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Salis-Piantedosi. Genova non si militarizza, la sicurezza è sociale!
L’accordo annunciato ieri tra la sindaca Salis e il ministro dell’interno Piantedosi segna un ulteriore avvicinamento del centrosinistra alla destra sul tema della sicurezza nel centro storico: più risorse alle forze dell’ordine, una postazione di polizia fissa in via Prè, nuovi alloggi per gli agenti e il potenziamento dei cosiddetti […] L'articolo Salis-Piantedosi. Genova non si militarizza, la sicurezza è sociale! su Contropiano.
October 14, 2026
Contropiano
Genova. Centinaia di persone in presidio davanti alla scuola Daneo
È in corso il presidio di fronte alla scuola Daneo a Genova dove si sono concentrate centinaia di persone tra genitori, studenti e lavoratori. Tre giorni fa due agenti di polizia avevano tolto dall’entrata della scuola lo striscione con la scritta “Qui nessun* è stranier*” suscitando l’indignazione e le proteste […] L'articolo Genova. Centinaia di persone in presidio davanti alla scuola Daneo su Contropiano.
September 28, 2026
Contropiano
Resoconto dell’assemblea autoconvocata AMIU(IGIENE AMBIENTALE) GE!
PUBBLICHIAMO IL COMUNICATO DEI LAVORATORI AUTOCONVOCATI DI AMIU -IGIENE AMBIENTALE PERCHE’ RIVESTE UN IMPORTANTE PASSAGGIO NON SOLO, PER LA DIFESA DELLE CONDIZIONI DI LAVORO A CUI NE  AZIENDA NE  SINDACATI CONFEDERALI  RISPONDONO COME SEMPRE, MA ANCHE COME AUSPISCIO CHE I LAVORATORI  AUTO-ORGANIZZATI RIPRENDANO LA LOTTA PIU’ GENENERALE A PARTIRE DALLA LORO DIFESA IMMEDIATA. S.I. COBAS NAZIONALE   COMUNICATO ! Genova, martedì 15 settembre, si è tenuta al CAP un’assemblea dei lavoratori AMIU (azienda igie ne ambientale). Le ragioni di un’assemblea fuori dall’orario di lavoro e quindi non retribuita si spiega con gli esiti negativi di una precedente incontro con rappresentanti della RSU. L’8 luglio i lavoratori di diverse realtà di lavoro dopo aver evidenziato carenze e criticità avevano impegnato i delegati RSU alla stesura di un verbale e alla richiesta di un incontro con la direzione AMIU. A distanza di oltre due mesi nessun passo avanti è stato fatto, intanto i problemi si sono aggravati. La scelta di promuovere un’assemblea autoconvocata, nasce dalla necessità di rompere la passività e forzare un ascolto da parte di RSU, organizzazioni sindacali e Azienda. Lo spirito che ci ha portato a convocare la riunione non è contro nessuna sigla istituzionale o orga nismo rappresentativo, invece, è per affermare il vero fondamento dell’idea stessa di sindacato: alleanza tra lavoratori. Hanno partecipato all’incontro più di 40 lavoratori e per più di due ore si è discusso e dibattuto. L’introduzione è stata svolta da un compagno del S.I. Cobas che ha denunciato le condizioni di ab bandono in cui versa l’officina di Sestri. Dopo la tromba d’aria del 15 novembre 2025 che aveva scoperchiato il tetto si continua a vivere condizioni di precarietà e pericolo: ancora senza un tetto e nella disorganizzazione più assoluta. Questo tema della disorganizzazione è stato ripreso puntualmente in tutti gli interventi. Si sono avuti, circa, venti interventi che hanno fornito un quadro a dir poco sconfortante sulle con dizioni di precarietà e di pericolo in cui si lavora. L’idea forza ripetuta più volte è di battersi per ripristinare condizioni precedenti e risalire la china che ci ha visto ad ogni tornata contrattuale perdere diritti, livelli occupazionali e forza contrattuale. Infatti nelle officine, non più di dieci anni fa, si contavano circa 100 unità schierate per attendere a cure e riparazioni di 1400 mezzi; oggi i lavoratori sono 70 ma i mezzi da gestire sono saliti a 1600. In un altro intervento è stato denunciato l’ultimo accordo che a fronte di un esodo pensionistico di 130 unità a settembre ma che a fine anno saranno oltre 150 le assunzioni sono semplicemente insuf ficienti. Se si considera che 54 nuovi ingressi sono part-time e solo 8 full time e se si trasforma il tutto in ore lavorative il saldo è assolutamente negativo: circa 230.000 ore in meno. Ma in realtà questo giocare con numeri truccati serve ad occultare il loro vero intendimento che è di