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Migranti: un nemico perfetto
di Italo Di Sabato (ripreso da osservatoriorepressione.info) Il ddl Meloni non “gestisce” l’immigrazione: fabbrica paura, criminalizza il soccorso e usa i migranti come prototipo per comprimere diritti e democrazia C’è una verità che andrebbe stampata a caratteri cubitali sopra ogni dibattito sull’immigrazione, sopra ogni decreto, sopra ogni ddl, sopra ogni talk show e sopra ogni post indignato: la destra odierna senza
February 23, 2026
La Bottega del Barbieri
RAVENNA: PERQUISITI SEI MEDICI CHE AVEVANO RIFIUTATO DI MANDARE I MIGRANTI AL CPR
La Procura di Ravenna ha posto sotto indagine sei medici per non aver accordato il trasferimento in un CPR di alcuni cittadini privi di regolare titolo di soggiorno. I medici sostenevano che le persone senza documenti non sarebbero stati idonei dal punto di vista sanitario, al trattenimento nei CPR. Nel quadro delle indagini, il reparto malattie infettive della città è stato sottoposto ad una lunga perquisizione, iniziata all’alba tra i reparti con i degenti, durante la giornata del 12 febbraio. I sei medici, ai quali sono stati sequestrati i dispositivi per le comunicazioni personali, si sono inoltre ritrovati esposti alla gogna mediatica e politica della destra cittadina. In risposta, ha preso posizione anche l’Ordine e la Federazione nazionale dei medici che in una nota parla di “attacco all’autonomia dei medici”. Sul caso si è esposta l’associazione Faenza Multietnica, di cui fa parte anche Ilaria Mohamud Giama, ai microfoni di Radio Onda d’Urto, con la quale abbiamo ricostruito la vicenda. Ascolta o scarica A Ravenna, davanti all’ospedale colpito dall’inchiesta, si è svolto un flash mob nel primo pomeriggio di lunedì 16 febbraio. Ci racconta come è andata Marco Palagano della funzione pubblica CGIL di Ravenna. Ascolta o scarica Le considerazioni politiche di Vanessa Guidi medica di bordo per Mediterranea Saving Humans. Ascolta o scarica Riportiamo il Comunicato stampa dell’associazione Faenza Multietnica. Negli ultimi giorni Ravenna è diventata un laboratorio inquietante di politiche repressive, discorsi razzisti normalizzati e criminalizzazione della solidarietà. Una sequenza di eventi che non può essere letta come una somma di episodi isolati, ma come il segno di una trasformazione profonda del clima politico e culturale nel nostro Paese. Nei giorni scorsi, il reparto di Malattie Infettive dell’ospedale di Ravenna è stato oggetto di perquisizioni nell’ambito di un’indagine su certificazioni mediche rilasciate per impedire il rimpatrio forzato nei CPR. Almeno sei medici risultano indagati, con sequestri di dispositivi e comunicazioni personali. Si tratta di un fatto gravissimo: colpire chi esercita il proprio dovere professionale di tutela della salute significa mandare un messaggio intimidatorio a tutto il personale sanitario, scoraggiando la difesa dei diritti fondamentali delle persone più vulnerabili. La cura viene trattata come sospetta, la solidarietà come reato. In parallelo, è previsto un nuovo sbarco a Ravenna nel fine settimana, con la nave dell’ONG Solidaire attesa tra sabato notte e domenica mattina con circa 120 persone soccorse in mare. Ancora una volta, Ravenna viene designata come porto remoto, lontano dalle rotte di salvataggio, trasformando il Mediterraneo in una zona di selezione politica delle vite degne e indegne di essere salvate. Ma mentre le persone migranti continuano ad arrivare dopo viaggi segnati da violenze e torture, cresce anche un discorso pubblico che legittima l’idea che la loro presenza sia un problema da eliminare. Domani, infatti, a Faenza si è svolto sabato mattina il banchetto per la raccolta firme sulla “remigrazione”, un concetto promosso da ambienti dell’estrema destra europea che propone il rimpatrio forzato non solo delle persone senza documenti, ma anche di cittadini stranieri regolari e dei loro discendenti. Si tratta di un’idea che richiama direttamente politiche di esclusione etnica e deportazione, mascherate da proposta “democratica” e presentate nello spazio pubblico come una normale opzione politica. In questo