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Andrea Tuschka / Un gioco che non è solo un gioco
Discutere non è mai divertente, soprattutto per delle sciocchezze, soprattutto con degli amici ma è quello che succede un mattino tra Orso e Topo, grandi amici da molto tempo. I due amano trascorrere il tempo insieme chiacchierando delle cose del mondo ma quando ci si alza col piede storto purtroppo basta una parola sbagliata a rovinare tutto e infatti Orso, dopo una lite furibonda scoccata per un nonnulla ma in cui entrambi sono convinti di avere ragione, si arrabbia, prende e se ne torna in cima alla montagna nella sua tana, lasciando Topo basito ma furente. Topo per contro sull’onda emotiva del momento, come comprensibile del tutto negativa, si lancia e scrive un messaggio per Orso breve ma terribile. Per onor di cronaca riportiamo testualmente: Orso, non mi piaci proprio più, non farti maiiii rivedere quaggiù! Avevo ragione io nella lite, è evidente, e non mi dispiace proprio per niente! Ora, non è ben chiaro come la missiva sia giunta invece a destinazione in questa versione finale: Orso, mi piaci ancor di più, ti prego, fatti rivedere quaggiù! Avevi ragione nella lite, è evidente, e mi dispiace immensamente! Topo vuole far arrivare a Orso il suo messaggio rabbioso ma non vuole consegnarglielo personalmente, non ci pensa proprio a fare tutta quella strada su per la montagna, quindi opta per una scorciatoia, lasciare in custodia il testo agli animali del bosco che incontra a partire da Castoro. Attraversato il fiume è il turno di Lepre, e poi di Marmotta, di Vongola e poi di Colomba e di Talpa che finalmente giunge da Orso ma ormai la versione originale del messaggio è persa a causa di imprevisti, danni collaterali che tuttavia hanno contribuito a conciliare la pace tra i due litiganti. Questo si chiama telefono senza fili, un gioco divertente che si faceva da bambini e chissà se le nuove generazioni ci giocano ancora, anche se in caso di confronti accesi e discussioni non è (quasi) mai una buona soluzione. In questo caso però funziona alla perfezione e convince entrambi di essersi scusati per primi ridimensionando i toni della lite, di cui peraltro ci si è scordati completamente della scintilla che l’ha scatenata. L’orgoglio è un’arma che molto spesso usiamo per difenderci, per non soffrire quando in realtà siamo noi i primi a soffrire. Raccontata come una favola semplice racchiude in realtà un insegnamento potente, una storia che l’autrice Andrea Tuschka era solita narrare ai figli quando erano più piccoli per poi decidere un giorno di metterla per iscritto. A differenza di altri albi illustrati colpisce subito un dettaglio: le immagini non sono le classiche illustrazioni bensì incantevoli collage, minuscole figure ritagliate con forbici e taglierino che Rebekka Stelbrink ha composto dopo averli colorato il tutto con acquerelli, acrilici e pastelli. Immaginate la pazienza e le energie impiegate ma anche la soddisfazione di un risultato così minuzioso e molto raffinato, speciale. Ancora una volta Nomos si conferma una casa editrice attenta e sensibile a determinate tematiche, e dopo Muri di Frederic Maupomé si torna a parlare di come riuscire a confrontarsi in maniera civile e rispettosa. Fosse sempre così: evviva il telefono senza fili! L'articolo Andrea Tuschka / Un gioco che non è solo un gioco proviene da Pulp Magazine.
July 23, 2026
Pulp Magazine
Sam Smith, Nolan Kate / Parola d’ordine: divertirsi!
