Tag - indagine

Solidarietà ai 54 indagati di Pisa. Bloccare il trasporto di armi non è un reato
A Pisa una maxi indagine della Procura criminalizza il movimento contro la guerra e per la Palestina. Tra i 54 indagati figurano esponenti di tutte le realtà politiche della sinistra pisana, sindacati, lavoratori e lavoratrici impegnati contro la guerra, tra cui anche il nostro ex consigliere comunale Ciccio Auletta. Queste denunce rappresentano anche una diretta conseguenza del clima repressivo alimentato dai nuovi decreti sicurezza, strumenti che contribuiscono a colpire il dissenso sociale e politico e a restringere gli spazi di agibilità democratica. A Ciccio e a tutte le compagne e i compagni denunciate/i va la vicinanza e la complicità del nostro partito. Questo governo fascioleghista vuole colpire chi si mobilita e lotta per la pace, i diritti e la giustizia sociale: bisogna mandarli a casa e abolire tutti i decreti sicurezza. La lotta contro la guerra, il riarmo e il genocidio non è un reato. Bloccare il trasporto di armi è un dovere per chi si riconosce nei principi della Costituzione. Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista   Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
June 4, 2026
Pressenza
Sea-Watch 5, dopo gli spari dei libici indagine penale contro il capitano
All’arrivo al porto di Brindisi con 166 persone soccorse, è stata avviata un’indagine penale contro il capitano della nave di soccorso Sea-Watch 5, con l’accusa di «favoreggiamento dell’ingresso illegale». Verso mezzogiorno, agenti della Guardia Costiera italiana e della Polizia sono saliti a bordo della Sea-Watch 5. Sono rimasti sul ponte di comando della nave fino a ben oltre la mezzanotte, hanno sequestrato documenti e attrezzature e hanno condotto due membri dell’equipaggio alla stazione di polizia per un interrogatorio. Per oggi è previsto anche un interrogatorio del capitano della Sea-Watch 5. Siamo davanti a un’escalation paradossale, dopo che lunedì due motovedette e un’altra unità della cosiddetta Guardia Costiera libica avevano attaccato e sparato una raffica di colpi contro la nave e minacciato di dirottarla verso Tripoli. Motovedette donate alla Libia dall’Italia nel quadro dell’intesa tra i due Paesi. «L’indagine contro l’operato di Sea-Watch è un altro feroce attacco alla solidarietà in mare e un’aggressione allo stato di diritto. Invece di fare luce sulle responsabilità dell’attacco contro i civili sulla nostra nave, lo Stato prima manda i militari italiani a Tripoli a riparare i motori delle motovedette che compiono azioni criminali in mare e poi accusa chi ha soccorso vite in mare» dichiara Giorgia Linardi, portavoce di Sea-Watch «La criminalizzazione della società civile è ormai prassi, ma anche davanti a questa escalation non ci lasceremo intimidire». In passato, l’Italia ha sistematicamente utilizzato le indagini penali per tenere lontane dal Mediterraneo centrale le navi di soccorso e criminalizzare il soccorso civile. Lo abbiamo vissuto con Carola Rackete nel 2019 e in oltre 20 casi di indagini per favoreggiamento e in alcuni casi, persino associazione a delinquere, ai danni di chi salva vite in mare. Nella grande maggioranza le indagini sono state archiviate e le accuse non hanno mai portato a nulla. Ma mentre il governo cerca a tutti i costi di etichettare la società civile come trafficanti, continua a finanziare e proteggere i veri responsabili della tratta di esseri umani, come i ricercati internazionali pluriomicidi Bija e Almasri, invitati in Italia a discutere accordi politici o rimpatriati con volo di Stato, alimentando un efferato ciclo di abusi con le tasse dei cittadini. L’11 maggio scorso la nave Sea-Watch 5, poco dopo aver soccorso 90 persone in pericolo in acque internazionali, è stata raggiunta da un’imbarcazione armata della cosiddetta Guardia Costiera libica, che ha aperto il fuoco contro la nave e ne ha minacciato l’abbordaggio e il dirottamento. Una seconda motovedetta ha in seguito intimato alla Sea-Watch di consegnarle le persone soccorse per rapirle e riportarle in Libia. Il nostro capitano ha