[ATENE, GRECIA] : rivendicazione per l’attacco incendiario all’ufficio legale di Vasilis Kapernaros> Da Dark Nights, 23.04.26
Le Cellule di Azione Diretta rivendicano la responsabilità dell’attacco
incendiario contro l’ufficio dell’avvocato di estrema destra e politico fallito
Vasilis Kapernaros, nel quartiere di Kypseli, nelle prime ore del 2 aprile.
Proprio come abbiamo fatto l’ultima volta che abbiamo attaccato un collaboratore
dei crimini di Tempi (la residenza Vozenberg, febbraio 2025), così ora
intitoliamo la cellula che ha compiuto l’attacco al guerrigliero urbano armato
Kyriakos Xymiteris. Facciamo appello a tutte le forze rivoluzionarie in lotta.
Che ogni compagno che elabora piani sovversivi e li mette in pratica attraverso
azioni offensive, raccolga il testimone e onori la memoria del nostro compagno
come merita. Per incendiare le notti tranquille della metropoli.
Per correre i rischi necessari affinché possiamo dimostrare con le nostre azioni
che non c’è modo migliore per ricordare e onorare i nostri morti che
intensificare la guerra contro il marciume del sistema e la sua cultura
dominante.
Il motivo dell’attacco sferrato dal nostro gruppo contro l’ufficio di quel
miserabile individuo noto come Kapernaros è il suo coinvolgimento attivo
nell’insabbiamento del crimine di Tempi, in quanto è l’avvocato della Interstar
Security, la società responsabile della sicurezza e della videosorveglianza
della rete ferroviaria. La società che per anni ha nascosto i video dei treni
che si sono scontrati quel giorno e che, insieme ad altre parti, ha contribuito
all’occultamento di prove fondamentali relative al crimine. In questo momento,
il rappresentante legale della società e due dirigenti dell’OSE sono sotto
processo per non aver consegnato i video del treno merci in fase di carico alla
stazione di Salonicco. Durante quest’udienza, come riferiscono i parenti delle
vittime, Kapernaros irrompe scortato, schernisce e bulleggia le persone,
culminando in un vile attacco all’ex scioperante della fame Panos Routsis.
Per dirla senza mezzi termini, abbiamo a che fare con un servile lacchè. Qualche
mese fa, e “casualmente” subito dopo l’intervista di Kyriakos Mitsotakis – in
cui si chiedeva se esistessero video dai tunnel che mostrassero il treno merci –
è apparso l’avido mascalzone, travestito da avvocato salvatore, con tre video
“dimenticati”, che ha persino condiviso con un nostro vecchio conoscente, Aris
Portosalte. Ha quindi scelto di farsi carico della responsabilità di distorcere
i fatti e seppellire la verità sul crimine di Tempi, mettendosi sotto i
riflettori della critica pubblica – come desiderano sempre queste figure
megalomani. La critica che abbiamo costantemente scelto è quella del fuoco e
della prassi rivoluzionaria.
Kapernaros, figlio di un poliziotto, è cresciuto nella Grecia del dopoguerra
civile in un ambiente che si può riassumere con lo slogan «Patria – Religione –
Famiglia». Anche lui non è altro che un patriota da quattro soldi, proprio come
quelli che indossavano i cappucci e tradivano i combattenti della resistenza
agli occupanti, per poi combatterli sulle montagne per volere dei loro nuovi
padroni come «banditi». Come quelli che, sfruttando la fame e le difficoltà
della gente, hanno accumulato fortune come trafficanti del mercato nero. Tutti
questi parassiti si sono presentati allo Stato del dopo guerra civile come buoni
cristiani e patrioti, mentre erano la feccia più grande nella storia di questa
terra.
Oggi, tutti loro – come Kapernaros – propinano le solite vecchie bugie,
nascondendo il loro ruolo sordido. Lui si atteggia a buon cristiano e,
soprattutto, a patriota, mentre allo stesso tempo svolge un ruolo attivo
nell’insabbiamento del crimine di Tempi. Dieci anni fa, presumibilmente vendeva
un anti-memorandum, mentre dietro le quinte stava creando la pericolosa Alba
Dorata come ulteriore forza di riserva per il sistema, al fine di impedire
l’ascesa della sinistra e, ancor più, di impedirne lo spostamento verso
direzioni più radicali. Naturalmente ha anche partecipato al processo contro
Alba Dorata come avvocato del deputato Nikos Kouzilos, mentre contemporaneamente
creava varie fazioni dello spettro politico di destra, come Allarme Nazionale
Radicale e l’Unione Radicale Patriottica, con vari deputati “seri” di Alba
Dorata come Synadinos, Koukoutsis e Sveroni. Allo stesso tempo, è ben noto il
suo rapporto con l’ex segretario generale del governo Samaras, Takis Baltakos.
Baltakos non era semplicemente il collegamento del governo con Alba Dorata; era
il principale promotore dello scenario di Alba Dorata “seria” menzionato sopra,
che avrebbe operato sulla base del ruolo storico dei fascisti. Come stampella
per il sistema in tempi di crisi e destabilizzazione.
