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Senza casa: far qualcosa a Ulm e niente in Italia
articoli di Gianluca Cicinelli e Massimo Pasquini da “Diogene-lotta alla povertà” Dormire fuori al gelo: a Ulm, un riparo che funziona di Gianluca Cicinelli A Ulm, nel sud della Germania, da anni c’è un oggetto che dice una cosa semplice: la povertà estrema non si “risolve” con un’idea, ma si può evitare che uccida mentre aspettiamo soluzioni più grandi. Si
February 28, 2026
La Bottega del Barbieri
Accoglienza comunitaria
-------------------------------------------------------------------------------- Pixabay.com -------------------------------------------------------------------------------- Dal 2015, il programma di Accoglienza diffusa della Caritas di Roma ha riguardato un migliaio di persone, un quarto dei quali minorenni, coinvolgendo oltre cento comunità ospitanti tra parrocchie e istituti religiosi. Avviato con il Giubileo del 2000, il programma ha vissuto un vero salto di qualità con l’appello di papa Francesco che undici anni fa ha invitato ogni comunità a ospitare una famiglia di profughi. Da subito la proposta è andata oltre la fornitura di un alloggio cercando la disponibilità di comunità che accompagnassero gli ospiti verso l’autonomia. “L’Accoglienza diffusa è dunque una risposta complessa che persegue l’integrazione di una persona attraverso la costruzione di una rete sociale, una palestra di cittadinanza e di solidarietà che si pone al fianco di chi vive la povertà abitativa”, scrive Giustino Trincia, direttore Caritas di Roma, nel quaderno L’accoglienza che trasforma. Dieci anni di reti, comunità e promozioni (curato dell’Area Studi e Comunicazione della Caritas. In questi dieci anni il programma si è sviluppato lontano dai riflettori della ribalta e si è articolato in diverse forme, dall’accoglienza straordinaria per richiedenti asilo (CAS), ai percorsi di seconda accoglienza del progetto “Ero Forestiero” e dei senza dimora che escono dagli ostelli, fino alla grande mobilitazione per l’emergenza Ucraina che ha coinvolto quarantaquattro strutture diocesane, dimostrando che l’accoglienza comunitaria è l’unica capace di rispettare la dignità delle persone ed evitare l’alienazione dei grandi centri collettivi. “Non siamo chiamati a salvare nessuno ma a camminare insieme come persone tra persone”, aggiunge Trincia. Come? Con un orizzonte profondamente politico: “Costruendo ponti lì dove il mercato e l’indifferenza vorrebbero costruire muri”. Per questo, secondo il direttore della Caritas romana, si tratta di un’esperienza che in realtà “potrebbe essere accolta in un panorama che travalica il perimetro ecclesiale, per proporsi come una delle ulteriori vie possibili per arginare prima, e ridurre poi, quella insostenibile povertà abitativa che attanaglia Roma da ormai troppi decenni…”. Il quaderno sull’accoglienza diffusa è stato presentato a Roma il 13 febbraio (foto a lato), il giorno dopo l’approvazione in Consiglio dei ministri del disegno di legge che inasprisce le norme sui migranti. Nel corso dell’incontro, tra gli altri, è intervenuto don Marco Pagniello, direttore della Caritas italiana, prendo posizione contro quel disegno di legge che «esclude il valore e la possibilità dell’accoglienza». -------------------------------------------------------------------------------- Leggi e scarica il rapporto completo curato dalla Caritas di Roma: Quaderni_Caritas_7_2026Download -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Accoglienza comunitaria proviene da Comune-info.
February 20, 2026
Comune-info
Referendum e senza dimora. Il punto di vista di chi non può che dire NO
Questo contributo prende spunto dall’impegno di alcuni di noi nella redazione di Fuori Binario, giornale dei senza dimora fiorentini, da sempre a difesa e per l’estensione dei diritti sociali e civili, erosi negli ultimi decenni dall’introduzione nel dibattito pubblico di … Leggi tutto L'articolo Referendum e senza dimora. Il punto di vista di chi non può che dire NO sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
La povertà dall’altra parte di una cancellata
Chiusura del portico in viale Masini, lettera delle volontarie/i che hanno affisso uno striscione per protestare contro "il paradigma culturale dello scarto, che produce e rigetta ogni giorno di più orde di miserabili, dalle cui ombre erranti sente poi di doversi difendere ostentando una spietata indifferenza".