Aitor il dodicesimo uomo
Il grido “Aitor, Aitor, Aitor” rimbomba in tutta La Cartuja, lo stadio di
Siviglia che ospita la finale di Copa del Rey. Di fronte Atletico Madrid e Real
Sociedad.
È una partita di calcio, ma non è soltanto una partita di calcio. Per qualcuno è
colchoneros vs txuri-urdin, rossobianchi contro biancoblu, ma dietro c’è altro.
Una rivalità che travalica la dimensione puramente sportiva.
Per certi versi è la capitale contro la provincia, Madrid vs Donosti, per altri
spagnolismo contro indipendentismo, più semplicemente forse spagnoli contro
baschi. È una sfida intrisa di significati, di non detti, di conti in sospeso.
È politica senza essere politica – basti vedere il primo e il dopo, i commenti,
le prese di posizione di importanti leader politici baschi come Otegi –, è
ikurrina, la bandiera basca, contro rojigualda, quella spagnola. Sono identità
opposte, in conflitto.