creare le condizioni per poter dire che il servizio non può essere mantenuto e servono nuovi appalti. Il vero tono dei lavori assembleari è negli interventi così sintetizzabili: “si lavora male”, “è un casino”, “siamo sempre in meno”, “l’AMIU sforna di continuo progetti, ma è solo fumo”, “non abbiamo attrezzi”, “mancano gli spazi”, “non abbiamo, non abbiamo!”, “ogni nostra richiesta viene ignorata”, “ci stanno sabotando”, “ci mancano addirittura le viti per fissare le scope”, “le graduatorie sono ferme e dovrebbero essere unificate. Io sono stagionale dal 2021”, “l’emergenza è diventata una regola”, “molti mezzi sono pericolosi”e così via… Un compagno del USB e membro della RSU lamenta che le denunce portate in direzione sono pun tualmente non ascoltate e che bisognerebbe dare una scossa dal basso altrimenti RSU e sigle anziché portare avanti i nostri interessi diventano una palude in cui affondano le loro promesse e le nostre aspettative. In questa palude, un altro lavoratore, aggiunge che ormai si diffonde il mal costume del familismo e del clientelismo più spudorato. Viene invocata la necessità di muoversi uniti e ricercare nuove (antiche) forme di lotta che mettano al primo posto gli interessi dei lavoratori e non l’attardarsi a discutere i loro progetti organizzativi riconducibile a scontri di potere ma con un unico intento privatizzare, e poi privatizzare! Conclusioni. 1 Richiedere/imporre un nuovo incontro con l’Azienda e premere sulla RSU affinché si attivi. Qualora le risposte siano negative o non soddisfacenti, bisogna essere pronti a promuovere lo stato d’agitazione: sia l’USB che il S.I.Cobas possono farlo. 3 Indicare un rappresentante per sito lavorativo per creare un coordinamento permanente. Lavoratori autoconvocati AMIU Genova 18.09,202 L'articolo Resoconto dell’assemblea autoconvocata AMIU(IGIENE AMBIENTALE) GE! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Assemblea antimilitarista a Imperia: La Scuola (non va) alla Guerra
Il 12 settembre a Imperia l’assemblea pubblica La scuola (non va) alla guerra organizzata dal Comitato No Riarmo imperiese ha visto la presenza di circa 80 cittadine/i, docenti, studentesse e studenti confluiti in un’ampia sala del monastero delle Clarisse di Porto Maurizio. Dopo una introduzione a cura del Comitato sull’urgenza di interrogarci sulla tendenza bellicista nello spazio sociale, politico e culturale odierno, il fenomeno della militarizzazione delle scuole è stato illustrato nei suoi diversi aspetti da Maria Teresa Silvestrini (Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università) e da Michelangelo Benza (USB Scuola Imperia). Molta impressione hanno suscitato nel pubblico le immagini della militarizzazione tratte dalla Fotogallery dell’Osservatorio https://osservatorionomilscuola.com/galleria-scuole-militarizzate/, in una sorta di rassegna a cura del Comitato stesso. Le fotografie mostrano infatti molto bene l’intento di normalizzazione della guerra attraverso l’abitudine e la assuefazione alla presenza della divisa e delle armi, che coinvolge sia i più piccoli sia studenti delle superiori con le loro famiglie, attraverso molteplici eventi, iniziative, commemorazioni, organizzati anche come momenti ludici e di festa (Villaggi dell’esercito, Magic Land, visite a caserme, ecc.).  È stato fatto notare che la tecnica psicologica usata è molto elementare e nota: si tratta di un condizionamento di tipo comportamentista, teoria elaborata all’inizio del Novecento dallo psicologo statunitense John Watson, basato sulla ripetuta associazione di stimoli, molto usata nella pubblicità e dai social. Infatti, più si è esposti a uno stimolo in associazione con un altro stimolo, più si interiorizzerà emotivamente la associazione stessa. Dunque, più la divisa, la pistola, il fucile, il carroarmato, sono proposti e vissuti come momenti e strumenti di gioco e divertimento, più le emozioni nei loro confronti saranno amichevoli e positive. Altrettanta impressione ha suscitato il fatto che la propaganda per costruire consenso alla guerra ibrida ormai dichiarata sia costruita attraverso un articolato Programma di comunicazione della