SENSIBILI E OSTILITÀ DILAGANTE La guerra in Ucraina e la rappresaglia iraniana verso le monarchie del Golfo ci hanno insegnato come i datacenters siano diventati obbiettivi sensibili, motivo per cui l’aviazione militare statunitense – in stile “pimp” – ha recentemente proposto ai colossi dell’AI di realizzarli all’interno delle proprie basi, “offrendo protezione” in cambio di soldi e potere computazionale. La proliferazione dei datacenters non rappresenta l’incremento di una superficie di attacco su un piano esclusivamente militare: la devastazione ambientale, la sottrazione di risorse alle comunità locali, i rischi per la salute e le scarse ricadute occupazionali stanno facendo montare il dissenso, che a Indianapolis si è addirittura armato. L’ostilità verso i datacenters si accoppia a un altro fenomeno da tenere in considerazione: la vandalizzazione dei robots. GUERRA: AUTOMAZIONE E APPRENDIMENTO Il conflitto in Ucraina è la prima vera “guerra di droni”: un contesto che ridefinisce le priorità degli eserciti e che eleva i militari ucraini al ruolo di addestratori richiesti in contesti formativi e operativi in giro per il mondo. Allo stesso modo, i milioni di ore di filmati e di dati prodotti dai droni in funzione nella Kill Zone, sono materiale didattico fondamentale per le intelligenze artificiali che guidano la letalità di queste macchine. Questa è probabilmente una delle immagini più emblematiche della nostra epoca: Se definiamo “simbiosi” la cooperazione tra organismi per la sopravvivenza, possiamo definire “sintanatosi” la cooperazione tra entità cognitive per la somministrazione di letalità? DRONI IRRIGATORI E WETLABS Piccolo accenno a un tema che tonreremo ad approfondire: CRITICHE E MESSAGGI DA CHI ASCOLTA SUL TERMINE “QUADRUPEDE” PER I DRONI SPOT: Qualche estratto da una riflessione proposta via messaggio:
April 28, 2026
Radio Blackout - Info
Militarizzazione PolPen – Datacenter: pimp e ostilità – Droni e apprendimento della letalità@2
Estratti dalla puntata del 28 aprile 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia CARCERI: AFFLITTIVITÀ E MILITARIZZAZIONE Partiamo affrontando una recente circolare del DAP che – nonostante l’impatto della Crisi Climatica sull’apparato detentivo – vieta i frigoriferi all’interno delle celle. Enrico Sbriglia, ex funzionario del DAP e attuale garante per il Friuli Venezia Giulia, ha affermato a riguardo che sembrerebbe quasi un modo per scatenare proteste e poter impiegare il GIO (Gruppo Intervento Operativo). Incominciando da questi elementi introduttivi, andiamo ad approfondire le traiettorie di militarizzazione della Polizia Penitenziaria che un recente decreto ministeriale voluto da Nordio potrebbe portare a compimento, prevedendo la rimozione di figure “civili” dai vertici operativi del corpo: DATACENTERS: OBBIETTIVI SENSIBILI E OSTILITÀ DILAGANTE La guerra in Ucraina e la rappresaglia iraniana verso le monarchie del Golfo ci hanno insegnato come i datacenters siano diventati obbiettivi sensibili, motivo per cui l’aviazione militare statunitense – in stile “pimp” – ha recentemente proposto ai colossi dell’AI di realizzarli all’interno delle proprie basi, “offrendo protezione” in cambio di soldi e potere computazionale. La proliferazione dei datacenters non rappresenta l’incremento di una superficie di attacco su un piano esclusivamente militare: la devastazione ambientale, la sottrazione di risorse alle comunità locali, i rischi per la salute e le scarse ricadute occupazionali stanno facendo montare il dissenso, che a Indianapolis si è addirittura armato. L’ostilità verso i datacenters si accoppia a un altro fenomeno da tenere in considerazione: la vandalizzazione dei robots. GUERRA: AUTOMAZIONE E APPRENDIMENTO Il conflitto in Ucraina è la prima vera “guerra di droni”: un