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Roma sa da che parte stare! la giunta Gualtieri e il consiglio comunale NO!
PRESIDIO IN CAMPIDOGLIO PERCHÉ LA DELIBERA DI INIZIATIVA POPOLARE CHE CHIEDE LA ROTTURA DEI RAPPORTI DELLA CITTÀ CON ISRAELE PER FERMARE IL GENOCIDIO IN ATTO SIA DISCUSSA IN CONSIGLIO. IL REGOLAMENTO COMUNALE PREVEDE LA POSSIBILITÀ DI PRESENTARE DELIBERE CON LA FIRMA DI 5000 PERSONE DA RACCOGLIERE IN 3 MESI. IL COMITATO NE HA RACCOLTE 16.000 MA LA DELIBERA DA SEI MESI (DATA IN CUI È STATA CONSEGNATA) NON VIENE MESSA ALL’ORDINE DEL GIORNO DEI LAVORI CONSILIARI. In piazza a partire dalle 11:00 di oggi 22 ottobre 2026. E come sempre vi portiamo ad ascoltare alcuni degli interventi che ci sono stati e come si è svolto il presidio. 1 apertura 2 Nunzio 3 fateci entrare 4 Yousef 5 Giulia 6 intervento dalla piazza 7 ci si incatena Francesca (sanitari per Gaza) e ... ci si scatena delegazione: risultati dell'incontro https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/10/uscita-della-delegazione.mp4
October 22, 2026
RadioSonar.Net
COFFEE KILLAH #98: ROOTS ADDICTION PRESENTA JUNIOR KELLY
ROOTS ADDICTION PRESENTA JUNIOR KELLY podcast https://radio.sonarproject.net/media/podcast/2627/redvibes/coffe/coffe10102026.mp3 Keith Morgan nasce in Giamaica nel 1969 e cresce raccogliendo l’eredità artistica del fratello, il compianto DJ Jim Kelly, in onore del quale adotterà il suo nome d’arte. Muove i primi passi in studio a metà anni ’80 prima di farsi notare per il suo approccio conscious e militante su cui costruirà la sua carriera contribuendo a segnare il sound di fine millennio a dispetto dello slackness imperante in quel periodo. Il Coffee Killah di questa settimana è un viaggio musicale di mezz’ora a cura di Mr Green outta Roots Addiction Sound System che celebra un artista che quest’anno ha spento ben cinquantasette candeline: Junior Kelly.
October 10, 2026
RadioSonar.Net
Yesterday’s Papers: Migranti senza tetto di Kikko Schettino
Edizione nr.02 del 29 settembre 2026  Fa molto discutere la richiesta da parte del governo di imporre un tetto del 30% agli stranieri presenti nelle classi delle nostre scuole pubbliche.  Attraverso una rapida analisi numerica cerchiamo di dimostrare come dal punto di vista demografico la misura si conferma essere solo un’arma propagandistica.  Peraltro osservando le proiezioni effettuate dalle Nazioni unite sull‘andamento della popolazione a livello mondiale emerge come tutto il mondo, tranne l’Africa, vedrà un rapido invecchiamento e conseguentemente una riduzione della forza lavoro suscettibile di essere sfruttata.  Dunque, da qui a qualche anno, sarà proprio nel continente africano che si troverà la parte cospicua della forza lavoro mondiale e dunque tutto il sistema capitalistico mondiale, se ancora sarà così, dipenderà dal continente “nero” ancor più di adesso dalle risorse che lì si trovano, lavoratori inclusi. Ascolta Yesterday’s Papers su ⁠ www.radiograd.it⁠ –⁠ www.radiosonar.net⁠ e  su ⁠www.radiosamarcanda.it⁠  – dal lunedì al venerdì alle ore 08:00 ed in replica alle 08:50  Riascolta le precedenti puntate: ⁠https://grad-news.blogspot.com/search/label/yesterdayspapers⁠ Seguici sui nostri canali social: ⁠https://www.youtube.com/@radiograd5686⁠ ⁠https://www.facebook.com/radiograd⁠ ⁠https://www.instagram.com/radiograd_
October 5, 2026
RadioSonar.Net
Yesterday’s Papers: Legge elettorale, un abisso democratico di Giuliano Granato