clima, risultano particolarmente preoccupanti le dichiarazioni di Michele De Pascale che contribuiscono a normalizzare l’esistenza e il rafforzamento dei CPR, luoghi di detenzione amministrativa già denunciati da numerose organizzazioni per i diritti umani come spazi di violenza, opacità e sospensione dello stato di diritto. Parlare dei CPR come strumenti “necessari” significa accettare l’idea che alcune persone possano essere private della libertà senza aver commesso alcun reato, sulla base della sola origine nazionale. Quello che vediamo a Ravenna è una convergenza pericolosa: repressione contro chi cura, criminalizzazione di chi salva vite, normalizzazione della detenzione amministrativa e legittimazione pubblica di progetti politici apertamente razzisti. È un processo che sposta progressivamente il confine del dicibile e del possibile, rendendo accettabile ciò che fino a pochi anni fa sarebbe stato considerato inaccettabile in una società democratica. Come Faenza Multietnica denunciamo con forza questa deriva. La “remigrazione”, i CPR e la persecuzione della solidarietà non sono risposte a problemi reali, ma strumenti politici per costruire consenso attraverso la paura e la disumanizzazione. Difendere i diritti delle persone migranti significa difendere la democrazia stessa: quando si accetta che alcuni diritti siano sospesi per alcuni, si apre la strada alla loro erosione per tutti. Chiediamo la chiusura dei CPR, la fine della criminalizzazione dei medici, delle ONG e delle reti solidali, e il rifiuto netto di ogni progetto politico che promuova l’espulsione e la segregazione su base etnica. Ravenna e Faenza hanno una storia antifascista e solidale che non può essere cancellata da chi vorrebbe riportarci a politiche di esclusione e deportazione.
February 16, 2026
Radio Onda d`Urto
VERONA: LA GIUDICE SI RISERVA DI DECIDERE SUL CASO MOUSSA DIARRA
Dopo un’udienza durata tre ore e terminata pochi minuti dopo le ore 13, la GIP Livia Magri, che doveva esprimersi questa mattina sull’archiviazione del caso Moussa Diarra al tribunale di Verona, ha deciso di rimandare la decisione. In concomitanza, una trentina di attiviste e attivisti del Comitato verità e giustizia per Moussa Diarra e la Comunità Maliana, hanno atteso la decisione in presidio. Sentiamo le valutazione dell’Avv. Fabio Anselmo Ascolta o scarica   
February 12, 2026
Radio Onda d`Urto
VERONA: ATTESA PER LA DECISIONE SULL’ARCHIVIAZIONE DEL CASO MOUSSA DIARRA, IL POLIZIOTTO POTREBBE ESSERE SCAGIONATO
Domani l’indagine dulla morte di Moussa Diarra affronta la valutazione della giudice Livia Magri, che dovrà decidere sulla richiesta di archiviazione presentata dalla PM Diletta Schiaffino. La giudice tuttavia potrebbe anche posticipare la delibera. L’archiviazione potrebbe scagionare definitivamente il poliziotto che ha sparato a Moussa nella mattina del 20 ottobre del 2024. La famiglia Diarra tramite i legali Fabio Anselmo, Paola Malavolta, Silvia Galeone e Federica Campostrini hanno presentato un documento articolato per opporsi all’archiviazione. Il Comitato verità e giustizia per Moussa Diarra, insieme alla Comunità Maliana, hanno organizzato un presidio questo giovedì 12 febbraio, davanti al tribunale di Verona di via dello Zappatore, tra le ore 9 e le ore 13, dove si deciderà sull’archiviazione. Facciamo il punto con Alberto del Comitato verità e giustizia per Moussa Diarra. Ascolta o scarica
February 11, 2026
Radio Onda d`Urto
UNIONE EUROPEA ALL’ATTACCO DEL DIRITTO DI ASILO, CRESCONO I PAESI TERZI E DI ORIGINE “SICURI”
