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La società dei reclusi e i rivoltosi
di Mauro Armanino Sette cancelli imprigionano la società contemporanea: ferocia, mercificazione, militarismo, svuotamento della politica, sfruttamento del lavoro, isolamento e rassegnazione. La rivolta come possibilità di riconquistare la libertà. Ne …
October 10, 2026
Osservatorio Repressione
Smisurata preghiera della vetrina
di Mauro Armanino Da Piazza Banchi a Fabrizio De André, l’acciuga che nuota in direzione ostinata e contraria diventa immagine delle resistenze quotidiane: contro la guerra, la rassegnazione e l’anestesia …
Mauro Armanino: andar controcorrente, con “parole che dissentono, e disertano”
Oggi, sabato 3 ottobre, a Genova si è svolta l’assemblea generale convocata da CALP e USB per preparare la mobilitazione internazionale che venerdì 30 ottobre coinvolgerà i lavoratori del porto del capoluogo ligure insieme ai colleghi di altre città portuali di tutta Italia, d’Europa e di altri stati affacciati al Mediterraneo. A Genova due giorni prima, il 1° ottobre, è stata ‘varata’ la 66esima edizione del Salone Nautico. L’inaugurazione è stata celebrata con il cerimoniale saluto ‘alla voce’ delle navi in rada… e, oltre alla sindaca di Genova, per l’occasione erano presenti: il governatore della Liguria, Marco Bucci, il presidente nazionale di Confindustria, Orsini, e il presidente di Confindustria nautica, Formenti, inoltre il ministro Urso, il viceministro Rixi e Giorgia Meloni, che ha proceduto al taglio del nastro contemporaneamente al “defilamento della fregata antimissilistica Margottini della Marina militare durante il tradizionale alzabandiera da parte dei militari della Capitaneria di porto oltre all’esecuzione dell’Inno di Mameli“. Sul palco d’onore c’erano le ‘autorità’, tranne una: “Se l’obiettivo, come si vocifera, e spero che non sia così, era quello di levarmi attenzione, non credo sia stato raggiunto – ha dichiarato Silvia Salis, campionessa di lancio del martello nel 2025 candidata, ed eletta, ‘primo cittadino’ (da una coalizione formata da PD, M5S, AVS, Volt Italia, +Europa, Azione, Italia Viva e DemoS insieme alle liste civiche Riformiamo Genova e Linea Condivisa) – Io rappresento la città di Genova e non ho intenzione di fare polemica. Vorrei solo ricordare il senso di servizio verso il nostro incarico. Noi siamo in prestito alle istituzioni, non sono nostri gli incarichi che abbiamo, li serviamo. Non servono a noi, noi rappresentiamo le istituzioni per le quali siamo state votate” [Meloni inaugura la 66esima edizione del Salone nautico, polemica per l’assenza di Salis dal palco – Rai News]. L’incontro ha riunito i portuali insieme a comitati, associazioni, organizzazioni sindacali e politiche, collettivi e cittadini esortati a “portare idee e proposte concrete per costruire una risposta coordinata dal basso”. Mauro Armanino ha risposto con una riflessione: > Piazza Banchi si trova adiacente a Caricamento. > > Nata come scalo commerciale accanto al porto di Genova, prese questo nome per > la presenza dei banchi di legno dei cambiavalute e dei notai sistemati sotto i > portici dei palazzi. > > Dal fallimento di questi banchi e dalla rottura fisica dei tavoli, i banchi > rotti, deriva il termine ‘bancarotta’… parola che bene esprime lo spirito del > nostro tempo inquieto. > > Alta sui naufragi dai belvedere delle torri, china e distante sugli elementi > del disastro e dalle cose che accadono al di sopra delle parole celebrative > del nulla. > > Dietro la chiesa di san Pietro in Banchi che poggia, forse non casualmente, su > negozi e chiosco dei fiori, si trova uno dei centri di ascolto della Caritas. > > Ogni mattina passano un centinaio di persone per consumare una sobria > colazione offerta dal servizio. > > Accanto alla porta d’ingresso della sala di accoglienza e di incontri, aperti > a tutti, ha sede uno spazio espositivo. > > ‘Impronta d’acciuga’, c’è