Edizione nr.04 del 01 ottobre 2026  La nuova legge elettorale cristallizza i rapporti politici esistenti, imponendo una raccolta firma per presentarsi alle elezioni palesemente impossibile da realizzare da chi non è già in Parlamento.  La norma sembra violare i principi costituzionali (in particolare art 49) e per questo Potere al Popolo ha convocato una manifestazione nazionale per sabato 3 ottobre ore 14:00 a Roma, piazza Bocca della verità.  La democrazia è la possibilità stessa del dissenso organizzato è ulteriormente sotto attacco non permettiamo che questo governo continui a devastarne i connotati. Ascolta Yesterday’s Papers su ⁠ www.radiograd.it⁠ –⁠ www.radiosonar.net⁠ e  su ⁠www.radiosamarcanda.it⁠  – dal lunedì al venerdì alle ore 08:00 ed in replica alle 08:50  Riascolta le precedenti puntate: ⁠https://grad-news.blogspot.com/search/label/yesterdayspapers⁠ Seguici sui nostri canali social: ⁠https://www.youtube.com/@radiograd5686⁠ ⁠https://www.facebook.com/radiograd⁠ ⁠https://www.instagram.com/radiograd_
October 5, 2026
RadioSonar.Net
Yesterday’s Papers: Sicurezza Governativa, le verità di Zohran Mamdani di Carla Filosa
Edizione nr.03 del 30 settembre 2026 Dall’ultima commemnorazione dell’11 settembre 2001 americano, vengono desecretate oltre 170.000 pagine di analisi scientifiche circa il reale inquinamento dell’aria dovuto al crollo delle Torri. I morti per inalazione dei veleni, di un’aria dichiarata “sicura” dalle autorità Usa, sono molti più del doppio di quelli morti nel crollo (6.208 su 2.977). Ovunque nel mondo rileviamo lo stesso comportamento da parte degli Stati. Italia 1976 a Seveso per merito di un’azienda svizzera, la Icmesa, e poi per l’amianto, di cui si tenne nascosto il danno polmonare. Bhopal 1984, con 15.000-20.000 morti, causato dalla Union Carbide che non informò nemmeno i medici sulla natura del gas che continuò a uccidere. Ora Trump – 2026-2027 : fine dei sussidi federali e spostamento dei maggiori costi della sanità in Europa. Da noi: tanti decreti sicurezza contro il dissenso. Ascolta Yesterday’s Papers su ⁠ www.radiograd.it⁠ –⁠ www.radiosonar.net⁠ e  su ⁠www.radiosamarcanda.it⁠  – dal lunedì al venerdì alle ore 08:00 ed in replica alle 08:50  Riascolta le precedenti puntate: ⁠https://grad-news.blogspot.com/search/label/yesterdayspapers⁠ Seguici sui nostri canali social: ⁠https://www.youtube.com/@radiograd5686⁠ ⁠https://www.facebook.com/radiograd⁠ ⁠https://www.instagram.com/radiograd_
October 5, 2026
RadioSonar.Net
Yesterday’s Papers: Una crisi senza via d’uscita di Federico Giusti
Edizione nr.05 del 02 ottobre 2026 Quando pensiamo alla riduzione delle tasse come panacea di ogni male e misura salvifica per l’economia, la strada intrapresa è senza ritorno e con effetti benefici tutt’altro che certi.  Leggendo il Rapporto sulla Politica di Bilancio dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio (Giugno 2026) e pensando agli ultimi provvedimenti del Governo Meloni qualche riflessione diventa necessaria. Ascolta Yesterday’s Papers su ⁠ www.radiograd.it⁠ –⁠ www.radiosonar.net⁠ e  su ⁠www.radiosamarcanda.it⁠  – dal lunedì al venerdì alle ore 08:00 ed in replica alle 08:50  Riascolta le precedenti puntate: ⁠https://grad-news.blogspot.com/search/label/yesterdayspapers⁠ Seguici sui nostri canali social: ⁠https://www.youtube.com/@radiograd5686⁠ ⁠https://www.facebook.com/radiograd⁠ ⁠https://www.instagram.com/radiograd_
October 5, 2026
RadioSonar.Net
Yesterday’s Papers: I padroni del futuro di Michela Arricale
Edizione nr.06 del 05 ottobre 2026 Continuando ad alimentare la discussione che abbiamo iniziato sabato a Caffè e Cornetto sull’intelligenza artificiale o meglio –su questo pappagallo stocastico che simula il comportamento umano e che sembra che stavamo aspettando per scaraventarci verso una distopia regressiva che cancellerà –probabilmente- la civiltà.  Oppure no? Ascolta Yesterday’s Papers su ⁠ www.radiograd.it⁠ –⁠ www.radiosonar.net⁠ e  su ⁠www.radiosamarcanda.it⁠  – dal lunedì al venerdì alle ore 08:00 ed in replica alle 08:50  Riascolta le precedenti puntate: ⁠https://grad-news.blogspot.com/search/label/yesterdayspapers⁠ Seguici sui nostri canali social: ⁠https://www.youtube.com/@radiograd5686⁠ ⁠https://www.facebook.com/radiograd⁠ ⁠https://www.instagram.com/radiograd_