agito anteponendo la protezione delle persone a bordo sotto la sua responsabilità, rifiutandosi di compiere una grave violazione del diritto internazionale se si fosse reso complice di un respingimento. Da anni siamo quotidianamente testimoni di episodi di violenza in mare perpetrati ai danni delle persone in fuga dai libici, spesso noti criminali ricercati e membri di milizie violente e denunciamo pubblicamente l’Italia e l’UE per il loro sostegno, che garantisce totale impunità. Nell’episodio di lunedì 11 maggio, l’unità coinvolta era scortata dalla Murzuq 662, una motovedetta donata dall’Italia alla cosiddetta Guardia Costiera libica nel giugno 2023, nell’ambito del quadro di cooperazione UE-Libia SIBMMIL. Più tardi quel giorno, la Sea-Watch 5 è stata inseguita anche dalla Ras Jadir 648, un’altra nave che l’Italia aveva già ceduto ad attori libici nel maggio 2017, coinvolta in diversi casi documentati di violenza in mare. Spari libici e criminalizzazione italiana sono due facce della stessa medaglia per attaccare la società civile e il soccorso in mare. Spiega Giorgia Linardi: «La società civile nel Mediterraneo è testimone scomoda delle ingiustizie commesse dal governo con i soldi dei contribuenti e per questo da eliminare. Non a caso a poche settimane dall’adozione della legge sul blocco navale, a cui abbiamo dichiarato opposizione nel nome del diritto.» «Il governo – conclude Linardi – ha perso dinanzi a ogni giudice, e si troverà a rispondere al giudizio della storia. Noi continuiamo fermamente a stare dalla parte del diritto, insieme al nostro capitano, che da civile ha onorato gli obblighi che lo Stato calpesta.» Sea Watch
May 16, 2026
Pressenza
LAVORO: NUOVA INDAGINE DELL’ANTITRUST SU GLOVO E DELIVEROO, “INFORMAZIONI INGANNEVOLI SUGLI STANDARD ETICI”
La Guardia di Finanza ha condotto nuove ispezioni nelle sedi italiane delle piattaforme digitali Glovo e Deliveroo. L’Agcom ha disposto un’istruttoria nei loro confronti per condotte illecite nell’attività relativa all’offerta di servizi di consegna a domicilio di prodotti alimentari. Le società, spiega l’Antitrust, avrebbero messo in evidenza, nelle proprie comunicazioni rivolte ai consumatori (ad esempio, nel codice etico e sul loro sito web nelle sezioni “chi siamo”), un’immagine aziendale fondata sul rispetto di standard etici e di responsabilità sociale che non corrisponde al vero. Secondo la sola Procura di Milano, infatti, sono almeno 200mila i rider assunti e fatti lavorare in condizioni di sfruttamento. “È sicuramente ottimo che le istituzioni si siano attivate”, commenta ai microfoni di Radio Onda d’Urto l’avvocata del lavoro Giulia Druetta, che si occupa da tempo di vertenze e inchieste relative al settore. Tuttavia, aggiunge Druetta, “registro anche il fatto che da dieci anni, dal 2016 a oggi, la situazione peggiora e la condizione dei riders è sempre peggiorata nel tempo, sia a livello contrattuale che a livello salariale“. “Il punto – aggiunge l’avvocata del lavoro sulle nostre frequenze – è che queste piattaforme non hanno capito la lezione perché ogni volta riescono a eludere i controlli, le sanzioni, e ad andare avanti, come se niente fosse, assumendo migliaia di lavoratori con contratti occasionali e mettendoli per strada con – se va bene – un caschetto”. “Credo ci sia un’emergenza lavoro importante e i rider siano stati quei lavoratori che ce l’hanno sbattuto in faccia”, conclude Giulia Druetta. L’intervento su Radio Onda d’Urto di Giulia Druetta, avvocata del lavoro che si occupa da tempo delle vertenze dei rider impiegati nelle piattaforme del food delivery. Ascolta o scarica.
Global Sumud Flotilla: la Procura di Roma indaga per tortura e rapina
Non più solo sequestro di persona e danneggiamento. L’inchiesta della Procura di Roma sulla Global Sumud Flotilla, la missione che lo scorso ottobre ha rotto il blocco sionista illegale su Gaza e di cui i componenti sono stati poi trattenuti dalle forze israeliane, si allarga drasticamente. I magistrati hanno infatti […] L'articolo Global Sumud Flotilla: la Procura di Roma indaga per tortura e rapina su Contropiano.