Difesa, con una vera e propria strategia di marketing. Nel 2025, ad esempio, il Programma prevedeva la “acquisizione di una semantica” condivisa intorno alla parola “Difesa” (https://www.difesa.it/assets/allegati/3706/pc_md_2025.pdf), mentre nel 2026 la comunicazione della Difesa è stata presentata come  “architettura cognitiva di resilienza nazionale. Un dome informativo che accompagna il Paese nella comprensione della minaccia e nella fiducia per la propria protezione” (clicca qui). Particolare apprezzamento è stato mostrato dal pubblico quando è stato detto che queste forme di militarizzazione possono essere interpretate come processi di israelizzazione, in quanto ogni cittadina e cittadino dovrebbero essere coinvolti e supportivi nei confronti delle Forze Armate e della difesa. Si è poi trattato di aspetti specifici come il reclutamento, attraverso l’orientamento e la Formazione Scuola Lavoro presso aziende belliche e basi militari, e il disciplinamento, attraverso l’ampliamento dell’offerta formativa in tema di bullismo, cyberbullismo, educazione alla legalità, violenza contro le donne, persino educazione alimentare, trattati in chiave punitiva quando invece, come abbiamo insistentemente ripetuto, su tali fenomeni dovrebbero intervenire esperte/i, educatrici ed educatori, psicologi. L’ultimo aspetto importante e recente è la presenza di aziende belliche nelle scuole, come nel caso di Leonardo, che a Roma interviene in almeno 19 istituti oltre a governare direttamente il liceo Matteucci (clicca qui). È stato anche sottolineato come l’enfasi patriottica e nazionalista, e dunque bellicista, stia subdolamente penetrando nei programmi e nei libri di testo attraverso le nuove Indicazioni nazionali, esplicitamente improntate al suprematismo occidentale e “cristiano”. Si è infine parlato di alcuni antidoti che insegnanti, studenti e famiglie possono adottare singolarmente e collettivamente per far valere i principi costituzionali e della legislazione internazionale di ripudio delle guerre, del genocidio in Palestina e di libertà di insegnamento: continuare a praticare una didattica critica, come nelle proposte di mozione e attività per il primo giorno di scuola, presentare mozioni e dichiarazioni nelle scuole, come illustrato nel Vademecum dell’Osservatorio, formarsi collettivamente, praticare l’obiezione totale e collettiva, come nel Manifesto dell’Osservatorio (https://osservatorionomilscuola.com/2026/04/23/manifesto-resistenza-militarizzazione-societa-reintroduzione-leva-ripudio-incondizionato-guerra/) (distribuito al pubblico), aderire alla petizione della Conoscenza non marcia (https://osservatorionomilscuola.com/2026/08/26/conoscenza-marcia-petizione-interruzione-divieto-collaborazione-scuola-universita-ricerca-filiera-militare-pubblica-e-privata/), che molti presenti hanno firmato. Numerosi interventi dei partecipanti hanno ripreso e integrato le questioni discusse, sottolineando come la maggioranza della popolazione sia contraria alla guerra ormai dichiarata: noto è infatti il caso della giornalista Linda Maggiori che si è vista rispondere dalla Avvocatura dello Stato che i dati relativi al trasporto di armi dal porto di Ravenna non possono essere diffusi in quanto informazioni strategiche nel contesto di una guerra ibrida a pezzi (https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/08/29/avvocatura-stato-guerra-ibrida-ravenna-notizie/8490322/). Peraltro il messaggio del Comitato No Riarmo di Imperia che accoglieva i partecipanti è stato molto esplicito e di forte impatto: su modellini cartonati di un missile, un aereo da guerra e un carro armato sono stati incollati cartelli che ne equiparano i costi a spese sociali. I 12 milioni di euro di un carro armato potrebbero retribuire circa 220 infermieri per un anno; i 100 milioni di euro per un aereo moderno da combattimento potrebbero finanziare per un anno 1800 infermieri e 10 asili nido; con 1,5 milioni di euro spesi per un missile da crociera si potrebbero acquistare circa 30 ambulanze attrezzate, oltre 300 defibrillatori pubblici e finanziare centinaia di borse di studio. Ringraziamo dunque per l’impegno e la cura il Comitato No Riarmo di Imperia con cui auspichiamo di collaborare ancora in futuro. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e della società -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! 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Imperia, 12 settembre: Assemblea pubblica “La scuola (non) va alla guerra”
