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Emilia-Romagna: in carovana fino al 14 giugno
Mentre a Ravenna la mobilitazione continua (ne scrive Manuela Foschi con un bel dossier fotografico) gli appuntamenti per ragionare su «diritti e rovesci» attraversano tutta la regione Per liberare Ravenna da armi e industria fossile  di Manuela Foschi Extinction Rebellion due giorni fa a Punta Marina ha detto «No alle armi a Ravenna e No alla industria fossile» di cui
«Primum non nocere»: CPR come luoghi di …
… tortura: lo ribadisce la SIMM, «Società italiana di medicina delle migrazioni» di Mariano Rampini Il fatto è noto: lo scorso 12 febbraio 2026 si è svolta una perquisizione del reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna. Scopo dell’indagine era vagliare il comportamento di otto medici specialisti in malattie infettive. L’accusa era aver rilasciato certificati sanitari
Forte vento a Ravenna, calma piatta nel “Palazzo”
di Vito Totire (*) Il vento infuria, continua l’incuria … Il 19 gennaio 2026 abbiamo invitato il sindaco di Ravenna a un confronto sul tema della bonifica nel territorio dal cemento-amianto; un precedente invito era stato inviato alla precedente amministrazione. Al momento nessuna risposta. In queste ore è stato dichiarato l’allarme vento : ALLERTA ARANCIONE. Di conseguenza sono stati chiusi
Ravenna. Medici sotto accusa ma curare non è reato. Scatta la solidarietà
I fatti accaduti il 12 febbraio 2026 presso l’Ospedale di Ravenna — con la perquisizione “prima dell’alba” del reparto di Malattie Infettive e l’indagine a carico di sei medici — segnano un punto di rottura inaccettabile tra l’esercizio della medicina e le logiche di pubblica sicurezza. I medici sono accusati […] L'articolo Ravenna. Medici sotto accusa ma curare non è reato. Scatta la solidarietà su Contropiano.
February 19, 2026
Contropiano
RAVENNA: PERQUISITI SEI MEDICI CHE AVEVANO RIFIUTATO DI MANDARE I MIGRANTI AL CPR
La Procura di Ravenna ha posto sotto indagine sei medici per non aver accordato il trasferimento in un CPR di alcuni cittadini privi di regolare titolo di soggiorno. I medici sostenevano che le persone senza documenti non sarebbero stati idonei dal punto di vista sanitario, al trattenimento nei CPR. Nel quadro delle indagini, il reparto malattie infettive della città è stato sottoposto ad una lunga perquisizione, iniziata all’alba tra i reparti con i degenti, durante la giornata del 12 febbraio. I sei medici, ai quali sono stati sequestrati i dispositivi per le comunicazioni personali, si sono inoltre ritrovati esposti alla gogna mediatica e politica della destra cittadina. In risposta, ha preso posizione anche l’Ordine e la Federazione nazionale dei medici che in una nota parla di “attacco all’autonomia dei medici”. Sul caso si è esposta l’associazione Faenza Multietnica, di cui fa parte anche Ilaria Mohamud Giama, ai microfoni di Radio Onda d’Urto, con la quale abbiamo ricostruito la vicenda. Ascolta o scarica A Ravenna, davanti all’ospedale colpito dall’inchiesta, si è svolto un flash mob nel primo pomeriggio di lunedì 16 febbraio. Ci racconta come è andata Marco Palagano della funzione pubblica CGIL di Ravenna. Ascolta o scarica Le considerazioni politiche di Vanessa Guidi medica di bordo per Mediterranea Saving Humans. Ascolta o scarica Riportiamo il Comunicato stampa dell’associazione Faenza Multietnica. Negli ultimi giorni Ravenna è diventata un laboratorio inquietante di politiche repressive, discorsi razzisti normalizzati e criminalizzazione della solidarietà. Una sequenza di eventi che non può essere letta come una somma di episodi isolati, ma come il segno di una trasformazione profonda del clima politico e culturale nel nostro Paese. Nei giorni scorsi, il reparto di Malattie Infettive dell’ospedale di Ravenna è stato oggetto di perquisizioni nell’ambito di un’indagine su certificazioni mediche rilasciate per impedire il rimpatrio forzato nei CPR. Almeno sei medici risultano indagati, con sequestri di dispositivi e comunicazioni personali. Si tratta di un fatto gravissimo: colpire chi esercita il proprio dovere professionale di tutela della salute significa mandare un messaggio intimidatorio a tutto il personale