scritto. > > Sullo scandalo metallico > di armi in uso e in disuso > a guidare la colonna > di dolore e di fumo > che lascia le infinite battaglie al calar della sera > la maggioranza sta, la maggioranza sta. > > Sulla vetrina ci sono due dipinti che rappresentano acciughe. > > Quello di sinistra cita una strofa di poesia scritta a due mani con Ivano > Fossati e cantata da Fabrizio de André nel 1996. > > ‘Smisurata preghiera’ si legge sul dipinto nel quale un’acciuga naviga in > senso contrario rispetto alle altre. > > Tutto si rigenera e prende altre direzioni, fondali che si trasformano in > arredi. > > Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria > col suo marchio speciale di speciale disperazione > e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi. > > L’acciuga posta in una direzione ostinata e contraria insinua le innumerevoli > e spesso nascoste, quotidiane resistenze al sistema imperante. > > I ‘no-feriali’ ed eretici che sfidano le narrazioni dominanti e nuotano, > coscientemente, controcorrente. > > L’editoriale di Volere la luna * afferma che la democrazia non è stata > inventata per essere democratica… bisogna costringerla. > > Ecco perché a Genova ci sarà un’assemblea per dire ai guerrafondai della > logistica che ‘non di sole armi vivono i porti’, ma di parole che dissentono e > disertano. > > Coltivando tranquilla > l’orribile varietà > delle proprie superbie > la maggioranza sta > come una malattia > come una sfortuna > come un’anestesia > come un’abitudine > > Mauro Armanino – Genova, 3 ottobre 2026 SMISURATA PREGHIERA Liberamente tratta dalla Summa di Maqroll. Il gabbiere (antologia poetica 1948-1988) di Álvaro Mutis, Ediz. Einaudi – Torino F. DeAndré | I. Fossati | A. Mutis  ©  1996   Alta sui naufragi dai belvedere delle torri china e distante sugli elementi del disastro dalle cose che accadono al di sopra delle parole celebrative del nulla lungo un facile vento di sazietà di impunità. Sullo scandalo metallico di armi in uso e in disuso a guidare la colonna di dolore e di fumo che lascia le infinite battaglie al calar della sera la maggioranza sta, la maggioranza sta. Recitando un rosario di ambizioni meschine di millenarie paure di inesauribili astuzie coltivando tranquilla l’orribile varietà delle proprie superbie la maggioranza sta. Come una malattia come una sfortuna come un’anestesia come un’abitudine. Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria col suo marchio speciale di speciale disperazione e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi per consegnare alla morte una goccia di splendore di umanità, di verità. Per chi ad Aqaba curò la lebbra con uno scettro posticcio e seminò il suo passaggio di gelosie devastatrici e di figli con improbabili nomi di cantanti di tango in un vasto programma di eternità. Ricorda, Signore, questi servi disobbedienti alle leggi del branco non dimenticare il loro volto che dopo tanto sbandare è appena giusto che la fortuna li aiuti. Come una svista come un’anomalia come una distrazione come un dovere. * “La democrazia non è stata inventata per essere democratica. Bisogna costringerla.” (Aria di golpe parlamentare e di partito unico, di Alfio Mastropaolo – Volere la luna – 30/09/2026) L’inaugurazione del Salone Nautico 2026 nell’album fotografico del Governo italiano: Maddalena Brunasti
October 3, 2026
Pressenza
Verbi e declinazioni possibili
di Mauro Armanino Una signora, molto provata da grossi problemi di salute felicemente risolti, sta impegnando parte del suo tempo per incontrare i giovani nelle scuole e in altri ambiti dove essa è invitata. «Qual è il verbo più importante per te?». Mi diceva che questa è molto spesso la domanda con cui inizia la sua testimonianza. Si tratta di
Verbi e declinazioni possibili
di Mauro Armanino Le parole che usiamo raccontano il mondo che stiamo costruendo. Tra armarsi, controllare, respingere e punire, Mauro Armanino riscopre un verbo semplice e radicale: scegliere da che …