Via libera dal Parlamento Europeo di Strasburgo alla doppia riforma che restringe il diritto di asilo cambiando le regole sui paesi terzi e di origine considerati sicuri. Vengono considerati sicuri per i propri cittadini: Bangladesh, Colombia, Egitto, Kosovo, India, Marocco e Tunisia.  Per entrare in vigore le nuove norme dovranno essere approvate dal Consiglio Europeo, presumibilmente nel mese di giugno. Sono stati 408 i voti a favore (184 contrari e 60 astenuti) per quanto concerne il Regolamento che istituisce una lista di Paesi terzi sicuri a livello europeo. Il Parlamento ha anche votato con 396 voti a favore (226 contrari e 30 astenuti) la più controversa revisione di concetto di Paese d’origine sicuro. Secondo The Left, il gruppo della sinistra all’Eurocamera, con il voto di oggi il Parlamento Europeo mette “un altro chiodo sulla bara del diritto di asilo sul territorio dell’Unione Europea” e procede con politiche razziste e autoritarie che “mettono consapevolmente a rischio vite umane”. Il voto di oggi, continua The Left, rappresenta “un nuovo segno della fusione tra destra ed estrema destra, complice la passività dei socialisti”. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto l’analisi dell’avvocato Fulvio Vassallo Paleologo, dell’Associazione Diritti e Frontiere, già docente di diritto d’asilo all’Università di Palermo. Ascolta o scarica
February 10, 2026
Radio Onda d`Urto
MIGRANTI: ALTRE 200 VITTIME, “NON È EMERGENZA MA RAZZISMO ISTITUZIONALE ALL’OPERA”
Convocato per questo pomeriggio il Consiglio dei Ministri per deliberare lo stato d’emergenza in Calabria, Sicilia e Sardegna, le regioni colpite dal ciclone che ha devastato le loro coste. Ciclone che si è abbattuto anche su diverse imbarcazioni con a bordo migranti che cercavano di raggiungere l’Europa. Continuano le ricerche di dispersi partiti dalla Tunisia: per ora sono 50, come testimoniato dall’unico sopravvissuto che ieri è stato messo in salvo dalla motonave Star e portato in ospedale a Malta. Alarm Phone segnala da giorni però la scomparsa anche di altre tre imbarcazioni partite dalla Tunisia, con a bordo circa 150 persone, con le quali non si riesce più a stabilire alcun contatto telefonico.  Salvate invece sabato 18 persone dalla nave Sea-Watch 5.  La nave della ong tedesca si sta dirigendo verso Catania, dove giungerà oggi. L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni prima di queste notizie registrava 14 persone disperse nel Mediterraneo in quest’inizio d’anno, mentre i morti o dispersi del 2024 sono 1.873, una cifra per difetto se si considera che non include le persone partite e di cui si sono perse le tracce. Le vittime sulla stessa rotta, negli ultimi dieci anni, arrivano a 33.362. Il commento di Andrea Antoccia del Coordinamento Migranti di Bologna. Ascolta o scarica
January 26, 2026
Radio Onda d`Urto
STATI UNITI: TRUMP CROLLA NEI SONDAGGI MA “I MOVIMENTI CONTRO L’ICE DEVONO ORGANIZZARSI”
Si terrà oggi un’udienza su richiesta del Minnesota per emanare un’ordinanza restrittiva temporanea contro le attività della polizia anti migranti, l’ICE di Trump, nello stato USA. Questo dopo i dieci colpi esplosi per uccidere l’infermiere 37enne Alex Pretti da parte di un agente dell’ICE. Come testimoniato da video e testimonianze, la vittima non impugnava alcuna arma, al contrario di quanto sostenuto da Trump. Cresce in questo clima il ruolo dei “copwatcher”, cittadini e cittadine che si organizzano per “filmare i poliziotti” e documentare le loro azioni per denunciarne eventuali abusi. Il Presidente USA in difficoltà cerca tuttavia di scaricare tutte le responsabilità sui Democratici:  gli omicidi della polizia anti-immigrazione secondo lui  sono colpa del “caos provocato dai democratici”  ha detto stanotte,  sostenendo che incoraggiano “agitatori di sinistra a ostacolare illegalmente le operazioni per arrestare i peggiori dei peggiori”. Ha chiesto quindi al Congresso di mettere fine alle cosiddette “città santuario”. The Donald però  non ha chiuso all’ipotesi che l’ICE lasci la città.  In una intervista telefonica al Wall Street Journal  ha detto “a un certo punto ce ne andremo. Abbiamo fatto, hanno fatto un lavoro fenomenale”. Secondo diversi osservatori però, l’amministrazione Trump è in caduta libera nei sondaggi e crescono le divisioni anche nel partito Repubblicano, che si preoccupa in vista delle elezioni di metà mandato previste per novembre. L’analisi di Raffaella Baritono, docente di Storia e Istituzioni dell’America del Nord all’Università di Bologna. Ascolta o scarica L’analisi di Mario Maffi, già docente di Cultura Anglo-americana all’Università statale di Milano. Ascolta o scarica  
January 26, 2026
Radio Onda d`Urto
IL MINISTERO DELL’ISTRUZIONE ORDINA LA SCHEDATURA DEGLI STUDENTI PALESTINESI.
