Accoglienza comunitaria--------------------------------------------------------------------------------
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Dal 2015, il programma di Accoglienza diffusa della Caritas di Roma ha
riguardato un migliaio di persone, un quarto dei quali minorenni, coinvolgendo
oltre cento comunità ospitanti tra parrocchie e istituti religiosi. Avviato con
il Giubileo del 2000, il programma ha vissuto un vero salto di qualità con
l’appello di papa Francesco che undici anni fa ha invitato ogni comunità a
ospitare una famiglia di profughi. Da subito la proposta è andata oltre la
fornitura di un alloggio cercando la disponibilità di comunità che
accompagnassero gli ospiti verso l’autonomia. “L’Accoglienza diffusa è dunque
una risposta complessa che persegue l’integrazione di una persona attraverso la
costruzione di una rete sociale, una palestra di cittadinanza e di solidarietà
che si pone al fianco di chi vive la povertà abitativa”, scrive Giustino
Trincia, direttore Caritas di Roma, nel quaderno L’accoglienza che trasforma.
Dieci anni di reti, comunità e promozioni (curato dell’Area Studi e
Comunicazione della Caritas.
In questi dieci anni il programma si è sviluppato lontano dai riflettori della
ribalta e si è articolato in diverse forme, dall’accoglienza straordinaria per
richiedenti asilo (CAS), ai percorsi di seconda accoglienza del progetto “Ero
Forestiero” e dei senza dimora che escono dagli ostelli, fino alla grande
mobilitazione per l’emergenza Ucraina che ha coinvolto quarantaquattro strutture
diocesane, dimostrando che l’accoglienza comunitaria è l’unica capace di
rispettare la dignità delle persone ed evitare l’alienazione dei grandi centri
collettivi.
“Non siamo chiamati a salvare nessuno ma a camminare insieme come persone tra
persone”, aggiunge Trincia. Come? Con un orizzonte profondamente politico:
“Costruendo ponti lì dove il mercato e l’indifferenza vorrebbero costruire
muri”. Per questo, secondo il direttore della Caritas romana, si tratta di
un’esperienza che in realtà “potrebbe essere accolta in un panorama che
travalica il perimetro ecclesiale, per proporsi come una delle ulteriori vie
possibili per arginare prima, e ridurre poi, quella insostenibile povertà
abitativa che attanaglia Roma da ormai troppi decenni…”.
Il quaderno sull’accoglienza diffusa è stato presentato a Roma il 13 febbraio
(foto a lato), il giorno dopo l’approvazione in Consiglio dei ministri del
disegno di legge che inasprisce le norme sui migranti. Nel corso dell’incontro,
tra gli altri, è intervenuto don Marco Pagniello, direttore della Caritas
italiana, prendo posizione contro quel disegno di legge che «esclude il valore e
la possibilità dell’accoglienza».
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Leggi e scarica il rapporto completo curato dalla Caritas di Roma:
Quaderni_Caritas_7_2026Download
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