contesto che ridefinisce le priorità degli eserciti e che eleva i militari ucraini al ruolo di addestratori richiesti in contesti formativi e operativi in giro per il mondo. Allo stesso modo, i milioni di ore di filmati e di dati prodotti dai droni in funzione nella Kill Zone, sono materiale didattico fondamentale per le intelligenze artificiali che guidano la letalità di queste macchine. Questa è probabilmente una delle immagini più emblematiche della nostra epoca: Se definiamo “simbiosi” la cooperazione tra organismi per la sopravvivenza, possiamo definire “sintanatosi” la cooperazione tra entità cognitive per la somministrazione di letalità? DRONI IRRIGATORI E WETLABS Piccolo accenno a un tema che tonreremo ad approfondire: CRITICHE E MESSAGGI DA CHI ASCOLTA SUL TERMINE “QUADRUPEDE” PER I DRONI SPOT: Qualche estratto da una riflessione proposta via messaggio:
April 28, 2026
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Militarizzazione PolPen – Datacenter: pimp e ostilità – Droni e apprendimento della letalità@1
Estratti dalla puntata del 28 aprile 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia CARCERI: AFFLITTIVITÀ E MILITARIZZAZIONE Partiamo affrontando una recente circolare del DAP che – nonostante l’impatto della Crisi Climatica sull’apparato detentivo – vieta i frigoriferi all’interno delle celle. Enrico Sbriglia, ex funzionario del DAP e attuale garante per il Friuli Venezia Giulia, ha affermato a riguardo che sembrerebbe quasi un modo per scatenare proteste e poter impiegare il GIO (Gruppo Intervento Operativo). Incominciando da questi elementi introduttivi, andiamo ad approfondire le traiettorie di militarizzazione della Polizia Penitenziaria che un recente decreto ministeriale voluto da Nordio potrebbe portare a compimento, prevedendo la rimozione di figure “civili” dai vertici operativi del corpo: DATACENTERS: OBBIETTIVI SENSIBILI E OSTILITÀ DILAGANTE La guerra in Ucraina e la rappresaglia iraniana verso le monarchie del Golfo ci hanno insegnato come i datacenters siano diventati obbiettivi sensibili, motivo per cui l’aviazione militare statunitense – in stile “pimp” – ha recentemente proposto ai colossi dell’AI di realizzarli all’interno delle proprie basi, “offrendo protezione” in cambio di soldi e potere computazionale. La proliferazione dei datacenters non rappresenta l’incremento di una superficie di attacco su un piano esclusivamente militare: la devastazione ambientale, la sottrazione di risorse alle comunità locali, i rischi per la salute e le scarse ricadute occupazionali stanno facendo montare il dissenso, che a Indianapolis si è addirittura armato. L’ostilità verso i datacenters si accoppia a un altro fenomeno da tenere in considerazione: la vandalizzazione dei robots. GUERRA: AUTOMAZIONE E APPRENDIMENTO Il conflitto in Ucraina è la prima vera “guerra di droni”: un contesto che ridefinisce le priorità degli eserciti e che eleva i militari ucraini al ruolo di addestratori richiesti in contesti formativi e operativi in giro per il mondo. Allo stesso modo, i milioni di ore di filmati e di dati prodotti dai droni in funzione nella Kill Zone, sono materiale didattico fondamentale per le intelligenze artificiali che guidano la letalità di queste macchine. Questa è probabilmente una delle immagini più emblematiche della nostra epoca: Se definiamo “simbiosi” la cooperazione tra organismi per la sopravvivenza, possiamo definire “sintanatosi” la cooperazione tra entità cognitive per la somministrazione di letalità? DRONI IRRIGATORI E WETLABS Piccolo accenno a un tema che tonreremo ad approfondire: CRITICHE E MESSAGGI DA CHI ASCOLTA SUL TERMINE “QUADRUPEDE” PER I DRONI SPOT: Qualche estratto da una riflessione proposta via messaggio:
April 28, 2026
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