COME SEMPRE RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO UN BREVE COMUNICATO DEL CIP TAGARELLI SULLE MISURE REPRESSIVE –  CHE IL MINISTRO  E IL GOVERNO(COMPRESO IL MATTARELLA) – CHE STANNO PRENDENDO CONTRO GLI STUDENTI PALESTINESI, MA CHE VALE PER TUTTI GLI ALTRI SETTORI SOCIALI,  MISURE CHE SERVONO AL GOVERNO  PER UN MAGGIOR CONTROLLO  VERSO LA GUERRA CHE  VERRA’.INEVITALE LAVORARE E ORGANIZZARE L’UNITA’ FRA STUDENTI, LAVORATORI E MOVIMENTI SOCIALI. IL SI COBAS E’ PRESENTE. Tutti i partiti politici (Mattarella per primo, quello che nel’ Agosto 2025 ha ricevuto con tutti gli onori Herzog, presidente dello stato genocida di Israele) “inorridiscono” per le uccisioni avvenute nel corso delle “rivolte” iraniane mentre non hanno emesso che pigolii contro il genocidio nazi-sionista in Palestina (più di 71.000 morti). Ma il ministro dell’Istruzione Valditara (quello che riteneva “l’umiliazione dei giovani un fattore fondamentale della crescita”) va oltre: con una circolare diretta alle scuole chiede la schedatura degli studenti palestinesi, chiedendo: sez.1: dati identificativi; sez.2: dati numerici degli alunni/studenti palestinesi presso le scuole statali; sez.3: dati numerici degli alunni/studenti presso le scuole paritarie. Unico precedente: il censimento degli ebrei del 1938 in piena era fascista, a seguito del quale sarebbero poi seguite le famigerate “leggi razziali”. Altro che cianciare di “antisemitismo”; il governo si attrezza apertamente, ormai, per la persecuzione dei palestinesi – dopo tutto i bambini sono il target preferito dei nazi-sionisti israeliani – anche a casa nostra. L'articolo IL MINISTERO DELL’ISTRUZIONE ORDINA LA SCHEDATURA DEGLI STUDENTI PALESTINESI. proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
USA: L’ICE SPARA ANCORA A MINNEAPOLIS, NUOVA NOTTE DI PROTESTE E SCONTRI
Un agente dell’agenzia statunitense ICE ha sparato ad un uomo di origine venezuelana ferendolo a una gamba. Non rischia la vita ma è stato comunque portato in ospedale. È successo nel pomeriggio di mercoledì a Minneapolis, nello stato del Minnesota, dove il 7 gennaio sempre gli agenti dell’ICE hanno ucciso Renee Nicole Good. Immediate le proteste di piazza che sono proseguite durante la notte, tra scontri con la polizia e il governatore del Minnesota Tim Walz che ricordava ai manifestanti il “diritto assoluto di filmare pacificamente gli agenti dell’ICE”. Lo stesso governatore ha chiesto al governo federale di Trump di farla finita con l’occupazione del Minnesota da parte dell’ICE. Dal suo canto il presidente Trump ha annunciato che dal primo febbraio sospenderà tutti i finanziamenti federali a stati e città santuari, accusandoli di proteggere criminali e favorire frodi. La misura riguarda undici stati e decine di città, tra cui New York, Chicago e Seattle, prevalentemente controllati dai Democratici, con leggi che limitano la cooperazione con le autorità federali sull’immigrazione. Ci siamo collegati con lo stato di Washington dove con Elisabetta Valenti, del Seattle Central College, abbiamo fatto il punto sulle minacce di taglio di fondi alle città santuario e sull’attuale frattura tra l’amministrazione Trump e le istituzioni locali. Ascolta o scarica
January 15, 2026
Radio Onda d`Urto
UNIMONDO – ATLANTE DELLE GUERRE SI RINNOVA: NASCE IL NUOVO SITO
Lanciato ufficialmente il nuovo sito di Unimondo – Atlante delle guerre, nato dalla fusione delle due redazioni che lavorano da decenni sui temi della pace, dello sviluppo umano sostenibile, dei diritti umani e dell’ambiente. Unimondo.org è una testata giornalistica online che offre un’informazione qualificata e diffonde un’informazione plurale e quotidiana dando voce alle molteplici realtà della società civile italiana e internazionale. “Un sito che non rincorre l’urgenza, ma pratica l’importanza”, come ha raccontato ai nostri microfoni il giornalista e direttore responsabile di Unimondo – Atlante delle guerre, Raffaele Crocco. Ascolta o scarica
December 10, 2025
Radio Onda d`Urto