Tag - diritto internazionale

La Leonardo in tribunale. Il limiti del profitto e quelli del diritto
Nel mese di ottobre 2025, commentando il sequestro da parte di Israele di membri degli equipaggi della Flotilla per Gaza – tra cui cittadini italiani – il ministro degli Esteri Antonio Tajani dichiarò che il diritto internazionale vale “fino a un certo punto”. L’affermazione, formulata per spiegare la mancata reazione […] L'articolo La Leonardo in tribunale. Il limiti del profitto e quelli del diritto su Contropiano.
April 24, 2026
Contropiano
Crosetto: “Volenterosi a Hormuz, con l’ONU o senza”
Le parole che Crosetto ha affidato al quotidiano panarabo Asharq Al-Awsat e al Corriere della Sera mettono in chiaro l’avventurismo bellicista dei “Volenterosi”, nel tentativo spasmodico di contare qualcosa in uno scenario internazionale in cui le potenze del Vecchio Continente hanno dimostrato di contare poco o nulla, diventando tuttavia bersagli […] L'articolo Crosetto: “Volenterosi a Hormuz, con l’ONU o senza” su Contropiano.
April 21, 2026
Contropiano
Sánchez a Pechino chiede alla Cina di diventare il paciere mondiale
Si è conclusa ieri la visita del primo ministro spagnolo Pedro Sánchez in Cina. Una visita che non è passata inosservata per tanti motivi, di certo economici, ma anche diplomatici. Perché il politico europeo ha riconosciuto a Pechino un ruolo centrale nel garantire la risoluzione dei conflitti che investono tanti […] L'articolo Sánchez a Pechino chiede alla Cina di diventare il paciere mondiale su Contropiano.
April 16, 2026
Contropiano
In difesa della Corte Penale Internazionale: sciopero della fame a staffetta di 3˙400 cittadini europei
Si è svolta questa mattina una manifestazione davanti al quartier generale della Commissione europea per chiedere alla Presidente Ursula von der Leyen l’attivazione il cosiddetto blocking statute, lo scudo legale attivo contro le pressioni di Stati Uniti e Russia sulla Corte Penale Internazionale, mai come ora sotto attacco. Tra gli altri era presente anche l’Europarlamentare Cecilia Strada. Durante l’appuntamento organizzato da Eumans, il movimento di cittadini fondato da Marco Cappato, insieme a Non c’è pace senza giustizia, è stato avviato uno sciopero della fame a staffetta della durata di 63 giorni, sostenuto da oltre 3˙400 cittadini europei e con 117 partecipanti già pronti a prendere parte alla prima fase. La forma scelta per la protesta è quella del Satyagraha: una catena ininterrotta di digiuni in cui ogni partecipante assume l’impegno per un periodo limitato, cedendo poi il testimone al successivo. La mobilitazione nasce in risposta alle pressioni e alle sanzioni che Stati Uniti e Russia starebbero esercitando contro la Corte Penale Internazionale attraverso strumenti economici e giuridici di portata extraterritoriale. Secondo i promotori, tali misure rischiano di compromettere l’operatività stessa della Corte, minandone l’indipendenza. “In 36 persone oggi iniziamo questo digiuno di dialogo nei confronti di Ursula Von der Leyen per chiedere di difendere la Corte Penale Internazionale come è in suo potere – ha dichiarato a margine Marco Cappato, presidente di Eumans – Dopo che Orbán aveva fatto uscire l’Ungheria dalla Corte, Magyar ha preannunciato che vuole farla rientrare quindi non ci sono più scuse, è una questione di volontà politica, non serve un esercito europeo per difendere la Corte Penale Internazionale, si fa subito, si può fare subito, è quello che chiediamo a Von der Leyen e a tutti i capi di Stato e di Governo europei di supportare questa proposta come ha già chiesto il Parlamento Europeo”. “Da più di un anno chiediamo alla Commissione europea di attivare il regolamento di blocco per difendere la Corte Penale Internazionale e la Commissione non l’ha ancora fatto e questo è abbastanza vergognoso – ha ribadito l’Europarlamentare Cecila Strada presente all’evento -. Noi dobbiamo stare con la Corte Penale Internazionale perché stiamo con le vittime, lo dobbiamo a loro, ma lo dobbiamo anche a noi stessi, allo Stato di diritto, perché noi non ci arrendiamo alla legge