April 15, 2026
Contropiano
Lo straordinario impatto del volontariato sulle persone
Il volontariato sta attraversando una fase di trasformazione profonda. I dati ISTAT (2025) dimostrano come si stia progressivamente indebolendo: nel 2023 circa 4,7 milioni di persone (il 9,1% della popolazione di 15 anni e più) hanno svolto attività di volontariato, sotto forma di impegno organizzato o aiuto diretto (-3,6 punti percentuali rispetto al 2013). Il calo della partecipazione è stato abbastanza generalizzato, anche se ha interessato maggiormente le nuove generazioni. Tra i volontari, quelli attivi solo in forma organizzata scendono dal 54,3% al 46,1% e anche chi offre solo aiuti diretti passa dal 37,6% al 32,2%. Al contrario, aumenta in modo marcato la partecipazione ibrida: dall’8,1% al 21,7% (+13,6 punti percentuali). La trasformazione del volontariato non riguarda, quindi, solo i numeri, ma anche le modalità con cui le persone scelgono di impegnarsi e il senso che attribuiscono al proprio agire gratuito. Informazioni che spesso non riescono a emergere dalla statistica ufficiale. L’Osservatorio Volontariato “Dono e Agire gratuito”, promosso da AICCON Research Center in collaborazione con Forum Nazionale Terzo Settore e CSVNet, con il sostegno di UniCredit e Fondazione Modena e con le rilevazioni curate da IPSOS Italia, ha cercato di indagare le trasformazioni in atto. La metodologia dell’Osservatorio si basa su un approccio misto che integra analisi quantitativa (indagine CAWI somministrata a un campione di 1.000 cittadini italiani) e qualitativa (interviste motivazionali con organizzazioni che accolgono volontari), al fine di ottenere un quadro completo e sfaccettato del fenomeno. I primi risultati, presentati durante le ultime Giornate di Bertinoro 2025, ci indicano che il 23% degli intervistati effettua donazioni regolari in denaro a cause sociali, percentuale che sale al 31% tra i pensionati e al 32% tra i liberi professionisti. Tra i giovani la forma di donazione più diffusa è quella di sangue e/o plasma – effettuata dal 30% degli intervistati under 25 e dal 19% degli intervistati tra 25 e 34 anni; molto diffuse anche la frequentazione di centri culturali (20% degli intervistati tra 25 e 34 anni) e di comunità religiose (18% degli intervistati tra 25 e 34 anni, contro una media dell’11%). Un intervistato su 10 è attualmente volontario in un’organizzazione e il 22% lo era in passato.  I volontari attuali hanno una maggiore rappresentanza nelle fasce d’età più anziane (50% ha 55 anni o più), mentre gli ex-volontari sono più distribuiti nelle fasce d’età centrali (54% tra i 35 e i 64 anni) e tra i curiosi il 22% ha meno di 35 anni. Il dato più interessante è relativo alle prospettive future di ingaggio: il 54% degli ex volontari vorrebbe tornare a fare volontariato nei prossimi 6 mesi (per 1 su 10 è molto probabile), percentuale che sale al 77% tra gli intervistati under 35; tra i curiosi, il 42% potrebbe iniziare a fare volontariato nei prossimi 6 mesi, percentuale che sale al 52% tra gli under 25. Le principali ragioni che spingono le persone a fare volontariato restano chiare: il desiderio di aiutare gli altri e quello di sentirsi utili sono indicati da quasi la metà degli intervistati. A seguire, le ragioni più altruistiche (contribuire alla comunità, alle cause vicine ai propri valori) si affiancano a quelle personali (desiderio di appartenenza, appagamento personale, utilizzo del tempo libero). Il quadro dei dati fa emergere anche una trasformazione significativa nella percezione del volontariato da parte di chi lo pratica attivamente: i volontari attivi sembrano spostare la loro motivazione da un astratto “desiderio di aiutare gli altri” a un più concreto “sentirsi utili”. Un cambiamento che segnala un passaggio da una visione idealizzata dell’altruismo, a una comprensione più matura e pragmatica dell’impatto reciproco