October 5, 2026
RadioSonar.Net
COFFEE KILLAH #97: ROOTS ADDICTION PRESENTA YAMI BOLO
ROOTS ADDICTION PRESENTA YAMI BOLO podcast https://radio.sonarproject.net/media/podcast/2526/redvibes/coffe/coffe03102026.mp3 Rolando McLean nasce in Giamaica l’1 ottobre 1970 e muove i primi passi nella musica fin da giovanissimo, trovando la grande occasione grazie a Sugar Minott e alla sua Youth Promotion. Dotato di una voce inconfondibile e di una visione profondamente spirituale, ha legato il suo percorso a un reggae culturale e intransigente, collaborando con pesi massimi come Augustus Pablo, Third World e Junior Delgado. Il Coffee Killah di questa settimana apre ufficialmente la 20ª stagione di R&D Vibes ed è un viaggio musicale di mezz’ora a cura di Mr Green outta Roots Addiction Sound System che dedica il giusto tributo a un artista internazionale che ha compiuto gli anni proprio in questi giorni: Yami Bolo.
October 4, 2026
RadioSonar.Net
23 anni e ancora facciamo Rumore
BUON 23ESIMO ANNO A TUTTE E TUTTI, INSIEME FACCIAMO ANCORA RUMORE! Quello che comincia è il ventitreesimo anno di RadioSonar.net. Ventitré anni di microfoni aperti, musica, informazione, approfondimenti, notti in diretta, trasmissioni improbabili, discussioni infinite, server, cavi, mixer, cuffie, compagne e compagni di viaggio. E visto che siamo arrivati al **23**, vale la pena fermarsi un attimo sul numero. “Ventitré” viene semplicemente da *venti e tre*, forma attestata nella lingua italiana già nei testi medievali. Ma, appena si esce dal dizionario e si entra nella cultura popolare, le cose diventano decisamente più interessanti. Nella **Smorfia napoletana il 23 è ’o scemo** e  a noi, tutto sommato, piace parecchio in quanto dietro allo “scemo” della tradizione c’è anche la figura del buffone o  del giullare, quello che attraverso l’ironia, il paradosso e il rovesciamento della realtà riusciva a raccontare quello che gli altri non potevano o non volevano dire.Uno che faceva ridere, certo ma che qualche volta, proprio ridendo, riusciva a dire la verità. A ROMA, INVECE, IL 23 PRENDE TUTTA UN’ALTRA STRADA. La tradizione popolare romana lo associa al proverbiale: “23… bucio de culo!” che, tradotto in una lingua leggermente più adatta alle comunicazioni istituzionali, significa più o meno:  una gran botta di fortuna! E dopo ventitré anni di radio indipendente, senza padroni, senza pubblicità e fuori dalle logiche commerciali, forse un po’ di fortuna ce la meritiamo. RadioSonar è ancora qui perché dietro ogni voce che arriva in onda ce ne sono tante altre. Perché una radio libera non è soltanto una frequenza o uno streaming: è una comunità  quindi il primo grazie va a chi continua ad ascoltarci. Nell’ultimo anno sono stati oltre 21.000 gli ascoltatori unici che hanno seguito le live di RadioSonar.netVentunomila persone diverse che, almeno una volta, hanno scelto di aprire il nostro streaming e ascoltare cosa avevamo da dire, raccontare o suonare. In un tempo dominato dagli algoritmi, dalle piattaforme proprietarie e dalla rincorsa compulsiva a visualizzazioni, follower e monetizzazione, per noi quel numero significa soprattutto una cosa ovvero che dall’altra parte c’è ancora qualcun* che sceglie una radio indipendente, che ascolta, che partecipa, che prede parola. Questo ventitreesimo anno arriva inoltre dopo una stagione nella quale abbiamo provato ancora di più a fare rete anziché competere o da soli con la nostra singola voce più o meno identitaria. Per questo vogliamo ringraziare RadioGrad – la Radio Resistente e Radio Samarcanda Digital Network, con cui nell’ultimo anno abbiamo costruito collaborazioni, scambiato programmi, contenuti e dirette. Una collaborazione che permette alle nostre produzioni di