September 28, 2026
Osservatorio Repressione
L’isola dei tesori
di Mauro Armanino Da Socrate, il cane nato in fabbrica, al mendicante di Piazza dell’Annunziata, fino alla piccola Natasha morta di fame: un viaggio tra le vite a cui attribuiamo …
September 19, 2026
Osservatorio Repressione
Abituarsi, tradimenti, nazioni, morire di fame
Quattro riflessioni di Mauro Armanino (*) Devo imparare ancora una terza cosa: non devo abituarmi Non devo uccidere non devo tradire Questo lo so Devo imparare ancora una terza cosa: Non devo abituarmi Recita così uno degli scritti di Erich Fried, poeta austriaco ebreo. Costretto ad abbandonare Vienna per Londra dopo l’occupazione nazista morì in Germania nel 1988. Lavorò come
September 18, 2026
La Bottega del Barbieri
Come un soffio
di Mauro Armanino Fragili come un soffio, continuiamo a costruire idoli: denaro, potere, guerra, tecnica e nazione. Una riflessione sulla crisi dell’Occidente e su chi ancora rifiuta di inginocchiarsi davanti …
September 12, 2026
Osservatorio Repressione
Le meditazioni di Mauro Armanino sulle ‘apocalissi’ e sul ‘sotto-costo’
“Un altro nome di apocalisse potrebbe essere quello di insurrezione, che poi è sinonimo di ‘rivelazione’ – spiega il sacerdote ligure – Tra le due parole c’è una profonda connessione e per così dire ‘ complicità’. Ogni autentica sovversione non è, in fondo, che la rivelazione di un mondo altro che, fatto prigioniero da quello esistente, è ‘naturalizzato’ da un’apparente ineluttabilità. Le apocalissi sono dunque incursioni che svelano l’ambizione di offrire chiavi di lettura per interpretare la propria storia. Essa è parte integrante di quella più ampia che involucra e incide su quella realtà che crediamo unica.  Le apocalissi hanno il sapore dell’ultimità e, per certi versi, di fragile passerella per i tempi di crisi che sono i cambiamenti d’epoca”. Nato a Chiavari nel 1952, un obiettore di coscienza che anziché il servizio militare, nel 1976 obbligatorio, ha svolto attività umanitarie in Costa d’Avorio, dove poi è tornato come missionario, Mauro Armanino ha vissuto a Casarza Ligure, dove lavorava come operaio e si impegnava nelle lotte sindacali, poi a lungo in Niger e a Genova, dove mentre assisteva i migranti ha conseguito il dottorato in antropologia culturale ed etnologia. Da quando è tornato a vivere in Liguria partecipa frequentemente alle settimanali Ora in silenzio per la pace di Genova e Sestri Levante. Ha documentato le proprie esperienze nei libri-testimonianza pubblicati da Edizioni Mutus Liber e in questi giorni ha scritto alcune meditazioni. APOCALISSI LEGGERE NEL QUOTIDIANO Una serie di serie di riflessioni ispirate dai brani E vidi un cielo nuovo e una terra nuova: il cielo e la terra di prima, infatti, erano scomparsi e il mare non c’era più (Ap 21, 1) e Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, nè di lì possono giungere fino a noi’… (Lc 16, 26), da alcune frasi di altri autori (Franco Arminio, Rainer Maria Rilke, Russel Jacob, Arturo Paoli e Anais Nin) e dalle sue osservazioni sul tema Le frontiere come un’apocalisse: i confini rivelano i nostri volti reali pubblicate su Il Fatto Quotidiano il 22 marzo scorso. SOTTOCOSTO > L’AMT di Genova oggi sciopera. L’Azienda Municipalizzata dei Trasporti > assicura il servizio essenziale solo in alcune fasce orarie del mattino e > della sera. In attesa di un dimenticato sciopero nazionale per il caro vita e > altre faccende legate a una ‘guerra mondiale a pezzi’ che ci coinvolge. > > Ciò è quanto testualmente affermato dall’Avvocatura dello Stato, ci ricorda > Gianni Alioti cofondatore di The Weapon Watch  – Osservatorio sulle armi nei > porti europei e mediterranei, già sindacalista della Cisl. Quest’ultimo sembra > da tempo un sindacato fantasma accodatosi all’ombra del potere attuale. > > Quando i sindacati d’epoca dicevano ‘Uniti si Vince’ sapevano quello che > sarebbe accaduto dopo. > > Se prendete