La parola d’ordine di quest’estate per Usborne è senz’altro divertirsi, e lo facciamo in compagnia di due pubblicazioni per due fasce d’età differenti. La prima è tutta dedicata agli appassionati di Antico Egitto ed enigmi che hanno intrapreso la scuola primaria. Occorre infatti già saper leggere e avere un acuto spirito d’osservazione per sbrigarsela. Intrappolati all’interno di una piramide Lucy e Tony dovranno tentare la fuga risolvendo svariati piccoli enigmi nascosti all’interno della stanza in cui si trovano, esattamente come in una escape room. Solo ottenendo la soluzione corretta si potrà proseguire di pagina in pagina fino all’agognata uscita. Tra mummie, serpenti e altre creature non propriamente abitate da buone intenzioni, l’avventura si sviluppa come in un film di Indiana Jones. Sempre con ironia e simpatia grazie alle battutine spiritose disseminate nel testo e nei dialoghi tra i due ragazzi, ci si appresta a trascorrere qualche ora in leggerezza e intelligenza. Garantiamo inoltre che le illustrazioni di Becka Moor sono talmente gradevoli da essere digeribili anche ai più suggestionabili. Il livello di difficoltà dei misteri da risolvere invece è abbastanza eterogeneo da essere inclusivo anche per chi vuole provare a sfidarsi ma non ha mai approcciato libri interattivi di questo genere. Il tutto per regalarsi un bel viaggio nell’Antico Egitto in cui i protagonisti siamo noi. Un’esperienza che dato l’avvicinarsi delle vacanze, consigliamo e per evitare ogni stress al termine dell’albo trovate tutte le soluzioni ma non vale barare! Questo secondo libro rappresenta un’attività ideale per intrattenere i bambini più piccoli – da un anno di età o anche prima se già abituati alla manualità di pastelli e pennarelli – soprattutto nel periodo estivo dato l’argomento, il mare, di cui in ogni pagina troviamo un breve paragrafo descrittivo. I delfini, le razze, i canti delle megattere e altre splendide creature marine raffigurate a tutta pagina e dallo stile che ricorda i kawaii (traducibile con carino, adorabile), ossia soggetti giapponesi disegnati con un tratto morbido e tondeggiante, e proporzioni infantili e colori tenui. In questo particolare e delizioso albo le creature marine presentano un contorno colorato mentre al centro gli spazi ad un primo colpo d’occhio sono bianchi ma se li si osserva in controluce si noteranno dei motivi nascosti. L’unico modo per scoprirli è colorarli con pastelli e matite colorate ed ecco svelata la magia. Come il principio della tecnica del ripasso su diverse superfici suggerisce e insegna, anche qui l’effetto colpo di scena è garantito e lascerà senz’altro a bocca aperta i bambini. In pochissime righe di testo questo albo costituisce una prima versione di enciclopedia, che offre interessanti spunti di approfondimento e curiosità sulla fauna marina, alcune anche poco note ai più. I disegni sono grandi per assicurare un’attività rilassante e facile, nonostante nessuno pretenda che si rispettino rigorosamente i bordi. Due ottime attività per intrattenere e divertire con intelligenza, prerogativa questa che è da sempre un principio base per il catalogo Usborne. L'articolo Sam Smith, Nolan Kate / Parola d’ordine: divertirsi! proviene da Pulp Magazine.
July 7, 2026
Pulp Magazine
Andrea Biscaro / Giochiamo con un libro?
Dalla prima pubblicazione della celeberrima serie del Lupo solitario di Joe Dever, nel 1984, sono trascorsi alcuni anni in cui la diffusione nelle librerie e tra i lettori di questa tipologia di narrativa è calata drasticamente. Eppure, a voler ben guardare, è forse una potente chiave di volta per avvicinare i ragazzi alla lettura dimostrando loro che l’oggetto libro non è un nemico bensì un’esperienza positiva da godere. La stessa esperienza totalizzante che un ragazzo vivrebbe giocando a un videogioco la si ottiene infatti leggendo un libro game o a bivi per la sua struttura narrativa peculiare: si parte da un prologo che contestualizza l’ambientazione per poi iniziare l’avventura. Al termine del primo capitolo, di solito breve, ci si ritrova di fronte a un bivio: se il lettore sceglie di compiere una tale azione si proseguirà la lettura a pagina x altrimenti si salterà a pagina y, in un altalenarsi di capitoli dando l’impressione di un ritmo veloce e sostenuto, con grande soddisfazione per chi legge, aspetto questo da non trascurare. La storia può durare pochi minuti o alcune ore a seconda delle scelte compiute creando così ogni volta una lettura nuova. Il game over è solo un’occasione in più per ricominciare daccapo e tornare a divertirsi. Ovviamente troviamo tutti i generi, dal giallo al fantasy, dall’horror all’avventura e persino il tema sportivo. Nel caso specifico Andrea Biscaro ha scelto l’horror – come è facile intuire dal titolo – ambientando la sua storia in un liceo, in cui il protagonista Jacopo accompagnato dal suo migliore amico Massimiliano vuole scoprire se la leggenda