attraversare territori e pubblici differenti e, attraverso Radio Samarcanda Digital Network, di viaggiare anche sul DAB tra Roma, Lazio e bassa Toscana. Lo abbiamo fatto con le trasmissioni quotidiane, con gli approfondimenti e con gli speciali. E lo abbiamo fatto recentemente anche con **Renoize 2026**, perché ci sono momenti nei quali mettere insieme microfoni, competenze, reti e frequenze significa costruire qualcosa che va oltre la semplice somma delle singole radio. È QUESTA L’IDEA CHE VOGLIAMO PORTARCI DENTRO IL VENTITREESIMO ANNO: CONDIVIDERE INVECE DI COMPETERE. COSTRUIRE RETI INVECE DI RECINTI. PRODURRE CONTENUTI INVECE DI INSEGUIRE ALGORITMI. CREARE COMUNITÀ INVECE DI ACCUMULARE FOLLOWER. Ventitré anni dopo continuiamo a pensare che una radio possa essere uno spazio comune  dove musica, cultura, conflitto, informazione, sperimentazione o intrattenimento possano ancora incontrarsi senza dover chiedere il permesso a un algoritmo. Perciò buon anno radiofonico alla redazione, agli speaker, ai tecnici, ai DJ, alle trasmissioni, alle realtà che collaborano con noi e soprattutto alle migliaia di persone che continuano ad accendere RadioSonar. E buon anno radiofonico a **RadioGrad e Radio Samarcanda**, compagne di viaggio di questa piccola rete di frequenze, server, voci e idee, oltre che alle radio italiane dell’ormai ex network gemini Siamo arrivati al **23**. Per la Smorfia siamo *’o scemo*. Per Roma abbiamo **bucio de culo**. Per noi significa semplicemente che, dopo ventitré anni, siamo ancora qui. E finché ci sarà qualcuno disposto a parlare e qualcun altro disposto ad ascoltare, continueremo a trasmettere. **Buon 23° anno radiofonico, RadioSonar.** **RADIOSONAR.NET — THE REVOLUTION WILL BE STREAMED.**
October 3, 2026
RadioSonar.Net
Dentro o fuori l’algoritmo?
RADIOSONAR, AUTISTICI/INVENTATI E IL DIRITTO DI COSTRUIRE INFRASTRUTTURE INDIPENDENTICI SONO STORIE CHE FINISCONO E STORIE CHE, PROPRIO QUANDO SEMBRANO FINIRE, CI OBBLIGANO A FARE I CONTI CON IL TEMPO NEL QUALE VIVIAMO. La vicenda di Autistici/Inventati, dopo venticinque anni di attività, appartiene probabilmente alla seconda categoria. Per una parte importante dei movimenti sociali italiani A/I non è stato semplicemente un fornitore di servizi. Non era soltanto una casella di posta, un server, una mailing list o uno spazio web. Era la dimostrazione pratica che anche l’infrastruttura attraverso la quale comunichiamo può essere pensata politicamente. Che un server può essere uno spazio comune. Che la tecnologia può essere sottratta, almeno in parte, alla logica del profitto. Che comunicare non significa necessariamente consegnare dati, relazioni e memoria collettiva nelle mani di una piattaforma privata. Per venticinque anni quella esperienza ha accompagnato associazioni, collettivi, movimenti, progetti culturali, media indipendenti e singole persone. La sua crisi e la decisione di terminare i servizi non raccontano quindi soltanto la difficoltà di un progetto storico della rete indipendente. Ci costringono a porci una domanda molto più grande: Di chi sono, oggi, i luoghi nei quali comunichiamo? -------------------------------------------------------------------------------- QUANDO INTERNET SEMBRAVA UN’ALTRA COSA C’è stato un momento nel quale Internet sembrava poter diventare qualcosa di profondamente diverso. Una rete distribuita, attraversabile, difficile da controllare. Un luogo nel quale chiunque poteva aprire un sito, costruire una radio, creare un forum, mettere in piedi una mailing list. Non serviva chiedere il permesso a qualcuno per esistere. Quell’idea non è completamente scomparsa. Ma sopra quella rete ne è cresciuta progressivamente un’altra. Molto più semplice da utilizzare, molto più veloce, molto più potente e soprattutto molto più concentrata. Oggi una parte enorme della