Naturalmente, da buon esponente della destra, cristiano e patriota che si
rispetti, nel 2013 è stato coinvolto in uno scandalo di evasione fiscale da 5
milioni di euro, mentre ricopriva il ruolo di avvocato civile nel processo
Lingeridis, in rappresentanza della famiglia del macellaio deceduto. In questo
Paese è praticamente una tradizione che tutti questi truffatori
dell’establishment di destra mantengano legami con le forze dell’ordine e
sottraggano fondi pubblici. In quasi tutti gli scandali finanziari, grandi o
piccoli, che vengono alla luce di tanto in tanto – specialmente negli ultimi 15
anni – si osserva uno schema comune. Se non tutti, la maggior parte di loro
appartiene alla destra politica. Sputano un sacco di retorica patriottica, hanno
buoni agganci con le istituzioni ufficiali e puntano il dito contro chiunque si
opponga a frenare questa spirale discendente. Tutto questo serve da copertura
per riempirsi le tasche con fondi pubblici, senza, ovviamente, che nessuno di
loro venga mai punito da un sistema giudiziario inesistente.
Già anni fa, quando abbiamo visitato le abitazioni di alcuni membri di alto
rango della mafia giudiziaria, abbiamo notato che il sistema di giustizia civile
non affronta il problema. È il problema stesso. Non occorre essere anarchici per
comprendere questo punto. Con il passare dei giorni, diventa sempre più chiaro a
chiunque sia interessato come funziona questo sistema. Esso indossa il mantello
del Drago quando ha a che fare con gli oppositori politici del sistema, ma anche
con le persone vulnerabili che non hanno alcun sostegno politico. Viola la
“presunzione di innocenza”, calpesta persino le leggi civili stesse, le
ammucchia nelle prigioni e le priva della vita con estrema facilità. In tutti
questi casi, i giudici severi e “intransigenti” spingono i limiti della legge e
seppelliscono le persone per anni nei campi di lavoro che ora chiamiamo centri
di detenzione. D’altra parte, gli stessi giudici diventano sensibili e
compassionevoli quando sono accusati i propri figli. Ecco perché, se si guarda
all’interno delle prigioni, si troverà solo una manciata di tutti quei criminali
che, in realtà, sono gli unici a terrorizzare la società.
Sono attualmente in corso due processi politici di grande risonanza, casi che
riflettono tutti i doppi standard che regolano non solo il sistema giudiziario
civile e le forze dell’ordine, ma il sistema civile stesso. Ci riferiamo, da un
lato, al processo per il crimine di Tempi e, dall’altro, al processo dei nostri
compagni nel caso Ampelokipi. Si tratta di una coincidenza diabolica, poiché
riteniamo che un confronto tra i due casi convinca anche l’osservatore più
ingenuo di quanto siano metodiche e sporche le indagini di polizia e le
inchieste giudiziarie in questo paese. Come abbiamo detto sopra, quanto siano
severi, repressivi e invasivi i meccanismi statali in un caso, mentre allo
stesso tempo quanto diventino lenti, “disattenti” e “indulgenti” quando si
tratta di ripulire il pasticcio lasciato dai loro superiori politici nell’altro.
Le evidenti contraddizioni della mafia giudiziaria, ovviamente, non ci
sorprendono affatto. Ci strappano un sorriso amaro di conferma dell’ovvio, ma
l’orrore e la brutalità del potere che certi inquisitori dei giorni nostri
possono esercitare contro la vita e la libertà altrui non possono essere
liquidati come qualcosa di ordinario o normale. Chiunque si aspetti che i
complici e i lacchè degli assassini rendano giustizia è condannato a vivere
nell’oscurità e a tenere lo sguardo basso. Chiunque permetta che un compagno del
caso Ampelokipi venga condannato senza spargimento di sangue e senza conseguenze
dovrebbe aspettarsi che il passare del tempo lo trascini in una vita priva di
scopo e direzione, poiché questo è l’unico modo per descrivere l’accettazione
della sconfitta. Via Arkadias, il 31 ottobre 2024, è stata segnata da
un’esplosione di scelte, dal passo di un uomo, un passo sicuro e deciso verso
uno scontro frontale. Un momento critico, un momento di scelte, ci attende oggi.
Non lanceremo minacce contro coloro che hanno nelle loro mani il destino della
libertà dei nostri compagni sotto processo. Che si rivelino vuote o meno, le
azioni e gli eventi che si svolgeranno saranno irrevocabilmente impressi nel
Tempo. Ricordiamo solo a coloro che conservano ancora dentro di sé la scintilla
della vendetta e della rivoluzione, per un mondo per le persone e non un mondo
senza umanità, l’esempio altruistico e la vita scelta da coloro che hanno
trasformato quella scintilla in un’esplosione. Kyriakos, Christos, Lambros,
Christoforos. Le loro lotte e i loro appelli a un intensificarsi della guerra. È
giunto il momento per tutti di compiere scelte consapevoli e critiche. Perché di
fronte al regno del disfattismo e dell’assimilazione, noi sceglieremo
l’immaginazione, l’ottimismo e il rischio.
FORZA E SOLIDARIETÀ A MARIANNA MANOURA, DIMITRA ZARAFETA, DIMITRIS P., NIKOS
ROMANOS E ARGYRI K.
IL RIVOLUZIONARIO ARMATO KYRIAKOS XYMITIRIS SARÀ SEMPRE CON NOI
MEMORIA RIVOLUZIONARIA PER ALESSANDRO MARCOGLIANO E SARA ARDIZZONE
VITTORIA ALLO SCIOPERO DELLA FAME DI ARISTOTELIS HANTZIS E ALLA LOTTA DELLA
COMUNITÀ DEI RIFUGIATI
Cellule di Azione Diretta
Cellula Kyriakos Xymitiris