SIGONELLA (CT): AUMENTATO IL TRAFFICO AEREO NELLA BASE USA, MA “L’ATTIVITÀ BELLICA DOVREBBE ESSERE AUTORIZZATA DAL PARLAMENTO”
Il ministero della Difesa Guido Crosetto ha negato agli Stati Uniti l’uso della
base di Sigonella, in provincia di Catania, ad alcuni bombardieri provenienti
dalla Gran Bretagna. Il governo ha rivendicato la decisione, rimandando ai
trattati semi segreti siglati con gli Stati Uniti a partire dagli anni
successivi alla seconda guerra mondiale.
Tuttavia la questione è più ampia e lo dimostrano numerosi siti internet
specializzati che riportano un aumento consistente del traffico aereo militare
sull’area nell’ultimo mese. Proprio in concomitanza con l’inizio
dell’aggressione israelo-statunitense all’Iran, la Naval Air Station di
Sigonella. Il caso dell’aereo bloccato da Crosetto potrebbbe dunque essere
soltanto la punta di un iceberg.
Sigonella è denominata anche “The hub of the Med, uno snodo fondamentale per le
operazioni USA” verso il Medio Oriente. “Droni, aerei di pattugliamento e di
rifornimenti diretti verso il Golfo” e mostrati dai siti che mappano le rotte
dei mezzi militari, sono al centro delle attenzioni dei movimenti anti
militaristi siciliani, che chiedono alle istituzioni la legittimità di tali
operazioni.
Qual’è il quadro giuridico nel quale si iscrive la base alla quale il Ministero
della Difesa ha recentemente negato il passaggio di alcuni bombardieri? E cosa
sta succedendo nelle basi militari statunitensi in Sicilia da quando Israele e
Stati Uniti hanno iniziato a bombardare l’Iran? Lo abbiamo chiesto all’avvocato
Sebastiano Papandrea legale del movimento No Muos e a Alfonso Di Stefano del
comitato No Muos – No Sigonella di Catania. Ascolta o scarica