del ragazzino morto dentro il vecchio bagno è vera oppure appunto solo una diceria per spaventare gli studenti. La porta è chiusa a chiave e a conservarne l’unica copia è il bizzarro bidello Yuri. Tra presenze e strani rumori, dita scheletriche che escono dal lavandino e sangue, molto sangue, riusciranno i nostri eroi a risolvere il mistero? La tensione e la suspense, altissime, non danno tregua, e in aggiunta a una scrittura perfettamente in sintonia con il target di lettori offrono un’ottima esperienza di gioco. La scelta dell’immagine di copertina è tanto forte quanto azzeccata, da strapparti un piccolo sorriso, sorriso che tuttavia svanisce non appena si volta pagina e ci si addentra nei corridoi del Liceo Ariosto. Edizioni Astragalo è una casa editrice indipendente che da oltre dieci anni ha sempre fatto della narrazione e dell’arte illustrativa il fulcro delle sue scelte editoriali e stilistiche, puntando su narrazione e illustrazione come strumenti potenti per esplorare tematiche complesse e promuovere l’inclusione attraverso un uso attento della “parola” e delle immagini. Andrea Biscaro è un artista poliedrico con all’attivo molte pubblicazioni tra libri per ragazzi, albi, fumetti, thriller, romanzi storici, gialli, canzoni, poesia. Tra le sue ultime uscite ricordiamo il thriller per ragazzi Alex e i Cattivi Pensieri (Giunti 2024, 1° Classificato a Giallo&Nero di Puglia, Premio Speciale Ragazzi al Premio Città di Grosseto, finalista al Premio Internazionale Ceresio in Giallo, 2° Classificato al Premio Ovidio 2025), il romanzo sugli hikikomori Gloria sta in disparte (Raffaello 2025, Finalista Premio Bancarellino 2026), L’antro di Bosconero (Giunti 2025), i libri-game Quasi famosa e Il mistero delle tre porte (Raffaello 2026). È inoltre un ghostwriter tra i più accreditati in Italia: ha all’attivo decine di libri, tra biografie, romanzi, saggi, manuali, tesi, epistolari. L'articolo Andrea Biscaro / Giochiamo con un libro? proviene da Pulp Magazine.
June 22, 2026
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Séverine Vidal / Chiamala col suo nome
La tematica più delicata e difficile da trattare nella narrativa per bambini è la morte. Se ci fate caso in effetti le pubblicazioni sull’argomento latitano e quelle rarissime esistenti devono sottostare a regole ferree da seguire in maniera così rigida che molto spesso si perde il senso durante la lettura, quasi si annulla, vanificando così il lavoro dell’autore. E dunque se esiste, qual è il modo corretto di scriverne? Séverine Vidal, autrice di Il libro che inizia dalla fine, ha forse trovato una chiave d’interpretazione corretta per affrontare l’argomento con tatto e umanità senza però sminuirlo. Il bambino è un essere profondamente intelligente e perspicace, siamo noi adulti che sottovalutiamo la loro capacità di comprensione. In un carosello di scenari differenti ma assolutamente plausibili e senza raccontare un lutto preciso, ci si concentra sul presente, sul quotidiano e su tutti i dubbi e le domande che possono sorgere nei più piccoli. Il bambino racconta cosa vede e prova quando pensa alla morte, inizialmente senza pronunciarla, prendendo le misure dal concetto disturbante di assenza, fino ad arrivare al punto di riuscire a nominarla, a gridare forte il suo nome come in un ringhio rabbioso: morte. Una volta consapevole della sua esistenza nella vita, inizia un percorso di realizzazione. In un certo senso è come se rendendosi conto che è inevitabile, perdesse di colpo il suo potere. In fondo l’aspetto della morte che ci terrorizza maggiormente è che si porti via con sé i ricordi, che di tutto ciò di bello che abbiamo vissuto fino a quel momento non resti più nulla. E quindi quale migliore soluzione se non crearne di nuovi, semplicemente vivendo? Questo è il suggerimento dell’autrice, che con i suoi laboratori di scrittura nelle scuole, nelle case di riposo e per i migranti ha di certo sviluppato una particolare sensibilità ed empatia, senza contare che l’albo getta le basi per un confronto, uno spunto per dialogare con i più piccoli. Non sfuggirà ad occhi più attenti ed esperti quel senso di déjà vu che le illustrazioni, intense e dal tratto spigoloso su sfondo rigorosamente nero, offrono, e questo perché Louis Thomas, illustratore di questo albo, lavora anche per gli studi Pixar, Universal, illumination, Carton Network e Netflix tra gli altri. La paura di dimenticare il proprio cane, il suo odore, le mani del nonno dalla pelle così sottile o il sapore della sua torta all’arancia sono i motivi per cui si pensa al futuro e non si resta ancorati al passato rimuginando sulla morte. Da lì, infatti, occorre trarre forza per accumulare sempre più momenti felici per un futuro ricco di ricordi bellissimi. «Per tutti, la loro morte è un turbine di domande. E se ascoltassimo i bambini dare le loro risposte?» L'articolo Séverine Vidal / Chiamala col suo nome proviene da Pulp Magazine.
