Giordania: 1 bambino su 7 in povertà multidimensionale
Il 29 settembre la Direttrice Generale dell’UNICEF ha concluso una missione di
due giorni in Giordania, sottolineando i notevoli progressi compiuti dal Paese a
favore dei bambini e chiedendo un sostegno continuativo per mantenere tali
risultati in un contesto di riduzione dei finanziamenti.
Durante la missione, Catherine Russell ha trascorso del tempo con i bambini
presso un centro comunitario della Jordan River Foundation, dove l’UNICEF e la
Fondazione collaborano per fornire ai bambini vulnerabili istruzione, protezione
e sostegno.
Il ministro dell’Istruzione e dello Sviluppo delle risorse umane, il dottor Azmi
Mahafzah, e la ministra dello Sviluppo sociale, Wafa Bani Mustafa, hanno
incontrato Russell per discutere delle esigenze dei bambini in Giordania.
«La Giordania sta ottenendo risultati impressionanti a favore dei bambini – ha
affermato la Direttrice Generale dell’UNICEF Catherine Russell – L’UNICEF
continuerà a sostenere gli sforzi del Governo volti a trasformare la frequenza
scolastica in un’istruzione di qualità e in opportunità lavorative future.
Inoltre, sosterremo l’impegno a rendere la protezione sociale una porta
d’accesso ai servizi essenziali, con particolare attenzione ai bambini con
disabilità».
Russell ha sottolineato le forti strategie nazionali della Giordania a favore
dei bambini, tra cui la protezione sociale, la tutela dell’infanzia e il
sostegno ai giovani, e ha ribadito l’impegno dell’UNICEF a collaborare con il
Governo per contribuire a tradurre queste strategie in miglioramenti duraturi
per ogni bambino.
Quasi tutti i bambini in Giordania frequentano ormai la scuola primaria e la
Legge sui diritti dei minorenni del 2022 sancisce tali diritti nella
legislazione nazionale.
Tuttavia, circa un bambino su sette vive in condizioni di povertà
multidimensionale, senza un accesso adeguato a servizi quali l’assistenza
sanitaria e l’istruzione. Quasi tre bambini su quattro di età compresa tra 1 e
14 anni subiscono punizioni violente in famiglia e circa il 39% dei giovani è
disoccupato.
La Giordania ha dato prova di straordinaria generosità nell’accogliere i
rifugiati siriani, arrivando ad ospitarne 1,3 milioni al culmine del conflitto
siriano. Migliaia di loro sono tornati in patria, ma molti rimangono nel Paese e
necessitano di un sostegno continuativo da parte della comunità internazionale.
E la contrazione dei finanziamenti sta compromettendo la capacità di fornire
servizi essenziali ai bambini più vulnerabili in Giordania.
L’UNICEF chiede un sostegno continuativo da parte dei donatori attraverso
finanziamenti flessibili e pluriennali che rafforzino i sistemi della Giordania
a beneficio di ogni bambino.
UNICEF