Tavolo Asilo e Immigrazione: solidarietà ai medici sottoposti a perquisizioniIl Tavolo Asilo e Immigrazione (TAI) esprime piena e completa solidarietà ai
medici (in visita a un CPR, ndR) che sono stati sottoposti a perquisizioni
personali e domiciliari e costretti a consegnare cellulari e computer personali,
fino ad essere, al momento in un solo caso, formalmente indagati.
Come ha giustamente ribadito il presidente della Federazione degli Ordini dei
Medici Filippo Anelli, i sanitari non sono ausiliari delle politiche di
sicurezza: il loro dovere è tutelare la salute delle persone in qualunque
contesto, come prevede il codice deontologico.
La segnalazione del Ministero dell’Interno, in particolare del Servizio Centrale
Operativo della Polizia di Stato, che ha dato il via all’indagine di Ravenna e
la contestuale campagna politico mediatica sembrano puntare invece
all’intimidazione dei medici professionisti che, semplicemente esercitando le
loro funzioni, risultano un ostacolo per le politiche del governo.
Il Tavolo Asilo Immigrazione ribadisce l’incompatibilità dei Centri di
Permanenza per il Rimpatrio (CPR) con i principi sanciti costituzionalmente, in
particolare gli artt.13 e 32, in quanto luoghi patogeni di violazione costante e
quotidiana dei diritti fondamentali.
Nel gennaio 2026 il secondo rapporto di monitoraggio sui CPR del TAI ha
focalizzato l’attenzione sulla condizione di salute delle persone e dei luoghi
di detenzione. Dal monitoraggio è emerso un quadro di violazioni gravi e
sistematiche dei diritti fondamentali e della dignità delle persone allarmante e
intollerabile, proprio di istituzioni totali, incompatibili con lo stato di
diritto. Le stesse conclusioni raggiunte lo scorso anno dal Comitato europeo per
la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti
(CPT) del Consiglio d’Europa, che ha condotto visite ispettive approfondite.
A ribadirlo, a ottobre 2025, anche il Consiglio di Stato che ha stabilito il
parziale annullamento dello schema di capitolato dei CPR per carenze relative
alla tutela della salute e della prevenzione del rischio suicidario e ha imposto
al Ministero dell’Interno di introdurre modifiche significative in materia.
Il Viminale non ha, allo stato, ottemperato e a luglio 2026 il Consiglio di
Stato ha imposto il termine di 6 mesi per la piena esecuzione della sentenza,
con il necessario coinvolgimento di soggetti come il Ministero della Salute e il
Garante nazionale delle persone private della libertà personale, cui compete il
dovere istituzionale di rilevare e segnalare le criticità presenti nei centri.
La letteratura scientifica e medico-sanitaria italiana ed internazionale, e la
stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), hanno evidenziato la
dimensione patogena della detenzione amministrativa. In particolare, sono stati
documentati il deterioramento della salute mentale, il rischio di
ritraumatizzazione delle persone con precedenti esperienze traumatiche, le
criticità dell’accesso alle cure e i rischi connessi all’uso improprio, nonché
l’abuso, di psicofarmaci. La detenzione può dunque costituire un fattore
autonomo di aggravamento delle condizioni psicofisiche delle persone trattenute.
Il Tavolo Asilo e Immigrazione, ribadisce la necessità di riformare in
profondità il sistema delle espulsioni, abbandonando la fallimentare strada
della detenzione amministrativa e chiudendo il prima possibile la stagione della
legislazione speciale per gli stranieri.
Per il Tavolo Asilo e Immigrazione:
A Buon Diritto, ACLI, ActionAid Italia, Amnesty International Italia, ARCI,
Ascs, Asgi, CGIL, CIR, CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti),
CoNNGI, Emergency, Europasilo, Forum per cambiare l’ordine delle cose, Italiani
senza cittadinanza, Medici Senza Frontiere, MEDU, Oxfam Italia, ReCoSol, RED
Nova, Refugees Welcome Italia, SIMM, SOS MEDITERRANEE Italia, UNIRE-APS.
Redazione Italia