Tag - grandi opere

Milano Cortina: l’ambiente non vince
articoli di Michela Vanda Caserini, Cristina Guarda e  Luigi Casanova. Con immagini bellissime. In coda i nostri link.  Echi e tracce. Le vene aperte dietro il paesaggio olimpico di Milano Cortina 2026 Michela Vanda Caserini, ricercatrice del Politecnico di Milano e illustratrice, ha curato un racconto visivo a carattere di inchiesta sull’impatto ambientale delle infrastrutture legate alle Olimpiadi invernali nei
February 28, 2026
La Bottega del Barbieri
Milano-Cortina: sport, petrolio, greenwashing
Articoli di Claudia Vago, Gianluca Cicinelli e Giovanni Caprio. Con molti link utili ripresi… dalla “bottega”. Milano Cortina 2026, i Giochi italiani “sostenibili”… ma ciò che si vende è “made in Bangladesh” (senza veri controlli). E quasi nessuno dice che la sostenibilità diventa marketing se ignora filiere, subappalti e diritti di chi produce il merchandising. di Claudia Vago (*) Foto:
February 11, 2026
La Bottega del Barbieri
Meloni e la democrazia dell’obbedienza in marcia
Articoli di Mario Sommella, Franco Astengo e Umberto Franchi. Democrazia a ritroso e verità sotto assedio: come la regressione diventa un metodo di governo La regressione democratica non arriva come un golpe con i carri armati. Arriva come una ristrutturazione silenziosa: si cambiano le serrature, si spostano le porte, si restringono i corridoi. Un giorno ti accorgi che la casa
February 8, 2026
La Bottega del Barbieri
Come degradare l’Appennino fra Liguria ed Emilia
del GRIG (Gruppo di intervento Giuridico). A seguire il link per firmare la petizione «Sì all’energia rinnvabile, no alla speculazione energetica». Il Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha inoltrato un atto di intervento (5 febbraio 2026) nell’ambito del procedimento di valutazione d’impatto ambientale (V.I.A.) relativo al progetto per la realizzazione della centrale eolica Ferriere proposto dalla società milanese Ferriere Wind s.r.l.
February 7, 2026
La Bottega del Barbieri
La Città manifesta ha bisogno del tuo sostegno!
Care lettrici, cari lettori de La Città manifesta, come sapete l’autonomia di pensiero e di parola di un organo di stampa è garantita dalla piena autonomia e indipendenza di chi la produce. La redazione de La Città Invisibile, come tutto … Leggi tutto L'articolo La Città manifesta ha bisogno del tuo sostegno! sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Morire per pochi euro di notte al gelo
della redazione di «Diogene notizie – lotta alla povertà» Di Pietro Zantonini, 55 anni, si è scritto molto nelle ore successive alla morte avvenuta durante un turno di sorveglianza notturna in un cantiere legato alle opere di Milano-Cortina. Ma se ci si ferma alla cronaca – un gabbiotto, giri di controllo, il freddo, la chiamata ai colleghi, il 118 –
January 12, 2026
La Bottega del Barbieri
Di case sacrificate al TAV, agavi resistenti, alberi in catene, bandiere
Case di San Giuliano. Case amate e difese, che hanno sfidato il tempo e accolto vite e storie, nell’avvicendarsi delle generazioni. Ora sono vuote, forzatamente espropriate e a breve saranno abbattute. Proprio qui, alle porte di Susa, in questa frazione condannata a morire di TAV, è previsto lo sbocco del tunnel ferroviario di base e la trasformazione del territorio in discarica a cielo aperto per lo stoccaggio del materiale di scavo, pietrisco velenoso di amianto e uranio. La tristezza di questa piovosa domenica pomeriggio pesa come un macigno su questi luoghi che già hanno conosciuto l’impatto dei cantieri autostradali ed ora sono a rischio di devastazione ad opera dell’ennesima grande, mala, inutile opera. Angoscia delle abitazioni silenziose, abbandonate. Muri che cominciano a scrostarsi, finestre come orbite vuote, rottami di traslochi forzati. Negli orti resiste qualche cespo d’insalata insieme a ciuffi di menta e piante di rosmarino. Una bellissima, rigogliosa agave si appoggia alla facciata a sud di una delle case, quasi a sostenerla. Le sue dimensioni, le grandi foglie carnose, testimoniano della sua vita lunga e tenace, capace di sfidare venti, gelo, siccità. Si prepara fiduciosa al lungo inverno. Nulla sa della ruspa in agguato. La casa più vecchia è anche la più cara al cuore del movimento NO TAV. L’abitavano una anziana signora e i suoi figli. Si opposero fino all’ ultimo, tenacemente, all’esproprio. Infine furono costretti a cedere, per disperazione. Sulla facciata sopravvive il murale di Blu: un mostro ferrigno dalle cento pale avanza contro un grande albero. I rami dell’albero sono braccia possenti che spezzano le manette strette intorno alla verde chioma. Dal tronco spuntano mani arboree che brandiscono tronchesine, tagliano reti, impugnano mattarelli, reggono maschere antigas, sventolano bandiere: sono gli attrezzi della nostra lotta, la metafora di una ribellione che dura, della natura che con noi si difende. Ormai si fa sera. la pioggia è cessata. da uno squarcio tra le nubi si affaccia la luce rossa del tramonto. Anche la vecchia casa sorride: all’improvviso, quasi per magia, ai balconi, finestre, cancello sono fiorite le bandiere NO TAV. Centro Sereno Regis
November 19, 2025
Pressenza
“Questo ponte non s’ha da fare”… ma il governo pensa a una scappatoia
La Corte dei Conti ha deciso infine di negare il visto di legittimità alla delibera del CIPESS dello scorso agosto, con la quale era stato approvato il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina. Un altro colpo alla storia travagliata di questa grande opera inutile, su cui però il […] L'articolo “Questo ponte non s’ha da fare”… ma il governo pensa a una scappatoia su Contropiano.
