Premio Nobel per la Pace nel 2022 dichiarata «estremista» dalla Corte Suprema russa
Giovedì 9 aprile, la Corte Suprema russa ha dichiarato «estremista»1
l’organizzazione non governativa Memorial, che nel 2022 aveva vinto il premio
Nobel per la Pace. La decisione impedisce ora all’organizzazione di operare nel
paese ed espone inoltre i suoi finanziatori e sostenitori a multe, arresti e
procedimenti penali. Nella sentenza, emessa giovedì durante un’udienza a porte
chiuse, i giudici hanno scritto che l’attività di Memorial è «di natura
chiaramente anti-russa»2, perché punta a «violare l’integrità territoriale ed
erodere i valori storici, culturali, spirituali e morali»3 del paese.
“Memorial (si pronuncia Memoriàl) fu fondata nel 1989 da Andrei Sacharov (che
vinse il premio Nobel per la Pace nel 1975) e da altri attivisti per i diritti
umani, in concomitanza con il declino dell’Unione Sovietica. L’intento era
documentare e testimoniare i delitti e gli abusi dell’era sovietica, in
particolare del periodo stalinista. Negli anni successivi divenne la più grande
ong della Russia, aggiungendo alla sua attività di testimonianza e
documentazione anche la difesa dei diritti umani e dei prigionieri politici”4.
In passato avevano cercato di mettere in difficoltà il lavoro
dell’organizzazione, infatti nel 2006 ricevette un ammonimento, mentre nel 2014
fu aggiunta alla lista degli “agenti stranieri”5, una formula che per la legge
russa indica persone oppure organizzazioni che secondo il governo ricevono fondi
dall’estero per svolgere attività antigovernativa, infine nel 2022 la sede russa
di Memorial era stata chiusa dopo che il regime di Vladimir Putin aveva limitato
l’attività delle ong e dei media a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina.
Quello stesso anno, assieme all’attivista per i diritti civili bielorusso Ales
Bialiatski e al Centro per le libertà civili ucraino, Memorial vinse il Premio
Nobel per la Pace.
In merito a quanto accaduto, il vicedirettore per l’Europa orientale e l’Asia
centrale di Amnesty International, Denis Krivosheev, ha dichiarato:
“Per quasi 40 anni, l’impegno instancabile di Memorial per documentare la
repressione, passata e in corso, in Russia ha contribuito a far sì che le
violazioni subite da milioni di persone non venissero dimenticate. Tra queste vi
sono le persone colpite dal sistema dei gulag sotto Stalin, gli atti illegali e
le violazioni dei diritti umani nei conflitti in Cecenia, Georgia e Ucraina,
così come la detenzione arbitraria di centinaia di attuali voci critiche e
oppositori politici. Organizzazione in prima linea nella difesa dei diritti
umani, Memorial ha agito con coraggio nonostante gravi ritorsioni, tra cui la
persecuzione, la detenzione e l’uccisione di suoi esponenti”.
«“Etichettando Memorial come ‘estremista’, le autorità non stanno soltanto
prendendo di mira una delle più antiche organizzazioni della società civile in
Russia e co-vincitrice del premio Nobel per la pace 2022, ma stanno di
fatto criminalizzando il lavoro sui diritti umani. D’ora in poi, mettere ‘mi
piace’ o condividere contenuti di Memorial sui social media o altri suoi
materiali, così come fare qualsiasi riferimento a essi in pubblicazioni senza
menzionare lo status di ‘estremista’ dell’organizzazione, potrà essere
perseguito penalmente. Questi tentativi evidenti da parte del Cremlino di
mettere al bando Memorial e cancellare dalla sfera pubblica i suoi vasti archivi
sulle violazioni dei diritti umani sono deplorevoli”.
“Le autorità russe devono revocare immediatamente questa decisione
inaccettabile e garantire che Memorial e le altre organizzazioni per i diritti
umani possano operare liberamente, nel rispetto degli obblighi della Russia ai
sensi del diritto internazionale dei diritti umani”»6.
Nel comunicato diffuso dal Memorial Human Rights Defence Centre, possiamo
leggere:
«Il 9 aprile 2026, la Corte Suprema russa ha designato il Movimento Pubblico
Internazionale “Memorial” come organizzazione estremista. La causa si è svolta a
porte chiuse ed è stata classificata come “segretissima”. All’avvocato non è
stato permesso di partecipare al procedimento.
Questa decisione illegittima segna una nuova fase di pressione politica sulla
società civile russa. L’organizzazione citata nella sentenza del tribunale non
esiste. Non sappiamo nemmeno di cosa sia accusata questa entità fittizia:
il caso è segreto ed è stato impossibile esaminare le affermazioni dello Stato
fino ad oggi.
Tuttavia, non si può escludere che il regime repressivo di Putin possa ora
prendere di mira i sostenitori e i partecipanti di diverse organizzazioni
commemorative.
A partire da oggi, il Memorial Human Rights Defence Centre cessa tutte le
attività dirette in Russia. Non abbiamo dipendenti, membri o volontari in
Russia. Non accettiamo donazioni tramite carte di credito russe, in quanto ciò
potrebbe mettere a rischio i nostri donatori.
Al di fuori della Russia di Putin, il Centro Memoriale per la Difesa dei Diritti
Umani continuerà la sua attività, a prescindere da eventuali decisioni
repressive da parte delle autorità statali russe.
Memorial Human Rights Defence Centre»7
Articolo di Andrea Vitello
1. Cit da https://www.ilpost.it/2026/04/09/ong-memorial-estremista/
2. Ibidem
3. Ibidem
4. Ibidem
5. Ibidem
6. Cit da
https://www.amnesty.it/russia-lorganizzazione-premio-nobel-memorial-designata-come-estremista/
7. Cit da
https://it.gariwo.net/magazine/totalitarismi/sulla-designazione-di-memorial-come-organizzazione-estremista-29975.html
Andrea Vitello