May 20, 2026
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Carola Benedetto, Luciana Ciliento / Una via possibile
Carola Benedetto e Luciana Ciliento sono due autrici che hanno sempre avuto a cuore temi sensibili. Ospiti fisse di Overland su Rai1, il loro viaggio parte a 16 anni, in radio. Mentre Carola scrive poesia, teatro, prosa e prosegue nel mondo musicale, Luciana traduce, è costumista e porta il Gruppo del cerchio fino al Fringe di Edimburgo nel ruolo di tour manager. Successivamente nasce il festival Per sentieri e remigranti e arrivano le mostre fotografiche, da Doisneau a Berengo Gardin, il documentario Pierre Rabhi. Il mio corpo è a terra, il saggio La terra non è mai sporca pubblicato da Add Editore nel 2018, e Storie per ragazze e ragazzi che vogliono salvare il mondo, DeA Planeta nel 2019. Nel 2022 pubblicano la collana dei Viaggi di Mia (Tre60) dedicata all’educazione ambientale, e nel 2023 con Einaudi arriva in libreria I ragazzi del Fridays for future. Il 7 ottobre 2023 i miliziani di Hamas uccidono almeno 1194 persone tra civili e militari, e ne rapiscono circa 250 che detengono come prigionieri, in un attacco a sorpresa in territorio israeliano. È guerra. Da quella data ne è passata di acqua sotto i ponti e di cose ne sono successe parecchie con i risultati che abbiamo tutti sotto gli occhi oggi ma è in questi anni complicati che Carola e Luciana hanno avuto la possibilità di raccontare la storia di Abir Aramin, palestinese, e Smadar Elhanan, israeliana, e dei loro padri Bassam Aramin e Rami Elhanan. Il prologo è feroce, le due ragazze accomunate dal significato simile del proprio nome (Smadar è traducibile con fiore che si schiude mentre Abir con profumo di fiore) e dalla giovanissima età (13 e 10 anni) ma divise da un confine crudele che le obbliga a vedersi nemiche senza nemmeno conoscersi perché israeliana una e palestinese l’altra, descrivono l’ultima giornata, gli attimi in cui la loro vita è stata spezzata per sempre e così i loro sogni. In un alternarsi di pensieri ipotizzati sulla base di una documentazione approfondita delle due bambine, alla storia dei due padri si ripercorre un lungo tratto di storia caratterizzata dal perpetrarsi di azioni minacciose poste per difesa da un nemico – l’altro –, guerre, morti, atti violenti e impensabili in un mondo civile. Il peso emotivo di questi due popoli è come un macigno nello specifico nelle vite di queste due famiglie che con un immenso coraggio riaffrontano tutto il dolore che hanno provato e proveranno per sempre. Bassam nasce in un villaggio vicino a Hebron in Cisgiordania, e sin da giovanissimo, unico tra i suoi quindici fratelli a non essere stato vaccinato contro la poliomelite, supera la malattia ma rimane zoppicante. Pur essendo un ragazzo dal carattere tenace e ribelle, per nulla arrendevole, al contrario sempre pronto negli anni successivi a stuzzicare i soldati dell’IDF rischiando la vita, cresce con la convinzione che essere arabo, musulmano e palestinese sia una punizione divina. Rami, figlio di un poliziotto, scopre tardi le origini ungheresi del padre internato ad Auschwitz dopo una retata della Gestapo e unico sopravvissuto della sua famiglia. Una volta tornato in Palestina, territorio abitato da popolazioni arabe e al contempo Terra Promessa secondo la tradizione biblica, la tensione degenera in una guerra civile. In Rami cresce quindi un’avversione per la Germania e tutto ciò che è tedesco, sviluppa un’ossessione che lo porta a documentarsi sulla Shoah, su Himmler, Goebbels, sui motori della Luftwaffe etc. La storia prosegue, qui siamo solo all’inizio ma conoscere questi dettagli è fondamentale per provare a comprendere il come e il perché di ciò che accade poi. I funerali della cultura ebraica si organizzano nelle prime ventiquattr’ore dalla notizia del decesso per cui immaginatevi questi due genitori che hanno appena saputo di aver perso la propria figlia. E immaginatevi anche la madre Nurit