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Mantova, IC di Asola lezioni di legalità con i Carabinieri
La dirigente scolastica dell’IC di Asola, in provincia di Mantova, recentemente ha organizzato con i Carabinieri della stazione locale e il nucleo Carabinieri Forestali di Castiglione delle Stiviere due incontri nel suo istituto. Il 27 febbraio scorso ha partecipato la scuola secondaria di primo grado “A. Schiantarelli” (clicca qui) con circa 100 studenti e studentesse, il 13 marzo le classi quinte delle scuole primarie  “L. Mangini”, “Don M. Maraglio”, “Don L. Milani”, “V. Somenzi” e del Comune di Mariana (clicca qui), per un totale di 80 studenti e studentesse.  Il fine dichiarato di queste due mattinate era la sensibilizzazione alla cultura della legalità delle giovani generazioni. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università afferma invece che bisogna considerare queste iniziative da un’altra prospettiva: in tutta Italia gli appuntamenti di questo tipo si sono moltiplicati nel giro di pochi anni, in concomitanza con i venti di guerra che stanno interessando l’Europa e con la repressione diffusa del dissenso politico interno e delle libertà sociali. Di conseguenza le gite scolastiche nelle caserme, i concorsi a tema militarista in occasione delle ricorrenze della Grande Guerra o del 4 novembre, l’intervento a vario titolo di soggetti militarizzati nell’ambito della scuola pubblica sarebbero, in realtà, espressione di una propaganda militare, affinché la normalizzazione delle guerre arrivi indisturbata alla coscienza dei ragazzi e delle ragazze, e non possa più essere messe in discussione. Noi dell’Osservatorio critichiamo queste iniziative perché crediamo che la scuola debba educare innanzitutto alla pace; per questo abbiamo scritto un Vademecum per quei/quelle docenti, genitori e studenti maggiorenni che la pensino come noi e vogliano sottrarsi e sottrarre i loro figli e le loro figlie alle attività organizzate con Forze Armate e Forze dell’Ordine. Vi invitiamo a stampare e usare il modulo che più si addice al caso vostro; se avete dubbi o segnalazioni da fare contattateci a questo indirizzo osservatorionomili@gmail.com  Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: MAKE A ONE-TIME DONATION Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Donate -------------------------------------------------------------------------------- MAKE A MONTHLY DONATION Your contribution is appreciated. Donate monthly -------------------------------------------------------------------------------- MAKE A YEARLY DONATION Your contribution is appreciated. Donate yearly
Mantova, 4 maggio: incontro “La scuola (non) va alla guerra” al Festival “Segnali di Pace”
LUNEDÌ 4 MAGGIO, ORE 18.00 ARCI VIRGILIO, VICOLO OSPEDALE 2, MANTOVA All’interno del Festival “Segnali di Pace”, la Rete Educativa Mantovana per la Palestina ha organizzato con l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università l’incontro “La scuola (non) va alla guerra” per lunedì 4 maggio a Mantova. Il Festival “Segnali di Pace”, organizzato annualmente da Movimento Nonviolento Mantova, vede la collaborazione di molte realtà pacifiste e antimilitariste ed è ormai un importante appuntamento per la cittadinanza. Nonostante la forza degli impulsi distruttivi e degli apparati del dominio, sta ad ognuno di noi scoprire e animare la creatività nella reciproca accoglienza. Gli altri hanno razzi. Noi soltanto fionde, e nemmeno sassi, ma micce di poesia. Danilo Dolci , Come i fuochi nella notte È in questa cornice che le e i docenti della Rete Educativa Mantovana per la Palestina hanno deciso di invitare l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Si parlerà della militarizzazione delle scuole italiane, del ritorno alla leva in Italia e in Europa e di come difendere la libertà di insegnamento. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
MANTOVA: CENTINAIA DI ANTIFASCISTI/E IMPEDISCONO IL CORTEO DEI FASCISTI E RAZZISTI DELLA “REMIGRAZIONE”
A Mantova centinaia di antifasciste e antifascisti si sono mobilitati contro il sedicente comitato razzista e neonazista della cosiddetta “Remigrazione e riconquista”, appoggiato dall’organizzazione fascista locale “Difendi Mantova”, che voleva sfilare in corteo per le vie della città. La presenza della piazza antifascista ha fatto sì che a fascisti e razzisti venisse vietato il corteo, costringendoli a ripiegare su un presidio statico nella defilata Piazza Virgiliana. La manifestazione antifascista, invece, ha riunito diverse realtà politiche mantovane nei Giardini della Resistenza di viale Piave sotto la parola d’ordine “No pasarán”. “Faremo in modo che queste persone che parlano di ‘remigrazione’ non riconquistino, come desiderano loro, quartiere dopo quartiere, Mantova e tutte le città” – ha detto dal palco la presidente dell’Anpi provinciale Paola Longari. “Il nostro – continua Longari – dev’essere un lavoro unitario per fare in modo che tutti quanti insieme, con le organizzazioni che si sono riunite e che devono continuare a rimanere unite, continuiamo in questo lavoro imperterrito”. Su Radio Onda d’Urto è intervenuto Enrico, dello spazio sociale La Boje: “Per noi è stato un momento molto importante verso la costruzione della giornata di mobilitazione del 25 aprile”, afferma ai nostri microfoni. “Abbiamo bloccato quella che era l’ipotesi di corteo neonazista sottraendo loro la piazza”, prosegue Enrico. “Al contrario di quello che raccontano i fascisti della ‘remigrazione’, in Italia non esiste alcuna emergenza di criminalità”, continua il compagno mantovano nella corrispondenza. “Esiste invece un problema di diritti sociali che si perdono: il diritto all’abitare, il lavoro garantito, il potere d’acquisto sempre più basso con il costo della vita sempre più alto. Un aspetto molto importante di oggi è che tutte le realtà antifasciste presenti hanno ribadito questo orizzonte di lotta”, conclude Enrico de La Boje. Su Radio Onda d’Urto la corrispondenza di Enrico, compagno dello spazio sociale La Boje di Mantova. Ascolta o scarica.
March 28, 2026
Radio Onda d`Urto