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Intervista al sindaco di Saint Denis, Bally Bagayoko
Bally Bagayoko: «Ora una risposta politica, o la protesta non si fermerà». La destra, sia francese che italiana, ha dichiarato guerra al sindaco che “sta sulle barricate” insieme ai suoi concittadini. Ci è sembrato doveroso intervistarlo, ieri, prima delle manifestazioni… 450.000 manifestanti, di cui 100.000 solamente a Parigi. In questa […] L'articolo Intervista al sindaco di Saint Denis, Bally Bagayoko su Contropiano.
October 7, 2026
Contropiano
Francia: esplode la rivolta dei liceali malgrado le brutalità poliziesca
Ancora una volta sono i giovani a scuotere la Francia con una mobilitazione diffusa in tutto il paese. Le ragioni della protesta sono le stesse che riguardano le scuole italiane: condizioni fatiscenti o indecenti degli edifici scolastici, mancanza di personale insegnante e ausiliario, sovraffollamento delle classi. Nelle scuole si esaspera sempre più la selettività meritocratica reazionaria-classista-razzista-sessista, mediante anche l’uso dell’IA. Le proteste vengono totalmente ignorate e non trovano ascolto le rivendicazioni degli studenti e dei docenti democratici:  «nel percorso delle superiori o si vendono stupefacenti o si costringe ad apprendere il rispetto dell’autorità costituita. Ma chi insegna loro a rispettarci?» dicono in massa gli studenti. La rivolta s’è subito diffusa sia nelle zone rurali che nelle grandi aree metropolitane. Il 1 ottobre oltre la metà degli istituti scolastici di II° grado erano bloccati e dappertutto s’erano moltiplicate le manifestazioni di piazza. Il governo ha reagito con un dispositivo poliziesco stile quello usato contro i gilets gialli, con anche le famigerate armi che provocano tanti feriti gravi (i flashball per tirare candelotti all’altezza dei manifestanti e spesso sulle facce). Secondo i dati resi pubblici da vari media, solo il 1 ottobre sarebbero stati fermati quasi duemila manifestanti, 90% minorenni. Non mancano feriti gravi fra i giovani manifestanti ma il ministro dell’interno pretende che la sua polizia avrebbe agito “con proporzionalità”, ovvero quella che soprattutto negli ultimi 20 anni ad ogni rivolta scatena eccessi di brutalità da parte di una polizia a maggioranza fascista-lepenista.            Governo, media di destra e il partito della Le Pen accusano il partito di Mélenchon (La France Insoumise) di aver fomentato i disordini di piazza e le violenze mentre dappertutto i manifestanti ne denunciano l’abuso da parte delle polizie. In realtà la campagna di demonizzazione del partito di Mélenchon vorrebbe contrastare il suo successo fra i giovani: secondo noti sondaggi si sa che alle prossime elezioni presidenziali oltre il 40% dei giovani lo voterà e che è probabilmente al ballottaggio (secondo turno) lo opporrà a Le Pen, una prospettiva che fa paura perché nulla esclude che alla fine vinca proprio il vituperato comunista.  Il sindaco insoumis di Saint-Denis, Bally Bagayoko, è sceso in strada tra i ragazzi cantando e ballando con loro e difendendo anche le azioni considerate violente dai media in risposta all’illegittima brutalità poliziesca: «La reazione violenta può essere legittima o comprensibile – a sostenuto il sindaco – di fronte all’azione delle forze dell’ordine», frase denunciata strumentalmente dal prefetto come «incitamento a commettere delitti». Come denuncia Anthony Caillé, seg. Naz. della CGT-police (unico sindacato francese di polizia democratico), fra i fatti gravi di questi giorni c’è l’arresto di un liceale che induce il prefetto della zona a scrivere ai genitori: “comportamento inaccettabile, espulsione possibile su mia richiesta e richiesta ai genitori di impedire al figlio di manifestare”. Caillé segnala che il prefetto non ha alcuna autorità per fare ciò che semmai spetta alla procura. Il che vuol dire che dei poliziotti hanno trasmesso l’informazione al prefetto violando la procedura che la destina alla procura. Intanto allievi e insegnanti si uniscono in un movimento comune mentre il governo pretenderebbe far passare l’insegnamento a distanza. La rivolta è ancora in corso …  seguiranno aggiornamenti  Salvatore Turi Palidda
October 2, 2026
Pressenza
Francia, escalation di attacchi fascisti e razzisti contro i sindaci afro-francesi o discendenti dall’immigrazione