rispondere alla telefonata dell’amico di gioventù Netanyahu pronunciare in maniera chiara e diretta “Non sei il benvenuto in questa casa. La morte di mia figlia non è colpa degli attentatori, ma di Israele”. E poi immaginatevi i genitori di Abir sperare fino all’ultimo che l’ambulanza che trasporta la figlia in fin di vita superi il checkpoint. “Le nostre figlie sono state uccise dalla stessa mano, dall’Occupazione che da entrambe le parti trasforma dei ragazzi innocenti in assassini.” Queste parole pronunciate da Rami sono il punto di partenza di quella che si è trasformata in una fratellanza, così forte che i due padri hanno organizzato incontri nelle scuole per dimostrare concretamente che attraverso il rispetto e la comunicazione la via della pace è possibile. Ovviamente subiscono minacce e ricevono critiche ma anche commenti di stupore nello scoprire che gli ebrei non sono tutti così cattivi e che i palestinesi non sono tutti terroristi. Nella postfazione troviamo due messaggi a cuore aperto di Rami e Bassam, quest’ultimo in particolare citando Einstein ricorda che “Follia è ripetere più volte le stesse azioni, aspettandosi risultati diversi” mentre Rami sottolinea che se abbiamo la fortuna di vivere in pace oggi è perché i nostri genitori, i nostri nonni hanno stretto questa pace di cui godiamo, ieri. Una testimonianza talmente toccante da risultare a tratti disturbante per le vicende descritte ma si sa, la violenza e la ferocia della guerra non risparmiano nessuno e la rabbia e l’odio non sono mai la risposta.             L'articolo Carola Benedetto, Luciana Ciliento / Una via possibile proviene da Pulp Magazine.
May 12, 2026
Pulp Magazine
Federico Corradini / Francesco, l’uomo
Nel 2026 ricorrono gli 800 anni dalla morte di Francesco d’Assisi, meglio noto come San Francesco, patrono d’Italia. Sul sito della Presidenza della Repubblica è disponibile il comunicato ufficiale con cui Sergio Mattarella esplica bene l’introduzione di questa ricorrenza recuperata dal passato. Il Presidente della Repubblica ha promulgato l’8 ottobre 2025 la legge recante “Istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi”, approvata dalla Camera dei Deputati il 23 settembre 2025 e dal Senato della Repubblica il 1 ottobre scorso, inviando al Presidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa e al Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, la seguente lettera: «Ho provveduto alla promulgazione della legge – pur se il suo testo presenta alcuni aspetti critici che avverto il dovere di segnalare – in considerazione del significato del provvedimento e della circostanza che i rilievi non riguardano profili di natura costituzionale. L’articolo 1 della legge, al primo comma – al fine di promuovere i valori della pace, della fratellanza, della tutela dell’ambiente e della solidarietà – istituisce la festa nazionale di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, da celebrare il 4 ottobre di ogni anno. Conseguentemente, il secondo comma inserisce il 4 ottobre, quale “festa nazionale di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia”, nell’elenco dei giorni considerati festivi a livello nazionale dai quali derivano gli effetti dell’osservanza del completo orario festivo nei luoghi di lavoro e del divieto di compiere determinati atti giuridici. La medesima giornata del 4 ottobre è qualificata sia festività nazionale, in onore di San Francesco d’Assisi, sia solennità civile, in onore di Santa Caterina da Siena. In entrambi i casi è previsto, in particolare, che, nella medesima giornata del 4 ottobre, le scuole possano promuovere iniziative dedicate ai valori universali di cui ciascuno dei due Santi è ritenuto espressione. Iniziative, peraltro, che non potranno più svolgersi il 4 ottobre in quanto giornata ormai festiva. Per quanto riguarda San Francesco, la possibilità di assumere simili iniziative viene estesa alle amministrazioni pubbliche, agli enti del terzo settore e