SABATO, 12 SETTEMBRE, ORE 18:00 IMPERIA, BIBLIOTECA DEL MONASTERO DI SANTA CHIARA VIA SANTA CHIARA, 9 (PORTO MAURIZIO) A Imperia, lo scorso maggio, è stata esposta nella palestra dell’Istituto “Ruffini” la mostra itinerante “I come intelligence“, progetto promosso dal Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (DIS) insieme con il Ministero dell’Istruzione e del Merito per far conoscere agli studenti e alle studentesse delle scuole superiori l’intelligence italiana, le sue funzioni e organizzazione. L’iniziativa si inseriva in una serie di interventi su scala nazionale rivolti alle scuole, al fine di avvicinare ragazze e ragazzi al mondo dei servizi segreti e ai temi della sicurezza e della difesa della patria, come documentato anche dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università (clicca qui). A Imperia docenti e gruppi della società civile si erano indignati, il Comitato No Riarmo aveva definito la mostra una “mostruosità” e aveva organizzato un volantinaggio di protesta dal titolo arguto “I come… Indecenza“. Quell’episodio, che ha messo in luce concretamente e pubblicamente la militarizzazione delle scuole, ha condotto il Comitato stesso a voler approfondire il fenomeno della “guerra a scuola” in una una assemblea pubblica, invitando il 12 settembre alle 18 Maria Teresa Silvestrini, dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e Michelangelo Benza delegato scuola del sindacato USB. L’incontro si terrà a Porto Maurizio, nella biblioteca del monastero di Santa Chiara. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Dibattito sulla militarizzazione della società al festival della Resistanza di Fosdinovo (MS)
OGGI 7 AGOSTO ORE 19.00 MUSEO AUDIOVISIVO DELLA RESISTENZA, FOSDINOVO (MS) L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sarà presente al Festival “Fino al cuore della rivolta” che, come ormai da molti anni, unisce le tematiche della Resistenza a quelle dell’attualità attravreso una pluralità di dibattiti. Oggi 7 agosto Serena Tusini interverrà per l’Osservatorio, in dialogo insieme a Alfio Nicotra della Rete Italiana Pace e Disarmo sul tema della militarizzazione della società; coordina il dibattito Checchino Antonini (Redazione Popoff Quotidiano). Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Ex Ilva, l’ennesimo capitolo nella dismissione coatta della fabbrica
Nei giorni scorsi, per la sesta volta consecutiva in 14 anni, la magistratura si è espressa per la chiusura delle aree a caldo dello stabilimento ex Ilva di Taranto. La motivazione è sempre la stessa. Quelle aree produttive continuano a essere una bomba ambientale e sanitaria piazzata sotto i piedi […] L'articolo Ex Ilva, l’ennesimo capitolo nella dismissione coatta della fabbrica su Contropiano.
August 2, 2026
Contropiano
Genova. La sindaca migliore d’Italia? Un anno con Silvia Salis
Recentemente Silvia Salis ha festeggiato con una conferenza stampa trionfale un anno di mandato come Sindaca di Genova. È una occasione per poter trarre, anche da parte nostra, un bilancio del suo operato. Ovviamente il nostro compito sarà quello di indagare oltre le apparenze. Fin dall’inizio, infatti, la Sindaca ha […] L'articolo Genova. La sindaca migliore d’Italia? Un anno con Silvia Salis su Contropiano.
July 3, 2026
Contropiano
Genova. Ronde fasciste e insicurezza: Salis rincorre la destra
Dopo le gravissime aggressioni razziste dell’ultima settimana ai danni di minori stranieri non accompagnati tra San Fruttuoso e Quinto, la sindaca Salis scavalca a destra l’ultradestra italiana utilizzando le stesse identiche parole d’ordine della Meloni, di Salvini e di Vannacci. Ancora una volta retorica è quella del rafforzamento dei presidi […] L'articolo Genova. Ronde fasciste e insicurezza: Salis rincorre la destra su Contropiano.
June 25, 2026
Contropiano