nostra vita digitale passa attraverso poche infrastrutture proprietarie:  lì discutiamo, ascoltiamo musica, guardiamo video, organizziamo iniziative, costruiamo campagne politiche, promuoviamo concerti, raccontiamo vertenze ma quasi sempre lo facciamo dentro uno spazio che non ci appartiene, accettando questa trasformazione e contraddizione perché funzionava. Le piattaforme ci hanno dato una capacità di distribuzione che vent’anni fa sarebbe stata impensabile. Con un telefono possiamo trasmettere in diretta da una manifestazione, pubblicare un’intervista e raggiungere migliaia di persone in pochi secondi ma quella straordinaria possibilità aveva un prezzo che forse per molto tempo abbiamo preferito non guardarlo. Il prezzo sono  i nostri dati, la nostra attenzione, relazioni e tempo. E, lentamente, anche il modo attraverso il quale abbiamo imparato a comunicare -------------------------------------------------------------------------------- TUTTI POSSONO PARLARE. POCHISSIMI POSSIEDONO IL MICROFONO. La promessa delle piattaforme era semplice: finalmente chiunque può parlare, e bene o male  è vero. Mai nella storia così tante persone hanno avuto la possibilità tecnica di produrre e distribuire contenuti. Ma esiste una contraddizione enorme. > TUTTI POSSONO PARLARE, MA POCHISSIMI POSSIEDONO IL MICROFONO. Perché il luogo nel quale parliamo appartiene ad altri. Qualcuno decide l’algoritmo, stabilisce cosa viene mostrato e cosa scompare. Qualcuno può modificare le condizioni di utilizzo. Qualcuno controlla l’infrastruttura sulla quale abbiamo costruito una parte enorme delle nostre relazioni. La questione posta dalla vicenda di Autistici/Inventati diventa allora molto più ampia della storia di un singolo collettivo. Riguarda il rapporto tra libertà e infrastruttura. Perché non basta avere libertà di parola se qualcun altro possiede interamente il luogo nel quale possiamo esercitarla. -------------------------------------------------------------------------------- DALLA COMUNITÀ ALL’AUDIENCE Nel frattempo è cambiato anche qualcosa dentro di noi in quanto la rete delle piattaforme non ha semplicemente modificato gli strumenti attraverso i quali comunichiamo ma ha modificato il nostro immaginario. CI SIAMO PROGRESSIVAMENTE ABITUATI A MISURARE QUALSIASI COSA. Visualizzazioni. Follower. Like. Interazioni. Tempo di permanenza. Condivisioni. Engagement. La comunicazione è diventata una gigantesca competizione per conquistare attenzione, persino quando non guadagniamo un euro, produciamo continuamente valore per qualcuno. Scriviamo. Fotografiamo. Registriamo. Commentiamo. Discutiamo. Condividiamo. E ogni nostro gesto contribuisce ad alimentare un sistema economico costruito sulla raccolta dei dati e sulla capacità di trasformare la nostra attenzione in profitto. Dentro questo modello è cresciuta anche una nuova promessa: quella secondo cui ognuno di noi potrebbe trasformarsi in un piccolo imprenditore di sé stesso. IL CREATOR, IL PERSONAL BRAND, IL PROFILO. IL CANALE,LA MONETIZZAZIONE. LA VISIBILITÀ COME MISURA DEL SUCCESSO, SONO SOLO UNA GIGANTESCA FABBRICA DELL’INDIVIDUALITÀ. E questa trasformazione riguarda anche chi prova a costruire informazione indipendente, perché lentamente il rischio diventa quello di sostituire una domanda con un’altra. Non più: > Cosa possiamo costruire insieme? Ma: > Quanto sono visibile? Non più una redazione, ma il profilo. Non più un progetto, ma il creator. Non più una comunità, ma un’audience. -------------------------------------------------------------------------------- UNA RADIO NATA QUANDO TUTTO QUESTO NON ESISTEVA ANCORA RADIOSONAR NASCE IN UN’ALTRA EPOCA DELLA RETE. Quando fare una web radio significava ancora mettere insieme computer, mixer, microfoni, server, competenze e soprattutto persone. Quando trasmettere non era premere