alle “istituzioni pubbliche a livello nazionale, regionale e locale”». Questa legge ripristina la festa nazionale (che fu abolita nel 1977) del santo di Assisi dichiarato Patrono d’Italia il 18 giugno 1939 da Papa Pio XII. Il Pontefice affidava l’Italia alla protezione di due figure esemplari della sua storia di fede: San Francesco d’Assisi e Santa Caterina da Siena, perché ravvivassero nel popolo la pietà, la fede operosa e la concordia civile ed ecclesiale. Il card. Matteo Zuppi ha dichiarato: “Questa decisione diventa occasione per riscoprire la figura del Patrono d’Italia, che ha profondamente segnato il carattere del nostro Paese. Lo è ancora di più in questo tempo, lacerato dalle divisioni, da tensioni internazionali crescenti e da una drammatica escalation di violenza globale. San Francesco, che ebbe tra i suoi principali obiettivi un annuncio di pace, ricorda che è possibile un mondo fraterno, disarmato, dove ciascuno ha il suo spazio, a partire dai più poveri e fragili. La sua vita e il suo operato possono ispirare l’amore politico e quello per il Creato, perché il bene comune prevalga sulle logiche speculative e del più forte, sugli interessi di parte e sulle polarizzazioni. Celebrare il Santo di Assisi, dunque, significa credere che si può dialogare con tutti e che la pace inizia quando si considera l’altro un fratello”. Tornando in tema libri su cui la reintroduzione di questa festività ha avuto le sue ripercussioni in termini di pubblicazioni, e tolti i successi letterari di Alessandro Barbero e Aldo Cazzullo, anche la casa editrice Prometeica che abbiamo imparato ad apprezzare per le sue molteplici sfaccettature divulgative, operative e culturali, resta sul pezzo e pubblica un albo per la collana bambini e genitori curiosi. Francesco d’Assisi arriva in libreria in due formati, quello classico grande con copertina morbida e un secondo versione deluxe sempre grande ma con copertina rigida, a valorizzarne ulteriormente i contenuti. La struttura interna non cambia, abbiamo venticinque storie con altrettante tavole a colori illustrate dalla bravissima Silvia Baroncelli, e venticinque pagine da personalizzare e nel caso incorniciare e appendere. Come negli altri albi di Prometeica resta valido il principio di base che non è altro se non il racconto della vita, le avventure e i sogni del bambino che è stato la personalità a cui è dedicato il libro. Francesco, prima figura religiosa affrontata nella collana, percorre dunque questa stessa strada, raccontando stavolta il bambino, l’uomo prima del santo, garantendo un’inclusività e imparzialità che ci si augura di trovare nelle letture a scuola e in famiglia. Il volume si apre subito con un colpo di scena sul patrono d’Italia. Forse non tutti sanno che Francesco non è il suo vero nome, e che proprio in suo onore sono intitolate città lontanissime come Los Angeles e San Francisco (ai lettori curiosi scoprire perché). Approfondiremo poi l’aspetto ambientalista e animalista di Francesco, l’apertura verso un nuovo linguaggio, quello italiano volgare del Cantico delle Creature che apre la strada a Dante, agli abiti semplici dei suoi frati si deve il nome del cappuccino che a colazione non manca quasi mai, l’uso del Tau che Francesco usava come firma e moltissime altre curiosità. Una vita interessantissima tutta da riscoprire perché se per anni abbiamo accantonato la festa nazionale a lui dedicata, è innegabile che abbiamo un po’ trascurato questa figura emblematica, cresciuta in un paesino sperduto del centro Italia ma con idee avanguardiste. Se siete docenti e avete intenzione di progettare attività laboratoriali sulla figura di Francesco potete trovare maggiori dettagli nell’intervista a Federico Corradini pubblicata il 12 marzo sui canali social di Pulp Magazine oppure sul sito di Prometeica.     L'articolo Federico Corradini / Francesco, l’uomo proviene da Pulp Magazine.
April 7, 2026
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