Perù: duro colpo alla giustizia nel caso delle Sterilizzazioni Forzate
Inaudito. La Procura del Perù ha archiviato l’indagine sul caso delle
Sterilizzazioni Forzate avvenute tra il 1990 e il 2000, durante il governo di
Alberto Fujimori. In questo caso, considerato un crimine contro l’umanità, circa
più di 314 mila donne (la maggior parte indigene e povere) e 20 mila uomini sono
stati sottoposti a interventi chirurgici di contraccezione permanente (legature
delle tube e vasectomie) senza il loro consenso previo, libero e informato.
La Quarta Procura Penale Sovraprovinciale Specializzata in Diritti Umani e
Contro il Terrorismo di Callao, Lima Centro, Lima Est, Lima Nord, Lima
Nord-Ovest e Lima Sud ha dichiarato estinto per prescrizione il procedimento
contro 52 indagati per il caso delle sterilizzazioni forzate, nonostante queste
“riuniscano, secondo il diritto penale internazionale, gli elementi di un
crimine contro l’umanità, essendo state commesse nell’ambito di un attacco
generalizzato e sistematico diretto contro un settore della popolazione civile
in esecuzione di una politica di Stato”.
Nonostante ciò, la procura ha dovuto chiudere l’indagine in applicazione della
Legge 32107 (chiamata Legge dell’Impunita e parte delle cosiddette “leggi
pro-crimine”) perché questa non consente di configurare il caso come crimine
contro l’umanità. La sentenza non solo chiude il caso, ma favorisce l’attuale
senatore Alejandro Aguinaga (del gruppo parlamentare Fuerza Popular), tra gli
altri indagati; e crea un precedente di impunità.
Va sottolineato che, nel marzo 2026 la Corte interamericana dei diritti umani ha
emesso una sentenza storica che attribuisce allo Stato peruviano la
responsabilità per la sterilizzazione forzata e la successiva morte di Celia
Ramos Durand, ordinando risarcimenti e misure di non ripetizione.
Oggi i familiari delle vittime delle sterilizzazioni forzate del governo di
Alberto Fujimori hanno dichiarato che presenteranno ricorso contro il
provvedimento durante il governo della figlia dell’ex presidente e informeranno
la Corte interamericana dei diritti umani, al fine di ottenere giustizia.
Redacción Perú