Nelle ultime elezioni municipali francesi, malgrado il bombardamento mediatico fascista e razzista non solo da parte dei lepenisti e della destra tradizionale ma anche da parte di socialisti, la sinistra unita è riuscita a far eleggere oltre 10 sindaco afro-francesi e altri discendenti dall’immigrazione (e a questi vanno aggiunti tutti gli altri di origine immigrata: italiani, nordafricani, spagnoli, portoghesi, polacchi, asiatici etc. L’Italia è ancora lontana da questa posterità dell’immigrazione)_ Il primo a essere il più bersagliato da questi attacchi è stato Bally Bagayoko, il nuovo sindaco di Saint Denis, la seconda città della regione parigina, eletto al 1° turno con il 50,8% dei voti contro l’ex-sindaco della destra PS che durante la sua gestione non aveva risparmiato la criminalizzazione dei giovani di questa banlieue. Gli insulti e falsità vomitate da razzisti e fascisti contro di lui si sono moltiplicati non solo perché è diventato sindaco sostenendo un programma apertamente di sinistra e contrario all’esasperazione sicuritaria delle destre e dell’ex-sinistra. Così dopo che alcuni media hanno scritto che, come aveva  promesso nella sua campagna elettorale, Bagayoko prospetta un progressivo disarmo della polizia municipale a cominciare dall’eliminazione della dotazione dei taser e dei flashball (quei fucili di candelotti che hanno ferito oltre 500 gilets gialli). Auspica quindi di restituire a questa polizia locale i compiti che le sono propri che sono la viabilità, il controllo contro le illegalità nel commercio, il contrasto delle contaminazioni tossiche che sono la prima causa della mortalità (e tutto ciò vale anche in Italia). Invece i governi macronisti hanno sposato l’ideale delle destre di più repressione. E per vomitare fango su questo sindaco, peraltro persona molto colta e con già lunga esperienza di consigliere comunale e di funzionario dei trasporti pubblici della regione parigina, i media in mano al magnate fascista Balloré hanno scritto anche che Bagayoko sarebbe stato legato a un dealer o delinquente di Saint-Denis, mentre questo tizio è noto per essere storicamente molto vicino agli eletti socialisti della città.  Come ha scritto la sociologa Solène Brun su Le Monde, “le accuse indegne contro Bally Bagayoko sono il segno della violenza del razzismo in Francia”. I razzisti e fascisti rosicano anche perché all’annuncio dell’elezione di Bagayoko (La France Insoumise) e della vice-sindaca Sofia Boutrih (Partito Comunista Francese), è scoppiato un lungo applauso: giovani e anziani, bianchi e non bianchi, uomini e donne, uniti dai loro ideali politici. Un residente della città ha detto ai giornalisti: “per la prima volta i veri cittadini di Saint-Denis in municipio”. Intervistato da un giornalista di La Chaîne Info, in riferimento al fatto che Saint-Denis ospita la basilica con la necropoli dei re e reali di Francia, dice a Bagayoko: “Saint-Denis è la città dei re”; allora il sindaco neoletto precisa: “La città dei re morti e del popolo vivo”, riprendendo la frase del poeta Jean Marcenac [1913-1984], comunista e combattente della Resistenza che insegnò filosofia al liceo Paul-Eluard di Saint-Denis. Ed ecco che subito tutti i media di destra si scatenano dicendo che il neo-sindacio avrebbe detto che “Saint-Denis è la citta dei neri”. E l’ex-sindaco della destra socialista non ha mancato di attaccare la lista di “comunitaria” -nel senso di islamisti, sostenuta da narcotrafficanti -, accusa ripresa da un giornalista di BFM-TV martedì 17 marzo. Lilian Thuram, presidente della Fondazione Lilian Thuram, educazione contro il razzismo, per l’uguaglianza ha scritto su Le Monde: “Il nero è senza dubbio il solo essere della Terra che tutti credono conoscere prima ancora che parli. Gli attacchi razzisti contro Bally Bagayoko, nutrono gli stereotipi ancestrali della negrofobia”. E l’editorialista di Le Monde, Philippe Bernard, scrive: “Appena eletto, Bally Bagayoko personifica sia la realtà cruda del razzismo e sia la possibilità di una riposta degna e determinata… il sindaco (La France Insoumise) di Saint-Denis reagisce con sangue freddo all’uragano mediatico scatenato contro di lui”.  In Italia non abbiamo ancora sindaci neri o di origine immigrata, ma è bastata l’elezione di qualche deputata e deputati di origine africana per far scattare subito l’insulto razzista in Parlamento (in particolare quello del leghista Calderoli a Cécile Kyenge). E lo stesso a livello locale è avvenuto nei confronti dei (rari) consiglieri comunali di origine immigrata. Salvatore Turi Palidda
March 30, 2026
Pressenza