del più forte che vuole piegare il diritto internazionale e la Corte Penale Internazionale. Noi chiediamo nella forza della legge, nella giustizia, per tutte e per tutti Su questo piano si articolano le richieste rivolte alla Commissione europea: * attivazione del Blocking Statute (Regolamento UE 2271/96), per proteggere la Corte dalle sanzioni extraterritoriali; * divieto esplicito di applicazione di sanzioni straniere in Europa nei confronti della Corte o dei suoi funzionari; * candidatura della Corte Penale Internazionale al Premio Nobel per la Pace 2026, come segnale politico forte a sostegno della sua indipendenza. DIFENDI LA CORTE PENALE INTERNAZIONALE – DIFENDI LO STATO DI DIRITTO INTERNAZIONALE Altre manifestazioni sono programmate in Belgio, Germania e Spagna e in Italia: martedì 14 aprile / h 19 – BOLOGNA – Piazza Maggiore giovedì 16 aprile / h 12:45 – MILANO – Parlamento Europeo, Corso Magenta (piazza di Santa Maria delle Grazie) venerdì 17 aprile / h 14 – ROMA – via di San Nicola de’ Cesarin sabato 18 aprile / h 12 – NAPOLI – Uffici dell’Unione Europea (Europe Direct), piazza Cavour 38 Di seguito, gli interventi di Marco Cappato e di Cecilia Strada alla manifestazione svolta il 14 aprile davanti alla sede della Commissione Europea. Maddalena Brunasti
April 14, 2026
Pressenza
Un cessate il fuoco immediato per il Libano
Un cessate il fuoco può essere solo l’inizio! Solo i negoziati per una pace duratura e una convivenza pacifica in tutta la regione sono moralmente, eticamente, umanitariamente e politicamente giustificabili! Siamo profondamente preoccupate per i nostri cari e i nostri amici in Libano e in tutto il Medio Oriente. In Libano, un quarto della popolazione sta fuggendo, comprese molte famiglie con bambini, molte delle quali per l’ennesima volta. Hanno perso tutto: le loro case, i loro lavori, la loro terra. Sono stati e continuano a essere brutalmente cacciati dalle loro case e arrestati con l’accusa di attività legate a Hezbollah. Allo stesso tempo, le loro vie di fuga sono interrotte da ponti e strade distrutti. Ricevono poco o nessun preavviso dell’evacuazione richiesta. Mentre fuggono, vengono bersagliati dal fuoco nemico e non riescono a trovare quasi nessun posto dove ripararsi dalle bombe e dagli attacchi dei droni. Ti si spezza il cuore nel renderti conto di cosa vivono queste persone e di come riescono a sopravvivere – che stiano fuggendo o meno. Quali paure devono condividere con i figli e i parenti anziani? Come riescono a fare i conti con un massacro di civili, con la casa di un vicino in rovina? Cosa mangiano e bevono le persone, cosa danno da mangiare ai loro bambini piccoli, dove vanno le donne incinte, quanto è sicuro un ospedale e il viaggio per raggiungerlo? La benzina e i medicinali di cui c’è urgente bisogno scarseggiano, ammesso che si osi avventurarsi per le strade. E così ora c’è persino una crescente domanda di – inesistenti – antidepressivi. Si tratta forse solo di una privazione simbolica, ma mette in luce la catastrofe umanitaria e la portata della disperata lotta per la sopravvivenza che la gente comune si trova ad affrontare. Persino chi vive ancora in case solide sulle montagne o nella città di Beirut può sentire i droni israeliani sorvolare la zona: nessuno sa cosa trasportino o quando potrebbero iniziare i bombardamenti. Nel frattempo, la televisione è accesa costantemente per seguire gli ultimi sviluppi della situazione di minaccia. Poi, ieri, ci sono stati tre forti terremoti che si sono avvertiti fino al quinto piano – provocati da bombe massicce o da problemi tettonici nella regione? Anche questo non è chiaro e crea solo ulteriore incertezza. Shirine: “Non vogliamo morire! Abbiamo il diritto di vivere, di sopravvivere, di essere ascoltati con la nostra sofferenza, il nostro lutto, il nostro impegno per un cambiamento! Abbiamo bisogno della vostra solidarietà e delle vostre azioni!” I libanesi sono un popolo che da tanti anni subisce duramente le conseguenze dell’occupazione, della guerra, dell’esplosione del porto di Beirut, delle difficoltà economiche e dei disordini