la linea del 17 che fa capolinea a via Ceccardi a Genova vi > dirigerete verso la bella Nervi. Arrivati al cavalcavia di via Carrara, sulla > sinistra c’è un supermercato con tanto di parcheggio sotterraneo. La > pubblicità da cui ho rubato il titolo dell’articolo viaggia col bus e si ferma > proprio qui. > > Dice la Treccani che sottocòsto (o sótto còsto) significa “A un prezzo > inferiore a quello di costo: vendere, comprare una merce s.; cedere s. le > rimanenze”. > > La prima realtà sottocosto nella nostra società occidentale, com’è noto, è la > vita dei poveri. > > I più indifesi sono quelli che avrebbero potuto e per tanti motivi non hanno > ricevuto il permesso di soggiorno per questa terra. Poi quelli che avrebbero > voluto avere accesso alle nostre sponde e ne sono stati impediti da politiche > necrofile. Poi per i quali, anziani, la vita si presume senza importanza e > aiutati a sparire senza che nessuno prenda dovuta nota del loro umano > transito. Le vite dei profughi e degli sfollati dalle innumerevoli guerre > organizzate dalla nuova ‘Classe Armata’, secondo la drammatica intuizione > dell’amico David Colantoni. > > Sottocosto appaiono anche i sogni. > > Quelli funzionali al mantenimento del sistema, diciamo i sogni consumisti, > vengono venduti a prezzo ribassato del tipo tre al prezzo di due o anche di > più. > > Gli altri, quelli pericolosi e sovversivi, sono naturalmente fuori mercato e > anche fuori zona di ‘comfort’ intesa come area nella quale uno si sente al > sicuro. > > I luoghi nei quali si sogna un mondo pericolosamente differente vengono > isolati o, come esperimentato in era Covid, immunizzati perché non contaminino > il futuro. > > Sottocosto specie lui, il futuro, perché temuto in quanto portatore di > indefinita novità. > > La prova più evidente è quella del citato ‘inverno demografico’ o per meglio > dire, l’inconsapevole eppure prevedibile riduzione a comparsa dell’Occidente. > In effetti l’Istituto di statistica italiano, Istat, prevede che tra vent’anni > le coppie senza bambini saranno più numerose di quelle con bambini. > > Sottocosto il lavoro che tra morti quotidiane, sfruttamento nei luoghi di > raccolta industriale di frutti, legumi e affiliati, rende drammaticamente > risibile l’articolo primo della Carta Costituzionale. > > In esso si afferma che la Repubblica è fondata sul lavoro e che la sovranità > appartiene al popolo. Quest’ultimo (da prendere in senso letterale) la > esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. > > Entrambi i principi sono sconfessati dalla pratica ma c’è di peggio perché, da > tempo, abbiamo smarrito il senso del lavoro come trasformazione della realtà. > > Nel centro storico di Genova come, suppongo, in altre città, si vedono > scorrere sulle strade biciclette elettriche adattate con autisti di origine > straniera. Muniti di zainetto e pubblicità i riders, ciclo-fattorini, sono un > emblema dell’attuale liquidità sociale. > > Sottocosto sono le parole come quelle che ricordava papa Leone agli > ambasciatori: “il significato delle parole è sempre più fluido e i concetti > che esse rappresentano sempre più ambigui. Il linguaggio non è più il mezzo > privilegiato della natura umana per conoscere e incontrare… diviene sempre più > un’arma con la quale ingannare o colpire e offendere gli avversari… che le > parole tornino ad esprimere in modo inequivoco realtà certe”. > > Le parole vere non sono in vendita e neppure da esibire per ingannare Dio o > imbrogliare il popolo nella politica. Quelle pericolose sono state crocifisse > e risorgono nei poveri ma solo dopo tre giorni. > > Mauro Armanino, Genova, settembre 2026 Redazione Genova
September 5, 2026
Pressenza
Sottocosto
di   Mauro Armanino Dai poveri e migranti al lavoro precario, dai sogni al futuro: nella società del mercato tutto può essere svalutato. Persino le parole, quando smettono di raccontare …
September 4, 2026
Osservatorio Repressione