RAMY ELGAML: LA PROCURA CHIEDE IL PROCESSO PER SETTE CARABINIERILa Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio stradale con
“eccesso colposo nell’adempimento del dovere” per il carabiniere alla guida
della volante che, la notte del 24 novembre 2024, urtò lo scooter sul quale
viaggiavano Ramy Elgaml, poi deceduto, e l’amico Fares Bouzidi, dopo averlo
inseguito per 8 lunghissimi chilometri, fino a viale Ripamonti.
I pm hanno chiesto il processo, per concorso il omicidio stradale, anche per
Fares Bouzidi – che guidava lo scooter – e per altri sei militari accusati, a
vario titolo, di favoreggiamento, depistaggio e falso nel verbale d’arresto
dell’amico di Ramy.
“Il depistaggio aggrava il quadro – commenta su Radio Onda d’Urto il giornalista
Nello Trocchia – perché conferma che ogni qualvolta pezzi di Stato commettono
degli illeciti, o delle violazioni, c’è chi non va lì a ricostruire la verità ma
a coprire e blindare nel silenzio e nell’omertà quanto accaduto… e questo è
gravissimo”.
“Perché non succeda più dovremmo cominciare a occuparci di formazione delle
forze dell’ordine, e anche di un cambio culturale rispetto all’approccio a
vicende come queste”, aggiunge ai nostri microfoni il giornalista che per il
Domani si è occupato dei depistaggi dei carabinieri nelle indagini sulla morte
di Ramy Elgaml.
L’intervista di Radio Onda d’Urto a Nello Trocchia, giornalista del quotidiano
Domani, per il quale segue la vicenda della morte di Ramy Elgaml. Ascolta o
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