del volontariato. Si passa dunque dall’altruismo al personalismo comunitario, secondo cui una piena realizzazione di sé avviene soltanto attraverso la relazione con gli altri. “L’importanza attribuita alla <Crescita personale> e all’<Arricchire il proprio curriculum>, evidenziano i primi dati della ricerca, è relativamente contenuta da parte di tutti i gruppi, suggerendo che il volontariato rimane principalmente guidato da spinte intrinseche e valori profondi. Tali motivazioni risultano tuttavia più evidenti per le fasce più giovani: il 27% dei rispondenti in fascia 18-24 anni ha indicato la <crescita personale> tra le motivazioni e il 17% l’arricchimento del CV. Il volontariato diventa, quindi, per le nuove generazioni non solo un atto di altruismo, ma anche un modo per sviluppare il proprio sé in un contesto sociale significativo. Accanto alle motivazioni, emergono però anche ostacoli significativi. Non ostacoli valoriali, ma barriere di contesto: mancanza di tempo, carichi di cura, precarietà lavorativa, problemi di salute, scarsa flessibilità delle opportunità. Mentre tra gli under 35 pesano la mancanza di informazioni, il dubbio sull’efficacia reale di ciò che si fa e la preferenza per attività che prevedono almeno un rimborso spese. È un segnale che invita a ripensare modalità di coinvolgimento più chiare, accessibili e personalizzate”. L’impatto del volontariato sulle persone, però, rimane straordinario. L’Osservatorio mostra che l’86% dei volontari parla di appagamento, l’83% di crescita personale, il 78% di nuove competenze e il 73% di relazioni significative. Il volontariato aumenta inoltre l’inclusione sociale: mentre 6 intervistati su 10 si sentono inclusi nella società italiana (ma solo 1 su 10 pensa di esserne parte a tutti gli effetti), il 71% dei volontari si sente incluso (14% completamente, il 57% in gran parte). Guardando al futuro, tre sono le direttrici che emergono con più forza: flessibilità, riconoscimento e giovani. Le persone chiedono forme di partecipazione più agili e compatibili con le vite contemporanee; serve un riconoscimento concreto delle competenze e dell’impatto generato e occorre costruire una nuova alleanza con le generazioni più giovani, che già partecipano in modi nuovi e che rappresentano una delle energie più promettenti dell’agire gratuito. L’evoluzione del volontariato non è una perdita: è una trasformazione che porta con sé nuove possibilità. La responsabilità collettiva, oggi, è creare le condizioni perché questa energia – sia nelle forme tradizionali che in quelle emergenti – possa essere riconosciuta, sostenuta e messa nelle condizioni di generare futuro. Qui la presentazione dei dati della ricerca dell’Osservatorio AICCON durante Le Giornate di Bertinoro 2025: https://www.youtube.com/watch?v=FwmXBWkYqsc&t=16s Giovanni Caprio
April 5, 2026
Pressenza
Una indagine scuote grandi aziende e militari, ma già non se ne parla più
C’è una indagine in corso della quale sui mass media sembra già essere scattato il silenziatore. Dopo la notizia girata con rilievo dieci giorni fa, sono ormai giorni che nessuno sembra avere interesse per novità o considerazioni in merito ad una inchiesta che pure si annuncia cicciosa e rognosa. I […] L'articolo Una indagine scuote grandi aziende e militari, ma già non se ne parla più su Contropiano.
April 4, 2026
Contropiano
Nuove inchieste sull’urbanistica a Milano, nessun cambio di passo nel sistema PD e Sala!
Non si ferma il terremoto dell’urbanistica che ha scoperchiato il sistema di malaffare nella gestione politica della giunta Sala. Gli ex assessori Giancarlo Tancredi e Ada Lucia de Cesaris e il direttore generale di Palazzo Marino Christian Malangone sono sotto inchiesta nell’ambito di una indagine della Procura sulla vendita dello […] L'articolo Nuove inchieste sull’urbanistica a Milano, nessun cambio di passo nel sistema PD e Sala! su Contropiano.