October 31, 2025
Contropiano
Milano chiama Palermo… ma anche Roma o Reggio: “se non è un ponte è uno Stadio”
Si sbaglia a chiamarlo progetto del Ponte sullo Stretto, criticandolo solo localmente, perché così si riduce la portata strategica dell’impresa a una semplice questione territoriale, oscurandone la funzione di snodo europeo e mediterraneo. > I soldi già stanziati, con altri in arrivo, sono oggi i seguenti: * Salerno–Reggio Calabria (alta velocità): 17 miliardi * Messina–Catania–Palermo (alta capacità): 13 miliardi * Raccordi e opere accessorie del Ponte: 8 miliardi * Ponte sullo Stretto: 5 miliardi Non vorrei sembrare fissato, ma io ci aggiungerei anche i piani delle aree metropolitane per la mobilità integrata (tram, sottopassi, svincoli, parcheggi…) come pure il recupero e la ristrutturazione dei proti, la gestione delle discariche e il riciclo… è lo stesso errore, forse inevitabile, vedere solo i singoli capitoli di una serie che programma più di una stagione passeggera. Ma anche solo il ponte basterebbe a vedere la continuità, un disegno che a detta di tanti oppositori mancherebbe, mentre è proprio quello il punto di forza del progetto. In quest’ottica le criticità tecniche passano tutte in secondo piano, devono essere appianate. Dicono che il “Ponte non è un’eccezione ma il tassello conclusivo di un mosaico che rivoluzionerà la mobilità del Mezzogiorno e dell’intero Paese, con benefici diretti per cittadini, imprese, turismo e scambi commerciali. Non comprenderlo significa perdere di vista la visione d’insieme: un’Italia finalmente più connessa, più competitiva e più unita”. Ebbene, non mentono ed è giusto che sia la Lega ad esserne la principale madrina, completando il passaggio dall’originario rapporto localistico e regionale coi territori del nord ovest ad un lucido e complessivo progetto politico e sociale. Tra filiazione e affiliazione che sia una nuova famiglia, o una sacra corona quella che li tiene insieme, non è un problema. Si fa con quello che c’è. Piovra o Suburra, cambia poco, si somigliano e hanno lo stesso copione. Hai il governo e affidi le opere, trasformi il bilancio in strumenti del debito e capitalizzi i consensi. Socializzi le perdite e privatizzi i profitti. Nei casi estremi la violenza si vede, per il resto la usi. Milano chiama Palermo, ma vale per Roma o Reggio Calabria, se non è un ponte è uno Stadio. Bisogna solo capire quali gruppi organizzati saranno i decisori e poi negoziare sulle piazze di spaccio o delle mercature. Il politico è parassita, ma ha ancora la paternità di questo bastardo. Ce l’ha finché sarà la democrazia la cornice e una maggioranza a scegliere chi passa all’anagrafe a registrare il pupo. Il pupo di questa stagione sono 50 miliardi di euro. Chi se ne potrà arrogare il titolo e incassare gli interessi? In questo Fratelli d’Italia contende alla Lega un affidamento di lungo termine, magari a passo alternato, ma con lo stesso disegno: “mobilità” dei flussi finanziari e unità nazionale per il controllo delle stazioni appaltanti. A Forza Italia e al berlusconismo si potrebbe riconoscere il merito di aver fatto questa Italia, ma – a differenza della Francia – da noi hanno passato il testimone alle destre. L’Italia è fatta, ma a loro resta il compito di finirla facendo gli italiani. Appendicite Il ponte è impiattato come un segno di pace, di integrazione e progresso. Rientra in quella vecchia ricetta del “fare” di cui le destre hanno non l’esclusiva (vedi Emilia Romagna e Lombardia), ma sicuramente una buona tradizione. Però le grandi opere come questa possono rapidamente cambiare la loro copertina, salvando la ciccia; e in presenza di venti di guerra prestarsi a ben altre logistiche. In fondo quel che conta sono i cantieri, il viaggio e non la meta. Fin qui l’atlantismo, quello di Draghi ieri e il trumpismo oggi, o la vecchia DC, il craxismo o il campo largo… come in Borgen, il potere (una serie su Netflix) non più ha un rapporto intimo con una ideologia, sebbene ne debba vantare uno per quella ragione discorsiva che lo vincola al successo elettorale. Almeno finora.   Michele Ambrogio
September 22, 2025
Pressenza