sanitario, scoraggiando la difesa dei diritti fondamentali delle persone più vulnerabili. La cura viene trattata come sospetta, la solidarietà come reato. In parallelo, è previsto un nuovo sbarco a Ravenna nel fine settimana, con la nave dell’ONG Solidaire attesa tra sabato notte e domenica mattina con circa 120 persone soccorse in mare. Ancora una volta, Ravenna viene designata come porto remoto, lontano dalle rotte di salvataggio, trasformando il Mediterraneo in una zona di selezione politica delle vite degne e indegne di essere salvate. Ma mentre le persone migranti continuano ad arrivare dopo viaggi segnati da violenze e torture, cresce anche un discorso pubblico che legittima l’idea che la loro presenza sia un problema da eliminare. Domani, infatti, a Faenza si è svolto sabato mattina il banchetto per la raccolta firme sulla “remigrazione”, un concetto promosso da ambienti dell’estrema destra europea che propone il rimpatrio forzato non solo delle persone senza documenti, ma anche di cittadini stranieri regolari e dei loro discendenti. Si tratta di un’idea che richiama direttamente politiche di esclusione etnica e deportazione, mascherate da proposta “democratica” e presentate nello spazio pubblico come una normale opzione politica. In questo clima, risultano particolarmente preoccupanti le dichiarazioni di Michele De Pascale che contribuiscono a normalizzare l’esistenza e il rafforzamento dei CPR, luoghi di detenzione amministrativa già denunciati da numerose organizzazioni per i diritti umani come spazi di violenza, opacità e sospensione dello stato di diritto. Parlare dei CPR come strumenti “necessari” significa accettare l’idea che alcune persone possano essere private della libertà senza aver commesso alcun reato, sulla base della sola origine nazionale. Quello che vediamo a Ravenna è una convergenza pericolosa: repressione contro chi cura, criminalizzazione di chi salva vite, normalizzazione della detenzione amministrativa e legittimazione pubblica di progetti politici apertamente razzisti. È un processo che sposta progressivamente il confine del dicibile e del possibile, rendendo accettabile ciò che fino a pochi anni fa sarebbe stato considerato inaccettabile in una società democratica. Come Faenza Multietnica denunciamo con forza questa deriva. La “remigrazione”, i CPR e la persecuzione della solidarietà non sono risposte a problemi reali, ma strumenti politici per costruire consenso attraverso la paura e la disumanizzazione. Difendere i diritti delle persone migranti significa difendere la democrazia stessa: quando si accetta che alcuni diritti siano sospesi per alcuni, si apre la strada alla loro erosione per tutti. Chiediamo la chiusura dei CPR, la fine della criminalizzazione dei medici, delle ONG e delle reti solidali, e il rifiuto netto di ogni progetto politico che promuova l’espulsione e la segregazione su base etnica. Ravenna e Faenza hanno una storia antifascista e solidale che non può essere cancellata da chi vorrebbe riportarci a politiche di esclusione e deportazione.
February 16, 2026
Radio Onda d`Urto
MSC e il commercio con gli insediamenti israeliani illegali (che passa anche per Ravenna)
Un’approfondita indagine condotta da Al Jazeera in collaborazione con il Palestinian Youth Movement (PYM) ha rivelato come la Mediterranean Shipping Company (MSC), colosso con base in Svizzera ma di proprietà della famiglia italiana Aponte, abbia permesso il trasporto da e per le colonie israeliane illegali nei territori occupati della Cisgiordania. […] L'articolo MSC e il commercio con gli insediamenti israeliani illegali (che passa anche per Ravenna) su Contropiano.
February 11, 2026
Contropiano
Aziende ravennati e l’economia dell’occupazione e del genocidio
Pubblichiamo la seconda parte dell’inchiesta di Linda Maggiori che, curiosamente, non ha trovato spazio nei media della zona. Qui la prima parte. Cosa dice il diritto internazionale La Corte Internazionale di Giustizia ha stabilito che in base al diritto internazionale gli Stati sono tenuti ad “astenersi dall’instaurare con Israele trattative economiche o […] L'articolo Aziende ravennati e l’economia dell’occupazione e del genocidio su Contropiano.
December 16, 2025
Contropiano