April 1, 2026
Contropiano
Sondaggio: “Giovani e Guerre”. Un’indagine per conoscere il punto di vista dei vicentini
Pubblichiamo un interessante Report sulla restituzione dei risultati del questionario “Giovani e Guerre”, realizzato nell’ambito del progetto scolastico “L’Obbedienza non è più una virtù”, promosso dal Gruppo Scuole Disarmate Vicenza con il supporto dell’Associazione Oikos e presentato il 20 marzo presso l’ITIS “Rossi” di Vicenza. L’iniziativa ha riportato al centro dell’attenzione pubblica il punto di vista dei giovani vicentini di fronte ai conflitti armati, alla pace e al ruolo della scuola nell’educazione critica alle dinamiche della guerra. Il progetto nasce con un obiettivo preciso, in linea con quello dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, cioè contrastare la crescente narrazione che tende a presentare la guerra come inevitabile, o addirittura come soluzione legittima dei conflitti internazionali, e rafforzare invece nei giovani strumenti di riflessione, responsabilità personale e cittadinanza attiva. Nella dispensa del progetto si sottolinea infatti che la scuola deve restare uno spazio di libertà, pensiero critico e costruzione di un futuro di pace. Al questionario hanno risposto 1561 studenti e studentesse di 15 scuole superiori di Vicenza e provincia, offrendo un quadro ampio e significativo del sentire delle nuove generazioni su guerra, pace, servizio militare, informazione e ruolo delle istituzioni scolastiche. L’indagine è stata elaborata dal professor Giuseppe Pellegrini dell’Università di Trento, dalla professoressa Silvia Cataldi dell’Università La Sapienza di Roma e dalla dottoressa Irene Moresco. La rilevazione si è svolta tra il 18 novembre e il 24 dicembre 2025. Dal report emerge un forte stato di attenzione e preoccupazione: quasi il 70% degli intervistati si dichiara abbastanza o molto preoccupato per un possibile coinvolgimento dell’Italia in una guerra, mentre sulla possibilità di un conflitto globale prevalgono sentimenti di inquietudine e allarme. Uno degli elementi più rilevanti emersi dall’indagine riguarda il netto rifiuto dell’approccio militare come risposta ai conflitti. I dati mostrano infatti che, in caso di chiamata obbligatoria alle armi, soltanto il 35,1% dei rispondenti dichiara che si arruolerebbe, mentre la quota più alta, il 37,5%, afferma che sceglierebbe di fuggire all’estero. ANCHE RISPETTO AL SERVIZIO MILITARE VOLONTARIO, LE PERCENTUALI RESTANO CONTENUTE, MENTRE MOLTI RAGAZZI DICHIARANO DI NON RICONOSCERSI NÉ NELLA SCELTA MILITARE NÉ IN QUELLA DEL SERVIZIO CIVILE. UN ORIENTAMENTO CHE CONFERMA UNA DIFFUSA DISTANZA CULTURALE DEI GIOVANI DALLA GUERRA COME STRUMENTO DI SOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE INTERNAZIONALI. Per gentile concessione del Gruppo Scuole Disarmate Vicenza, che ringraziamo, mettiamo a disposizione il Report in PDF per una lettura ed uno studio approfondito sul sentimento dei/delle giovani rispetto alla guerra e all’arruolamento. REPORT_PELLEGRINI_EVENTO_20260320Download Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Studenti con i lavoratori. Dov’è il problema?
1. Haji è una studentessa del Liceo Machiavelli Capponi di Firenze. È stata segnalata ai Servizi Sociali per aver partecipato alla protesta degli operai de L’Alba davanti al negozio di Patrizia Pepe in piazza Duomo a Firenze. 2. Siamo di fronte a un atto intimidatorio. Prima la convocazione insieme ai […] L'articolo Studenti con i lavoratori. Dov’è il problema? su Contropiano.
February 25, 2026
Contropiano
A Roma indagati 21 tra agenti e carabinieri per furto a Coin. Altri tre per traffico di droga
Sarà una coincidenza ma la sindrome delle “mele marce” sembra voler continuare a riempire il cesto. E’ passato poco più di una settimana dagli arresti per traffico di droga nella zona del Tufello in cui sono stati arrestati anche tre agenti di polizia che, sempre a Roma, tra le 44 […] L'articolo A Roma indagati 21 tra agenti e carabinieri per furto a Coin. Altri tre per traffico di droga su Contropiano.
February 25, 2026
Contropiano