il pulsante “live” di una piattaforma, bisognava costruirselo, quello spazio, anche occupandolo. E forse proprio per questo la radio nasce con un’idea che oggi appare persino più radicale di allora: creare uno spazio libero dalle logiche del mercato e dei partiti, nel quale esperienze differenti potessero incontrarsi, contaminarsi e produrre comunicazione. Non semplicemente raccontare una comunità, ma provare a costruirla. Negli anni davanti ai microfoni sono passate centinaia di persone: Trasmissioni politiche, Musica, Movimenti sociali, Sindacati, Associazioni, Artisti, Territori Conflitti. Persone che magari arrivavano per fare un’intervista e finivano per immaginare una trasmissione. Persone che ascoltavano e poi decidevano di partecipare. Persone che imparavano a usare un mixer, montare un audio, preparare una scaletta, condurre una diretta. Questo patrimonio non compare nelle statistiche di una piattaforma. e  non entra facilmente dentro una dashboard oltreché n on produce necessariamente milioni di visualizzazioni. Ma produce qualcosa che oggi rischia di diventare molto più raro: Relazioni. -------------------------------------------------------------------------------- UNA PIATTAFORMA PRODUCE UTENTI. UNA COMUNITÀ PRODUCE RELAZIONI. È probabilmente questa la differenza fondamentale Una piattaforma ha bisogno che rimaniamo collegati. Una comunità ha bisogno che partecipiamo. La piattaforma misura il tempo che trascorriamo davanti allo schermo mentre una comunità misura la propria esistenza nella capacità delle persone di costruire qualcosa insieme. L’utente scorre. La comunità discute. L’utente segue. La comunità partecipa. L’utente produce engagement. La comunità può produrre conflitto, confronto, cultura, memoria. Questo non significa abbandonare le piattaforme perchè sarebbe ingenuo. INSTAGRAM, YOUTUBE, SPOTIFY, TIKTOK E QUALUNQUE ALTRA PIATTAFORMA POSSONO ESSERE STRUMENTI STRAORDINARIAMENTE UTILI PER DISTRIBUIRE CONTENUTI E RAGGIUNGERE PERSONE CHE ALTRIMENTI PROBABILMENTE NON INCONTREREMMO MAI. Il problema nasce quando confondiamo lo strumento di distribuzione con la nostra casa. RadioSonar può stare su Instagram Ma RadioSonar non è Instagram. Può pubblicare su YouTube. Ma non è YouTube. Può distribuire podcast attraverso Spotify. Ma non è Spotify. Quelle piattaforme possono essere strade attraverso le quali passa il nostro segnale. Non possono diventare il luogo dal quale dipende interamente la nostra possibilità di esistere. -------------------------------------------------------------------------------- L’INFRASTRUTTURA DEL DISSENSO Nelle riflessioni nate intorno al caso Autistici/Inventati è emersa un’espressione importante: l’infrastruttura del dissenso. Perché esiste un livello della comunicazione politica del quale parliamo troppo poco, siamo abituati a discutere del contenuto. Di cosa viene detto. Di chi lo dice. Molto meno spesso discutiamo dell’infrastruttura che permette a quel contenuto di esistere. Server. Domini. Hosting. Archivi. Streaming. Sistemi di pagamento. Mailing list. Software tutte questioni che sono apparentemente questioni tecniche. In realtà sono questioni profondamente politiche perché chi controlla l’infrastruttura possiede una forma enorme di potere sulla comunicazione. La storia di A/I lo rende evidente, ma la domanda riguarda tutti noi. Che cosa succede a un progetto indipendente quando il suo archivio esiste soltanto dentro una piattaforma? Che cosa succede quando anni di relazioni dipendono da un account? Che cosa succede quando un algoritmo cambia? Che cosa succede quando un servizio diventa economicamente insostenibile? Che cosa succede quando qualcuno decide che non possiamo più stare lì? -------------------------------------------------------------------------------- SE DOMANI SPENGONO LA PIATTAFORMA Forse