politici: un Paese dalle ricchezze naturali infinite, con una popolazione multietnica e multiconfessionale in conflitto con élite corrotte e con focolai di tensione militarizzati e pesantemente armati in tutta la regione. Una popolazione che dimostra coraggio e resilienza e il cui governo più recente sta compiendo passi cauti sia verso il disarmo di Hezbollah che verso la democratizzazione. Tutto questo viene minato da signori della guerra incapaci o restii a liberarsi dalla spirale di violenza – anche con il sostegno internazionale. Di conseguenza, noi che facciamo parte di una comunità internazionale impegnata per la pace, i diritti e le libertà non dobbiamo permettere che ciò accada! Un appello alla solidarietà e all’azione cosa comporta? * Lavorare insieme per smascherare i crimini di guerra, le menzogne, la disumanizzazione e le fake news diffuse dai media mainstream per interessi particolari. * Un impegno incrollabile alla solidarietà e all’amicizia, al sostegno di iniziative umanitarie, come la flottiglia per Gaza e molte altre. * Raccogliere e pubblicare storie dalla regione per dare priorità alla dimensione umana della guerra rispetto alle considerazioni di potere geostrategico e in particolare per mettere in luce la resistenza (femminista) alla violenza. * Esercitare pressioni politiche per ottenere un cessate il fuoco immediato, la fine dell’occupazione e la partecipazione del popolo libanese a tutti i tavoli negoziali, dal Pakistan alla Norvegia o alla Spagna! * Sostenere il ritorno sicuro e dignitoso degli sfollati alle loro case, nonché la ricostruzione e la ripresa del Libano. * Affermare il diritto sovrano del Libano di esplorare e sfruttare le proprie risorse petrolifere e di gas in conformità con il diritto internazionale. * Chiarimento della destinazione dei fondi europei promessi al Libano e dei benefici per i gruppi più vulnerabili – con particolare riguardo alla salute riproduttiva. * Richiesta di rigoroso rispetto del diritto internazionale in materia di forniture di armi, che non devono essere inviate nelle zone di conflitto. Ciò vale in particolare per l’immediata sospensione delle forniture di armi a Israele fintanto che questo Paese è in guerra. Gli Stati devono inoltre rispettare il diritto internazionale umanitario e conformarsi pienamente al Trattato sul commercio delle armi, compreso l’articolo 7, paragrafo 4, in tutte le decisioni relative ai trasferimenti. A tal fine, stiamo stringendo alleanze europee e internazionali, ad esempio nell’ambito di StopRearm Europe, contro le basi militari e i porti utilizzati strategicamente per operazioni militari in Medio Oriente * Invitare i cittadini dell’UE a firmare l’Iniziativa dei cittadini europei contro l’Accordo di associazione UE-Israele, affinché i governi che finora vi si sono opposti (come la Germania) siano riportati alla ragione dai propri cittadini. Heidi Meinzolt dopo un colloquio online con Shirine Jurdi, presidente di WILPF Libano   WILPF (Women's International League for Peace and Freedom)
April 11, 2026
Pressenza
Da Cuba alla Palestina e al Libano, opponiamoci alla normalizzazione della violenza imperialista
Per me è impossibile separare ciò che accade a Cuba da ciò che accade altrove, ad altri popoli. Sicuramente il martirizzato popolo palestinese lo sa bene: è su di esso, sulla sua pelle che si è resa accettabile la violazione sistematica del diritto internazionale, ignorata dalle potenze mondiali, fino a […] L'articolo Da Cuba alla Palestina e al Libano, opponiamoci alla normalizzazione della violenza imperialista su Contropiano.
April 10, 2026
Contropiano
Il ruolo discreto dell’Europa nella guerra contro l’Iran
In questo commento e intervista a Vijay Prashad, apparsi ieri mattina su Al Mayadeen English, il ramo in lingua inglese di uno dei principali media panarabi con sede a Beirut, lo storico di fama internazionale e direttore esecutivo dell’istituto di ricerca Tricontinental mette in risalto dei nodi fondamentali, che fanno […] L'articolo Il ruolo discreto dell’Europa nella guerra contro l’Iran su Contropiano.
April 9, 2026
Contropiano