Il mondo sta cuocendo, ma noi tagliamo alberi
La Campagna Per il Clima – Fuori dal Fossile appoggia con decisione l’azione di
protesta del Comitato “Salviamo gli alberi” e di Italia Nostra di Ravenna, in
difesa dei pini di Galla Placidia e San Vitale. Nel momento in cui il caldo
soffocante, in epoca assai precoce rispetto all’andamento dell’estate, sta
fornendo l’ennesimo segno del punto di non ritorno, al quale siamo vicinissimi,
nel riscaldamento globale, a Ravenna, come in tanti altri luoghi, si abbattono
alberi meravigliosi e si fa spazio all’afa e alle temperature tropicali.
Come realtà sociale attiva nel contrasto alla catastrofe climatica, non possiamo
non porre l’attenzione al fatto che gli alberi, soprattutto nei contesti urbani,
sono il principale presidio per smorzare le ondate di calore, ripulire almeno un
po’ l’aria dai mille inquinanti che anche d’estate ammorbano l’ambiente, in
definitiva difendere per quanto possibile la salute delle persone, sia ravennati
che visitatrici della nostra città.
Dopo le vicende contorte e sostanzialmente opache di Via Maggiore e di Lido di
Savio, adesso quella di Galla Placidia dà il segno della scarsa considerazione
che il rispetto della vegetazione incontra ai vari livelli istituzionali. E’
tutto un dire che gli alberi abbattuti sono stati o verranno ripiantati, ma si
omette di far cenno al fatto che ci vorranno decenni perché le nuove piante
arrivino a fornire i servizi ecosistemici che i “vecchi” (e tutt’ora validi)
alberi hanno dato e stanno dando all’ambiente circostante; così come si
minimizza il fatto che le nuove piante – come è successo agli alberi piantumati
a Punta Marina nell’area di “compensazione” offerta da Snam – spesso non
sopravvivono e quindi il loro effetto è nullo.
Non capiamo perché le proposte del Comitato di interpellare tecnici di alto
livello per valutare con competenza lo stato di salute delle preziose piante
vengano snobbate. E non capiamo perché un sito di tale valore non sia (anche
nelle sue piante) oggetto di studio, valutazione e manutenzione croniche e
continuative nel tempo, e invece si dia retta ad un allarme improvviso che
dichiara uno stato d’emergenza.
Ci meraviglia non poco che la Diocesi, proprietaria del Sito, sia così
insensibile agli appelli per la difesa della Terra e per l’ ecologia integrale
che negli ultimi anni, soprattutto – ma non solo – con il papato di Francesco,
la Chiesa ha emesso in più occasioni, invitando tutte le proprie diramazioni ad
impegnarsi per il contrasto alla catastrofe climatica.
Ma ci amareggia anche che i poteri pubblici nazionale, regionale e locale, sulla
questione si dimostrino così passivi. Sarà probabilmente la poca coscienza
pulita che hanno per la mattanza di alberi che – dall’alluvione in qua – hanno
praticato con criteri a dir poco opinabili in ogni angolo del territorio.
Nella vicenda dei pini di Galla Placidia e San Vitale, non si tratta solo di
salvare un importante dato estetico e storico che caratterizza Ravenna, ma di
agire concretamente, anche se in un’area limitata, per contribuire ad una delle
prime e principali linee di difesa del clima, della respirabilità dell’aria e
della vivibilità concreta della città.
Certo, la principale e più efficace misura da intraprendere sarebbe, e resterà
sempre, iniziare con decisione la dismissione delle fonti fossili, ma dato che
su questo fronte si muove ben poco nei palazzi istituzionali, sarebbe importante
che almeno nella difesa di ciò che abbiamo già (e che può aiutarci a contrastare
la criticità climatico-ambientale) vi fosse molta più convinzione. E vorremmo
che le voci critiche, che pure sappiamo essere presenti anche negli ambienti
vicini alle nostre Istituzioni, si facessero sentire con molta, molta più
vivacità.
Coordinamento ravennate “Per il Clima – Fuori dal Fossile”
Ravenna, 26 giugno 2026
Redazione Romagna