questa è la domanda che dovremmo cominciare a farci più spesso. > Se domani qualcuno spegne la piattaforma, cosa rimane di noi? Rimangono diecimila follower? Centomila visualizzazioni? Un milione di impression? Probabilmente no. Rimangono invece le persone che abbiamo incontrato. Le competenze che abbiamo condiviso e le relazioni che abbiamo costruito. Rimane la comunità. Ed è esattamente da qui che esperienze come RadioSonar possono provare a ripensare il proprio futuro. Non cercando di diventare una versione più piccola delle grandi piattaforme. Non inseguendo disperatamente ogni nuovo algoritmo, non trasformando ogni persona davanti a un microfono nell’ennesimo aspirante creator. Ma tornando a fare quello che una radio indipendente può fare meglio. > Mettere insieme persone che da sole probabilmente non si sarebbero incontrate. -------------------------------------------------------------------------------- TORNARE A COSTRUIRE INFRASTRUTTURE COMUNI Forse la vera sfida della comunicazione indipendente nei prossimi anni sarà proprio questa. Ricostruire pezzi di autonomia. Non significa immaginare una fuga romantica dalla tecnologia. Significa esattamente il contrario. Imparare nuovamente a possederne almeno una parte. Server indipendenti siti propri. archivi accessibili Radio e Podcast Software libero, Reti federate. Spazi fisici, Redazioni aperte , Luoghi nei quali trasmettere conoscenze e competenze. E contemporaneamente attraversare le piattaforme commerciali senza diventarne completamente dipendenti. Usarle Senza essere usati soltanto da loro. Perché l’alternativa alla concentrazione proprietaria della comunicazione non può essere semplicemente costruire l’influencer antagonista più bravo degli altri. La risposta può essere tornare a costruire qualcosa che Internet sembrava promettere all’inizio della sua storia. > Una rete. > > Non soltanto tecnologica. > > Una rete di persone. -------------------------------------------------------------------------------- IL SEGNALE CONTINUA AAutistici/Inventati lascia dietro di sé venticinque anni di esperienza, contraddizioni, conoscenze e infrastrutture costruite fuori dalle grandi piattaforme. Non è poco. È una memoria dalla quale ripartire. E forse proprio nel momento in cui un’esperienza storica della rete indipendente arriva alla fine del proprio percorso, dovremmo evitare di celebrarla soltanto con nostalgia. Dovremmo raccoglierne la domanda. > Chi possiede gli strumenti attraverso i quali comunichiamo? Per RadioSonar quella domanda riguarda direttamente il proprio futuro. Dopo tanti anni di trasmissioni, la sfida non può essere semplicemente continuare a produrre programmi. Deve essere continuare a costruire uno spazio nel quale altre persone possano produrli. Un luogo attraversabile. Una radio capace di essere laboratorio. Un archivio della memoria dei movimenti e delle culture indipendenti. Un’infrastruttura comune. Perché forse l’indipendenza, oggi, non significa soltanto poter dire quello che pensiamo, significa avere ancora un posto nostro dal quale poterlo dire. E sapere che, se domani una piattaforma scompare, cambia algoritmo o decide che non siamo più interessanti per il suo mercato, il nostro segnale può continuare a viaggiare. Perché dietro quel segnale non c’è semplicemente un account. Ci sono persone. Ci sono relazioni. C’è una comunità. E allora, dopo venticinque anni di Autistici/Inventati e dopo più di vent’anni di esperienze di comunicazione indipendente, forse vale ancora la pena ripartire da una vecchia idea che continua ostinatamente a sembrare nuova: > Socializzare saperi senza fondare poteri. E continuare a trasmettere. Fuori dall’algoritmo, quando serve. Dentro le piattaforme, quando è utile. Ma sempre con un luogo nostro nel quale poter tornare.
September 26, 2026
RadioSonar.Net